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“Saggezza è compagna di vecchiaia... Ma il cuore di un bambino è puro!”
Bakshi, 1968) |
Sito per i Ragazzi, le Famiglie e gli Insegnanti di Anticoli Corrado e della Valle dell’Aniene
Pensier(in)i dei Giorni...
...precedenti!
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con Michelle Monet nel 1968 |
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Quante gioie e delusioni non sentiamo, per continuare a ignorare quel che ci rivelerebbero.
(mercoledì 1° febbraio 2012)
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Il modo più realistico di valutarci è forse domandarci quali cambiamenti, anche modesti,
in meglio o in peggio, abbiamo apportato alla nostra vita e/o ad altre da quando ci siamo.
Oltre a migliorar il mondo col nascere, tutti, benché non tutti lo migliorino col far nascere.
(lunedì 30 gennaio 2012)
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Non possiamo immaginare davvero quel che gli altri sentono senza sentirlo a nostra volta.
Anche se talora siamo così poco consapevoli di immaginarlo che ci pare di sentirlo da soli.
(lunedì 23 gennaio 2012)
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È capace di atti di coraggio chi non perde Sé stesso e gli Altri neanche nelle emergenze.
È stupidamente temerario chi non ha più Sé né gli Altri nemmeno in situazioni normali.
(martedì 17 gennaio 2012)
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Cos’è questa luce che sempre spegniamo e nel buio, a occhi chiusi, sempre ritroviamo?
Cos’è questa veste che ogni volta finiamo per lacerare e ogni notte torniamo a tessere?
Chi c’è quaggiù che ogni sera abbandoniamo e ogni notte ritroviamo? Quasi tutti Noi.
(domenica 15 gennaio 2012)
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Almeno separarci da chi è immobile. Stare con chi si muove,
se non si muove male. E così, per amore, muoverci anche noi.
(lunedì 9 gennaio 2012)
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Se davvero avessimo parole per tutto, ne avremmo anche per quel ch’è ancora da scoprire.
Non essendo così, se ne deduce che non è con il linguaggio che facciamo le nostre scoperte.
(giovedì 5 gennaio 2012)
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Se in un mondo globale ogni sofferenza infligge un colpo alla resistenza dell’intera specie,
il danno genetico causato da trent’anni di fascismo finanzcapitalistico dev’essere ingente.
(martedì 3 gennaio 2012)
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Che religioni diverse esprimano diverse psicologie è un’idea razzista. Non ne vedo che due,
davvero diverse: l’autoritarismo di chi vuole un Dio e la fiducia di chi sa che ci siamo Noi.
(domenica 1° gennaio 2012)
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Ideologie e prassi che accrescono le diseguaglianze, accorciando le vite dei meno abbienti,
sono, a tutti gli effetti, ideologie e prassi di sterminio cui molti tacitamente acconsentono.
(giovedì 29 dicembre 2011)
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Non c’è che un modo per trattenere la religiosità dall’agire il fascismo latente in essa:
dalle famiglie alle nazioni, contenderle ogni potere sugli Esseri umani fin da Bambini.
(martedì 27 dicembre 2011)
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Siamo, per natura, egoisti. Ma con tanto meno successo quanto meno amiamo.
(giovedì 22 dicembre 2011)
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Le lacrime sono sempre sincere. Ma i sentimenti da cui scaturiscono possono essere brutali.
Come, in alcuni, l’orrendo sollievo di poter fare del male a propria volta dopo averlo subìto.
(martedì 20 dicembre 2011)
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Accettare senza fare resistenza rapporti solo economici non è meno violento che imporli.
(domenica 18 dicembre 2011)
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Possiamo avere dei problemi. Possiamo darne. Ma nessuno può essere un problema.
(mercoledì 14 dicembre 2011)
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Passato e futuro li trasformiamo di continuo. Il presente, invece, non possiamo cambiarlo.
(venerdì 9 dicembre 2011)
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Il peggio non è fare un po’ di meno (o un po’ di più) di ciò che possiamo.
Il peggio è tentare di fare un po’ di meno (o di più) di ciò che possiamo.
(martedì 6 dicembre 2011)
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C’è un solo modo per capire molto di più sé stessi: capire un poco di più qualcun altro.
(lunedì 28 novembre 2011)
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Com’è più rara la gioia di amarsi tra liberi della sofferenza di amarsi tra servo e padrone!
(venerdì 25 novembre 2011)
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L’estate perfetta che verrà, sotto il vostro cielo colorato d’aerostati e aquiloni
pensate a chi di noi la vedeva già oggi, e pur nel dolore era felice con voi.
Voi che in autunno dormirete in casa d’altri, sentendone vivere il legno e il vetro,
e indurirsi la terra sotto l’impiantito, e dei loro cari fiorire le voci nei vostri sogni.
Voi che nelle notti d’inverno gareggerete in piazza in immagini di fuoco e ombra
e scolpirete nelle vibrazioni delle finestre buie il canto dei vostri affetti.
Voi che a primavera riavrete dal mare un perfetto risveglio dai sogni invernali
nel disgelo e il sussurro di un paese invisibile in cammino per le vie e nelle vostre case...
(domenica 13 novembre - venerdì 2 dicembre 2011)
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Splendide donne riempivano la sua vita di tedio quando non d’orrore, per lui fantasmi.
Mentre a me, dalla mia, sembravano mirabilmente vive; e forse davvero lo erano ancora.
(giovedì 10 novembre 2011)
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Ogni governo, o individuo, che serva le tirannie finanziarie in guerra contro l’Umanità
sappia che sarà giudicato alla stregua di chi, nei Paesi occupati, collaborò coi nazisti.
(venerdì 4 novembre 2011)
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Niente esiste. Tranne ciò, noi compresi, che almeno una volta abbiamo diviso con chi amiamo.
(martedì 1° novembre 2011)
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Quelli che tutto l’anno portano con sé l’abbraccio instancabile del sole e un canto estivo:
che abitarono, una vita o un’indimenticata notte, nel Paese senza inverno di una donna.
(venerdì 28 ottobre 2011)
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Abbiamo anche parole immaginarie: di colori e ombra, silenziose come sguardi,
disegnate con la luce e col buio della mente. Senza udirle né vederle, le sentiamo.
(martedì 25 ottobre 2011)
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Chissà se matura anche stanotte il frutto che spicco dal ramo al mattino. E che il giorno
ci nutre, noi contadini, che dell’albero ci prendiamo cura senza ben saperlo e capirlo...
(domenica 23 ottobre 2011)
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Se perfino le belle notti patiscono l’uniformità, grazie per quelle che hai mosso toccandomi,
o con la tua voce, o con uno scritto da chissà dove. Grazie, forse, anche per quando era odio.
(giovedì 20 ottobre 2011)
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Non c’è una violenza “contro” il sistema: il violento non può che essere del e nel sistema.
Poi c’è chi è violento per trarne vantaggio a danno di altri, e chi lo è perché è impazzito.
(mercoledì 19 ottobre 2011)
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Amo la via più umana. La via fra me e te, che a te mi unisce e da te mi separa.
La linea che mai è una retta. E che mai, qui dalle mie parti, è la via più breve.
(domenica 16 ottobre 2011)
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Apparecchiato il banchetto, centinaia gli invitati e i doni, schierate le autorità e la banda,
e nessuno – nemmeno gli organizzatori – sa in onore di chi. Solo io, che non posso dirlo.
(giovedì 13 ottobre 2011)
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Ieri, una perla dove guardavo senza vederla da chissà quanti anni. Oggi, una piuma d’oro
dal finestrino, presa al volo guidando senza distrarmi. Sarebbe bello, se continuasse così...
(martedì 11 ottobre 2011)
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Per tutta la vita dall’inesistenza del cielo ho cercato il riparo dei capelli di una donna.
O almeno di una rete di luce di foglie e di rami, o di qualche nuvola gentile sopra di me.
(domenica 9 ottobre 2011)
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Passione, tu che non sei debole, sembri violenta per la forza con cui prendi.
Passione, tu che non sei violenta, scuoti la tua bellezza eppure non la incrini.
(giovedì 6 ottobre 2011)
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Mi appare bello tutto quel che mi rivela come sarebbe il mondo se fosse a mia immagine.
Mai identico al bello di altri. Mai troppo diverso dal bello di chi sta più o meno come me.
(martedì 4 ottobre 2011)
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C’è chi si crede libero e invece è schiavo di una ragione religiosa che non vuol sapersi tale.
Ma che tale si tradisce nell’attrazione cui cede per tutto ciò che alla religione appartiene.
(domenica 2 ottobre 2011)
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A volte un sorriso di donna sembra per noi e invece è per tutti. Per tutti quelli come noi.
(giovedì 29 settembre 2011)
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L’opera che odia l’umano, ma che disgustando e spiacendo mostra però di essere arte,
è come l’umano che odia: che nemmeno distruggendosi può rendersi però non umano.
(martedì 27 settembre 2011)
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Chi è libero in un partito? Chi può fare a meno del partito almeno quanto il partito di lui.
(domenica 25 settembre 2011)
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Un’amministrazione pubblica che abbandona i Cittadini ai privati interessi più tirannici,
locali e/o globali, non ha più alcuna ragione storica, civile e morale di seguitare a esistere.
(giovedì 22 settembre 2011)
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Siamo gli unici animali religiosi perché siamo i soli ad aver evoluto un’immaginazione.
Senza la quale non si inventano dei. Né alcun altro tipo di potere spirituale su sé stessi.
(martedì 20 settembre 2011)
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C’è fin dalla nascita una curiosità che è solo umana perché non ha bisogno di qualcosa,
ma il desiderio di scoprire e conoscere, di quel che immagina esserci, come sia e cosa sia.
(domenica 18 settembre 2011)
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Nessuno accetta che la propria libertà di muoversi fisicamente nello spazio sia limitata.
Molti, invece, credono che sia innocuo non poter muoversi mentalmente nel tempo storico.
(giovedì 15 settembre 2011)
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Si è in ansia per quel che può accaderci di vivere? O per non vivere quel che ci accade?
E l’ansia, in cui si è tenuti e/o ci si tiene, scorcia la vita del tempo non vissuto per essa?
(martedì 13 settembre 2011)
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Chi degrada il rapporto sessuale a meccanismo erotico anaffettivo, come chi degrada
il rapporto di lavoro a meccanismo di sfruttamento, fa del rapporto un duello a morte.
(sabato 10 settembre 2011)
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Dio ha dato al polpo occhi più efficienti dei nostri (Le Scienze, settembre 2011, p. 65).
Noi abbiamo dato a Dio l’ultravista. Chi ha più immaginazione? Chi è più generoso?
(giovedì 8 settembre 2011)
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I bambini e qualche milione di donne, al mondo, per lo più ignare l’una dell’altra e di sé,
rammentano a tutti noi l’Umanità che siamo. Insieme, forse, a poche migliaia di Uomini
(domenica 4 settembre 2011)
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Come a Nicole Kidman, ci offrono quasi sempre brutti film. Ma anche i nostri, come i suoi,
riescono quasi sempre belli in tutto ciò che dipende da noi. Cosa che alcuni non tollerano.
(giovedì 1° settembre 2011)
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Gli iniqui, o i pazzi, se il dover fingersi democratici vieta loro l’uso della violenza fisica,
non hanno che un modo per conquistare il potere e mantenervisi: la violenza sulle menti.
(lunedì 29 agosto 2011)
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Nessuno è più degno di noi di chi, come noi, è da conoscere e capire sempre ancora tanto.
(venerdì 26 agosto 2011)
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La politica non ha senso se non come progressiva estinzione del controllo e del comando,
e restituzione di tutti i rapporti sociali all’originaria natura di gratuiti rapporti umani.
(mercoledì 24 agosto 2011)
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Non solo oppormi alla libertà, anche accettarla è violenza se il mio impulso è il medesimo:
con la forza o col sorriso non permettere all’altro di turbare il mio anaffettivo isolamento.
(lunedì 22 agosto 2011)
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Si fa con le parole niente, forse, ma forse niente senza parole si sa.
(venerdì 19 agosto 2011)
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Non si può capire né amare l’uguaglianza finché non si comprende e detesta l’uniformità.
(martedì 16 agosto 2011)
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Andare soltanto per andare è sognare a occhi aperti la bellezza del mondo
libera, senza più mete, di riversarsi da tutte le parti negli occhi e nel cuore.
(venerdì 12 agosto 2011)
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Non c’è il diritto di dire a un altro cosa debba fare. Ma c’è il diritto di dirgli cos’ha fatto.
(mercoledì 10 agosto 2011)
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Non è messa poi così male la vita, se ciò che in essa non soddisfa
è soltanto non aver ancora completato ciò di cui in essa si è fieri.
(lunedì 8 agosto 2011)
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Distruggere lo Stato credendo di riconquistargli così la fiducia del Mondo non è meno folle
di quanto lo sarebbe il togliersi la vita credendo così di ottenere più facilmente un prestito.
(venerdì 5 agosto 2011)
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Rende tutto uguale, tutto omo-loga annullandolo, chi vede in tutto solo Dio, o lo Spirito,
o un’idea, o l’economico, o l’erotico. E poi, a volte, stermina chi non rientra nel “criterio”.
(sabato 30 luglio 2011)
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Rende il mondo, sé e gli altri simili alla morte chi pretende di sottrarli all’immaginazione.
(martedì 26 luglio 2011)
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Il germe del fanatismo, identico sotto ogni dio, che nel folle diverrà volontà di sterminio,
è l’idea delirante che gli Esseri umani siano creature inferiori soggette a esseri superiori.
(domenica 24 luglio 2011)
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L’astuzia, che negli altri animali rivela l’intelligenza, in Noi cela a lungo la stupidità
che prima o poi si rivela in essa. E l’annullamento degli affetti che di entrambe è causa.
(giovedì 21 luglio 2011)
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Il discredito che da secoli colpisce le Donne trae origine dalla strategia diffamatoria
di molte Chiese (in Europa ereditata nell’Antichità da alcune élites intellettuali greche
e romane) mirante ad accaparrarsi il più gran numero possibile di giovanissimi maschi.
(martedì 19 luglio 2011)
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Come interprete o attore può solo fallire chi non rinuncia al controllo di sé e degli altri.
(domenica 17 luglio 2011)
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Chi sta morendo dentro e non lo sa, può scoprirlo ― e stimare quanta vita gli resti ―
nell’insania più o meno grave di ciò che vorrebbe spingersi a fare per sentirsi vivo.
(giovedì 14 luglio 2011)
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Ogni alleato del potere lo sostiene con tutte le forze. Che però sono in molti così esigue,
che le azioni che essi compiono per rafforzarlo arrivano a far soffrire solo i loro intimi.
(martedì 12 luglio 2011)
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La rivoluzione sarà mentale, o non sarà. Poiché il potere è sulle menti e nelle menti,
e ogni contatto fisico con esso, anche il più violento, anziché indebolirlo lo rafforza.
(domenica 10 luglio 2011)
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Abbiamo spesso a che fare con la falsità. Ma sempre meno spesso di chi crede a niente.
(giovedì 7 luglio 2011)
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Quando nessun sentimento si consumerà più comandando e ubbidendo, allora tutti
saran di nuovo così intensi che ognuno di Noi in ogni Altro risplenderà come il sole.
(martedì 5 luglio 2011)
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Ma prima del fascismo violento c’è il fascismo “invisibile” che annulla gli affetti,
l’immaginazione, la memoria: l’odio razionale contro tutto ciò che ci rende umani.
(domenica 3 luglio 2011)
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C’è un solo modo per cambiare il mondo in meglio: non resistere alla trasformazione di sé.
E quindi due per cambiarlo in peggio: resistendole, o lasciando che ci renda meno umani.
(giovedì 30 giugno 2011)
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Mentre farfugliano contro le “leggi bavaglio”, certi “rivoluzionari” si tolgano il proprio
e dicano No ai potentucoli nelle loro vicinanze, dinanzi ai quali sempre ammutoliscono.
(sabato 25 giugno 2011)
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Qualsiasi follia può trionfare, se tutti si sottomettono all’ovvia sua pretesa che follia non sia.
(mercoledì 22 giugno 2011)
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L’amicizia è più rara di quanto sembra esserlo l’amore perché, in essa non potendosi
mimare il rapporto sessuale, l’incapacità d’amare vi è assai più presto smascherata.
(domenica 19 giugno 2011)
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Come fa bene alla mente la voglia di scoprire e amare, o rifiutare,
in quel che pare uguale il diverso, in quel che par diverso l’uguale.
(lunedì 13 giugno 2011)
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Le lesioni della mente furono sentimenti e affetti per Sé e per gli Altri,
finché non si tentò l’impossibile maleficio di indebolirli ed eliminarli.
(mercoledì 8 giugno 2011)
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Solo se nella morte c’è niente, nella vita può esserci tutto.
(lunedì 6 giugno 2011)
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È davvero solo, senza nessuno, solo chi con nessuno è senza segreti.
(venerdì 3 giugno 2011)
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Pieni d’odio e incomprensione, non immaginano che soltanto noi, al mondo, li ricordiamo
come neanche loro ricordano sé stessi: al tempo in cui tutti, loro e noi, fummo qui insieme.
(martedì 31 maggio 2011)
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Non c’è bellezza, né bruttura, che non sia il segno che una trasformazione sta avvenendo.
(venerdì 27 maggio 2011)
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L’odio adulto per la Scuola, così palese in certi politici e in coloro che li eleggono,
nasconde e nascostamente diffonde il loro odio per l’Infanzia. Cioè per l’Umanità.
(mercoledì 25 maggio 2011)
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Una vittoria fascista, per un Paese, è quello che per un Essere umano
è l’ultimo attacco di una malattia gravissima: o si muore o si guarisce.
(lunedì 23 maggio 2011)
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Abbiamo il diritto, sia pur da fratelli o da figli, di considerare soltanto privato
il nostro rapporto con chi ha offeso e ferito non tanto noi, quanto l’intero Paese?
(venerdì 20 maggio 2011)
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La bellezza più viva, la più luminosa, evitò il mio sguardo ogni volta.
E ogni volta mi aiutò, così, a non perderla per sempre in quell’istante.
(mercoledì 18 maggio 2011)
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Sei riuscito o hai fallito, in un’azione o nella vita, se in esse sei stato e sei rimasto libero.
E lo sei stato se nessun calcolo, nell’una e nell’altra, ha potuto renderti più o meno incerto.
(lunedì 16 maggio 2011)
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Far delle origini e della propria storia un’ideologia significa impoverirle e inaridirle.
Ma “andare oltre le ideologie” significa aggredire le proprie origini in quanto umane.
(venerdì 13 maggio 2011)
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Resistenza è non partecipare, neanche con lo sguardo, al meno umano che cerca il mio.
(martedì 2 maggio 2011)
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Diffido dei capi e dei santi: chi vuol guidarmi è chi non si fida di lasciar guidare me.
Diffido dei seguaci e dei fedeli: chi vuole guida è chi non si fida nemmeno di sé stesso.
(venerdì 29 aprile 2011)
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Come non è la cura ma l’incuria per la salute a recar danno anche alla salute altrui,
così non è l’amore ma il disprezzo per sé stessi a indurre all’odio anche contro gli altri.
(mercoledì 27 aprile 2011)
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Da tutta la vita ritrovo talvolta in me il bambino che fui. E con lo stesso sentimento
con cui da bambino mi sorprendeva talvolta l’adulto che sarei stato: l’amore per me.
(lunedì 25 aprile 2011)
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Sventurato l’uomo che sceglie come capo chi nel pericolo non si fiderebbe di chiedergli aiuto.
Sventurato il popolo che s’illude di trovar pace mettendosi nelle mani del proprio nemico.
(giovedì 21 aprile 2011)
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Grottesco spettacolo la sicurezza di chi s’inganna così bene su di sé
da non poter neanche supporre che un altro non s’inganni su di lui.
(martedì 19 aprile 2011)
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A volte si perde. Altre si perde vincendo. Altre ancora, si perde più vincendo che perdendo.
(domenica 17 aprile 2011)
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Non c’è bruttura, nei dintorni nostri, cui non partecipi la poca bellezza che le opponiamo.
(venerdì 15 aprile 2011)
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Il futuro è sotto i nostri occhi, descritto per filo e per segno da ogni dettaglio del presente.
Ed è perciò che a differenza del passato, mai del tutto chiaro, è in nostro potere cambiarlo.
(martedì 11 aprile 2011)
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Se lo sconfitto, nonostante la sconfitta e il dolore, si scopre più creativo, e felice di esserlo,
il vincitore, malgrado la vittoria e l’euforia, si scopre più vuoto e triste. E non sa il perché.
(venerdì 8 aprile 2011)
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Credere, ubbidire, combattere? Ma credere è non pensare. Ubbidire è non essere.
Combattere è far non essere altri. A chiunque si creda, a chiunque si ubbidisca.
(mercoledì 6 aprile 2011)
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Ubbidisci, se vuoi. Ma con la consapevolezza (poiché ubbidire è contro la natura umana)
che ogni tuo atto di ubbidienza può mettere in difficoltà, o in pericolo, sia te che gli altri.
(lunedì 4 aprile 2011)
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Quanto più sono quelli che amiamo immensamente, tanto meno possiamo tradirne uno.
(giovedì 31 marzo 2011)
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Cosa può fare di valido per il Paese chi ha nei Cittadini così poca stima,
così poca fiducia, da proporre loro candidati che lui per primo disprezza?
(martedì 29 marzo 2011)
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Anch’io fui così per qualche anno, una volta, in qualche vicolo cieco dell’immaginazione.
Come odiare, perciò, chi ancora ha tempo per venir fuori da quegli anni e da quel vicolo?
(domenica 27 marzo 2011)
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Poiché impossibile è per noi la vendetta, il massimo che possiamo ottenere dall’avversario
è che si scusi con tale durezza che non rimanga che il ricordo, in lui, di colui che ci offese.
(giovedì 24 marzo 2011)
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Tentiamo di proteggere il corpo perché resti in salute e viva più a lungo. La mente no:
è nuda, sempre, altrimenti è un inferno. E in ogni momento può solo nascere o morire.
(martedì 22 marzo 2011)
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La pretesa che si sia sempre forti non è meno violenta della pretesa che si sia sempre deboli.
(domenica 20 marzo 2011)
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Una decisione emotiva si rivela talora sbagliata. Una decisione fredda è sbagliata sempre.
(venerdì 18 marzo 2011)
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L’impotente, in politica, è tale almeno il doppio che altrove: perché è incapace di separarsi
da quel che vuole indebolire, e perché è inetto a congiungersi con quel che vuole rafforzare.
(mercoledì 16 marzo 2011)
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L’unica umiltà degna è quella che induce alla lentezza necessaria a una buona riuscita.
(venerdì 11 marzo 2011)
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E se ciò che non capiamo, più che stupidità e ignoranza, rivelasse
in noi affetti troppo poveri e fragili per sostenere la comprensione?
(mercoledì 9 marzo 2011)
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Come l’amore. Come l’aria e l’acqua. Il mare e il cielo. La bellezza. La saggezza. La cura.
Come la stima, l’applauso, lo sguardo. Come la scuola. Libero è ciò che non costa denaro.
(lunedì 7 marzo 2011)
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Solo Noi possiamo riconoscere e rispettare, nel determinato, l’indeterminato
ch’è la sua unica possibilità di trasformazione. Cioè, in Noi, l’unica libertà.
(giovedì 3 marzo 2011)
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Solo il quantificabile, in ogni cosa e in tutte, esisterebbe anche se non esistessimo Noi.
(martedì 1° marzo 2011)
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La libertà senza la quale nessun’altra è vera, fin da bambini e per tutta la vita,
è quella di restar migliori di altri. E se non lo si è più, d’esser migliori di sé stessi.
(domenica 27 febbraio 2011)
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Dirigere sé stessi, o altri, non è possibile. Possiamo tentare di arricchire l’immaginazione,
o di avvelenarla. Spesso senza sapere, a volte per anni, se abbiamo fatto una cosa o l’altra.
(giovedì 24 febbraio 2011)
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Ciò ch’è umano non essendo misurabile, possiamo immaginarne l’infimo o l’immenso.
Ma non essere spregevoli, verso Noi stessi e verso gli Altri, solo se non lo disprezziamo.
(martedì 22 febbraio 2011)
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Tanto più abbiamo coraggio quanto più capiamo che ogni cimento che ne richiede
non dipende né dagli Altri né da Dio, poiché non ha da compiersi che in Noi stessi.
(giovedì 17 febbraio 2011)
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Più che a chi ci odia, è arduo far fronte a chi non osa amarci. E a chi non sa che ci ama.
(martedì 15 febbraio 2011)
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Essere all’altezza dell’Umanità, del meglio che Essa ha realizzato di sé, non è un dovere:
è la salute di cui abbiamo cura. Per la quale, al caso, chiediamo aiuto a chi sa curarla.
(domenica 13 febbraio 2011)
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Chi con sé stesso e con gli altri non lotta con passione, offende la propria e l’altrui
umanità né più né meno di chi contro sé stesso e contro gli altri combatte con odio.
(giovedì 10 febbraio 2011)
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Quando ricordiamo davvero, ognuno di Noi, col piede nudo o la mano, sfiora ogni Altro
come se Tutti dormissimo nello stesso letto, sognando insieme i nostri sogni tutti diversi.
(martedì 8 febbraio 2011)
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È un vecchio, e non un vecchiaccio, ogni anziano che può sentire pietà per Berlusconi
perché ha vissuto meglio di lui. E perché vive, anche oggi, una vita più sana della sua.
(domenica 6 febbraio 2011)
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Quale organizzazione è meno responsabile di quella che affida gli adepti all’Inesistente?
Il cui “gregge”, difeso da nessuno, non può che attrarre come lupi gli affaristi e i pedofili?
(giovedì 3 febbraio 2011)
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Quanto più privatizza le sue funzioni, tanto più lo Stato abbandona i Cittadini a sé stessi.
Ne consegue che le sue leggi, la sua retorica, i paramenti diventano via via meno credibili.
Ed esso una mafia fra le tante che con l’astuzia, il denaro e le armi si contendono il Paese.
(martedì 1° febbraio 2011)
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Non l’odio e il disprezzo: solo la compassione può restituire, nelle menti di chi li adora,
il Dio al niente, l’Idolo al legno o alla plastica, il Prepotente alla malattia e alla cura.
(domenica 30 gennaio 2011)
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Una vita privata è diritto di ognuno. Una vita segreta è malattia di qualcuno.
(giovedì 27 gennaio 2011)
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Siamo tanto più soli, e ne siamo noi la causa, quanto meno osiamo dire di noi agli altri.
E siamo tanto più soli, ma ne son causa gli altri, quanto meno essi osano ascoltare di noi.
(lunedì 24 gennaio 2011)
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Senza piacere o dispiacere, né gioia o dolore, la comprensione non può neanche iniziare.
Chi dice che non si schiera, quindi, o mente, o ― di ciò che non lo tocca ― capisce niente.
(giovedì 21 gennaio 2011)
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Ogni animale soffre, se gli manca qualcosa. Molti, perfino per la mancanza di un altro.
Ma solo noi, la mancanza, immaginiamo quale sia. E talvolta, perciò, la fraintendiamo.
(martedì 19 gennaio 2011)
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Quanto più si conosce sé stessi, tanto meno ci si scopre.
(domenica 16 gennaio 2011)
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Donna e Uomo non saremo mai Uno. Ma possiamo, più d’ogni altro, essere pienamente Due.
(giovedì 13 gennaio 2011)
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Sembra ormai certo che il nulla non esista, nella realtà fisica percepibile o impercettibile.
E che averlo in mente non faccia bene. Né a sé né agli altri. Nemmeno se lo si chiama Dio.
(martedì 11 gennaio 2011)
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C’è chi crede di odiarsi e invece si ama, perché ciò che odia è la propria immutabilità.
E chi crede di amarsi e invece si odia, perché coarta l’immaginazione per non mutare.
Come se fosse possibile trasformarsi in peggiori, o ristagnando render sé stessi migliori.
(domenica 9 gennaio 2011)
*
Il mondo sarà davvero una Creazione solo quando risplenderà d’amore per ognuno di noi
come ne risplende in ogni sua parte una grande Opera. Cioè quando l’avremo completato.
(giovedì 6 gennaio 2011)
*
Di tutto ciò che crediamo di pensare, forse soltanto quel che ci sorprende è davvero nostro.
Cioè è vero pensiero. Si consoli, colui cui accade di rado: da bambino gli accadeva sempre.
(martedì 4 gennaio 2011)
*
Linee precise distinguono ogni oggetto, ogni vivente, e giunzioni indistinte li fondono.
Ma noi, smarriti, spesso ubbidiamo a chi vuol forzarci a non riconoscere che le prime.
(domenica 2 gennaio 2011)
*
Poiché ognuno per natura è nelle mani di ogni altro, esse sono tanto più infide per tutti
quanto più strenuo ed efficace è lo sforzo di alcuni per mettersi fuori dalla loro portata.
(giovedì 30 dicembre 2010)
*
Il fascismo (come ogni autoritarismo) è, in uno stesso individuo, sempre anche passivo
per la sua coazione a crearsi un capo indiscutibile. Religioso e/o politico e/o criminale.
(martedì 28 dicembre 2010)
*
Le uniche sedi decisionali lecite sono la mente e le assemblee pubbliche (o le consultazioni)
fra tutti gli interessati. Chiunque decida in gruppi ristretti è un nemico della democrazia.
(domenica 26 dicembre 2010)
*
Si odia ma si venera il saccente perché incomprensibile per la sua segreta confusione.
Mentre si odia e si teme il sapiente perché lo si comprende troppo, malgrado la nostra.
(martedì 21 dicembre 2010)
*
Gli unici fantasmi esistenti nella realtà si chiamano Ripetizione del passato,
Contraffazione di sé sul modello dei morti e Intitolazione di sé a un altro.
(venerdì 17 dicembre 2010)
*
Gli esaltatori della violenza sono gli impotenti a immaginare e realizzare la Lotta.
(mercoledì 15 dicembre 2010)
*
Eccetto Noi, niente in natura è umano. Mentre neanche il non umano è non umano in Arte.
(lunedì 13 dicembre 2010)
*
Chi nel socialismo o nel comunismo cercò, sbagliando, di realizzarsi, oggi è di sinistra.
Chi nel socialismo o nel comunismo cercò, sbagliando, di distruggersi, oggi è di destra.
(giovedì 9 dicembre 2010)
*
Nessuna idea è mai scaturita da un evento, ma tutti gli eventi scaturiscono da idee.
(martedì 7 dicembre 2010)
*
Poiché è il Sistema e il suo pensiero disumano la vera catastrofe globale che ci ha colpito,
l’unica speranza di uscirne vivi è il nostro reciproco aiuto, fisico e mentale, contro di esso.
(domenica 5 dicembre 2010)
*
Quanto più spesso reagiamo agli eventi in maniera creativa (o, almeno, reagiamo),
tanto meno siamo simili ad animali non umani. (O, almeno, non ad animali morti).
(giovedì 2 dicembre 2010)
*
Quel che non riusciamo a realizzare insieme è il privato.
Ciò di cui uno o più di noi siamo stati o ci siamo privati.
(martedì 30 novembre 2010)
*
Ognuno sente come Arte ciò che nell’immaginazione diventa ricordo
non meno, e talvolta più, di quanto nella memoria lo diventa la vita.
(venerdì 26 novembre 2010)
*
Tra chiunque e chi è meno vecchio, mi fido più del meno vecchio. Se sente come me.
(mercoledì 24 novembre 2010)
*
Nessuna impresa collettiva o individuale può, senza rendersi mostruosa,
pretendere da Noi una lesione, anche minima, agli affetti che Ci uniscono.
(lunedì 22 novembre 2010)
*
Dio è il solo che può aver a che fare con le inesistenti e impossibili entità,
immaginando le quali Noi creiamo il solo che può aver a che fare con esse.
(venerdì 19 novembre 2010)
*
Non saremo mai come quelli che ci hanno lasciato. Ma loro saranno per sempre come noi.
(mercoledì 17 novembre 2010)
*
Se il reazionario non ha lasciato del mondo pietra su pietra affinché tutto resti com’è,
cosa, se non sé stesso, è rimasto al rivoluzionario da trasformare affinché tutto cambi?
(lunedì 15 novembre 2010)
*
Noi sentivamo e ascoltavamo e vedevamo bene, e Voi invece no. Ma non dateCene atto.
Non scusateVi. Né, tanto meno, chiedeteCi di punirVi. Pagate i danni che avete fatto,
non un euro di più. Importa solo che Vi curiate. O né Noi né Voi andremo mai avanti.
(venerdì 12 novembre 2010)
*
Dal pensiero unico che da decenni, con ogni mezzo, soffoca e inaridisce l’immaginazione,
solo gli scritti o le voci di epoche libere e uomini e donne liberi possono aiutarla a salvarsi.
(mercoledì 10 novembre 2010)
*
Chissà se c’è stato un tempo, nella storia dell’Umanità, in cui per tutta la vita
i ricordi coscienti erano rari come nei primi anni. E chissà se può tornare...
(lunedì 8 novembre 2010)
*
Strano, nei sogni, non è quel che li rende irreali, ma quel che vi è talvolta di realistico.
E ancor più strano, forse, è credere di non sognare, che fa il sonno identico alla veglia.
(venerdì 5 novembre 2010)
*
Capo, grande o piccolo, di destra o di “sinistra”, è chi deciderà al tuo posto.
Se cerchi un Capo cerchi dunque di non esserci, e che al tuo posto ci sia il Capo.
Ma voler non esserci è voler morire. Vivi invece, e saranno i Capi a non poter essere.
(lunedì 1° novembre 2010)
*
Necessariamente commetterà abusi chi esercita un potere, piccolo o grande,
ignorando che esso non è che un misero ripiego all’inettitudine della Società
a far sì che tutti i rapporti di cui si compone si realizzino pienamente umani.
(lunedì 1° novembre 2010)
*
L’unica immaginazione che non fa male incontrare è quella che non delira che l’Essere Umano sia per natura
malvagio. Quella che non ha creduto al peccato originale. Né che solo il lavoro ci renda umani.
Né che meritiamo soltanto lo sdegno e gli sberleffi con cui ci marchiano le tv.
(sabato 30 ottobre 2010)
*
Indicare agli oppressi la Croce è indicare loro la morte, subìta o inflitta, come unica via d’uscita dall’oppressione:
il martirio che fa del sacrificato il signore di chi ne ha fatto la vittima,
l’impero del mors tua vita mea, l’opposto di una società compiutamente umana.
(mercoledì 27 ottobre 2010)
*
Niente di ciò che diamo arriva mai agli altri se una fede, nostra o loro, lo riceve prima.
(domenica 24 ottobre 2010)
*
Tanto più vivida ed emozionante è la bellezza del nostro passato,
quanto più comprendiamo le sue brutture e ci separiamo da esse.
(giovedì 21 ottobre 2010)
*
È di ora che soprattutto ci si parla. E, nell’ora, soprattutto di chi parla e di chi ascolta.
Credere di parlar d’altro è credere inesistenti entrambi e il mondo, che esiste solo adesso.
(lunedì 18 ottobre 2010)
*
Di una vita umana nessun momento può del tutto passare prima che l’ultimo passi.
Poiché nessun momento può essere del tutto esaurito da un’immaginazione infinita.
(venerdì 15 ottobre 2010)
*
Immagina che sia possibile un nuovo e meglio, e già per questo non sarai parte del peggio.
(martedì 12 ottobre 2010)
*
In un altro Paese, forse Sarah non sarebbe morta. In un Paese che non odi la sua Scuola,
che non getti i suoi Figli nelle televisioni, che difenda le centomila e centomila sue Noemi.
Che non accusi altri Paesi di odiare le Donne, mentre all’odio abbandona le sue Bambine.
(venerdì 8 ottobre 2010)
*
Chi non ha il coraggio dei desideri nulla può contro chi non ha che la viltà degli interessi.
(mercoledì 6 ottobre 2010)
*
Felice chi ancora può, come da bambino, notte e giorno lasciare la porta socchiusa
e uno spiraglio di luce sulla sua mente a ogni uomo, donna o bambino che passi di là.
(domenica 3 ottobre 2010)
*
L’orrore della politica italiana è la Donna che giace uccisa in fondo a essa, e invece è viva.
(giovedì 30 settembre 2010)
*
Il perdono e la vendetta, così differenti per chi li subisce, inquinano però il mondo umano
allo stesso modo: negando, l’uno e l’altra, la possibilità della trasformazione.
(lunedì 27 settembre 2010)
*
Perfezione non è ideale superiore a cui tendere, ma realtà interna da scoprire.
(giovedì 23 settembre 2010)
*
La prima libertà è quella di non essere sempre prevedibili.
Ma il solo modo di realizzarla è non esserlo in primo luogo per sé stessi.
(martedì 21 settembre 2010)
*
Chi non cerca il meglio, il peggio cerca lui.
(domenica 19 settembre 2010)
*
Né quel che piace né quel che lo è. Bella è ogni cosa, a questo Mondo e in Noi, che tanto più
ci si rivela bella quanto meno controllato è il rapporto che riusciamo a realizzare con essa.
(giovedì 16 settembre 2010)
*
Ben più che negli incubi dimenticati di chi non sa di odiarlo,
è nei sogni mancati di chi non sa amarlo che il Paese si perde.
(domenica 12 settembre 2010)
*
Così vile è il potere, quand’è illusione di poter sottomettere gli altri,
ch’è inevitabile che finisca prima o poi col sottomettersi. Al crimine.
(giovedì 9 settembre 2010)
*
È libero chi è il solo che può mostrare ad altri come donare qualche limite alla sua libertà.
(lunedì 6 settembre 2010)
*
Infelice chi può impartire un ordine, o trasmetterlo, senza sentir per ciò stesso di fallire.
(giovedì 2 settembre 2010)
*
Se mentire è tentar di danneggiare il proprio o l’altrui rapporto con la realtà, un bambino
ne è così poco capace da non saper neanche immaginare che un adulto possa mentire a lui.
(martedì 31 agosto 2010)
*
Poiché non c’è rapporto con quel che non può averne, cos’è il “rapporto” con la Natura
se non il volto meno facilmente dissimulabile del rapporto con Sé stessi e con gli Altri?
(domenica 29 agosto 2010)
*
L’unica bellezza che non è solo negli occhi di chi guarda
è nell’intenzione che ha verso chi guarda chi è guardato.
(giovedì 26 agosto 2010)
*
Lasciare e non tornare, da qualcuno o a qualcosa, può esser segno che si è liberi.
Ma più son le persone e le cose a cui non si torna, più può esser segno che si è morti.
(martedì 24 agosto 2010)
*
Come può chi è innamorato non esser fedele anche senza doverlo?
Come può chi dev’esser fedele non provare odio anche senza volerlo?
(giovedì 19 agosto 2010)
*
Nulla è nelle nostre menti così vivo ― o così morto ― come la donna o l’uomo sconosciuti
che talvolta accade o sembra ― o non accade né sembra più ― d’incontrare nella realtà.
(martedì 17 agosto 2010)
*
La massima complessità immaginabile in noi e negli altri è infinitamente più semplice
di quella che possiamo creare. Non soltanto in noi ma, insieme a loro, anche negli altri.
(domenica 15 agosto 2010)
*
In quel che nei figli è peggiore che nei genitori, si rivela il negativo
che i padri e le madri nascondono di sé. In ciò che nei figli è migliore,
il positivo che nei padri e nelle madri non si vuol vedere né riconoscere.
(giovedì 12 agosto 2010)
*
Ubbidendo e credendo si può anche far qualcosa bene. Ma niente meglio.
(martedì 10 agosto 2010)
*
Solo un forte e tenace e generoso rapporto con la realtà può reggere,
senza impazzire, il potere che l’immaginazione ha per natura su di essa.
(venerdì 6 agosto 2010)
*
Né leggerezza né pesantezza, poiché di entrambe si può star male e morire:
l’esatto nostro rapporto con la gravità della Terra è quello della nascita,
e ritrovarlo e mantenerlo dipende più dalla passione che dall’astensione.
(mercoledì 4 agosto 2010)
*
Come non gli dei creano e salvano Noi, ma Noi gli dei sacrificandoci a essi,
così non sono la famiglia e la società a creare e salvare i nostri Rapporti,
ma Noi a creare e salvare entrambe sacrificando i nostri Rapporti a esse.
(lunedì 2 agosto 2010)
*
Il minimo indizio di aver di fronte un Essere Umano ― un segno di debolezza, incertezza,
o al contrario di certezza e realizzazione ― può sia ridestare agli affetti e alla fantasia
sia riempire di paura e odio chi dall’Umano cerca riparo nel controllo di Sé e degli Altri.
(venerdì 30 luglio 2010)
*
Il solo modo per capire è inventare, se la passione eguaglia e supera la realtà.
Altrimenti, neanche inventando si capirà alcunché. E non resterà che credere.
(mercoledì 28 luglio 2010)
*
Niente offende più del nostro star male chi nella medesima situazione crede di star bene.
(lunedì 26 luglio 2010)
*
Un’immensa parte della realtà è fatta dei sogni e degli incubi che ognuno, ogni mattina,
vi porta tornandovi. Ma c’è chi non vuole saperne, e il mondo gli diventa così compatto,
così squadrato, così tagliente, che niente di morbido può più passare illeso il suo vaglio.
(venerdì 23 luglio 2010)
*
Nessuna costruzione è immaginata più bella. Nessuna, nei primi giorni, mesi, anni,
con più impegno e più volte è intrapresa e ripresa sotto i colpi dell’odio e dell’incuria.
Ma un giorno perfino ritrovarne il cantiere si fa difficile, chiunque può mettervi mano,
e l’opera è abbandonata al caso. Così sono le città, dove quasi ognuno è un edificio così.
(mercoledì 21 luglio 2010)
*
Anche se talvolta un po’ mal ridotta, c’è in quasi tutti una trascurata bellezza,
che i dover essere hanno sempre umiliato, da liberare per scoprire di essere già.
(lunedì 19 luglio 2010)
*
Poiché niente può circoscrivere nello spazio e nel tempo gli effetti delle nostre azioni
sulle menti di tutti, siamo il solo animale sociale che non può infliggere un danno
a un suo simile senza caricarsi ― e ammalarsi ― di una responsabilità infinita.
(venerdì 16 luglio 2010)
*
Non vi è realtà, in noi e fuori di noi, di cui non possiamo servirci per controllare noi stessi.
Tranne quel che in noi e fuori non è controllabile, poiché in esso siamo davvero noi stessi.
(mercoledì 14 luglio 2010)
*
Il disordine, idea religiosa, non esiste: se ognuno può realizzare una propria armonia,
immaginare che vi riesca sottomettendosi a un qualsiasi ordine è insensato e vano.
Ma che smetta di rendersi infelice per sottomettervisi ― questo sì, lo si può pretendere.
(lunedì 12 luglio 2010)
*
Se quel ch’è in noi specificamente umano non può essere quantificato,
niente di ciò che si può fare con realtà misurabili è possibile con esso.
Eccetto che metaforicamente, per finta, per gioco, e per puro piacere.
(venerdì 9 luglio 2010)
*
Tutta la verità su di me sono io. E poiché sono io che fin dal primo giorno la creo,
io trovo sia me che lei solo quando sono là dove la creo. E scopro che sto lì così bene,
che posso senz’altro lasciarmi in pace a creare, e venire un po’ a vedere cosa fate voi.
(mercoledì 7 luglio 2010)
*
Per appurare se in una certa azione od omissione siamo davvero liberi, domandiamoci
se renda più sana e felice la nostra vita. La “libertà” di non sapere, per esempio, lo fa?
(lunedì 5 luglio 2010)
*
Nell’uomo di Dio, o di un duce, vediamo quel che rimane di chi delirò
di andare al di là dell’umano; nell’uomo che non riesce a sconfiggerlo,
quel che manca a chi nell’umano non immaginò di andare fino in fondo.
(giovedì 1° luglio 2010)
*
Vorremmo lasciare a quelli che amiamo qualcosa che sia degno di fondersi con tutto ciò
che essi mai potranno perdere senza perdersi. E trovare così l’unica possibile immortalità.
(lunedì 28 giugno 2010)
*
Ognuno di Noi, avendo creato e creando la Terra e il Cielo,
è anche ― momento per momento ― Creatura di ogni Altro.
(venerdì 25 giugno 2010)
*
L’unità, una volta realizzata, non è immaginaria: è reale. Ma in natura non esiste:
ogni unità è una creazione umana. Apprenderne i nomi, comuni o propri che siano,
è prendere atto che esse esistono; per iniziare a realizzarle, a modo proprio, anche per sé.
(mercoledì 23 giugno 2010)
*
L’odio di sé, non curato, fa dell’Essere Umano un servo.
E i servi, non curati, si fanno padroni di chi ha odio di sé.
(lunedì 20 giugno 2010)
*
Stupido non è chi non capisce questo o quello, o stupidi sarebbero tutti.
Stupido è chi non regge e perde ciò che non capisce, e non lo trova più.
(venerdì 18 giugno 2010)
*
Quando si riconoscerà che i Diritti sono scoperte scientifiche sulla natura umana,
la malattia mentale di chi li aggredisce (o non li difende) sarà evidente come lo sarebbe,
oggi, il delirio di chi volesse costringerci a credere che il Sole ruoti intorno alla Terra.
(mercoledì 16 giugno 2010)
*
Poiché non si può non essere in rapporto, con chi lo è chi è solo?
Forse, con gli stessi con cui sarebbe in rapporto se solo non fosse.
Ma senza che essi, per il meglio o per il peggio, possano parteciparvi.
(lunedì 14 giugno 2010)
*
Chi crede di poter limitare la libertà di espressione e comunicazione
crede realizzabile il delirio di rendere non umani gli Esseri Umani.
(giovedì 10 giugno 2010)
*
In ogni relazione umana, come sepolto entro le sue ragioni e le sue forme,
si cela l’ignoto tesoro di ciò che davvero unisce quelli che ne fanno parte.
(lunedì 7 giugno 2010)
*
Abbiamo in comune soltanto il desiderio di aver qualcosa in comune.
E la capacità, per soddisfarlo, di tentare d’immaginarla e realizzarla.
(sabato 5 giugno 2010)
*
C’è un solo modo di amare la Patria: non saper accettare il benché minimo vantaggio
da una perdita altrui. E non poter che rifiutare ogni situazione in cui si rischia di farlo.
(mercoledì 2 giugno 2010)
*
Si può essere sani di mente anche senza una Donna. Purché possa arrivare in ogni momento.
(lunedì 31 maggio 2010)
*
Forse le Donne si truccano come per velarsi: perché la loro vera bellezza
sia visibile solo agli Uomini a cui permettono di vederle senza trucco.
(sabato 29 maggio 2010)
*
Quanto più complesso è un organismo, tanto più la razionalità necessaria a dirigerlo
può renderne mostruosi gli scopi e i rapporti, se irrazionalmente non sono resi stupendi.
(giovedì 27 maggio 2010)
*
Poiché nessun evento è solo mentale o solo corporeo in Noi, non vi è alcun Dio fuori di Noi.
(martedì 25 maggio 2010)
*
E se invece esistesse? Se esistesse, solo dimenticandone l’esistenza
riusciremmo a non odiare e disprezzare Noi stessi e gli Altri.
(venerdì 21 maggio 2010)
*
L’immaginazione, che fa l’Umano, amandolo lo rende diverso. O da diverso,
temendolo, lo rende uniforme. E da uniforme, odiandolo, lo rende mostruoso.
(mercoledì 19 maggio 2010)
*
L’animale umano è il solo che può creare, o distruggere, per i suoi simili
altrettanto o più di quel che stando al mondo non può non togliere loro.
(domenica 16 maggio 2010)
*
In un bel modo di essere di allora e di oggi, riconosciamo talvolta i bambini che fummo.
E di esserci sempre salvati a vicenda, fra quel tempo e questo, l’uno all’insaputa dell’altro.
(mercoledì 12 maggio 2010)
*
Tutto ciò che crediamo è falso. Ma quel che immaginiamo può essere vero.
(lunedì 10 maggio 2010)
*
La responsabilità di un misfatto è sempre individuale. Ma il responsabile è sempre di tutti.
(venerdì 7 maggio 2010)
*
Non vi è in noi sapere che non si deteriori e annulli, se abbandoniamo la ricerca su di esso.
(mercoledì 5 maggio 2010)
*
Niente vi è in noi di più indomabile della necessità di partecipare, momento per momento,
alla creazione in perenne divenire di ogni immaginabile verità sul mondo e su noi stessi.
(lunedì 3 maggio 2010)
*
Mai così liberi come quando andiamo verso ciò che non ha vie, per arrivarci o andarsene,
se non quelle che noi stessi, dopo averle percorse, scopriremo di aver creato e tracciato.
(venerdì 30 aprile 2010)
*
Nessuno vale più di quanto gli altri immaginano che valga, o avrebbe un’anima.
Ma solo immaginando infinito il valore di ognuno, nessuno vale meno di un altro.
(mercoledì 28 aprile 2010)
*
Caos e ordine sono due forme di violenza complementari l’una all’altra. Cui si oppone
― né caotica, né ordinatrice, né complementare ad alcunché ― solo la creatività umana.
(lunedì 26 aprile 2010)
*
Solo chi nella vita si è ridotto a servo è compatibile con chi nella vita si è ridotto a padrone.
(venerdì 23 aprile 2010)
*
Quali che siano le intenzioni dei singoli, un’organizzazione è tanto più criminale
quanto più l’incremento dei profitti e la riduzione delle spese sono i suoi unici scopi.
(mercoledì 21 aprile 2010)
*
Uno stesso nemico tramutò in Caino e Abele i neonati umani che tutti fummo.
E le stesse bugie e leggende ci nascondono ancora oggi dove il rapitore ci divise
e quanto lontano l’uno dall’altro ciascuno di noi fu da lui portato e abbandonato.
(lunedì 19 aprile 2010)
*
Nessuno tende a infatuarsi di un capo più di un popolo di Donne e di Uomini
che la fede nella propria inferiorità e indegnità ha reso incapaci di amare,
convinti che nessuno li ami e, nel profondo del cuore, disperatamente soli.
(venerdì 16 aprile 2010)
*
Quello che ancora oggi può darci gioia o dolore è il solo passato che abbiamo.
E quello che domani ci farà ancora soffrire o gioire è il solo presente che viviamo.
(mercoledì 14 aprile 2010)
*
Verso una donna quel che più ci attrae ― e chissà se è anche quel che più attrae
verso un uomo una donna ― è veder nei suoi occhi apparire la gioia indifesa
che immagina e teme, allo stesso tempo, di non poter venirle che da noi.
(lunedì 12 aprile 2010)
*
Nell’infinito universo del presente ― il solo che esiste ― ognuno cerca di distinguere
ciò che forse non è più modificabile, il passato, da quel che forse lo è ancora: il futuro.
E insieme tentiamo di accordarci su descrizioni dell’uno e dell’altro da definire vere.
(venerdì 9 aprile 2010)
*
Ognuno è una propria ma contrattata creazione: più o meno valida, complessa e coesa,
ma quasi sempre così potente da sentirsi reale, perfino vera, entro l’indivisibile accadere
da cui soltanto l’Umano può immaginare e per qualche tempo riuscire a distinguersi.
(mercoledì 7 aprile 2010)
*
Così forte è Amore, che può parlarne alla leggera solo chi è pervaso d’Odio.
(lunedì 5 aprile 2010)
*
Ogni cambiamento iniziando nell’immaginazione, non c’é potere che non miri soprattutto alle menti.
Infatti, quante delle immagini che danno vita ai nostri pensieri nascono in noi e nei nostri rapporti,
e quante ci vengono invece dai mezzi di comunicazione di massa?
(venerdì 2 aprile 2010)
*
Nati per gioire, o non saremmo animali umani. E di gioie così durevoli, se non recise,
che finiamo per non riconoscerle nell’attaccamento alla vita che invece non è che per esse.
(mercoledì 31 marzo 2010)
*
Dove tutto è chiaro, evidente, indubitabile: lì la tua immaginazione
manca da tempo. E il pensiero, abbandonato a sé stesso, langue.
(lunedì 29 marzo 2010)
*
La bellezza che riusciamo a percepire non può essere né superiore né inferiore
a quella che noi stessi, al momento dato, siamo capaci di creare. Per questo, forse,
chi crescendo si derealizza si convince di non aver mai più gioito come nell’infanzia.
(venerdì 26 marzo 2010)
*
Non è il sapere di dover morire quel che ci distingue dagli altri animali,
ma il tornare a non saperlo ogni volta che riusciamo a essere del tutto vivi.
(mercoledì 24 marzo 2010)
*
Se bello è quel che ci sembra realizzare ciò che inconsciamente immaginiamo bello,
non c’è esperienza di bellezza che non sia anche di scoperta e conoscenza di noi stessi.
(lunedì 22 marzo 2010)
*
Come si può stare insieme, se non si può lasciare il proprio mondo per quello di un altro?
Come si può non farlo, se non si può lasciare i mondi degli altri per vivere soli nel proprio?
(venerdì 19 marzo 2010)
*
Esseri infinitamente creativi non si assomigliano che nella disponibilità a limitare
l’immaginazione pur di assomigliarsi in qualcosa. Ma solo se la loro è una specie sociale.
(mercoledì 17 marzo 2010)
*
Il malessere o il benessere inspiegabili son forse l’odio e l’amore di cui siamo oggetto in segreto,
a volte da molto lontano, da parte di chi non osa avvicinarci neanche con lo sguardo.
(lunedì 15 marzo 2010)
*
In un contesto pienamente umano, le regole ritrovano la funzione originaria:
che non è quella di controllare il comportamento, ma di fornire l’immaginazione
di mappe e itinerari per arrivare a intendersi con l’immaginazione altrui.
(venerdì 12 marzo 2010)
*
Come ogni umano evento, il passato di ciascuno di noi è un’opera
d’incommensurabile complessità che spesso non abbiamo realizzato
che in minima parte. Il resto, infinito, è ancora tutto da immaginare.
(mercoledì 10 marzo 2010)
*
Non si tratta di stabilire se Dio esista o no nell’Universo ― né, del resto, è possibile farlo ―
ma di non crearlo nell’Universo ch’è il proprio, e che per ogni umano Creatore è l’unico che c’è.
(lunedì 8 marzo 2010)
*
Come il rispetto per l’ambiente, espressione del progresso scientifico, così i Diritti
non ci vengono dalla volontà di qualcuno né tanto meno da un dio, ma dai progressi
nella conoscenza e comprensione dell’Essere umano. Che le leggi li riconoscano o meno.
(venerdì 5 marzo 2010)
*
Il malato di mente è spesso troppo disorganizzato per impedirsi,
come fa il più o meno sano, di intuire quel che c’è di più valido in te.
E ti trova e ti odia, per le tue cose belle, più di quanto il sano per esse ti ami.
(mercoledì 3 marzo 2010)
*
Nelle scuole private, Bambini separati dai coetanei perché creduti diversi e inferiori
pagano l’Istruzione che agli altri, nella Scuola di Tutti, è donata dalla Società per amore.
Nelle religiose, i più Abbandonati fra gli Abbandonati sono addirittura restituiti a Dio.
(lunedì 1° marzo 2010)
*
Realizzarsi o distruggersi è tutto ciò che un animale umano, in quanto umano,
in ogni suo istante può fare. E realizzandosi contrastare la morte,
o distruggendosi accoglierla nella mente e nel cuore.
(giovedì 25 febbraio 2010)
*
Ciò che sembra così naturale da non richiedere alcun impegno ― esser presenti a noi stessi
e a quel che accade ― poggia su un edificio d’immaginazione al cui equilibrio, solidità
e bellezza ci siamo dedicati, benché inconsapevoli, fin dal primo giorno di vita.
(lunedì 22 febbraio 2010)
*
Comandare e ubbidire non sono mai del tutto umani.
Solo per necessità, per un tempo limitato e in base a regole concordate
si può tollerare di dare ordini o di eseguirli. E solo scambiandosi di continuo le parti.
(giovedì 18 febbraio 2010)
*
Quale che sia il potere di cui disponi, puoi esercitarlo solo trasformando,
in peggio o in meglio, ciò che stai facendo in questo momento.
(lunedì 15 febbraio 2010)
*
Nessun essere umano è utile. Ogni essere umano è indispensabile.
(mercoledì 10 febbraio 2010)
*
Niente sulla Terra ci lega gli uni agli altri. Se non quel che abbiamo salvato
dell’inconsapevole scoperta, il primo giorno di vita, di non poter farne a meno.
(lunedì 8 febbraio 2010)
*
Benché il pensiero ci sembri il primo, la visione seconda e l’eventuale immagine l’ultima,
noi non pensiamo che a ciò che vediamo e vediamo a seconda di come immaginiamo:
l’immagine, inconsapevole, è prima, la visione seconda, e pensiero e parola seguono o meno.
(venerdì 5 febbraio 2010)
*
Molti, fra i tanti che si consegnano a chi li odia, riescono, prima o poi, ad averne ragione.
Ma solo qualcuno, tra i pochi che cedono a chi li ama, riesce a sciogliersi dal suo abbraccio.
(mercoledì 3 febbraio 2010)
*
Non vi è che la continuità del mutamento, al mondo. E, nell’animale umano, la continuità
del senso, creativo o distruttivo, che al mutamento egli imprime. Rendendolo trasformazione.
(lunedì 1° febbraio 2010)
*
Se bella, o brutta, non è mai un’idea, o una cosa, ma il rapporto
che per esse s’instaura fra chi le crea e uno o più altri, esibirne il possesso
è invece indifferente. Poiché l’acquisto non può aver comprato anche il rapporto.
(lunedì 25 gennaio 2010)
*
Non c’è bellezza che non sia immagine di te, donna che non hai lasciato oscurare,
nel tempo fra il primo giorno e questo, l’immaginazione di riconoscerti in essa.
(venerdì 22 gennaio 2010)
*
Nell’infinità del mondo e degli eventi ci guida, non meno complessa, la bussola
che noi stessi siamo. E, come l’ago in essa, il meno o più umani nostro divenire.
(mercoledì 20 gennaio 2010)
*
Non vi è atto o comportamento (di uno o di molti, creativo o distruttivo che sia)
nel quale si possa ravvisare un tratto distintivo della natura dell’intera specie,
se ogni individuo, in essa, è dotato di un’immaginazione virtualmente illimitata.
(lunedì 18 gennaio 2010)
*
Disumani e infelici gli obblighi entro i quali non si può immaginare una via
per far solo quel che si desidera e trarne ugualmente tutto ciò che si deve.
(venerdì 15 gennaio 2010)
*
Quel ch’è reso nulla, e non sparisce, fa di chi lo vuol nulla un idiota e pazzo
finché l’idiota e pazzo, eliminandolo, lo rende nulla davvero e si dà ragione.
(mercoledì 13 gennaio 2010)
*
Rispettiamo gli Altri non perché “umani come Noi”, ma perché Noi siamo umani come Loro.
(lunedì 11 gennaio 2010)
*
Più di tutto è il sonno, il sogno, che dà o nega bellezza e senso al mondo e alla storia.
Come il riposo o l’affanno al lavoro, la gioia o la delusione al desiderio,
così il sonno sta alla vita, il sogno alla realtà. Che non sono in porto che in essi.
(giovedì 7 gennaio 2010)
*
L’aria che respiriamo, gli affetti, i sogni, i pensieri: tutto, di ognuno, è in ognuno.
L’un l’altro, da sempre, ci ammaliamo e ci curiamo. E la prognosi è ancora riservata.
(lunedì 4 gennaio 2010)
*
Siamo tanto più in rapporto con la bellezza o l’orrore, in noi e negli altri,
quanto meno siamo impegnati, contro noi stessi e contro di loro,
nell’imporre, mantenere o ristabilire un qualsiasi ordine razionale.
(venerdì 1° gennaio 2010)
*
Se infinita è solo l’immaginazione, niente è più esteso di un nostro istante.
E niente, quindi, dura più a lungo di una vita umana.
(mercoledì 30 dicembre 2009)
*
È il sonno che immagina l’invisibile che la veglia tramuta in pensiero, in parole, in azioni.
È la veglia che travisa o comprende, distrugge o realizza lo sconosciuto che il sonno crea.
(lunedì 28 dicembre 2009)
*
Per i Giorni che torniamo ad allungare.
Per le Primavere che stiamo preparando.
Per il Tempo che per Natura e per Noi si rinnova.
Per la nostra e ogni Nascita umana... Infiniti Auguri.
(venerdì 25 dicembre 2009)
*
Il mondo può essere non più grande della parte di esso che riesci ad amare.
Ma le tue mani non arrivino più in là.
(martedì 22 dicembre 2009)
*
Non vi è attività in cui ai rapporti fra quanti vi partecipano non si cerchi di impedire,
con intralci sempre più invasivi ed efficaci, di tendere a una piena realizzazione.
Per questo non vi è lavoro ― e perfino consumo ― a cui non ci si senta più o meno costretti.
(venerdì 18 dicembre 2009)
*
Vero è che tutto è grande. Come lo vedevi da piccolo, e come tornerai a vederlo da vecchio.
(mercoledì 16 dicembre 2009)
*
Tentare di avvicinarsi alla verità escludendo sé stessi da ciò che si osserva
non può che portare a descrizioni incomplete. Al meglio, scientifiche solo in parte.
E religiose, poiché attribuire un effetto invalidante all’umano è avvalorare il divino.
(lunedì 14 dicembre 2009)
*
Il corpo che muta nel tempo. La scossa che fa tremare la casa. Le pene e le gioie,
padrone della memoria. La donna ― o l’uomo, o il figliolo ― che non possiamo deludere...
Se riconosciamo che chi è più forte è sempre qui, con noi, ecco che non c’è più Dio né Capo.
(venerdì 11 dicembre 2009)
*
Non c’è parola che non ci allontani e al tempo stesso non ci lasci ancora intravedere
almeno uno scorcio del Paese senza parole ― diverso da ogni altro, ignoto anche a noi,
e tuttavia riconoscibile ― da cui fin dal primo giorno ogni risveglio ci separa.
(martedì 8 dicembre 2009)
*
Ciò che una manifestazione cambia sono le notti e i sogni di quelli che vi hanno preso parte.
È in loro la trasformazione, in positivo o in negativo. Ed è solo in loro che cambia il Paese.
(sabato 5 dicembre 2009)
*
Crediamo i sogni alle spalle, passati, finiti, o non saremmo svegli. E invece non siamo che i nostri sogni,
infiniti; e irreale è solo l’insonne sempre in lotta con essi per sostituirsi a noi.
(mercoledì 2 dicembre 2009)
*
Poiché nulla alla nascita separa un essere umano da un altro, che cosa poi ci divide?
Voler dare a quel nulla un nome, e credere con questo di averlo reso qualcosa.
(lunedì 30 novembre 2009)
*
Attesta che una comunità sia sana non il suo disordine ― né tanto meno il suo ordine ―
ma che a darle forma e figura partecipino alla pari tutti quelli che sono in rapporto con essa.
(giovedì 26 novembre 2009)
*
Tutt’altro che invisibili, il nulla, il vuoto, sono evidenti in ogni nostra idea di perfezione.
E nell’incapacità di rapporto che ne consegue con noi stessi e con gli altri, in quanto imperfetti.
(martedì 24 novembre 2009)
*
In positivo o in negativo, niente è in nostro potere. Tranne ciò che non lo è di alcun altro:
che faccia qualche differenza, qui e ora, se ci siamo o no. Magari anche solo per noi stessi.
(giovedì 19 novembre 2009)
*
Che cos’è una semplificazione, se non la violenta pretesa che un oggetto, un fenomeno, un vivente
― o addirittura un essere umano ― non consista che di una qualche legge che lo determina?
(martedì 17 novembre 2009)
*
È la paura d’innamorarci ― e l’odio per chi potrebbe farci innamorare, che più è intenso
più forte è la paura ― a raggelare i cuori e le menti che vorremmo appassionati e tenaci
a risanare i pazzi, talvolta a noi vicini, che pazzamente s’innamorano di dei o di mostri.
(sabato 14 novembre 2009)
*
Accade anche che siano intelligenti i nostri affetti, ma stupide le idee che altri pensano in noi.
O che d’odio siano le nostre idee, ma d’amore gli affetti che altri entrano in noi a far scaturire.
(mercoledì 11 novembre 2009)
*
Ogni ricordo che ci emoziona, quale che sia il passato che ricrea in noi,
è una realizzazione a cui ci dedichiamo da quando siamo nati.
E che racchiude in sé, nel tempo di un istante, l’intera nostra vita.
(lunedì 9 novembre 2009)
*
Non c’è al mondo che la bellezza che ognuno di Noi vi portò, che non sia una creazione
della nostra immaginazione: l’oggettiva bellezza di ogni animale umano.
L’unica che nessuno può creare e l’unica che ognuno può distruggere: la propria.
(giovedì 5 novembre 2009)
*
Non c’è sapere che non cominci a diventare superstizione e violenza,
se l’immaginazione, spaventata, rinuncia a intrecciarsi con esso.
(martedì 3 novembre 2009)
*
Esisterà un dio il giorno che nell’Universo non vi sarà più un Essere Umano.
Esisterà un dio il giorno che un dio sfuggirà, per sempre, alla nostra immaginazione.
(venerdì 30 ottobre 2009)
*
Da dove viene l’orrore, se non dalla costrizione di sé di chi si crede libero da tutti gli altri?
(mercoledì 28 ottobre 2009)
*
Rendere l’esperienza ― del mondo, degli Altri, di Noi ― abbastanza indefinita e incerta
da non impedire all’immaginazione di farne quel che le pare: questa è la funzione dell’arte.
Senza di che, il contrasto tra la veglia e il sogno sarebbe troppo duro per non impazzire.
(lunedì 26 ottobre 2009)
*
Nessuno odia la natura, l’ambiente, gli animali, le piante. Chi non li rispetta è il vile,
che aggredisce solo chi non può denunciarlo. Ma sente e sa, nel colpirli, che è Noi che odia.
(sabato 24 ottobre 2009)
*
Niente, forse, può devastare i primi anni di un essere umano più del dubbio ossessivo degli adulti
che egli sia nato imperfetto. Dubbio che è la religione a istillare, per poi “curarlo” col battesimo.
Ma che può farsi perfino più atroce nei non religiosi, che nessun incantesimo fa sentire “soccorsi”.
(giovedì 22 ottobre 2009)
*
Quanto più s’indebolisce lo Stato ― “privatizzando” ciò che si può svendere e “riformando”
ciò che si può solo strangolare ― tanto più si rafforza l’antiStato. Rendendo inutile e risibile,
spesso volutamente, ogni vantato “inasprimento” delle leggi contro la criminalità organizzata.
(martedì 20 ottobre 2009)
*
Una situazione sotto controllo è una situazione in cui non può verificarsi
alcun evento non contemplato, o non indifferente, ai disegni del controllante; e in cui, al limite
― riducendosi l’immaginazione che ci rende umani a non poter fare che il nulla ― non resta che morire.
(venerdì 16 ottobre 2009)
*
Dove siete? Cosa fate in questo momento? E i vostri Cari? E i Bambini? Non sappiamo.
Come non sappiamo chi Vi abbia licenziati, scacciati, fatti sparire dalle nostre vite.
Sappiamo solo che se non soffriamo e piangiamo per voi, se non lottiamo, siamo stati Noi.
(mercoledì 14 ottobre 2009)
*
Non c’è potere che non sia violento, poiché non si ubbidisce che per paura.
Il potere non può sedurre, ma solo suscitare orrore con la minaccia di una punizione.
O con quel falso ed effimero sollievo dall’orrore che è la promessa di un premio.
(lunedì 12 ottobre 2009)
*
Quanto più grande è il nostro potere, su noi stessi e sugli altri,
tanto più piccolo è lo spazio che ci rimane per vivere fra le sue mura.
(venerdì 9 ottobre 2009)
*
Cresce ogni giorno il costo di ciò che non osiamo o vogliamo immaginare, di buono o di cattivo,
di noi stessi e degli altri. Ma talvolta basta riuscire a dormire ― e a sognare,
incomprensibile, il vero ― per svegliarci ricchi senza sapere di che cosa né come.
(martedì 6 ottobre 2009)
*
È lo scherno, manifesto o implicito nel comportamento, che più tradisce la pazzia dissimulata.
Chi deride e fa ridere della bellezza più delicata ed esposta ― del bambino, della donna,
del giovane che ancora cerca e desidera ― per irreprensibile che appaia, è certo un malato di mente.
(venerdì 2 ottobre 2009)
*
Del mondo, dei luoghi in cui viviamo e lavoriamo, dei nostri rapporti, pensieri, sentimenti,
tutto ciò che non corrisponde almeno un poco a quel che la nostra immaginazione amerebbe trovare,
è disegnato secondo l’immaginazione di altri. In gran parte morti.
(martedì 29 settembre 2009)
*
Nati e cresciuti in mondi fantastici pretesi veri, riusciamo a immaginare infinite diverse verità,
a riportare alla luce quel che ci fu nascosto, a liberarci di quel che ci venne fatto trovare:
riusciamo, con immensa sorpresa, a creare quei fantastici noi stessi che pretendiamo veri.
(venerdì 25 settembre 2009)
*
Con disappunto o con sollievo, il sonno ritrova spesso in noi gli stessi che trovò la sera prima.
Benché mai il risveglio trovi in noi gli stessi che la sera prima aveva trovato il sonno.
(mercoledì 23 settembre 2009)
*
Essendo anche a noi impossibile ― come a ogni altro animale ― dubitare dei sensi,
solo i sogni possono rivelarci che la realtà (in alcuni per il meglio, in altri per il peggio)
è invece del tutto in potere dell’immaginazione che fa di noi degli animali umani.
(lunedì 21 settembre 2009)
*
Non c’è riconoscimento in noi, né tra noi e gli altri, che scaturisca da un ordine imposto
o che da noi ci imponiamo. Ma infiniti e imprevedibili “ordini”, benché a volte drammatici,
che scaturiscono in noi, e tra noi e gli altri, da ogni nostro reciproco riconoscimento.
(venerdì 18 settembre 2009)
*
Ciò che non ci accorgiamo di non immaginare ― del mondo, degli altri, di noi stessi ―
è la realtà, o la possibilità, o la scoperta, o l’invenzione, o la poesia, o la follia, di cui da sempre,
senza che ci accorgiamo di non immaginarlo, ci viene intimato di privare le nostre vite.
(mercoledì 16 settembre 2009)
*
Distinguiamo, nei confronti di chi non si è mantenuto all’altezza della propria umanità,
quel che ci fa arrabbiare da quel che ci addolora: l’ira dell’essere umano che egli non riconosce in noi
dalla pena per l’essere umano che noi, suo malgrado, riconosciamo in lui.
(lunedì 14 settembre 2009)
*
Benché niente sia così semplice che lo si possa descrivere per intero in una vita,
niente è tuttavia così complesso che non lo si possa sognare per intero in una notte.
(giovedì 10 settembre 2009)
*
Mai sottometteremmo le nostre unioni a una religione o a un’ideologia ― né tanto meno
a chi le rappresenta ― se disperando dell’umanità della nostra natura e dei nostri rapporti
non ci lasciassimo convincere che l’una e gli altri debbano essere “umanizzati”.
(lunedì 7 settembre 2009)
*
Che cosa non ci lascia sentire che ognuno al mondo è nostra madre o padre, sorella o fratello, figlia o figlio,
amica o amico? Soprattutto la superstizione, che sacralizzando la famiglia e le istituzioni
anestetizza i corpi e le menti al dolore e alla gioia di chi di esse non fa parte.
(venerdì 4 settembre 2009)
*
L’unione è sempre più o meno astratta, insincera, forzata. Con amore o con odio, una volta nella vita
o cento volte al dì, solo nel separarsi o nell’unirsi si è sé stessi e umani, insieme.
(mercoledì 2 settembre 2009)
*
Il solo accordo possibile non è d’idee né tanto meno d’interessi, ma d’immagini inconsce:
libere creazioni profonde che non si lasciano descrivere che dal nostro rapporto con noi stessi e con gli altri;
che invisibili danno forma alla realtà; e che a volte, meravigliosamente, s’incontrano.
(lunedì 31 agosto 2009)
*
Succede di rado; e quasi mai ― anche quando succede ― ci si permette di accorgersene;
ma qualche volta, svegliandosi l’una accanto all’altro, alla donna e all’uomo
accade di scoprire di aver fatto entrambi lo stesso, bellissimo sogno.
(venerdì 28 agosto 2009)
*
Quando tutti conserveremo intatta la salute mentale che la nostra specie, come ogni altra,
ha evoluto ― e una Società di sani non imporrà ad alcuno prestazioni contrarie alla natura umana ―
il verbo e il sostantivo “dovere” saranno cancellati dal vocabolario.
(mercoledì 26 agosto 2009)
*
Nessuno è più schiavo di chi crede l’Essere Umano ― e quindi anche sé stesso ―
per natura nemico dell’Essere Umano: non solo è un servo che non può mai lasciar solo,
è anche un padrone a cui non può mai concedere un momento di riposo.
(lunedì 24 agosto 2009)
*
Di noi, il solo che quasi non sembra più un nostro simile è il Persecutore. Che accanendosi
contro l’Essere Umano che è in lui e nell’altro ― in lui e nell’Ebreo, in lui e nel Migrante, in lui e nel Non Proprietario, in lui e in Ognuno ― tenta l’impossibile impresa di far di sé un alieno.
(venerdì 21 agosto 2009)
*
Se è vero che facciamo il bello per natura, e il brutto invece soltanto perché fuorviati
dalla religione e dall’ideologia, il primo ci sarebbe infinitamente più facile del secondo
se dall’uno non fossimo distolti e dell’altro imbevuti fin dalla nascita.
(mercoledì 19 agosto 2009)
*
La bellezza è armonia senza ordine. È sapienza senza coscienza. È verità senza fede.
Ed è connaturata al non umano come all’umano, ma farla o distruggerla è possibile solo a noi.
(lunedì 17 agosto 2009)
*
Una divinità, che vieti o comandi a tutti ciò che solo alcuni arrivano a esser capaci di fare o di trascurare,
conosce gli Esseri Umani meno di quanto molti di essi conoscano sé e i propri cari.
(venerdì 14 agosto 2009)
*
Cose che non ci aspettavamo, e che sorprendentemente si rivelano ― talvolta in un’immediatezza di gioia, tal altra attraverso una crisi e una ricerca ― proprio quelle che desideravamo e ci mancavano:
solo questo è amore. E solo finché continua ad accadere.
(mercoledì 12 agosto 2009)
*
Non vivendo millenni, scopriamo solo quel che è talmente forte da obbligarci a vederlo.
Più il poco che facciamo in tempo a scoprire da soli.
Più tutto ciò che altri ci ama così tanto da voler mostrarci delle sue scoperte,
e noi così tanto noi stessi e lui da voler ascoltarlo. O leggerlo.
(lunedì 10 agosto 2009)
*
Più nobile e felice la scimmia ― libera di vivere, secondo la propria natura, il rapporto col mondo
che la sua specie ha evoluto ― che il figlio mai adulto di un padre che non si fa mai vedere,
ma i cui freddi e gelosi “rappresentanti” son sempre per casa a sorvegliare e ammonire.
(venerdì 7 agosto 2009)
*
Non c’è un solo uomo, o donna, o bambino, che per il suo star bene o male con sé e con gli altri,
in questo stesso momento non chiuda o non apra una falla nella diga che incombe su tutti.
Non uno, che in questo stesso momento non renda più bello o più brutto il mondo di ogni altro.
(mercoledì 5 agosto 2009)
*
La realtà umana si realizza ― negli affetti, nell’immaginazione, nel pensiero, nei rapporti ― resistendo al disprezzo di cui fin dalla nascita è vittima. Mentre l’anima, che non esiste che per quel disprezzo,
s’illude di placarlo “ricaricandosi” con la sottomissione e il sacrificio.
(lunedì 3 agosto 2009)
*
Se è vero che ogni prostituta, pur fisicamente adulta, fu ed è una bambina abusata,
ogni suo “utilizzatore”, benché irriconoscibile, fu ed è quello che per primo la violentò.
(venerdì 31 luglio 2009)
*
Quanto non osiamo dire ad alcuno è la misura della nostra incapacità di amare.
Quanto non osiamo dire a noi stessi, dell’incapacità d’amare di chi ci mise al mondo.
(mercoledì 29 luglio 2009)
*
Per natura creativo, o distruttivo ― di sé e del mondo ― in ogni istante della vita,
l’essere umano non è mai ritratto, o descritto ― né mai ritrae o descrive.
Momento per momento, sempre di nuovo immagina. E sempre è di nuovo immaginato.
(lunedì 27 luglio 2009)
*
Siamo tanto più felici, nei rapporti con gli altri e con noi stessi,
quanto meno vi cerchiamo conferme a immagini, idee e affermazioni di terzi.
Che anche se vere, non possono surrogare le nostre senza diventare false.
(venerdì 24 luglio 2009)
*
Uno Stato che privatizza non è diverso da un ladro che vende ciò che ha rubato.
L’acquirente non è diverso da un ricettatore. E le vittime, in ambo i casi, son Donne e Uomini
che non hanno difeso i propri Beni per averne dimenticato il valore. O perché anch’essi li avevano rubati.
(mercoledì 22 luglio 2009)
*
Mettere ordine è tentare di paralizzare una realtà umana temuta, ribelle, pericolosa.
Ma l’ordine, in una mente sana e non coartata, è anch’esso dell’immaginazione:
sembra farsi da sé, e giorno per giorno ci incanta con inattese e ardite architetture.
(lunedì 20 luglio 2009)
*
Solo una nostra o un’altrui realizzazione può farci contenti, se ne siamo ancora capaci.
E la contentezza si può anche non condividere.
Ma solo se l’una ha reso possibile l’altra conosciamo la gioia. E soltanto insieme.
(venerdì 17 luglio 2009)
*
Libertà è non mettere maschere, neanche ai propri sogni, eppure non violare alcuna legge.
Condizione auspicabile? Solo nei Paesi ove non costituisce un crimine di per sé.
Felice? Solo se qualcuno riesce ad amarti senza tentare di incrinarla...
(mercoledì 15 luglio 2009)
*
Chi ama sé stesso non sa uniformarsi agli altri. Chi ama gli altri non sa uniformarli a sé.
Non poter uniformarsi, né poter uniformare, è quel che ci rende animali umani.
(lunedì 13 luglio 2009)
*
Dalle famiglie in sù, più una società è religiosa, o ideologica, più spinge a opprimere e celare l’umano.
Solo ai deboli permette di mostrarlo ― e talvolta alle donne e ai bambini ― ma come se fosse uno stigma.
E solo finché il pregiudizio anti-umano, divenuto odio, non fa dello stigma il marchio delle vittime predestinate.
(venerdì 10 luglio 2009)
*
Per esser liberi è necessario, anche se non sufficiente, poter non esserlo dalla casualità.
Che sia dagli altri o da noi stessi, che essa venga a trovarci.
(mercoledì 8 luglio 2009)
*
La verità, nascendo dall’immaginazione e dalla ricerca, incessantemente si trasforma ed evolve.
La bugia invece ― per non perdere i credenti, senza i quali muore ―
cerca di non mutare, di rimanere immobile. E anche da questo si riconosce.
(lunedì 6 luglio 2009)
*
Ciò che sappiamo ― per quanto vero, bello, interessante, utile ― lo è sempre meno
di quel ch’è ancora da immaginare e scoprire. Soprattutto se saremo noi a immaginarlo e scoprirlo.
(venerdì 3 luglio 2009)
*
Non può non odiare l’Umano che è in ognuno ― ma più percepibile in chi si trova a non poter celarlo ―
chi nel tempo si è ridotto, e lasciato ridurre, a disprezzare, temere e opprimere l’Umano che è in lui.
(mercoledì 1° luglio 2009)
*
Il credente ― quale che sia la fede o l’ideologia a cui tenta di sottomettere la sensibilità, l’immaginazione, l’intelligenza ― sfugge il non credente non tanto perché ne teme gli affetti, le fantasie, le idee,
quanto soprattutto per la disistima e il timore che nutre nei confronti dei propri.
(lunedì 29 giugno 2009)
*
Così freddo e infelice è il denaro