ScuolAnticoli

 

Nelle scuole private, Bambini separati dai coetanei perché creduti inferiori

pagano l’Istruzione che agli altri, nella Scuola, la Società dona per amore.

Nelle religiose, i più Abbandonati fra gli Abbandonati sono restituiti a Dio.

Sito  indipendente diretto dal prof. Luigi Scialanca  per i Ragazzi, le Famiglie e gli Insegnanti di Anticoli Corrado e della Val d'Aniene

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Pensier(in)o del giorno... (n° 190)

Non si tratta di stabilire se Dio esista o no nell’Universo ― né, del resto, è possibile farlo ―

ma di non crearlo nell’Universo ch’è il proprio, e per ogni umano Creatore è l’unico che c’è.

Pensier(in)i precedenti

 

La tua opinione?

Venerdì 12 marzo 2010, SCIOPERO GENERALE per il LAVORO, il FISCO, la CITTADINANZA: CAMBIARE SI PUO'. E sabato 13 marzo 2010 TUTTI IN PIAZZA contro il Regime dell'Odio e della Paura.

...E SABATO 13 MARZO 2010

TUTTI IN PIAZZA

CONTRO IL REGIME DELL’ODIO E DELLA PAURA

 

La Terra vista da Anticoli Corrado

La Terra vista da Anticoli Corrado

 

Il Presidente della Repubblica Italiana

è stato minacciato?

 

Circa il decreto governativo cosiddetto “salva liste”, o ad

listas, due uomini abituati a misurare le parole, Eugenio Scalfari e Gustavo Zagrebelsky, parlano entrambi di minacce:

Il Pinochet

Salvador Allende

Il Pinochet, Salvador Allende,

il Berlusconi e Giorgio Napolitano.

Il Berlusconi

Giorgio Napolitano

Berlusconi lo ha preteso, scrive il fondatore de La Repubblica, facendo balenare la minaccia di sollevare dinanzi alla Corte costituzionale un conflitto di attribuzioni tra il governo e il Capo dello Stato. Ma è mai possibile, ci domandiamo noi, che la prospettiva di un conflitto istituzionale tra Presidenza del Consiglio e Presidenza della Repubblica ― allarmante, certo, ma pur sempre compatibile con la “fisiologia” della democrazia ― sia bastata a indurre Giorgio Napolitano a firmare un decreto che fa strame dell’uguaglianza dei partiti (cioè dell’uguaglianza dei Cittadini) nella competizione elettorale e vìola la legge (la n°400 del 1988 sulla decretazione d’urgenza, art. 15, comma 2) che vieta ai governi di ricorrere a decreti “in materia elettorale”? No. A noi non sembra possibile. Non ci sembra possibile che un uomo come Giorgio Napolitano col quale da sempre non andiamo molto d’accordo, ma di cui non possiamo e non vogliamo disconoscere la lealtà alla Costituzione e alle istituzioni democratiche ― si sia lasciato indurre ad andare contro l’Eguaglianza dei Cittadini, contro la Costituzione e contro la legge solo per non litigare con un individuo come il Berlusconi. Riteniamo, al contrario, che la minaccia (se minaccia vi è stata, certo; ma deve esserci stata, o il comportamento di Napolitano sarebbe incomprensibile) possa essere stata incomparabilmente più grave di quella adombrata da Scalfari. Come sembra ritenere anche l’insigne costituzionalista Gustavo Zagrebelsky, ex presidente della Consulta, che intervistato da Liana Milella (sempre per La Repubblica di domenica 7 marzo 2010) dichiara: Ciascuno di noi è libero di preferire (sottinteso: da parte del presidente della Repubblica, n.d.r.) un comportamento a un altro. Ma è facile, da fuori, pronunciare sentenze. La politica è l’arte di agire per i giusti princìpi nelle condizioni politiche date. Queste condizioni non sempre consentono ciò che ci aspetteremmo. Quali sono le condizioni cui alludo? Sono una sorta di violenza latente che talora viene anche minacciata. La violenza è la fine della democrazia. Il Capo dello Stato fa benissimo a operare affinché non abbia mai a scoppiare. Zagrebelsky dunque, come sempre molto chiaro e netto, ci “conforta” (si fa per dire, ché nulla potrebbe essere meno confortante) in quel che anche a noi pare verosimile: 1. Il Presidente della Repubblica Italiana può essere stato minacciato; 2. La minaccia può essere stata quella di una violenza tale da ledere non tanto la sua persona fisica e/o morale, quanto piuttosto la democrazia; 3. Giorgio Napolitano si sarebbe dunque trovato costretto a cedere pur di scongiurare il ricorso della Destra alle armi. È una supposizione gravissima? Certo che lo è. Tale ― se ritenuta, quantunque non dimostrabile, tuttavia realistica ― da imporre la massima vigilanza democratica? Certo che sì. Tale da richiedere ― da parte delle forze politiche di opposizione e di tutti i Cittadini onesti ― le più energiche contromisure non violente compatibili con la legalità? Come, per esempio, uno sciopero generale a oltranza? Certo che sì; e se non ora quando? E se invece la minaccia di violenza contro la democrazia non vi fosse stata? Allora il Presidente della Repubblica Italiana avrebbe ceduto per motivi risibili o inconfessabili. E noi, francamente, tra un Giorgio Napolitano capace di tanto o un trio Berlusconi-Maroni-La Russa capace di emulare Pinochet, riteniamo di gran lunga più probabile il secondo scenario. Con il seguente, fondamentale corollario: chi in queste ore se la prende con Napolitano è un pusillanime che non ha il coraggio di vedere la gravità della situazione e di prendere le decisioni che una situazione così grave richiede. Luigi Scialanca.

 

L’Italia è lAquila, non Sanremo

 

L’Aquila, piazza Duomo.

 

Domenica 21 febbraio 2010, i Cittadini de L’Aquila sono entrati nel centro storico, chiuso dal 6 aprile 2009, e hanno manifestato contro i grandi e piccoli sciacalli e avvoltoi che da quella notte se la ridono sul corpo della loro (e nostra) Città ancora vivo sotto le macerie... Clicca qui per continuare!

(Clicca qui per le puntate precedenti!)

 

"Le Storielle Andicurane" di Antonietta De Angelis. Cliccando qui!

Ogni settimana, in esclusiva su ScuolAnticoli...

Le Storielle Andicurane

di Antonietta De Angelis

 

Ventiduesima Puntata:

 

I vestiti all’andica

 

Quanno se fau “certe feste” a Andicuri, ómmini e femmene se vesteno all’antica, co’ gli custumi tipici “da ciociari” pe’ revocà i’ témbo passatu e l’arte contadina che n’ge fa scordà ’e raiche egliu paese nóstro...

Clicca per continuare!

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La Musica di Anticoli

di Claudia Proietti

"La Musica di Anticoli", di Claudia Proietti. (Cliccala per ingrandirla)!

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"La Musica di Anticoli", di Claudia Proietti. (Cliccala per ingrandirla)!

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e non perderti le immagini,

anch’esse di Claudia Proietti, della sua

Passeggiata a Marano Equo

grazie, Claudia!

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Letture

La copertina del numero 9 di "left", in edicola a partire da venerdì 5 marzo 2010.

È in edicola il numero 9 di left, la rivista della Sinistra Vera! Clicca qui per il sommario!)

È in edicola il n° 40 di Aequa, la rivista della Valle dell’Aniene! Clicca qui per il sommario!

È in edicola il numero 40 di "Aequa", la rivista della Valle dell’Aniene! Corri a comprarla, ma prima clicca qui per sapere cosa ci troverai!

 

La Terra vista da Anticoli Corrado

 

L’Istituto

che quasi Mi uccise

 

Mario Draghi, governatore della Banca d’Italia, ha scritto per L’Osservatore

La Terra vista da Anticoli Corrado

Romano l’elogio funebre del gesuita Franco Rozzi, antico preside del liceo classico

Un’inquadratura de "In nome del Padre", (1972), di Marco Bellocchio.

dell’Istituto Massimiliano Massimo di Roma: Ho frequentato l’Istituto Massimo per dieci anni: negli ultimi cinque, del ginnasio e del liceo classico, il preside era padre Rozzi. Erano anni in cui si passava molto tempo a scuola: lo sport, le altre attività portavano spesso la giornata scolastica al tardo pomeriggio. Gli incontri con padre Rozzi erano perciò frequenti: da quelli con contenuti prevalentemente disciplinari ad altri in cui voleva essere informato dell’andamento scolastico. La sua autorità era indiscussa, la sua giustizia veniva amministrata con lucidità ed equilibrio, era ben spiegata, spesso temperata dall’ironia, sempre un’occasione per trasmettere il suo messaggio educativo, che ha inciso in profondità generazioni di alunni: la responsabilità di compiere al meglio il proprio dovere non è solo individuale, ma sociale; non solo terrena, ma spirituale. Curiosa coincidenza. Più o meno in quegli stessi anni (il Draghi è del ’47, chi scrive del ’51) anch’io fui costretto dai genitori in una scuola del genere: gli ultimi due delle elementari, i tre delle medie e i due del ginnasio. Non dai gesuiti e non al Massimo, però, ma nel non meno prestigioso Istituto che Marco Bellocchio, senza farne il nome, immortalò nel 1972 nel film In nome del Padre. Io lo chiamerò semplicemente l’Istituto, e ai “padri” che lo dirigevano darò il nome di cristaldi. “Ti saranno vicini per tutta la vita,” disse mia madre a me che non avevo ancora nove anni. Non intendeva i preti ― ne aveva un’immagine assai più ingenua di quella della “cara” cugina che l’aveva convinta a togliermi dalla Scuola statale ― ma i nuovi compagni, tutti di nobili o ricche famiglie, che secondo lei sarebbero stati i miei più veri e solidali amici fino alla morte. E che invece mi mostrarono come l’abiezione di molti Italiani dinanzi ai potenti abbia spesso inizio dinanzi a minuscoli miserabili capaci di apparire grandi e spaventosi solo a dei bambini abbandonati a tremare nel buio delle loro ombre. Come il Massimo, anche l’Istituto si trasferì nel 1960 dal centro storico all’EUR. Lo stesso fecero i miei: a secondo trimestre appena iniziato dovetti lasciare la mia cara maestra Tecla Cilento, della scuola Principessa Mafalda (in una parallela di viale Bruno Buozzi), i compagni di tre anni, l’amico più caro, la mia cameretta ― dove rimase invece imprigionato, causa la misteriosa scomparsa di una chiave proprio il giorno del trasloco, il mio cagnolino di stoffa preferito ― e rassegnare l’infanzia e poi l’adolescenza alle architetture fasciste di quel quartiere allora di moda. Le stesse, “virili” architetture ― così virili da non poter ammettere, evidentemente, che il mio cagnolino continuasse teneramente a trattenermi al di qua del mio maschio futuro ― che anche l’Istituto aveva scelto come panorama per le sue nuove finestre, nell’anno di quel governo Tambroni appoggiato dai fascisti di cui l’Italia riuscì a liberarsi e io invece no, troppo piccolo anche solo per accorgermi di quanto quell’assurda cesura ai miei pochi anni mi facesse soffrire: finii la terza elementare presso certe suore (attratte all’EUR come nere mosche, anch’esse, su una carta moschicida) e ai primi di ottobre le porte a vetri dell’Istituto (così moderne, così americane, così tecnocratiche a paragone della cupa demenza barocca dell’edificio in cui l’Istituto aveva consumato il secolo precedente) oscillarono e gracchiarono per la prima volta intorno a me, allora bambino di nove anni, consegnato ai preti senza che nessuno al mondo, che io sappia, vi avesse qualcosa da ridire. Almeno non ero stato rinchiuso in collegio. Ogni giorno, dopo la giornata scolastica ― che però, anche nel mio caso, le altre attività portavano spesso al tardo pomeriggio ― mi era concesso di tornare a casa. Non so, altrimenti, che cosa ne sarebbe stato di me. Anzi, lo so benissimo: l’Istituto mi avrebbe ucciso. Così, invece, anche se tentò di farlo, per un soffio fallì... Clicca qui per continuare!

Clicca qui per scaricare il testo - 330 kb, 15 pagine - in formato Word!

(Clicca qui per le puntate precedenti!)

 

Il Mondo dei Bambini

 

Cap.6: L’Isola

del Tesoro...

 

È solo in pausa, e ritornerà molto

Eclario Barone, "L'Isola del Tesoro", inchiostro su carta, 2005 (particolare).

 presto! Nell’attesa, se vuoi farti un’idea delle puntate precedenti, o rileggerne qualcuna, clicca qui!)

 

ScuolAnticoli

 

il tuo sito nella Valle dell’Aniene...

"Terra", quotidiano ecologista

Terra, quotidiano ecologista

...è contrario

alla mercificazione della stima:

per questo la sua pubblicità è gratuita.

Ma se non ti conosciamo,

come facciamo a stimarti?

Clicca qui e scrivici!

Clicca qui per accedere al sito di Emma Bonino!

 

Clicca qui per accedere al sito di Renata Polverini!

Da

15

giorni

attendiamo

risposta da

Bonino!

Alle signore Emma Bonino e Renata Polverini, candidate alla presidenza della regione Lazio,

ScuolAnticoli ha rivolto via mail la seguente domanda:

 

Se sarà Governatore, gentile signora, permetterà che nei comuni del Lazio con meno di duemila abitanti, durante la sua presidenza, vengano chiuse Scuole elementari o medie che, quantunque sottodimensionate, sono uno dei principali fattori di sopravvivenza dei piccoli paesi? La stessa domanda è stata rivolta anche alla candidata sua avversaria.
 

Dopo 10

giorni, Polverini ci ha scritto: clicca qui per leggere la sua risposta!

Fiabe e Voci fuori campo, di Anna Rita Tola

- seconda puntata -

Cosa posso fare io?

Pillole di comportamento virtuoso e amorevole verso il nostro pianeta

Non usare acque minerali: spesso provengono dalle stesse sorgenti che alimentano i rubinetti delle case,

sono meno controllate e più esposte a inquinamenti improvvisi delle falde... Clicca qui per continuare!

Fiabe e Voci fuori campo

Iniziamo una serie di “chiacchierate scritte”, sempre nel tentativo di un’altra informazione, su una utopia concreta (l’accostamento delle due parole non è casuale) che viene comunemente chiamata Decrescita... Clicca qui per continuare!

Anna Rita Tola

Vuoi leggere ma non hai tempo? Leggi le righe più importanti! Vuoi leggere ma non sai cosa? Scopri, prima di acquistarlo, se un libro ti piacerà o no! Nella pagina Righe di Libri trovi non solo da leggere, ma anche qualche chicca che non ti aspetti!

Vorresti leggere ma non hai tempo? Leggi, intanto, le righe più importanti! Vorresti leggere ma non sai cosa? Scopri, prim’ancora di acquistarlo, se un libro può piacerti o no! Nella pagina "Righe di Libri" troverai non solo da leggere, ma anche qualche "chicca" che forse non ti aspetti!...

Le bellissime pagine della Maestra Cristina!

Per grandi e piccini!

Le bellissime pagine della Maestra Cristina! Per grandi e piccini!

 

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Sempre nuove domande!

Cosa cerca chi ci trova?

Sempre nuove risposte!

Le domande buffe o misteriose o interessanti che conducono decine di navigatrici e navigatori ad approdare a ScuolAnticoli...

Ultimo aggiornamento: 1° gennaio 2010. (Siamo rimasti indietro? Scusa! Nessuna domanda resterà senza risposta!)

Clicca qui per la lista delle domande in attesa!

Cosa cerca chi ci trova?

Ci son topi e topi. Come, naturalmente, ci son tope e tope.

Ci son topi e topi. Come, naturalmente, ci son tope e tope.

  La mia Anna è un topo 

Son cose che capitano, caro amico. E d’altronde poteva andarti peggio: la tua Anna poteva essere un pidocchio, un serpente a sonagli, una vedova nera, una tenia... Ma è un topo in che senso? È forse un ratto? O invece è una graziosa topolina tipo Minnie? Una cosa non capiamo: perché la chiami topo, al maschile? Intendi forse che la tua Anna è un topo maschio di nome Anna? Se è così va bene, altrimenti è più gentile dire che la tua Anna è una topa. E ti aiuterà a riconciliarti con la situazione. Una bella topa è sempre meglio che niente. Ma tu questo lo sai già, forse, o non parleresti di lei come della tua Anna.

 

  Racconto il Paese dei Bambini frettolosi 

 

In tutti i Paesi del mondo, una delle cose più sgradevoli che gli Adulti

La fretta? È piacevole solo quand'è per finta!

fanno (o sono indotti a fare) ai Bambini è mettergli fretta. La fretta non è mai piacevole, e niente di quel che si fa in fretta è bello. Si può mantenere la calma o meno, quando si ha fretta, ma non si è mai contenti di averla. In fretta ― per natura ― si scappa, si aggredisce, qualche volta si muore. E nient’altro. Non vedere

La fretta? È piacevole solo quand'è per finta!

l’ora, non star più nella pelle per il desiderio, non significa aver fretta: è un’esperienza gradevole, talvolta molto gradevole, in cui la fretta non è reale, ma simulata: così come i Bambini fingono la paura quando le Mamme e i Papà si fingono streghe o lupi cattivi per divertirli, allo

stesso modo ― per la gioia di vedere il mostruoso babau terrorizzante ridotto a un giocattolo ― Piccoli e Grandi fingono di aver fretta quando un piacere in avvicinamento rende giocosa un’esperienza che altrimenti è sempre insopportabile: lo scorrere del tempo in direzione di un termine che non può essere allontanato.

Quando mettiamo fretta a un Bambino, dunque, noi lo costringiamo a confrontarsi con una minaccia più o meno grave che incombe su di lui, o su entrambi: poiché l’approssimarsi di qualcosa che impone di fuggire dal Presente, che altro può essere ― in Natura ― se non una minaccia? Ma il Paese dei Bambini frettolosi ― ahinoi ― non è lo Stato

La fretta? È piacevole solo quand'è per finta!

di Natura chè il Mondo dei Bambini alla Nascita: è una Società governata ― o piuttosto tiranneggiata ― da un Ordine che altro non è che un’immensa e capillare

La fretta? È piacevole solo quand'è per finta!

Rete di Scadenze che attimo per attimo ci mette in fuga dal Presente bacchettandoci e sferzandoci con gli orologi e le suonerie. A che scopo? Perché la produzione e la vendita delle merci e il profitto che per alcuni ne consegue non rallentino mai, cascasse il Mondo (che infatti sta per cascare proprio per questo). Noi, gli Adulti, tentiamo di credere

di aver finito con l’abituarci a vivere così, di considerarlo necessario o addirittura di trovarlo appassionante, ma in cuor nostro sappiamo benissimo che ci sentiamo come animali in gabbia. Ma un Bambino è ben poco capace, almeno fino a una certa

età, di contraffare i propri sentimenti, l’immaginazione e il pensiero con la razionalità: scappare, per lui, è scappare e basta, finché non impara a mistificarne la realtà chiamandolo arrivare in tempo. E scappare è brutto, e vivere scappando è orribile, ed essere a poco a poco indotti, per assuefarvisi, a separare la mente dal corpo e dalla

La fretta? È piacevole solo quand'è per finta!

realtà... è triste da impazzire. Potrebbe andare diversamente? Certo. Le idee e la tecnologia per far sparire la fretta dalla faccia della Terra esistono già. E tanto più ne disporremo quanto più ci libereremo dal dominio delle Tirannie private.

 

  Trovami le persecuzioni romane, se no ti uccido! 

Se no uccidi chi, caro amico o amica? Il computer, come sta per fare l’ossuta signorina qui a destra? O noi di ScuolAnticoli, a cui la tua furiosa ricerca è stata (chissà perché) recapitata? Temiamo, purtroppo, non potendosi privare della vita chi non ne ha, che tu ce l’abbia con noi. Eccoti la risposta, dunque: chi detiene il potere, al tempo dei Romani come oggi, perseguita chiunque gli sembri pericoloso per la conservazione del medesimo. Asterix e Obelix, per esempio. Inoltre, essendo la religione un ottimo dispositivo per l’avvilimento e l’istupidimento (e dunque il controllo) delle menti, chi detiene il potere, al tempo dei Romani come oggi, perseguita chiunque

Sentirsi molto insoddisfatti, anche dinanzi a un monitor, consegue quasi sempre dall’aver sbagliato la ricerca...

Sentirsi molto insoddisfatti, anche dinanzi a un monitor, consegue quasi sempre dall’aver sbagliato la ricerca...

gli sembri ostile alla religione. “San” Pietro e “san” Paolo, per esempio. Due le principali differenze, tra allora e oggi: 1. Il potere, da noi, fondandosi molto più sulla ricchezza che sulle legioni, teme che eccedere in persecutorietà possa intralciare i flussi di denaro: finché non ce ne saremo liberati, dunque, cerchiamo di giustificare questo timore; 2. La religione, da noi, è stata quasi del tutto sostituita dalla tivù, e il potere (dove non è nelle grinfie di perfetti imbecilli) se n’è accorto così bene che dei preti tende ormai a infischiarsene. Soddisfatto, caro amico o amica? In ogni caso, morti per morti, meglio essere uccisi per non aver saputo rispondere che per una risposta che non è piaciuta all’Imperatore e ai suoi sgherri. O al Pontefice Massimo e ai suoi...

 

  Altrimenti lei non mi direbbe di andare a trovare sua figlia 

  sentendo che io sto male, e non direbbe neanche a mio cugino 

  di andarsene a dormire da mia cugina Giovi: questo è clamoroso...

 

Siamo perfettamente d’accordo con te, cara amica. O caro amico. Per fare un po’ gli avvocati del diavolo, tuttavia, ti invitiamo a considerare la possibilità che la lei a cui ti riferisci ritenga: 1. Che andare a trovare sua figlia (nell’ipotesi che quest’ultima sia un medico o goda di potenti virtù taumaturgiche) possa guarirti dal male che stai; 2. Che il ritorno di tuo cugino nel letto di tua cugina Giovi (che poi di tuo cugino è la moglie) possa risanarti anche nella psiche dai sensi di colpa che ti affliggono per averglielo portato via. Se le cose stessero effettivamente così ― e sottolineiamo se ― la lei a cui ti riferisci agirebbe come agisce per il bene di voi tutti. E clamoroso, in tal caso, sarebbe solo che tu non te ne renda conto.

 

Il sangue, penetrando nel cervello, vi porta anche l’ossigeno di cui disgraziatamente è ricco, e questo può rendere il pensiero di gran lunga più agile. Per questo gli zombie sono così astuti.

Il sangue, penetrando nel cervello, vi porta anche l’ossigeno di cui disgraziatamente è ricco, e questo può rendere il pensiero di gran lunga più agile. Per questo gli zombie sono così astuti.

  Come comportarsi quando esce il sangue dal naso 

  e un po finisce nel cervello? 

 

Innanzi tutto mantieni la calma: sei in grave pericolo di vita, ma se farai quel che ti diremo hai circa il 6,2% di probabilità di morire senza soffrire, l’1,8% di sopravvivere gravemente menomato e lo 0,05% di uscirne illeso. Qual è il pericolo? Che tutto il tuo sangue si riversi nel cervello, tramutandoti in una mente prigioniera di un cadavere. Cioè in uno zombie più o meno paralitico. Qual è la terapia? Eccola: 1. Siediti con il tronco leggermente piegato in avanti e la bocca aperta, in modo che le vie aeree non vengano ostruite dal sangue o da coaguli di sangue; 2. Stringi la punta del naso per circa 15 minuti. Attenzione: nel frattempo, però, non dimenticarti di respirare con la bocca! 3. Lascia lentamente la presa e non toccare più il naso né soffiartelo. Se dopo 20 minuti l’emorragia non si è ancora arrestata, chiama il medico.

 

  Veltroni melenso  /  Fioroni violenza da dentro da fuori 

 

Due domande, cari amici o amiche, che assemblate si tramutano in una folgorante risposta! Sia nel Veltroni che nel Fioroni, voi suggerite, la melensaggine cela la violenza (da dentro da fuori, dici, caro amico o amica, e in quattro parole comunichi perfettamente l’idea di una violenza psichica, non fisica, che pervade ogni molecola dell’atmosfera nazionale intossicandola del tutto) ma solo unendole (l’unione fa la forza, si sa) la violenza arriva a sovrastare la melensaggine! Grazie a voi, ignoti amici o amiche, abbiamo capito a che servono i chierichetti nel Pidì.

Ci sono molte altre domande curiose o interessanti! Clicca qui!

 

Meglio Ridere... di Quelli che fanno Piangere!

Meglio Ridere...

di chi ci vuol far piangere!

Meglio Ridere... di Quelli che fanno Piangere!

Per la serie "La scienza non è un’opinione ma forse sì": Giacomo Rizzolatti ed Elena Dusi.

Per la serie "La scienza non è un’opinione ma forse sì": Giacomo Rizzolatti ed Elena Dusi.

Per la serie La scienza non è un’opinione ma forse sì: Giacomo Rizzolatti (docente di neurofisiologia umana all’università di Parma e scopritore, con gli studenti Vittorio Gallese, Luciano Fadiga e Leonardo Fogassi, dei cosiddetti neuroni specchio) ed Elena Dusi (

giornalista de La Repubblica): I neuroni specchio, ovvero il meccanismo che ci consente di comprendere e condividere le emozioni altrui. Il motivo per cui proviamo compassione o ci emozioniamo davanti a un film. Ma anche l’anello della catena che si spezza in un bambino colpito da autismo. “Un gesto banale come allungare la mano per porgere una mela è colmo di mille possibili significati,” spiega quel mix di entusiasmo e comunicativa che è Rizzolatti. “Le persone normali riescono a coglierne molti, se non tutti. Un bambino autistico invece si blocca alla prima interpretazione. Per lui, se afferro una tazza è solo per bere. Non esistono altre intenzioni, come donare, spostare o lavare”. Il mondo delle emozioni e delle intenzioni altrui è precluso a chi è colpito da questa sindrome e il ventaglio dei significati di un gesto è ripiegato in un’unica interpretazione. “Ma noi crediamo,” corregge Rizzolatti, “che si tratti di un meccanismo solo inceppato, non rotto per sempre”. Per rieducare i neuroni specchio e insegnar loro a parlare con il sistema motorio, a Parma pensano di usare i videogiochi: “La Wii è perfetta,” spiega il professore, “perché coinvolge il sistema motorio e non prevede l’interazione con gli altri, un ostacolo per i bambini autistici. Con questo metodo possiamo forse correggere uno dei difetti della malattia: l’incapacità di legare intenzione e movimento. Vogliamo rieducare i neuroni specchio a dialogare con i neuroni del sistema motorio... Dopo la scoperta dei neuroni specchio potremmo forse rivedere il nostro modo di insegnare nelle scuole. Osservare gli altri, imitarli, ripetere molte volte i gesti fondamentali è la base per imparare”. E il sogno nascosto di chi guarda al lavoro degli scienziati di Parma è forse quello di una “pillola dell’empatia” che aiuti gli uomini a comprendersi meglio e gli impedisca di procurarsi sofferenze. Oltre al Nobel per la medicina (tutt’altro che inatteso qui a Parma) verrà allora anche quello per la pace. (Elena Dusi su La Repubblica di martedì 16 febbraio 2010). Pur con la dovuta umiltà ― non tanto nei confronti della “scienza” come la immaginano La Repubblica ed Elena Dusi quanto nei suoi, caro professor Rizzolatti, che i neuroni specchio li ha scoperti davvero e quindi ha fatto scienza senza virgolette ― ci permetta di suggerirle, onde rendere più probabile e vicino il Nobel “da voi a Parma tutt’altro che inatteso, di verificare la possibilità che rispecchiare” e “interpretare” non siano la stessa cosa. E che per spiegare lautismo, dunque (come, più in generale, per spiegare che cosa ci renda animali umani) i neuroni specchio, ahinoi, non bastino. A meno che lei invece di accontentarsi di fantasticare che tali neuroni, oltre che imitare (come fanno gli animali non umani) interpretino (come fanno gli animali umani) ― riesca un bel giorno anche a dimostrarlo.

Meglio Ridere... di Quelli che fanno Piangere!

Per la serie "Dio, il suo popolo, il papa e i Cittadini italiani fanno quello che dico io, se no ci rimango male": Tarcisio Bertone.

Per la serie Dio, il suo popolo, il papa e i Cittadini italiani fanno quello che dico io, se no ci rimango male, Tarcisio Bertone (dipendente di Joseph Ratzinger ― o boss di Joseph Ratzinger? ― col grado di cardinale e segretario di Stato) dice: La democrazia, come ogni sistema costituzionale, è una struttura di potere. Che si pone perciò, al pari di ogni sistema di governo, essenzialmente in termini di ripartizione di potere. Tale dinamica diventa equivoca nella Chiesa. Il rapporto strutturale, anche a livello decisionale-operativo, tra la gerarchia e il popolo di Dio, non può mai essere posto in termini di ripartizione di potere. (Se governata da un voto di maggioranza, la Chiesa) diventa una Chiesa puramente umana, dove l’opinione sostituisce la fede. I diritti umani sono universali perché non dettati da un voto assembleare. Ma oggi si parla spesso, più che di diritti umani, di diritti individuali, trasformando desideri da soddisfare in diritti. Benedetto XVI, nel 2008, all’Onu, ha detto che i diritti trovano fondamento nella legge naturale, e che separarli da essa significherebbe cedere a una concezione relativista. (La Repubblica, venerdì 12 febbraio 2010). Traduzione: Io dico che la democrazia è una ripartizione di potere perché me ne frega niente che la Costituzione del mio Paese dica invece che la sovranità appartiene al popolo. Io dico basta con le Costituzioni, che fondano i diritti umani sul voto dei rappresentanti del popolo. Io dico che i diritti umani si fondano sulla legge naturale, cioè sulla volontà di Dio. E chi è che decide qual è la volontà di Dio? Io dico che lo decide la gerarchia della Chiesa ― cioè lo decido io, perché il vero papa sono io. E il popolo di Dio? Io dico che il popolo di Dio ubbidisce e basta. Ubbidisce alla gerarchia. Cioè ubbidisce a me. Te piacerebbe, eh, Tarcì? E invece noi ridiamo a crepapelle di questi tuoi desideri da soddisfare. E finché ridiamo, vedrai, non ti sarà facile trasformarli in diritti. Anzi: in tuoi personali privilegi.

Meglio Ridere... di Quelli che fanno Piangere!

Per la serie "Quelli che non ce l’hanno si consolano con quello del Duce": Luigi Celori con Benito Mussolini che si tocca il pisello.

Per la serie Quelli che non ce l’hanno si consolano con quello del Duce: Luigi Celori (pidiellìno candidato alla regione Lazio con Renata Polverini) e Benito Mussolini che si tocca il pisello: Il candidato del Pidièlle regala il calendario del Duce. Luigi Celori propone un nostalgico omaggio per il 2010, “ottantottesimo anno dell’Era fascista”: Dovete mantenere nel cuore la fede”. (Titolo de La Repubblica di martedì 16 febbraio 2010). Ognuno ha i suoi gusti: se al Celori e camerati piace appendersi in camerata un morto che si tocca il pisello, in casa loro son liberi di farlo. E se per Celori e camerati il culto di quel pisello è una fede, chi siamo noi per discuterla? Anzi: fra tanti leccachiappe berluscisti, qualche virile adorapiselli fascista ci sta pure bene... Clicca per continuare!

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No al regime dell’odio e della paura

NO AL REGIME DELL'ODIO E DELLA PAURA. Difendiamo noi stessi e ogni essere umano: difendiamo i nostri cuori, le nostre menti, la nostra umanità dal regime dell’odio e della paura.

 

No al regime della divisione e dellinimicizia tra gli Esseri Umani. No al regime dell’accanimento contro i Migranti, i Deboli, i Poveri. No al regime delle leggi razziali, dei campi, delle squadracce. No al regime della distruzione della Scuola e dello Stato sociale. No al regime delle tirannie private e dello sfruttamento. No al regime della schiavitù d’Italia alla tirannia religiosa. No al regime della falsificazione e demolizione dei Diritti Umani. No al regime al di sopra della Costituzione e delle leggi.

Brutto io? Mi consenta: lei non ha idea di come sono davvero, o non parlerebbe così!

Difendiamo noi stessi e ogni essere umano: difendiamo i nostri cuori, le nostre menti,

la nostra umanità dal regime dell’odio e della paura.

 

Straniero in Italia, non sopportare: ribellati. Evitando la violenza, che ti farebbe diventare come la gentaglia che ti perseguita, ma ribellati.

Quando i Migranti eravamo Noi...

Per non dimenticare che Umani non sono solo i Migranti di oggi: siamo Umani anche Noi.

 

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Le 68 nazioni di provenienza delle 7.853 visite ricevute da ScuolAnticoli nel mese di febbraio 2010.

 

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Pensier(in)o del giorno... (n° 190)

Non si tratta di stabilire se Dio esista o no nell’Universo ― né, del resto, è possibile farlo ―

ma di non crearlo nell’Universo ch’è il proprio, e per ogni umano Creatore è l’unico che c’è.

Nelle scuole private, Bambini separati dai coetanei perché creduti inferiori pagano l’Istruzione che agli altri, nella Scuola di Tutti,

è donata per amore dalla Società. Nelle religiose, i più Abbandonati fra gli Abbandonati sono addirittura restituiti a Dio.

Sito  indipendente diretto dal prof. Luigi Scialanca

per i Ragazzi, le Famiglie e gli Insegnanti

di Anticoli Corrado e della Valle dellAniene

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