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La Terra vista da Anticoli Corrado
diario del Prof (scolastico e oltre)
12 novembre 2006
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Elezioni del Consiglio d'Istituto: Occhigrossi e Scialanca, tutt’e due trombati!
Leggi il commento del maestro Artemio Tacchia!
Come dice il proverbio: Andarono per suonare e furono suonati! O anche: Se ne tornarono a casa con le pive nel sacco!... Parliamo dell’avvocato Occhigrossi e del professor Scialanca, che si sono candidati al Consiglio d’Istituto (il primo per la componente genitori, il secondo come insegnante) e sono stati trombati.
Con un’importante differenza, però: l’avvocato ha ottenuto quasi cinquanta voti, il professore solo quattro! Si dirà: il corpo elettorale, nel caso del Prof, era assai più esiguo. È vero, ma non così tanto! C’è poco da consolarsi con l’aglietto, caro Prof: i tuoi colleghi (tranne quei quattro... gatti, ovvero Eclario, le professoresse Cipriani e Pulcini e un quarto misterioso fan) non si può proprio dire che ti stimino molto... E se invece ti stimano, be’, è ancora peggio, perché vuol dire che gli estimatori che hai tu son di quelli per i quali la Scuola non conta abbastanza da indurli a scollare dalle sedie il posteriore e andare a votarti...
Nemo propheta in patria, dicevano gli antichi. Che è come dire ― tenta ancora di confortarsi il Prof ― che è quasi impossibile conseguire molti consensi fra chi deve sopportarti ogni santo giorno... Chissà se il dottor Occhigrossi avrebbe avuto tanti voti da un corpo elettorale di suoi colleghi! Gli auguriamo il contrario, perché colui che è troppo amato sul lavoro è in genere un accomodone che si fa andar bene tutto, e che per il (proprio) quieto vivere è disposto non solo a non pestare i piedi a nessuno, ma a farseli pestare da tutti.
Il Prof non è così. Come si può constatare leggendo gli altri suoi scritti in questa pagina, pestare gli ingombranti piedoni di chi delude o tradisce per indifferenza o per stupidità o per invidia le esigenze degli alunni è per il Prof non tanto una passione (anche se, certamente, è anche questo, ti devi pur divertire un po’ nella vita!) quanto soprattutto una necessità fisica. E la logica conseguenza di tale interessante fenomeno psicofisico è che quelli che ogni giorno si confrontano con lui lo amano (o almeno lo rispettano) solo quando il confronto non risulta impari: com’è il caso, appunto, dei quattro cari colleghi sopra citati...
Pazienza, avvocato: vorrà dire che i grandiosi, epici, epocali (ma civili) scontri che già pregustavamo di ingaggiare al cospetto degli altri membri del Consiglio, dovremo rassegnarci a continuare ad averli qui, su ScuolAnticoli. E dovunque tu desideri, naturalmente. Anche se solo qui, su ScuolAnticoli, ho finora potuto avere il piacere e l’onore di essere presente ai tuoi...
A proposito: perché non scrivi più?
(12 novembre 2006)
Il commento del maestro Artemio Tacchia (che ringrazio per la cortese attenzione!)
Caro Gino, mi dispiace che tu abbia reagito male alla trombatura - come scrivi tu - per le elezioni al Consiglio d'istituto... Cosa ti aspettavi? Anche in queste piccole prove di "democrazia" i voti si cercano, si chiedono, ci si mette la faccia... Quanto a perdere è abbastanza normale. Se avessi fatto politica, non ti sorprenderesti. E, comunque: è vero che neppure tu sei andato a votare? E che, se ti fossi votato, per anzianità (a volte torna comodo) saresti stato eletto? Ti scrivo, per così dire, "per fatto personale"... La tua invettiva è ingiusta e la tua considerazione dei colleghi sbagliata o ingenua. Hai fatto un elenco di prof. che secondo te sono stati gli unici a votarti. E allora, i due voti "secchi" che ti abbiamo dato io e mia moglie? Come li conti? Attento a giudicare... Eppoi: non ricordi cosa è successo nei Collegi dello scorso anno? Prima tutti a favore e un mese dopo tutti contro. Non te la prendere, credimi. Ciao! Artemio |
Un corpo elettorale nell’atto di trombare. |
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