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La Terra
vista da
Anticoli Corrado
Facciamo tutti silenzio e
ascoltiamo Susanna Camusso
Un prof
deve saper stare in cattedra, ma anche scenderne quando
è il caso di lasciar la parola a chi ne sa più di lui e
lo dice |
meglio. Come Susanna Camusso, segretario generale della
Cgil,
che su
La
Repubblica
di oggi (30 gennaio 2012) ha risposto da

par suo
agli Scalfari, agli Ichino, ai Monti, alle Fornero, alle
Marcegaglia, ai Sacconi e a tutti i nemici dei Diritti
dei Lavoratori (che son Diritti Umani, non
dimentichiamolo, ragion per cui li attacca chi ce l’ha
con l’Umanità
intera) che minacciando e impaurendo e ricattando
vogliono darci a bere che siano essi, i Diritti, la
causa della diseguaglianza, della precarietà, della
disoccupazione e della povertà dilaganti. (Tipo il
Monti, l’Uomo dei Dolori,
che ha la faccia tosta di minacciare la cancellazione
dell’articolo 18 soltanto
per i nuovi assunti, cioè per i Giovani. Come se fossimo
tutti scemi.
Come se non sapessimo a memoria, ormai, che la soluzione
finale ai Diritti Umani quegli individui la perseguono
proprio così: li tolgono ai Figli, prima, per poter poi
accusare i Padri della disparità di trattamento che
loro
hanno creato, contro i Figli e contro i Padri). Ma
basta: facciamo silenzio e ascoltiamo Susanna Camusso,
le sagge, generose, splendide e chiare parole di Susanna
Camusso (tra le quali ho evidenziato quelle che più mi
hanno colpito):
La
Cgil
oggi, come Lama ieri, mette al centro occupazione e
lavoro, ma mentre allora i salari crescevano, anche se
molto erosi dall’inflazione,
oggi siamo alla perdita sistematica del loro potere
d’acquisto e ciò rappresenta una ragione importante
della recessione in atto. La distribuzione del reddito
tra profitti e retribuzioni non aveva lo squilibrio di
oggi. Tutti, ormai, leggono in questa diseguaglianza
la ragione profonda della crisi che attraversiamo e
il motivo per cui le politiche monetariste non ci
porteranno fuori dal guado. La diseguaglianza è
dettata dallo spostamento progressivo dei profitti oltre
che a reddito dei
“capitalisti”, a speculazione (o si preferisce
investimento?) di natura finanziaria. Così si
riducono, oltre che la redistribuzione, anche gli
investimenti in innovazione, ricerca, formazione e in
prodotti a maggior valore e più qualificati. Senza
investimenti, si è scelto di produrre precarietà,
traducendo l’idea
di flessibilità, invece che nella ricerca di maggior
qualità del lavoro, di accrescimento professionale dei
lavoratori, in quella precarietà che ha trasferito su
lavoratori e lavoratrici le conseguenze della via bassa
dello sviluppo. In sintesi: lo spostamento sui
lavoratori dei rischi del fare impresa.
(...)
Quanta disattenzione, poi, alle proposte vere della
Cgil,
quando indichiamo come priorità un Piano per il Lavoro
(...)
per i giovani e le donne del nostro Paese, ai quali
non possiamo solo raccontare che avranno meno tutele
perché i padri gli avrebbero mangiato il futuro.
(...)
Il coro sull’importanza
del rilancio della produttività trascura di cimentarsi
con le cause del suo declino in Italia. O inventa cause
di comodo: qualcuno arriva a teorizzare l’assurdità che
sarebbe per colpa dell’articolo 18. Al contrario, la
produttività del nostro Paese decresce al crescere della
precarietà, che non ha neanche incrementato la
produzione, producendo, invece, quel lavoro povero su
cui sarebbe bene interrogarsi. Per noi l’urgenza è la
riduzione della precarietà, che viene prima, molto
prima, di altri temi.
(...)
Una stagione di riorganizzazione del sistema
produttivo non deve disperdere professionalità e
competenze. Oppure si deve ritenere che la società della
conoscenza è solo dei
manager?
(...)
Siamo i primi ad apprezzare che l’Italia
sia tornata al tavolo dei grandi, a sostenere sforzi per
far ripartire il Paese, ma se ogni scelta presenta il
conto solo al lavoro (nella finanziaria la cassa
sulle pensioni; nelle liberalizzazioni il contratto
ferrovie e l’equo compenso dei tirocinanti, ad esempio)
abbiamo il legittimo dubbio, anzi la certezza, che si
affronta il
“nuovo” con uno strumento antico e che il fine non
sia far ripartire il Paese, ma “salvare il soldato
Ryan”. Se sarà così, non si salverà l’Italia
ma una sua piccola parte, che forse non ha bisogno di
salvarsi, perché lo fa già tra evasione, sommerso e
lobbismo di ogni specie.
Nessun commento: il silenzio (il silenzio pieno di
significato che è di noi Umani) deve continuare a lungo
dopo parole di questo valore.
(Articoli di legge
raccolti da L. Scialanca)
Ritengo doveroso (e magari anche utile ad aiutare
qualcuno a ritrovare sé stesso)
rammentare le fondamentali
disposizioni di legge in materia di adempimento ed
evasione dell’Obbligo Scolastico. E in primo luogo,
naturalmente, l’articolo 34 della
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Uniti... per
farlo evadere? |
Costituzione della
Repubblica Italiana, che dice:
La scuola è aperta a tutti. L’istruzione inferiore,
impartita per almeno otto anni, è
obbligatoria
e gratuita. I capaci e meritevoli, anche se privi di
mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti
degli studi. La Repubblica rende effettivo questo
diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed
altre provvidenze, che devono essere attribuite per
concorso. Viene poi l’art. 731 del Codice
Penale...
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Chi andò
con la Morte e portò l’Italia
con sé...
Sono due
blog paralleli:
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Giovani a confronto...
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Susanna Camusso,
giovane
sindacalista,
accompagnata
dai compagni di
lotta. |

Eugenio
Scalfari,
giovane
fascista,
accompagnato
dalla mamma. |
E oggi?...
Eugenio Scalfari:
L’intervista
con Lama da me citata poteva
essere di grande
insegnamento: un dirigente
sindacale metteva
l’interesse generale al di
sopra del pur legittimo
particulare e faceva
diventare il sindacato un
protagonista attraverso una
politica di sacrifici che
andavano dalla
licenziabilità alla
moderazione sindacale, alla
riduzione della cassa
integrazione, con la
principale finalità di far
diminuire la disoccupazione
e aprire l’occupazione
alle nuove leve giovanili.
Purtroppo non ho trovato,
nella risposta della
Camusso, l’intelligenza
politica che in altre
recenti circostanze aveva
dimostrato.
(La Repubblica, 31
gennaio 2011). Oggi come
da giovane, il finto
sinistro e finto ateo
Scalfari (lo
Scalfari, se lui si permette
di chiamare la signora
Susanna Camusso
“la
Camusso”)
vorrebbe i Lavoratori
sacrificati e
licenziabili (e
moderati, cioè a testa
bassa). Perfino la crisi ha
un aspetto positivo: quando
la lotta si fa dura, i
cattofascisti camuffati
devono gettare la maschera.
(Vuoi scaricare una
riproduzione fotografica di
questa tabella?
Clicca qui!)
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(La
fotografia dello
Scalfari è tratta da
Segnalazioni.
Quella della signora
Susanna Camusso dal
sito de
L’Espresso). |
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Un bellissimo libro del caro
concittadino
Alessandro Placidi
Divise forate
storie di vittime
dimenticate
delle forze dell’ordine
che siamo lieti di
presentare su
ScuolAnticoli,
per la rubrica
Righe di Libri,
con un commento di Luigi
Scialanca:
Vittime laiche degli Anni
dei sacrifici Umani
Cliccando qui!
O, in Word, qui!
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Con il 5 febbraio
sono
82
giorni

che
Giorgio Napolitano ha
chiesto la Cittadinanza per
i Figli nati in Italia
dei Migranti. Quanto dovremo
aspettarla,
Mario
Monti, governo dei non
eletti
e Parlamento tutto?
Ma sono anche
38 giorni
da
quando il Monti ha
detto di aver
iniziato ad
approfondire il
dossier sui
capitali esportati
illegalmente in
Svizzera.
Sono 32
giorni
da
quando la Fornero ha
detto che le
dimissioni in bianco
pretese dai
padronacci dalle
Lavoratrici sono
all’attenzione
del ministero.
E sono
31
giorni
da
quando la
Cancellieri e il
Riccardi hanno detto
che il governo
avrebbe attentamente
riflettuto sulla tassa sul
cosiddetto
soggiorno dei
Lavoratori migranti.
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Il Tour in progress di
ScuolAnticoli nella Valle
dell’Aniene
continua con...
Oltre cento immagini
una più
bella dell’altra...
cliccando qui!
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Oltre centocinquanta immagini
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bella dell’altra...
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