ScuolAnticoli

Libera Scuola di Umanità diretta da Luigi Scialanca

 

per Amore di Anticoli

 

sei domande sul nostro Futuro

 

ai signori Laura Amicone, Marco Calderari, Manuel Carrera, Anna D’Incalci, Fernando Espositi, Giovanni Gaudenzi, Angelo Iacovelli, Vittorio Meddi, Marco Occhigrossi, Francesco Putignani, Piero Splendori

e a tutti i Cittadini di Anticoli Corrado che a esse vorranno rispondere

 

Come mai i primi undici intervistati sono proprio quelli e non altri? Clicca qui e lo saprai!

 

Ha inoltre risposto: Antonietta Starnati

 

Home     Clicca qui per visualizzare il quadro d’insieme di tutte le risposte pervenute

Vittorio Meddi

Sindaco di Anticoli Corrado dal 2001 al 2011

 

 

Per Amore di Anticoli e della Valle dell’Aniene

 

(Clicca qui per scaricare il testo di Vittorio Meddi in formato .pdf)

 

Partecipo volentieri a questo confronto di idee sul futuro di Anticoli Corrado portando il contributo di esperienza maturato in oltre trent’anni di lavoro tecnico svolto all’interno di diversi Comuni della Valle dell’Aniene. Prima però voglio ringraziare pubblicamente il prof. Scialanca per l’impegno e la passione “politica” a favore del Paese, costantemente alla ricerca del confronto sulle scelte che riguardano tutti.

L’importanza della sua azione è insita nella funzione del confronto quale principio di democrazia e mezzo necessario per la ricerca della più probabile efficacia delle scelte che la collettività attraverso gli organi rappresentativi è chiamata a compiere.

Importanza del confronto che ci chiama ad una scelta in avanti: superare l’incapacità di fare distinzione tra “discussione e insulto”. Solo raggiungendo la sapienza e serenità di saper cogliere nella “critica” un valore positivo, possiamo pensare ad un paese “etico” dove i cittadini in modo convinto e spontaneo concorrono al bene comune.

Abbiamo necessità urgente di esprimere questa maturità se vogliamo che il Paese abbia un futuro e contrastare l’impellente rischio “estinzione” che riguarda concretamente centri a noi vicini. La velocità impressa alle scelte, senza il necessario dibattito, e l’arida supremazia dell’economia sulla politica lasciano poco tempo: o ci difendiamo oppure non avremo futuro.

Per difenderci ovviamente non intendo imbracciare i forconi e scendere a Roma. Intendo valorizzare il confronto e dedicare più tempo alla cosa comune per ricercare e sviluppare idee utili per un futuro sostenibile di Anticoli, primo passo per avere un ruolo attivo e concorrere alla crescita dell’area Medaniene.

È evidente e, soprattutto, comprovato l’anacronismo di chi ha una visione di sviluppo campanilistico, limitato alle mura del Paese, insostenibile per carenza d’ambito e di risorse.

Sarebbe interessante e utile che questa idea possa costituire la base di un confronto esteso a tutta la popolazione o, almeno, a tutti coloro che intendono partecipare che hanno a cuore le sorti del Paese.

 

1.  Quali sono, a suo giudizio, i principali problemi – economici e/o culturali e/o morali e civili – di Anticoli Corrado, e quali soluzioni proporrebbe a tali problemi?

 

Anticoli Corrado e in generale l’area della medio-alta Valle dell’Aniene è quella in condizioni di maggiore difficoltà economica dell’intero territorio della Città Metropolitana di Roma Capitale, con un tasso di disoccupazione in costante crescita, soprattutto quella giovanile, e con dati statistici cronicamente negativi.

L’economia è il problema principale, riferito sia alle famiglie per reddito che agli Enti per il depauperamento dei servizi e l’azzeramento degli investimenti. L’effetto è l’emigrazione verso i grandi centri urbani, che pure sembrava superata.

La diagnosi è nota da tempo. La difficoltà è individuare la cura che, secondo me, deve partire dalla presa d’atto del fallimento del localismo politico. Se l’area è in queste condizioni è proprio perché, a differenza di altre aree, non abbiamo avuto capacità di andare oltre l’ombra del singolo campanile.

Emblematica la storia di un finanziamento regionale importante per la Valle dell’Aniene, cancellato dalla stessa Regione per l’incapacità di scegliere un’opera di interesse generale: cancellato, cioè, per l’egoismo individuale.

Non regge l’alibi dello scarso peso politico, smentito dal fatto che la Valle dell’Aniene, nei momenti cruciali, ha espresso cariche importanti, dal presidente della giunta regionale a quello provinciale, assessori regionali e provinciali, deputati e senatori della Repubblica.

Che segnale hanno lasciato? Nulla, se non clientelismo, frutto della cultura che vede prima di tutto la salvaguardia del proprio “orticello”, assicurarsi la conferma del seggio. Con il risultato che gli elettori, stanchi, hanno inselvatichito anche gli orti ben curati.

La lezione del passato dimostra che i problemi possono avere solo la prospettiva di risoluzione d’area, che però, nonostante i provvedimenti legislativi, si allontana. Bisogna ripartire dall’ambito territoriale ottimale, che per noi è definito dalla “Media Valle dell’Aniene”, dando la priorità alle scelte che favoriscono l’occupazione sostenibile.

Dalla Valle sono partiti pullman carichi di mano d’opera, prima per i lavori in campagna, poi per l’edilizia, e attualmente soprattutto per il settore terziario. La crisi economica che ha investito pesantemente il settore edilizio, e di seguito il terziario, ingrandisce costantemente la colonia dei disoccupati.

Problema di proporzione notevole, la cui soluzione non è alla portata del singolo Comune. Peraltro gli strumenti di pianificazione che hanno incidenza sui macrofenomeni sono di competenza degli Enti sovra Comunali della Città Metropolitana di Roma Capitale (Piano territoriale Generale) e della Regione (Quadro territoriale di sviluppo Economico).

Nell’ambito dei quali non è facile intervenire (l’abbiamo sperimentato in passato) ma è l’unica sede che può cambiare le sorti di un territorio: dobbiamo far valere le peculiarità ambientali integre della nostra Valle, evidenziare quanto ha pagato e paga in termini di sviluppo il nostro territorio per assicurare alla Capitale da oltre duemila anni acqua e aria salubre dalle distese di boschi tutelati.

È evidente che l’acqua è e deve restare bene comune, ma è altrettanto incontrovertibile che l’esistenza della risorsa sul territorio ha imposto vincoli di tutela che hanno limitato se non dirottato altrove investimenti seri sulle infrastrutture. Un esempio sulla mobilità: se non fosse per l’Autostrada dei Parchi realizzata per l’Abruzzo, l’accesso alla Valle dell’Aniene sarebbe possibile (impossibile) solo dalla Via Tiburtina. L’alternativa? La ferrovia Roma Pescara a binario unico, che invece di essere potenziata viene sistematicamente depauperata con la chiusura delle stazioni locali.

Un complesso di situazioni dovute a vincoli e mancati investimenti che, insieme alla forte attrazione di Roma, hanno annullato ogni possibilità di sviluppo. Oggi, però, le cause di impoverimento della zona possono esserne il punto di forza: in un contesto territoriale (Città Metropolitana di Roma Capitale) devastato dall’abusivismo edilizio, l’integrità paesaggistico-ambientale della Valle dell’Aniene è diventata un pregio da tutelare ma anche da valorizzare, perché la sola conservazione provoca abbandono, sinonimo di distruzione.

Qualcuno diceva che la politica “deve far sognare”. Io, da anni, sogno strutture universitarie o scuole superiori su tematiche specialistiche ambientali come il bosco e l’acqua, seguendo l’impostazione praticata dei territori a forte vocazione turistica, dove sono insediati istituti per la formazione alberghiera e per lo studio di fenomeni attinenti il turismo.

Dobbiamo sostenere la medesima tesi della vocazione territoriale ed invocare investimenti ambientali nella Valle dell’Aniene, territorio ideale per strutture sanitarie di riabilitazione, di cura e di sostegno per la terza età. Iniziative che costituiscono il supporto necessario affinché le potenzialità inespresse per il turismo culturale-ambientale possano avere continuità e sostenibilità.

Va cambiato l’approccio sul sistema Museale territoriale Med Aniene, che non deve essere solo il mezzo per attrarre finanziamenti, ma anche e soprattutto presenze, economia.

Ci vuole più audacia da parte degli abitanti che hanno imparato la buona cucina tradizionale locale, i mestieri artigianali, coltivare i prodotti della terra. Già oggi (ed i fatti di cronaca lo dimostrano con le contraffazioni e truffe alimentari globalizzate), se non corriamo ai ripari urgentemente, tra breve l’alimentazione sarà un rischio permanente per la salute dell’individuo.

È necessario sostenere chi intraprende iniziative locali nei vari settori, come la Locanda Arcos, attraverso le quali trasformare il turismo storico da “pendolare” (arrivo, vedo e torno a Roma) a “stanziale”.

Dobbiamo fare leva sugli effetti della crisi economica, che ha appannato il richiamo di Roma come prospettiva di lavoro, demolendo tabù culturali che hanno impedito di orientarsi su attività ritenute inferiori. Dobbiamo passare da una Roma affabulatrice che attrae le risorse dei nostri centri a Roma risorsa con il suo potenziale di abitanti da attrarre.

Non è facile. Ma abbiamo il dovere di crederci e di tentare, non fosse altro per la insussistenza di alternative credibili e, soprattutto, per il patrimonio naturale e per la storia della Valle: dai nostri artisti, ai poeti, ai santi.

Sul tema morale, se facciamo una valutazione assumendo parametri di livello nazionale, anche in assenza di esempi virtuosi il giudizio non è esaltante ma neppure negativo. Ma l’asticella entra in campo negativo se sul concetto di “morale” assumiamo parametri di valore assoluto che portano ad affermare che il nostro è un Paese “pigro”: siamo poco disposti ad esprimerci su quanto ci accade intorno, aspettiamo sempre che qualcun “altro” intervenga.

Sulla stessa linea la predisposizione alla “delega”, non per scelta di una leadership riconosciuta, ma solo per una comodità che affranca dalla responsabilità delle scelte. Comportamenti censurati dai Greci, con Pericle che parla di “uomo innocuo ma inutile” , e con Antonio Gramsci che definisce l’indifferenza un “peso morto della storia” dannoso per la società.

Altra debolezza sul tema è la ritrosia ad occuparci di chi è in difficoltà: una collettività che non è solidale non è morale.

Come intervenire? Semplice: con il ritorno alla partecipazione attiva dei cittadini, con la trasparenza, con il rispetto della legge, assicurando a tutti i cittadini, in qualsiasi momento, la possibilità di ricostruire tutte le fasi dei procedimenti e di conoscere le motivazioni che hanno portato alla scelta.

Richiamarci al dovere della solidarietà verso chi è in difficoltà, avere la forza di non voltarsi dall’altra parte solo perché non ci riguarda. È morale chi si pone nella condizione del proprio interlocutore, non solo quando ci interessa. È morale chi, ricoprendo una carica elettiva, antepone al proprio bene quello della comunità che rappresenta.

Sulla questione civile, le associazioni presenti, dalla Banda musicale al Coro, dalle donne ai giovani, gli anziani, la Protezione civile e la Polisportiva, sono una dimostrazione oggettiva del consapevole e radicato impegno civile della persona. Il contributo di vitalità al Paese è notevole, determinante, motivo per il quale le associazioni devono essere maggiormente coinvolte nella pianificazione.

Le associazioni non devono essere considerate solo per la rituale manifestazione estiva, ma per il sacrificio individuale che realizzano per il mantenimento di importanti punti di riferimento, e perché più di altri esprimono passione e amore per il Paese, cura benefica al malessere del valore civile.

Dobbiamo superare quella barriera psicologica, non so se tipica del nostro Paese, che ci blocca o sblocca (dipende da punto di vista del momento) nell’adesione alla partecipazione in funzione del sindaco di turno.

Cultura ad Anticoli è sinonimo di nostalgia per un passato notevole per la presenza di personalità come Luigi Pirandello, Rafael Alberti, Michele Salerno, Umberto Parricchi, Giorgio Bertoletti, Isabella Peroni e tanti altri, per non parlare dei pittori: una Storia che esalta l’eroica resistenza della professoressa Anna D’Incalci, l’impegno personale profuso nella direzione del museo dal professor Marco Occhigrossi e dal dottor Paolo Bertoletti, e nel gemellaggio dall’ingegner Piero Ponzi, per mantenere alta la tradizione culturale del Paese.

È difficile rivedere la piazza con personalità di tale spessore, ma anche in questo caso sognare non costa nulla, basta non dimenticare gli insegnamenti della Storia.

Di rilievo in tema di cultura la Scuola, cuore pulsante del Paese, priorità nella pianificazione delle risorse pubbliche, per valorizzare la formazione come migliore antidoto al rischio chiusura per il deficit di popolazione scolastica.

Contestualmente bisogna tutelarsi pensando ad una exit strategy che deve passare attraverso un piano d’ambito , auspicando soluzioni di compensazione che tengano conto di tutte le realtà, deprecando scelte che esaltano un centro e deprimono gli altri.

 

2. Quali sono, a suo giudizio, i principali punti di forza positivi sui quali ci si dovrebbe basare per tentare un rilancio economico e/o culturale e/o morale e civile di Anticoli Corrado?

 

I punti di forza per tentare la via dello sviluppo economico, attraverso un programma d’ambito, sono stati già descritti sopra:

1. Il territorio nelle componenti ambiente e paesaggio, per la integrità delle risorse;

2. Il sistema museale territoriale Med Aniene, sintesi della storia e dell’arte del territorio;

3. La cucina e i prodotti tradizionali;

4. Creare interesse per le abitazioni nel centro storico.

Per gli argomenti cultura, morale e civile si rimanda alle argomentazioni riportate sopra.

 

3. È possibile, secondo lei, incrementare l’economia anticolana favorendo la nascita di nuove attività sul territorio? Se si, quali attività indicherebbe? E come riterrebbe di favorirle?

 

Teoricamente le condizioni portano ad affermare che la nascita di nuove attività è difficile non solo per la pesante burocrazia quanto per la staticità del mercato, dovuta ad una assenza di investimenti che dura da anni. C’è bisogno di infondere ottimismo e coraggio, di dare la percezione del futuro, di impegnarsi in prima persona.

I settori sui quali insistere sono stati elencati sopra: alcuni di lunga prospettiva, da investimenti pubblici (mai si inizia mai si arriva); altri di medio termine, di iniziativa privata convenzionata con il Comune; altri meno ambiziosi ma utili, di soluzione immediata, a favore di micro-attività commerciali, artigianali e agricole.

Come possono essere favorite? Le prime, attraverso la concertazione d’area e l’inserimento del territorio della Valle dell’Aniene nei programmi di sviluppo e di pianificazione della Regione Lazio e della Città Metropolitana di Roma Capitale per la vocazione ambientale (non dobbiamo essere il territorio dove si preleva soltanto).

Le iniziative dei privati convenzionate con il Comune devono essere supportate nella fase di acquisizione delle autorizzazioni sovra comunali ed alleggerendo il peso della burocrazia.

Le iniziativa per attività puntuali vanno incoraggiate sia nel procedimento amministrativo che attraverso agevolazioni fiscali di competenza locale.

 

4. È possibile contrastare, secondo lei, la tendenza di Anticoli a diventare un paese-dormitorio? Se si, come?

 

Purtroppo, è il fenomeno che ha coinvolto i centri dell’hinterland metropolitano in conseguenza dell’elevato costo della vita a Roma. Con la saturazione dei grandi centri vicini, Guidonia, Castelli, Tivoli, sono interessati anche i centri della cinta successiva: mi risultano, in particolare, sulla nostra direttrice, paesi come Castel Madama, Mandela, Agosta.

Anticoli sembra interessato in forma minore, a causa del maggiore disagio di mobilità per la mancanza di collegamento centro-Tiburtina. Non conosco i dati precisi, ma la percezione, che si ha vivendo il Paese, è che a prevalere sia il percorso di emigrazione e non d’immigrazione.

Possiamo affermare che il rischio non esiste, comunque la medicina per scongiurare il fenomeno è ben nota: creare lavoro stanziale nella zona. Sarebbe interessante, in relazione al nostro deficit demografico, inserirsi positivamente nello straordinario flusso migratorio, attraverso un progetto che possa suscitare l’interesse di nuclei familiari di immigrati ad avere un futuro stabile ad Anticoli.

La base potrebbe essere costituita dalle abitazioni del centro storico agibili e non utilizzate da anni, beni che allo stato costituiscono solo oneri per il Paese, attraverso una ricognizione, accertata la idoneità dell’alloggio, e un invito al proprietario a sottoscrivere una convenzione pubblica per la locazione a prezzi convenienti e d’interesse per una famiglia che deve iniziare una nuova vita.

 

5. L’individualismo che si va affermando nelle grandi città, ad Anticoli Corrado non è ancora così evidente. Cosa si può fare, secondo lei, allo scopo di accrescere negli Anticolani il senso di appartenenza a questa preziosa comunità?

 

Il senso di appartenenza si accresce con la partecipazione, facendo in modo che tutti sentano la responsabilità delle scelte da protagonisti, raggiungendo la consapevolezza che tutti noi siamo il Paese, e che, se va bene il Paese, va bene anche l’individuo. Questo ambizioso risultato si può raggiungere solo attraverso lo strumento dell’inclusione: abiurando, senza se e senza ma, l’esclusione.

Obiettivo che non può prescindere dall’avere ben presenti i valori della morale e civili che devono sovraintendere alla vita della comunità.

 

6. Gli Anticolani che frequentano il paese solo per brevi periodi nel corso dell’anno, in che modo, a suo giudizio, potrebbero essere maggiormente coinvolti nella vita di Anticoli Corrado?

 

Con il consolidamento della fiscalità locale sarà il tema del futuro, che potrà trovare equilibrio attraverso quello che in passato ho definito “patto di solidarietà” tra abitanti fissi e abitanti non fissi.

Bisogna prendere atto che sugli abitanti non fissi, in rapporto alla fruizione dei servizi, grava una incidenza fiscale più onerosa. Situazione che origina fenomeni di “stress seconda casa”, che nei piccoli Paesi, a differenza dei centri di vacanza, esistono o per eredità o per sentimento in previsione della futura pensione.

Sono ancora iniziative circoscritte ma si registrano richieste di distacco di utenze, che non bisogna sottovalutare perché, se il fenomeno si dovesse consolidare, le conseguenze sarebbero pesanti per il bilancio Comunale, con il rischio di un default.

È necessario coinvolgere questa preziosa risorsa rafforzando le loro relazioni con il Paese, rendendoli partecipi nella pianificazione finanziaria, nelle decisioni sui tributi, nervo scoperto del rapporto, e decidendo insieme anche le manifestazioni da svolgere in concomitanza alla loro presenza.

Evitare che possano sentirsi ospiti a casa.

 

Dopo questa breve chiacchierata possiamo concludere che i problemi non mancano, che sono quasi insuperabili anche per le disastrose scelte politiche centrali che, anziché rafforzare i piccoli centri, quali presìdi insostituibili per la conservazione del territorio, vengono completamente abbandonati (vedi frana Gorgone).

Chi ama Anticoli e la Valle dell’Aniene per il paesaggio, la natura, l’arte, le tradizioni, la cucina, i disagi, le stagioni che cambiano, la pioggia, la neve, il caldo, la mancanza dell’acqua, il bus che non passa, ecc., non può non reagire, difendere e sostenere con orgoglio un patrimonio che ci permette una qualità della vita a portata di mano, in contrapposizione al conformismo globalizzato.

 

Vittorio Meddi

 

*

 

Queste domande sono state inviate ai signori Laura Amicone, Marco Calderari, Manuel Carrera, Anna D’Incalci, Fernando Espositi, Giovanni Gaudenzi, Angelo Iacovelli, Vittorio Meddi, Marco Occhigrossi, Francesco Putignani e Piero Splendori, ai quali è stato chiesto di voler cortesemente rispondere a tutte o solo a quelle da essi preferite, eventualmente modificandole e/o integrandole secondo le proprie esigenze, e di inviare le risposte a scuolanticoli@katamail.com o consegnarle brevi manu a Luigi Scialanca. Tutti i contributi sono pubblicati con la medesima evidenza e senza commenti su ScuolAnticoli (con un richiamo sulla pagina Facebook Anticoli che desidero) nell’ordine in cui pervengono.

 

Tutti i Cittadini di Anticoli Corrado sono invitati a rispondere a queste domande

(cliccando qui per scaricarle in pdf)

secondo le modalità indicate nelle righe precedenti,

e tutte le risposte verranno pubblicate, senza commenti, con la medesima evidenza.

 

Clicca qui per visualizzare il quadro d’insieme di tutte le risposte pervenute

 

*

 

*

Torna in cima alla pagina     Home     Clicca qui per visualizzare il quadro d’insieme di tutte le risposte pervenute