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Libera Scuola di Umanità diretta da Luigi Scialanca

 

Meglio Ridere!

Meglio Ridere... di Quelli che fanno Piangere!

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la Pagina di Quelli che fanno Piangere... nel mese di dicembre del 2008!

 

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Meglio Ridere... di Quelli che fanno Piangere!

In questa pagina raccogliamo le parole di chi vorrebbe farci piangere.

E cerchiamo, invece, di riderne.

Torna spesso: troverai sempre delle novità, perché questa è gente che una ne pensa e cento ne dice! E se vuoi segnalarci qualche perla che ci è sfuggita...

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Le belle facce del regimetto Destra-“sinistra”: “Beppe” Fioroni, il peggior ministro della storia della Scuola italiana ex aequo con la Gelmini

Le belle facce del regimetto Destra-“sinistra”: “Beppe” Fioroni,

il peggior ministro della storia della Scuola italiana ex aequo con la Gelmini

 

(su) “Beppe” Fioroni (margheritino del Pidì, ex ministro della Pubblica Istruzione e oggi responsabile organizzativo del partito, a proposito dell’inchiesta Magnanapoli): Quand’era ministro, Fioroni ha visto Romeo al ministero in viale Trastevere. Il tramite è stato Giuseppe Gambale, l’ex assessore napoletano all’Istruzione (definito dal sindaco Iervolino “uno sfrantummato”, n.d.r.) attualmente agli arresti domiciliari. Fioroni non si dilunga sull’incontro: “Non voglio apparire omertoso, ma davvero furono pochi minuti... Mi si vuole addossare la croce perché ho incontrato una persona per alcuni minuti? (La Repubblica, mercoledì 31 dicembre 2008). Saranno anche stati pochi minuti, “Beppe”, ma li hai rubati ai Bambini e ai Ragazzi italiani che ti erano stati affidati. Come hai fatto tutte le volte ― per un ammontare complessivo di molti, moltissimi minuti ― in cui ti sei occupato, anziché di loro, del partito e d’altro. Per forza poi, quando ti sei ricordato della Scuola, sei riuscito a pensare (e fare) solo cose risapute e mediocri.

 

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(su) Joseph Ratzinger (papa): I duecento morti registrati ― per ora ― a Gaza gettano un’ombra sulla progettata visita di Benedetto XVI in Terrasanta. (La Repubblica, domenica 28 dicembre 2008). Ma no, Ratzinger, perché mai? Vada, vada. Non bastano due religioni, laggiù. Quei poveretti devono averne addosso almeno tre, per ammazzarsi come si deve. Anzi: già che c’è, perché non si porta anche il Dalai Lama?

 

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Silvio Berlusconi (citato da La Repubblica di domenica 28 dicembre 2008): Il divorzio del Pidì dallItalia dei valori è pregiudiziale al dialogo. Traduzione: Veltroni, divorzia da Di Pietro, così gli cedi ancora più voti e affondi, una buona volta. Sono il padre, fortunatamente, dei miei figli. Ogni scarrafone è bello a mamma sua, ma noi, se avessimo i figli del Berlusconi o del Di Pietro, non diciamo che ci spareremmo ma almeno le unghie ce le rosicchieremmo a sangue. Io continuo a telefonare, e se viene fuori una mia telefonata di un certo tipo, cambio paese. Ci piacerebbe credergli, ma temiamo che un paese dove ci siano ancora più squinzie che in Italia sia difficile trovarlo.

 

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Francesco Merlo (vicedirettore de La Repubblica): Solo quando questi padri colpevoli convinceranno i loro figli a imitare un campione che non è papà ed è anzi molto lontano da papà, solo quando Berlusconi e DiPietro costringeranno Piersilvio e Cristiano a ripiegare sul modello dell’uomo che costruisce sé stesso, solo allora noi italiani ammazzeremo il vitello grasso. (La Repubblica, domenica 28 dicembre 2008). Che gli animali umani, a differenza degli altri, possano anche non imitare ma creare (e senza dover essere convinti né costretti) a questi bei “campioni” del giornalismo non passa neanche per l’anticamera del cervello.

 

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Giuseppe Turani (giornalista economico de La Repubblica): L’area non produttiva si è continuamente allargata ed è ben noto il livello di inefficienza di tutto quanto è pubblico in Italia: che si tratti di comuni, province, regioni, ministeri o altri carrozzoni, quest’ingrossamento è sempre più di stampo clientelare e i risultati sono di pura spesa pubblica. (La Repubblica, domenica 28 dicembre 2008). Anni fa ― quando già da un bel pezzo scriveva su La Repubblica ― il Turani fu beccato a flirtare con il Berlusconi (chiamiamolo eufemisticamente flirtare, tanto si sa che genere di innamoramenti induce il Berlusconi negli individui servizievoli) e per qualche tempo dovette cambiare aria. Poi tornò ― chissà se perché lui si era acconciato al quotidiano della finta “sinistra” o il quotidiano della finta “sinistra” si era acconciato a lui ― e da allora non fa che calar giù certi pezzi domenicali leggeri leggeri, vuoti, fasulli, brillantini e velenosetti come il cicaleccio di una svampita. Il 25 febbraio scorso, per esempio, ridanciano (come una iena) auspicava una fusione Telecom-Mediaset: così il Cavaliere non sarebbe più azionista di controllo di Mediaset, ma solo un azionista (di minoranza, sia pure importante) del nuovo mega-player Telecom-Mediaset, automaticamente verrebbe dissolta anche la questione del conflitto di interessi, e Berlusconi potrebbe finalmente fare il suo governo (se vincerà le elezioni) a testa alta. E, se per caso non dovesse vincere, sarebbe comunque molto legittimato a elaborare le riforme costituzionali con Veltroni perché, a quel punto, su di lui non graverà più alcuna ombra affaristica. Tutti pazzi, quindi, per questa mitica fusione! L8 marzo prevedeva fatuamente che gli utili del 2008 nella maggioranza dei settori sarebbero stati ancora buoni e  si domandava, ilare, se nel 2009 la crisi sarebbe finita, oppure l’effetto delle stupidaggini finanziarie di questi anni ci avrebbe perseguitato ancora. Il 20 aprile ― in una di quelle violentissime sfuriate che all’improvviso mandano in pezzi la vanitosa bonomia delle svampite ― se la prendeva con i sindacati, e in particolare con la Cgil: L’Italia mette insieme il sindacato più forte d’Europa con le paghe più basse d’Europa e, in genere, con una condizione lavorativa della gente che è fra le peggiori del Vecchio Continente... Tutti noi vediamo, una sera sì e l’altra pure, qualcuno dei tre segretari generali seduti in qualche talk show che parlano di tutto... La sola Cgil ha un giro di affari di un miliardo di euro... Diciamo le cose come stanno. Nessun paese può permettersi un sindacato così costoso... ecc., ecc. Il 27 aprile, a elezioni consumate, fremente e giubilante si congratulava con gli operai che avevano deciso di votare non tradizionalmente (e pigramente) a sinistra, scegliendo di andare verso la Lega di Bossi: è una rottura di abitudini consolidate, e ogni rottura (in questo nostro sistema ingessato) è benvenuta e ben accolta. Oggi invece era di nuovo furibondo, questa volta con i pubblici dipendenti... Il Turani, insomma, assomiglia al Brunetta: in entrambi un odio smisurato supera di gran lunga le dimensioni e perciò di continuo sprizza fuori da tutti i buchi facendo un buffo contrasto con i modi graziosetti da lavanderina. Solo che nel Brunetta l’odio è troppo per le dimensioni corporee. Nel Turani, per quelle mentali.

 

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(su) Antonio De Feo (professore di Diritto del Lavoro all’Università di Bari): “È un sistema di segnalazioni,” scrive il Gico della Guardia di Finanza, “del quale risulta essere collettore e promotore il professore di Diritto del Lavoro Antonio De Feo: un sistema finalizzato a consentire il superamento di esami universitari a studenti per i quali pervenivano specifiche richieste da parte di importanti professionisti o di colleghi professori.” (La Repubblica, domenica 28 dicembre 2008). Pensa che bel Diritto del Lavoro insegna, l’insigne giuslavorista. Il suo corso si intitola forse Come Fregare i Lavoratori e Farla Franca? Se è così, ha dimostrato di non padroneggiare a pieno la materia.

 

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(sul) duo Berlusconi - Tremonti: Le sedi della Cgil sono invase da anziani e pensionati che chiedono di fare le procedure per la social card e scoprono che riguarda un numero ristrettissimo di persone e richiede una procedura complicatissima (Susanna Camusso, segretario confederale della Cgil, intervistata da La Repubblica di sabato 27 dicembre 2008). Be’, ma il governo l’ha fatto per il loro bene, poveri vecchietti. Così, passando le mattinate negli uffici a supplicare quei 40 euro, intanto si scaldano.

 

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Luciano la Volpe Violante (senatore del Pidì) e Luciano D’Alfonso (margheritino del Pidì e sindaco di Pescara): Sono insussistenti le ragioni per le quali è stato arrestato il sindaco di Pescara. Va fatta una valutazione seria dei dati nei confronti di tutta la magistratura (Luciano il Lungo). Io rispondo solo agli elettori, ha confidato ieri a un amico il sindaco di Pescara, nessun altro può chiedermi di farmi da parte (Luciano il Breve). (La Repubblica, sabato 27 dicembre 2008). Luciano il Lungo minaccia a viso aperto tutta la magistratura; Luciano il Breve, invece, timidamente confida solo a un amico che i giudici gli fanno un baffo. Ma diamogli tempo: un giorno anche il D’Alfonso avrà la faccia come il Violante.

 

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(su) Giulio Tremonti (Pidièlle, ministro delle Finanze con il controllo del 70% della Cassa Depositi e Prestiti) e Franco Bassanini (membro del coordinamento del Pidì e vicepresidente della Cassa Depositi e Prestiti): Con i 190 miliardi di euro dei libretti di risparmio postale degli Italiani finanzieremo le Grandi Opere. (La Repubblica, sabato 27 dicembre 2008). Una sottrazione magistrale. Sarà stato il pidiellìno a suggerirla al piddìno o il piddìno a suggerirla al pidiellìno? Secondo noi un piddìno lo fa meglio, questo bel mestierìno tanto bass(an)ìno. Magari per mezzo di un pizzìno. Per fare un altro passo verso il regimìno: Vera Destra e finta “sinistra” unite nella lotta, oplà.

 

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Le belle facce del partito (di governo) più razzista dell’Occidente: Edoardo Rixi, segretario della Lega genovese

Le belle facce del partito (di governo) più razzista dell’Occidente: Edoardo Rixi, segretario della Lega genovese

 

La Lega Nord, ovvero il partito (di governo) più razzista dellOccidente (a proposito dell’iniziativa di alcune scuole di inserire nel paesaggio del presepe anche una moschea): Un gesto di pura imbecillità e di ossequio vile e strisciante all’invasione islamica (Mario Borghezio, eurodeputato). Manca solo il kamikaze che cerca di far saltare la capanna col tritolo (Edoardo Rixi, segretario della Lega a Genova). Un’esterofilia insulsa (Alberto Mazzonetto, leghista veneto). (La Repubblica, mercoledì 24 dicembre 2008). Tutta invidia perché nel presepe non ci hanno messo anche la statuina del Calderoli che va alla moschea con un maiale al guinzaglio, e non si riesce a distinguerli l’uno dall’altro. O quella del Bossi che fa uno sciampo al Bambinello con l’ampolla del dio Po.

 

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(su) Luciano D’Alfonso (margheritino del Pidì, sindaco di Pescara): Nessuna tangente, nessuna associazione a delinquere, solo contributi illeciti al partito... E lui, intanto, il sindaco delle 420 opere pubbliche in sei mesi, legge molto e soprattutto prega. (La Repubblica, mercoledì 24 dicembre 2008). Solo contributi illeciti? Ma allora è un galantuomo. Illecito, infatti, significa onestissimo. Tant’è vero che prega... E chi pregherà, il D’Alfonso, fra un contributo e l’altro, e fra le prime 210 opere e le seconde? San Cemento? Sant’Aumm?

 

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Marco Causi (Pidì, ex assessore al Bilancio della giunta Veltroni, ora deputato), Giancarlo D’Alessandro (idem, ex assessore ai Lavori pubblici), Jean Touadi (idem, ex responsabile della Sicurezza, ora deputato) e Claudio Minelli (idem, ex assessore alla Casa): Se rifaremmo l’affidamento ad Alfredo Romeo? Sì, certo, era un modello davvero innovativo. Romeo ha lavorato bene: nel 2002 incassavamo dagli affitti 28 milioni, nel 2006 ne abbiamo incassati 32,7 nonostante la vendita di 700 case. (La Repubblica, mercoledì 24 dicembre 2008). Aumentare gli affitti per lucrarci sopra? Son cose che una giunta di “sinistra” non fa. Le fa fare a chi gliene sarà grato.

 

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Renato Brunetta (ministro per la Funzione pubblica e l’Innovazione, a proposito degli scioperi del personale Alitalia per il mancato rispetto dei recenti accordi): Devono smetterla. Scioperare con questa crisi è da irresponsabili. Va usata la mano dura. (La Repubblica, mercoledì 24 dicembre 2008). Solo un imbecille può pensare che si debba scioperare quando le cose invece vanno bene. E solo un fascista può proporsi di aggredire il diritto di sciopero. Il Brunetta, però, di sicuro non è un imbecille e non è un fascista. Ma allora perché parla di mano dura? Forse gli è diventata così a furia di starsene da solo?

 

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Joseph Ratzinger (papa): Un disegno intelligente sovrintende alla creazione. Il fatto che la materia ha una struttura matematica, è piena di spirito, è il fondamento su cui poggiano le scienze moderne. Solo perché la materia è strutturata in modo intelligente, il nostro spirito è in grado di interpretarla e di rimodellarla. E tale struttura intelligente proviene dallo stesso Spirito creatore che ha donato lo spirito anche a noi. (La Repubblica, martedì 23 dicembre 2008). La matematica l’hanno inventata gli esseri umani? No, lo Spirito. Però sono gli esseri umani che capiscono l’Universo. Sì, ma solo perché lo Spirito gli ha dato spirito e li ha resi umani. Ma allora noi umani, non fosse per lo Spirito e il suo spirito, varremmo proprio niente? Niente. Però... Però? Consolatevi pensando che da quando alcuni umani hanno smesso di credere ai vicari dello Spirito, hanno capito in quattrocento anni ciò che lo Spirito ci ha messo quindici miliardi di anni a fare.

 

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(su) Tony Blair (ex leader della finta “sinistra” inglese): La conversione dalla fede anglicana a quella cattolica non impedisce a Tony Blair di leggere ogni giorno il Corano. L’ha detto lui stesso al settimanale tedesco Die Zeit. (La Repubblica, martedì 23 dicembre 2008). Alla maggior parte una religione basta (e avanza).

Ma per i cattivi come Blair ce ne vogliono (almeno) tre.

 

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(su) Sandro Bondi (ministro della Cultura) e Bruno Vespa (unica cultura del ministro): Al posto del premio Oscar Ennio Morricone, dimissionario dal consiglio d’amministrazione dell’Opera di Roma, Bondi ha messo Bruno Vespa. (La Repubblica, martedì 23 dicembre 2008). Come avrebbe detto Sergio Leone, Il Buono, il Cattivo e il Cretino.

 

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(su) i Buoni e i Cattivi del pianeta Terra: Fra i cinquanta uomini che secondo la rivista Newsweek sono (nel bene o nel male) i più importanti della Terra, non c’è nessun italiano. (La Repubblica, lunedì 22 dicembre 2008). Ovvio che il Berlusconi non sia tra i Buoni. Dispiace, però, che non sia nemmeno fra i Cattivi: si è fatto battere da Osama bin Laden. Il quale, tuttavia, a sua volta è stato superato di ben cinque posizioni da Joseph Ratzinger.

 

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l’Italia della Padella e della Brace: Umberto Bossi dice no a Berlusconi e al suo progetto di presidenzialismo: “In questo momento è impensabile.” (La Repubblica, lunedì 22 dicembre 2008). Bella sfida, non c’è che dire: uno che non vuole il presidenzialismo perché vuol fare l’Italia a pezzi, l’altro che lo vuole perché vuol fare in Italia il pazzo.

 

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Stefano Ceccanti (senatore del Pidì e costituzionalista, a proposito della dichiarazione del Berlusconi di voler cambiare la Costituzione in senso presidenzialista): Al momento, ragioniamo sul nulla, manca una proposta, ma già la nostra bozza Violante, nella passata legislatura, prevedeva un premierato forte, con potere di nomina dei ministri e fiducia accordata dalla sola Camera. Su quella proposta il dialogo già si era instaurato, e ripartire da lì sarebbe più logico. (La Repubblica, lunedì 22 dicembre 2008). Quando il Berlusconi fa un fischio, uno del Pidì che accorre e scodinzola lo trova sempre. E il canile del Violante, con quello degli ex margheritini, è sempre il più fornito.

 

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(su) “Beppe” Fioroni (margheritino del Pidì, ex ministro della Pubblica Istruzione, attualmente responsabile dell’organizzazione del partito): Al posto delle tangenti, la richiesta adesso è di una fidejussione politica... Quando qui hanno visto che la segretaria di Fioroni era stata eletta in quanto segretaria di Fioroni, per non parlare di tutte le altre candidature, hanno capito: l’unico modo di fare carriera è l’ingresso nel mondo dorato dei vip. (Isaia Sales, ex segretario regionale del Pci, ex consigliere regionale, ex deputato, ex sottosegretario al Tesoro nel governo Ciampi, intervistato sulla questione morale da La Repubblica di lunedì 22 dicembre 2008). Che il “Beppe” sia nel “mondo dei vip” è senz’altro possibile, vista la roba che passa per vip in questo Paese. Ma dorato, andiamo... Lo esamini bene, Sales, a partire dal cranio: vedrà che tutt’al più è d’ottone.

 

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Le belle facce del regime-ombra del Pidì: Vincenzo De Luca, sindaco di Salerno.

 

(su) Vincenzo De Luca (Pidì, sindaco di Salerno): Il sindaco di Salerno secondo me è la quintessenza dei capibastone. Ed è schierato con Veltroni, ma è stato allevato da Fassino (e prima da D’Alema) come antagonista di Bassolino. Solo che De Luca, per il quale era stato richiesto l’arresto, si salvò utilizzando l’immunità parlamentare con il consenso di tutti i vertici dei Dièsse, che oggi guidano il Pidì. Doppia morale. (Isaia Sales, ex segretario regionale del Pci, ex consigliere regionale, ex deputato, ex sottosegretario al Tesoro nel governo Ciampi, intervistato sulla questione morale da La Repubblica di lunedì 22 dicembre 2008). Ma chi? Vincenzo De Luca? Quello che il 19 maggio ci intimò di smetterla di fare i poeti, perché la maggioranza dei Rom delinque? Quello che il 24 settembre annunciò telecamere in città contro i cafoni e i balordi? Lui, un capobastone? Sul capo, quello, bastonate ha preso. Da piccolo.

 

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l’Italia che ci si prepara: Per quel che riguarda le intenzioni di voto, il Pdl si attesta oltre il 37%, la Lega ha scavalcato largamente il 9%. Il Pd è scivolato sotto il 28% e l’Idv ha più che raddoppiato, raggiungendo la Lega. L’Udc tiene la sua base, intorno al 6%, mentre le forze della Sinistra (Rc, Verdi, ecc.) mostrano segni di recupero. Ma il Pd intercetta più voti che simpatie. Infatti la quota di elettori che lo sente “vicino” è del 26,7%. Al contrario della lista Di Pietro, il cui elettorato “amico” è doppio (19%) rispetto alle intenzioni di voto. Come nel centrodestra, dove l’elettorato amico della Lega è di tre volte superiore alle intenzioni di voto, mentre quello del Pdl è inferiore del 6%. (Ilvo Diamanti su La Repubblica di domenica 21 dicembre 2008). Significa che alle Europee la Lega (cioè quanto di più simile al nazismo esista oggi in Occidente) potrebbe ottenere tra il 27 e il 28% dei voti, il Pidièlle poco più del 31%, l’Italia dei Valori il 19%, il Pidì il 26,7%. E la crisi della democrazia italiana, complice quella dell’economia, potrebbe avvitarsi in tempi brevissimi. Che c’è da ridere? Niente. Ma perché, non si vede che è un riso nervoso?

 

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Walter Veltroni: Disuguaglianza sociale. Il dramma che l’Italia oggi sta vivendo è contenuto in queste due parole: disuguaglianza sociale. È questa la grande, moderna questione che si pone oggi di fronte a noi. (La Repubblica, domenica 21 dicembre 2008). Il 7 marzo il Veltroni dichiarò: La lotta di classe è finita, appartiene al Novecento, è una fase storica dell’Italia che non c’è più. Imprenditore e lavoratore puntano entrambi alla crescita dell’azienda. La disuguaglianza sociale di cui parla oggi, dunque, dev’essere piovuta dal cielo per uno di quei destini cinici e bari di cui cianciava Saragat. Notare la (strisciante) finezza di quel moderna: per commentarlo come si merita ci vorrebbero pagine, ma quelli a cui strizza l’occhio capiranno anche senza spiegazioni. Mentre chi è davvero di Sinistra, si sa (per il Veltroni come per il Berlusconi) ha un’età media di undici anni e non ci arriva.

 

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(su) Walter Veltroni, Massimo D’Alema e Luciano Violante: Con Veltroni non posso discutere, non è credibile. E soprattutto non conta più nemmeno nel suo partito. Come faccio a parlare con uno che si fa comandare a bacchetta da Di Pietro?... Con D’Alema invece si può parlare, rispetta i patti. Me lo dice pure Bossi... Oppure Luciano Violante, che almeno è autorevole. (Parole del Berlusconi secondo La Repubblica di domenica 21 dicembre 2008). Un consiglio al presidente del Consiglio: li mandi tutti a quel paese, Berlusconi, e la prossima volta, come segretario della finta “sinistra”, assuma direttamente il “Beppe” Fioroni. Vedrà come si troverà bene.

 

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(su) Walter Veltroni: Berlusconi ha rivelato di sfuggita che con Veltroni, a suo tempo, volevano fare insieme la legge per le elezioni europee, con clausola del 5% ed eurodeputati nominati dall’alto. (La Repubblica, domenica 21 dicembre 2008). Vorremmo scrivere che il Berlusconi mente, e che il compagno Veltroni non farebbe mai una cosa simile...

Ma non riusciamo a restare seri.

 

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“Beppe” Fioroni (margheritino del Pidì, ex ministro della Pubblica Istruzione, attualmente responsabile dell’organizzazione del partito, commentando la conventicola di oligarchi che venerdì 19 ha confermato a denti stretti la fiducia a Walter Veltroni): È stata incassata un’unità vera. (La Repubblica, domenica 21 dicembre 2008). Incassando?! Ma di che cosa parla? Di soldi o di morti? Be’, trattandosi di un medico (auto-ri-gettatosi in politica) che parla del Pidì, propendiamo per i morti...

 

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Walter Veltroni (a proposito delle inchieste in corso su numerosi esponenti locali del Pidì): Dio ci scampi dalla teoria del complotto. I giudici fanno il loro lavoro, ma dal punto di vista politico è indubbio che c’è un attacco. (La Repubblica, sabato 20 dicembre 2008). Non un complotto, ma un attacco. I giudici attaccano il Pidì, ma senza aver prima complottato di attaccarlo. Come un esercito che invade un paese senza aver prima deciso di invaderlo. Così, svegliandosi la mattina... Che dire? Odiati sia dalla Destra che dalla finta “sinistra”, i giudici c’è però chi li attacca in pieno giorno, a viso aperto, e chi, col favore delle tenebre, versa veleno nelle orecchie di (noi) dormienti.

 

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Crescenzio Sepe (dipendente di Joseph Ratzinger come cardinale e arcivescovo di Napoli): C’è bisogno che la politica ripensi sé stessa. E che regoli il suo operato seguendo le ragioni di un’etica identitaria. (La Repubblica, sabato 20 dicembre 2008). Pensoso, il Sepe. Ma che cosa sarà mai unetica identitaria? Un’etica legata all’identità di ciascuno, cioè all’individuale e irripetibile creazione di sé che ciascuno realizza nel rapporto con gli altri? Difficile che un’idea come questa possa affacciarsi anche solo all’anticamera del suo cervello. Un’etica identitaria, per il Sepe, è probabilmente un’etica uguale per tutti (e magari imparata a memoria) legata in tutti a un’identica “identità” (cioè un’identica uniforme) cristiana e cattolica. Un ammasso di cervelli uniti in un sol fascio?

 

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Arturo Parisi (come definirlo? prodiano e antiveltroniano del Pidì? Boh!): Questione morale o meno, il problema è che i voti del Pidì scappano: Di Pietro ne ha presi solo ventimila, dei 170.000 persi dai democratici. Questo è il punto. (La Repubblica, mercoledì 17 dicembre 2008). Il fatto è che gli altri 150.000 sono alla disperazione. Questo è il punto. Perché sono stati abbandonati. Questo è il punto. Da un partito che non è più di Sinistra ed è sempre più simile alla Destra. Questo è il punto. E la disperazione dove li porterà? Questo è il punto. Nel Pidièlle? Nella Lega? Verso un fascismo ancora più esplicito? Questo è il punto.

 

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Dario Franceschini (margheritino, vice-segretario del Pidì): Gli elettori abruzzesi che si sono astenuti o hanno dato un voto temporaneo di protesta a Di Pietro è come se ci chiedessero: andate fino in fondo nel mantenimento delle promesse, nella nascita di un partito profondamente nuovo, nell’innovazione politica e dei gruppi dirigenti. (La Repubblica, mercoledì 17 dicembre 2008). Traduzione: Gli elettori che si sono astenuti è come se ci chiedessero: diventate ancora più simili alla Destra. Che dire? Ti fanno cascare le braccia: sono proprio senza speranza.

 

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Gianfranco Fini (ex neofascista del Movimento Sociale Italiano, attualmente presidente della Camera dei deputati): Sull’infamia delle leggi razziali c’è da chiedersi perché non siano state registrate particolari manifestazioni di resistenza. Nemmeno, mi duole dirlo, da parte della Chiesa cattolica. (La Repubblica, mercoledì 17 dicembre 2008). Oddìo, e adesso come faranno nel Pidì e nellUddiccì? Con questa uscita il Fini non è più a sinistra soltanto del Ratzinger: ormai è più a sinistra anche del Casini, del Rutelli, del Veltroni e del “Beppe” Fioroni.

 

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(su) la Grande Crisi Economica del 2009: Azzerati i tassi d’interesse, inizia l’era del denaro gratis. Ma l’America non spende più. (La Repubblica, mercoledì 17 dicembre 2008). Timeo Danaos et dona ferentes: questi non hanno ancora capito che l’intero genere umano ormai diffida anche dei regali, se vengono da loro. Anzi: la gente, quando li vede avvicinarsi con un regalo, diffida ancora di più. (In effetti, è già tanto che tutti noi, superando il timore di essere avvelenati, continuiamo a spendere almeno per mangiare. Se la nostra sfiducia dovesse crescere ancora, anche solo di poco, preferiremo lasciarci morire di fame piuttosto che accettare anche solo un boccone...)

 

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(su) Walter Veltroni: Fini si è visto recapitare sulla questione Villari un aut aut di Walter Veltroni: o il presidente eletto con i soli voti del centrodestra lascia la poltrona a Zavoli, o il Pidì passa all’ostruzionismo su tutti i provvedimenti in questione. (La Repubblica, martedì 16 dicembre 2008). Non è vero, dunque, che il Veltroni sia una pippa: d’accordo, su sciocchezzuole come i decreti razzisti sulla “sicurezza” o i tagli alla Scuola si limita a mugugnare, ma quando si tratta di questioni di vita o di morte come il collocamento di un ultraottantenne ex diccì a vigilare sulla Rai, lostruzionismo lo sa fare e come. Meno male, va: almeno questa grande vittoria sarà nostra. Forse.

 

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“Beppe” Fioroni (margheritino del Pidì, ex ministro della Pubblica Istruzione e attualmente responsabile organizzativo del Pidì, commentando la sconfitta del Pidì nelle elezioni per il rinnovo del Consiglio regionale dell’Abruzzo): Se ci fossimo alleati con l’Udc avremmo vinto: alla fine la distanza era minima. (La Repubblica, martedì 16 dicembre 2008). Gli sciocchi come noi pensano che un partito sedicente di “sinistra”, alleandosi con i Cuffaro, i Lombardo, i Pierferdy e i Cosimo Mele (quello delle squillo fradice di cocaina all’Excelsior) perderebbe ancora più voti a favore del Di Pietro, abbandonerebbe ancora più astensionisti al Partito della Disperazione e inoculerebbe ancora più fascismo negli elettori del Pidièlle. Ma “Beppe” la sa più lunga (non per niente si è finto ministro della Pubblica Istruzione facendo la fetta di salame tra le due fettone della Moratti e della Gelmini), non si abbandona come noi a “ragionamenti da bar” e va dritto per la sua strada: sa bene, lui, che l’Italia non aspetta che una “sinistra” veramente di destra per liberarsi veramente della Destra.

 

Meglio Ridere... di Quelli che fanno Piangere!

 

(su) Giorgio Napolitano (presidente della Repubblica, già leader della destra del Pci ― clicca qui per le fonti ― già ministro degli Interni, già presidente per il governo Dini della Commissione per il riordino del sistema radio-televisivo): Caro Augias, sono un’insegnante di Lettere. Il 21 novembre ero a Ferrara, in visita con i ragazzi alla mostra di Turner. Napolitano, arrivato poco dopo di noi, visitava le sale accompagnato da poche persone. A un certo punto si è reso necessario un “sorpasso” e ci è stato chiesto di fermarci per farlo passare. Lui ci ha stretto la mano e chiesto scusa per il disturbo. Ci siamo emozionati. Nessuno di noi avrebbe pensato che un presidente della Repubblica avrebbe potuto fare un gesto simile! (La Repubblica, martedì 16 dicembre 2008). E se il presidente, come accade in Paesi davvero civili, avesse aspettato buono buono il proprio turno? La gentile collega gli sarebbe svenuta fra le braccia? (Ma forse la lettera è ironica ― certi piccoli segni inducono a supporlo ― e Augias non se n’è accorto...)

 

Meglio Ridere... di Quelli che fanno Piangere!

 

Ottaviano Del Turco (Pidì, già sindacalista di quelli “buoni”, già pittore della domenica, già presidente della regione Abruzzo, attualmente agli arresti domiciliari): Ho riletto “Addio alle armi”. Straordinario. Ho riletto “Il giovane Holden” e ne ho ricavato un giudizio differente: lieve e pirotecnico come un fuoco d’artificio, nessuna sostanza. (La Repubblica, martedì 16 dicembre 2008). Povero Ottaviano: il tempo in cui ancora avresti potuto capire Il giovane Holden, ahimé, è scaduto molte (presunte) mazzette fa.

 

Meglio Ridere... di Quelli che fanno Piangere!

 

Walter Gnorri Veltroni (Gran Semplificatore della Sinistra italiana: così Grande, ma così Grande, che se gli date tempo la fa sparire del tutto): La gente si sta ricredendo su Berlusconi, si sta accorgendo della differenza tra promesse e fatti. A patto, però, che cessino gli aiutini da parte di qualche oppositore... (La Repubblica, lunedì 15 dicembre 2008). C’è poco da malignare, il Veltroni non parla di sé stesso. Lui, al Berlusconi, non ha mai dato aiutini. Solo aiutoni.

 

Meglio Ridere... di Quelli che fanno Piangere!

 

(su) Silvio Berlusconi e la finta “sinistra”: Giustizia, piano del premier per allungare i processi. È l’ultima trovata degli uomini del Cavaliere per salvare il “capo” comunque vada a finire il lodo Alfano: avvocati più potenti. Anzi: potentissimi. Le parole del famoso articolo 111, riscritto, discusso e approvato (era il 5 gennaio del 2000) negli anni del centrosinistra con plauso bipartisan, diventano un potente strumento nelle mani di chi vuol fare melina nei processi... (La Repubblica, lunedì 15 dicembre 2008). Vedi come si diventa miliardari e potenti? Non buttando via niente! La finta “sinistra” va al governo e, nel 2000, invece di prendersela con la Destra se la prende con i giudici e cambia la Costituzione per metter loro la mordacchia? E tu, svelto, ficcati la modifica costituzionale in saccoccia e mettila da parte: vedrai, verrà il giorno (magari otto anni dopo) che ti tornerà utile. E come.

 

Meglio Ridere... di Quelli che fanno Piangere!

 

Claudio Petruccioli (Pidì, già direttore de L’Unità ai tempi del caso Maresca, attualmente presidente della Rai): Creiamo un’associazione per vedere cosa si può fare affinché il futuro di Capalbio risulti il migliore possibile. (La Repubblica, lunedì 15 dicembre 2008). Vedi, però: non è vero che la “sinistra”, dal più piccolo dei comuni alla più grande delle Regioni, sia sempre dalla parte di cementificatori e palazzinari (fino a costringere i pochi galantuomini che ancora ne fanno parte, come Renato Soru, a dimettersi per protesta), ecco invece una voce ― anzi: un vocione ― che dal cuore stesso del Pidì si leva alta e chiara contro i nemici dell’ambiente!

(Soprattutto perché i nemici dell’ambiente si avvicinano a dove vanno in vacanza loro.)

 

Meglio Ridere... di Quelli che fanno Piangere!

 

Paul Samuelson (premio Nobel per l’Economia nel 1970, intervistato a proposito del gigantesco crac di Bernard Madoff): Ecco, volevate un altro esempio delle perversioni insite nella deregulation di George W. Bush? Lo schema truffaldino di Bernard Madoff è la rappresentazione grafica dei danni che ha fatto questo presidente con la sua politica follemente iper-liberista... Sto contando i giorni che mancano alla fine della sua presidenza. (La Repubblica, lunedì 15 dicembre 2008). Il professor Samuelson è sui novanta. Possiamo scusarlo, quindi, per aver dimenticato di dire che una buona metà della deregulation (cioè della cancellazione delle leggi, risalenti in qualche caso al New Deal di Franklin Delano Roosevelt, che permettevano allo Stato di vigilare sui comportamenti di finanzieri, speculatori di borsa, banchieri, imprenditori e altri delinquenti) era già stata fatta, prima di Bush, dalla finta “sinistra” di Bill Clinton. I cui consiglieri, oggi, sono tutti nella “squadra” di Obama.

 

Meglio Ridere... di Quelli che fanno Piangere!

 

Giorgio Napolitano (presidente della Repubblica, già leader della destra del Pci ― clicca qui per le fonti ― già ministro degli Interni, già presidente per il governo Dini della Commissione per il riordino del sistema radiotelevisivo): I principi fondamentali della Carta non sono modificabili. Per quanto se ne discuta, nessuno può pensare di cambiarli. (La Repubblica, sabato 13 dicembre 2008). La Costituzione della Repubblica ha davvero un gran difensore, gli Italiani per bene possono dormire fra due guanciali. (Poi, naturalmente, c’è il piccolo particolare che la Destra non sta attaccando i principi fondamentali: sta cercando di sottomettere al governo il potere giudiziario e la Corte costituzionale per poi tranquillamente infischiarsene, dei principi fondamentali, senza che vi sia più un giudice che osi metterle i bastoni fra le ruote. Ma queste sono inezie, vero, Giorgio?)

 

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Mariastella Gelmini (ministro della Pubblica Istruzione per che cosa? Non perché quando il Berlusconi l’ha scelta non cerano ancora le gemelle dellIsola dei Famosi, naturalmente. Ma allora perché?), Mariapia Garavaglia (Pidì, ombra di ministro per la Pubblica Istruzione) e Giorgia Meloni (Aenne, ministro per le Politiche giovanili): Un unico maestro sarà il punto di riferimento educativo del bambino, e viene abolito il modello a più maestri degli anni ’90: chiunque affermi in queste ore che è cambiato qualcosa sta semplicemente dicendo una falsità e cerca in maniera strumentale di mettere in discussione la linea del governo, che non è mai cambiata e che non cambia (Mariastella). In effetti, l’insegnante unico per ora è l’unica certezza che dà la legge, perché il Piano programmatico e i regolamenti attuativi sono atti amministrativi, mentre ciò che vige è la legge 133, che recita che le classi hanno un insegnante unico con orario settimanale di ventiquattr’ore (Mariapia). La Gelmini ha fatto a mio avviso una cosa molto intelligente: senza tornare minimamente indietro, ha dato più tempo alla fase di transizione (Giorgia).

(La Repubblica, sabato 13 dicembre 2008). Giochino (impossibile anche ai solutori più che abili): trovare una differenza fra Mariastella (Gelmini), Mariapia (Garavaglia) e Mariagiorgia (Meloni). Tutte e tre, infatti, si preoccupano di una cosa sola: assicurare che nulla è cambiato, i tagli alla Scuola ci saranno e come. Stella e Giorgia, ovviamente, lo dicono ai loro elettori. E Pia a chi lo dice?

 

Meglio Ridere... di Quelli che fanno Piangere!

 

Silvio Berlusconi: È necessario separare l’Ordine dei giudici da quello dei pubblici ministeri: sono tutt’uno, frequentano lo stesso bar e leggono la stessa “Repubblica” e la stessa “Unità”. (La Repubblica, sabato 13 dicembre 2008). Be’, ma non potrebbe avere un po’ di pazienza, pure quest’uomo? Mica tutti sono così intelligenti e liberi da vedersi Canale 5, Rete 4 e Rai 2, invece di leggere.

 

Meglio Ridere... di Quelli che fanno Piangere!

 

(su) la Destra U.S.A.: Nella notte, dopo convulsi negoziati che non sono riusciti a sbloccare l’intransigenza repubblicana, il Senato ha fatto saltare con un voto procedurale il piano di salvataggio da 14 miliardi di dollari per l’industria dell’auto, che mercoledì era stato concordato con Bush e poi approvato dalla Camera. (La Repubblica, sabato 13 dicembre 2008). Vedi che cosa significa martellare per trent’anni che lo Stato è il male e il mercato è il bene? Che gli imbecilli ci credono davvero e poi, quando ti serve il loro voto, ti ubbidisce solo il più stupido e tutti gli altri si rivoltano perfino contro di te. Che vuoi farci? Sono cose che succedono. Soprattutto a chi preferisce circondarsi di dobermann che di esseri umani.

 

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Ma perché non bada a quel che fa, invece di guardare in giro?

Ma perché non bada a quel che fa, invece di guardare in giro?

 

Joseph Ratzinger (capo dello Stato della Città del Vaticano): I diritti umani sono fragili, se non sono fondati su Dio. (La Repubblica, giovedì 11 dicembre 2008). Traduzione: I diritti non sono una creazione umana, ma di Dio. Che li ha affidati solo a me.

 

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Silvio Berlusconi (noto per essere l’individuo sotto i cui governi non solo l’Italia ma l’intero pianeta hanno collezionato il maggior numero di catastrofi naturali o artificiali): Il mio governo, per l’Italia, coinciderà con il paradiso. (La Repubblica, giovedì 11 dicembre 2008). Facciamo gli scongiuri: in paradiso sono tutti morti.

 

Meglio Ridere... di Quelli che fanno Piangere!

 

(su) Silvio Berlusconi, Giulio Tremonti, Renato Brunetta, Mariastella Gelmini e Maurizio Sacconi: Lavorare con un capo incompetente e malfidato aumenta il rischio di malattie cardiache dal 25 al 64%. Lo rileva uno studio svedese su tremila impiegati, pubblicato su Occupational and environmental medicine. E più tempo si lavora per lo stesso capo, più crescono i rischi. (Supplemento Salute de La Repubblica, giovedì 11 dicembre 2008). Invece di far perder tempo a quei tremila (accrescendone, per lo stress della brutta scoperta, la già elevata morbilità) potevano analizzare l’incidenza delle patologie cardiovascolari in Italia dal 1994 a oggi: dopo quindici anni che l’intero Paese (finta “opposizione” inclusa) lavora per capi di quella risma, dovremmo avere tutti il cuore a pezzi.

 

Meglio Ridere... di Quelli che fanno Piangere!

 

Mario Monti (presidente dell’università Bocconi ed ex commissario europeo per la concorrenza): La minaccia più seria all’economia mondiale è la drammatica perdita di reputazione dell’economia di mercato. (La Repubblica, giovedì 11 dicembre 2008). È un po’ come se l’avvocato di chi ti ha derubato venisse a dirti che la minaccia più grande, per le tue proprietà, è che la gente venga a sapere che il suo cliente è un ladro.

 

Meglio Ridere... di Quelli che fanno Piangere!

 

Nel presepe dei caganer. Dove anche i palloni gonfiati... si sgonfiano.

(clicca sulle miniature per ingrandirle!)

Silvio Berlusconi caganer

Silvio Berlusconi caganer

Indovina chi siamo, noi caganer?

Indovina chi siamo, noi caganer?

Piccola processione di caganer guidata da Benedetto XVI

Piccola processione di caganer guidata da Benedetto XVI

Joseph Ratzinger caganer

Joseph Ratzinger caganer

Le figurine di Benedetto XVI e di Silvio Berlusconi, insieme a quelle di altri personaggi come il Re Juan Carlos, Bush, Zapatero e i politici catalani, sono i caganer di questo Natale: personaggi tradizionali del presepe catalano raffigurati con le braghe calate, nellatto di defecare. Una tradizione pagana di cui il cristianesimo, finora, non è riuscito a liberarsi nonostante i molti suoi sforzi. Ce la farà Joseph Ratzinger?

Li vuoi nel tuo presepe? Visita il sito www.caganer.com!

 

Meglio Ridere... di Quelli che fanno Piangere!

 

(su) il “bel” Paese: Il Paese delle targhe truccate. Sempre di più gli automobilisti che le modificano per sfuggire a telecamere e autovelox. (Titolo de La Repubblica di martedì 9 dicembre 2008). E ognuno ha un mestiere: medico, commerciante, costruttore, dentista, politicante, poliziotto, insegnante, geometra, coltivatore, avvocato, fabbricante di mozzarelle, beccamorto, idraulico, ispettore edile, meccanico... Chissà per chi votano? Ma a prescindere: comunque votino, finire nelle grinfie dell’uno o dell’altro dev’essere fantastico.

 

Meglio Ridere... di Quelli che fanno Piangere!

 

Crescenzio Sepe (dipendente di Joseph Ratzinger col grado di cardinale): Si soccombe anche perché non si sopporta che la dignità di un uomo diventi carta straccia. (La Repubblica, martedì 9 dicembre 2008). È davvero consolante che la nostra dignità di esseri umani sia ormai “difesa” solo da chi crede di vederla scorgendo Dio in noi. Un po’ come scoprire di essere curati male dal medico e sentirsi “difendere” da un “diplomato” in magia.

 

Meglio Ridere... di Quelli che fanno Piangere!

 

Le belle facce del menefreghismo italiano: Roberto Dipiazza e Paris Lippi, sindaco e vicesindaco di Trieste

Le belle facce del menefreghismo italiano: Roberto Dipiazza e Paris Lippi, sindaco e vicesindaco di Trieste

Le belle facce del menefreghismo italiano: Roberto Dipiazza e Paris Lippi, sindaco e vicesindaco di Trieste

 

Roberto Dipiazza (sindaco forzaitaliòta di Trieste) e Paris Lippi (vicesindaco aennìno di Trieste), commentando le proteste contro la loro decisione di trasformare un tratto di via Giuseppe Revere (patriota triestino ebreo, 1812 - 1889) in via Mario Granbassi (fascista, morto in Spagna nel 1939 combattendo al fianco dei franchisti): Lo dico alla fascista: me ne frego (Roberto). Non me ne può fregare di meno (Paris). (La Repubblica, martedì 9 dicembre 2008).

Ve lo diciamo alla comunista: tornate nelle fogne. E salutateci tanto chi c’è già.

 

Meglio Ridere... di Quelli che fanno Piangere!

 

Luciano Volpe Violante (senatore Pidì, noto per aver messo sullo stesso piano i cosiddetti ragazzi di Salò” e i Partigiani; per essersi opposto all’istituzione di una commissione parlamentare d’inchiesta sulla sospensione dei diritti umani attuata dalle forze “dell’ordine” durante il G8 di Genova del 2001; per aver speso i nostri soldi, da presidente della Camera, per pubblicare, in cinque volumi, la raccolta dei discorsi parlamentari del fucilatore di partigiani Giorgio Almirante; e per aver suggerito a Niccolò Ghedini, forzaitaliota e vero ministro della Giustizia, di togliere ai pubblici ministeri il controllo della polizia giudiziaria. Attualmente autocandidato a vicepresidente della Corte Costituzionale ― per fare che cosa, assolversi da sé?): Non solo Massimo D’Alema. Anche Luciano Violante è favorevole a un accordo con il governo sulla riforma della Giustizia. I magistrati hanno troppo potere,” dice. Ci si è occupati solo dell’efficienza della giustizia ma non della giustizia come potere, al di fuori quindi dell’esercizio giurisdizionale. Questo è il nodo da sciogliere. Lo dimostra il conflitto tra le procure di Salerno e Catanzaro, che hanno esercitato legittimamente le loro prerogative, però ignorando senso dell’opportunità e dell’autodisciplina... Sulle questioni di fondo, bisogna lavorare con la maggioranza... Invece abbiamo messo un magistrato come Tenaglia a fare il ministro-ombra, due magistrati capigruppo Pidì nelle commissioni. Un esponente del governo una volta mi disse: 'Quando parlo di giustizia con voi, mi sembra di aver di fronte l’Associazione nazionale magistrati'. (La Repubblica, domenica 7 dicembre 2008). Dunque, ricapitolando: il dalemiano Violante (sì, perché questa è gente che oltre al nome e al cognome ha sempre anche il nome di un altro trasformato in aggettivo) odia i Partigiani, ama i fascisti e Giorgio Almirante, odia i giudici e vuole andare alla Corte costituzionale... Che dire?... Dai, Luciano, fa ancora un altro passo e parlaci di Licio Gelli! (Tutto ciò significa forse che ci piace Veltroni? Per carità. Tutto ciò significa solo che nella finta “sinistra”, come nella Destra, il più pulito potrebbe essere quello con la rogna...)

 

Meglio Ridere... di Quelli che fanno Piangere!

 

Beppe Fioroni (margheritino del Pidì, ex ministro della Pubblica Istruzione e attualmente responsabile organizzativo del Pidì, commentando laffermazione del Berlusconi che “nel Pidì c’è è come una questione morale”): È come il bue che dà del cornuto all’asino. (La Repubblica, domenica 7 dicembre 2008). Non possiamo che ringraziare il bue: aver fornito all’asino l’occasione di definirsi pubblicamente tale è un merito che ci induce a perdonargli, se non altro, almeno la buaggine di presentarsi sempre come un toro.

 

Meglio Ridere... di Quelli che fanno Piangere!

 

(su) la Chiesa, la Destra e la finta “sinistra”: Protesta del Vaticano per i tagli alle scuole private: “Da questo governo non ci aspettavamo nessuna riduzione,” dice la Conferenza episcopale, e il papa chiede “l’adozione di misure a favore dei genitori che li aiutino nel loro diritto inalienabile di educare i figli secondo le proprie convinzioni etiche e religiose”. Passano poche ore e arriva il dietrofront del governo: “I fondi per le scuole paritarie verranno quasi totalmente ripristinati” annuncia il sottosegretario all’Economia Giuseppe Vegas. E Maria Pia Garavaglia, ministro dell’Istruzione del governo ombra del Pidì, e Antonio Rusconi, capogruppo del Pidì nella commissione Istruzione del Senato, sùbito e con calore dichiarano di apprezzare le rassicurazioni fornite, a nome di Tremonti, dal sottosegretario Vegas. Ma non ne sono ancora soddisfatti. Chiedono di più. Sempre per le scuole private. Chiedono cioè che vengano garantiti “pari diritti agli studenti e alle famiglie”. È, quasi con le stesse parole, la rivendicazione già avanzata dalle gerarchie. (La Repubblica, sabato 6 dicembre 2008). Anche la tana di Provenzano era piena di santini: perché mai la Destra e la finta “sinistra” dovrebbero essere meno devote? Ma c’è poco da ridere... L’articolo 33 della Costituzione della Repubblica stabilisce che i privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato. Quindi le pressioni di un capo di stato straniero (e dei suoi dipendenti) sul governo e sul Parlamento italiano perché agiscano contro la Costituzione sono atti ostili (per non dire di guerra) e come tali dovrebbero essere trattati. E i ministri o i parlamentari che di concerto con uno stato straniero agissero contro la Costituzione dovrebbero essere messi in stato d’accusa dal Parlamento e deferiti alla Corte Costituzionale.

 

Meglio Ridere... di Quelli che fanno Piangere!

 

(su) Graziano Cioni (Pidì, assessore alla viabilità e autocandidato sindaco di Firenze): L’assessore noto per la guerra a mendicanti e lavavetri sta per essere spinto dal partito fuori dalla gara delle primarie a sindaco della città, causa un coinvolgimento nell’inchiesta su mattoni e appalti che sta allagando tutti i piani del palazzo di piazza della Signoria, sede del municipio. (La Repubblica, sabato 6 dicembre 2008). Senza mattoni né appalti né poltrone, vuoi vedere che il Cioni si ritroverà a mendicare e lavar vetri? Nella città di Dante, sarebbe un bel... contrappasso.

 

Meglio Ridere... di Quelli che fanno Piangere!

 

Walter Veltroni (il 22 gennaio 2008, incontrando Willer Bordon due giorni prima della caduta del governo Prodi): Willer, è il nostro sogno che si sta avverando! (Willer Bordon, Perché sono uscito dalla Casta, edizioni Ponte alle Grazie. Citato da Left n° 49, venerdì 5 dicembre 2008). Sarà certo una coincidenza, ma ogni volta che il Veltroni sogna, poi è il Berlusconi che si sveglia, salta giù dal letto e realizza gli incubi di entrambi.

 

Meglio Ridere... di Quelli che fanno Piangere!

 

Giulio Tremonti (ministro delle Finanze): Non capiamo perché salgano i prezzi del pane e della pasta: è un abuso inaccettabile. In tutto il mondo scendono, mentre in Italia continuano ad aumentare. (La Repubblica, venerdì 5 dicembre 2008). Non capisci, poverino? E allora, generosamente, te lo spieghiamo: quella che specula sui prezzi del pane e della pasta è gente che vota per voi, identica a voi. Solo che è più piccina, molto più piccina. La scala delle sue prepotenze non è comparabile a quella delle vostre, che sono gigantesche. Ed è per questo che non la capite. Un po come le iene (se esistessero iene umane) non capirebbero gli scorpioni (se vi fossero scorpioni umani).

 

Meglio Ridere... di Quelli che fanno Piangere!

 

Angelino Alfano (ministro della Giustizia): È l’implosione dell’ordine giudiziario, che non solo si trasforma in potere, ma pretende anche di non incontrare limiti... Mi auguro che questa vicenda faccia aprire gli occhi al Pidì e lo induca a votare con noi. (La Repubblica, venerdì 5 dicembre 2008). Traduzione: La crisi nervosa dei giudici di Salerno e di Catanzaro non può essere stata causata che dall’orrore di aver scoperto a quali livelli di reciproca compromissione ai danni del Paese la Destra e la finta “sinistra” siano giunte: mi auguro dunque che il Pidì si renda finalmente conto del pericolo che entrambi corriamo e ci aiuti a mettere sotto controllo la magistratura prima che il medesimo orrore sia da essa scatenato nellintera popolazione italiana.

 

Meglio Ridere... di Quelli che fanno Piangere!

 

(su) l’Italia della Destra e della finta “sinistra”: I segnali che oggi manda il mercato sul debito pubblico italiano sono scoraggianti. Prendiamo, come termometro, i Credit default swaps. I Cds sono contratti in cui, in cambio di una tariffa, una controparte garantisce la restituzione del debito se il debitore fallisce e smette di pagare. Ebbene: il Cds in assoluto più trattato nel mondo è la protezione contro una bancarotta del governo italiano. E il costo continua a crescere: a settembre si pagavano 40.000 dollari per garantirsi la restituzione di 10 milioni di dollari di debito italiano; oggi, per garantire quegli stessi 10 milioni di dollari, ce ne vogliono 174.000. (La Repubblica, venerdì 5 dicembre 2008). La fiducia del mondo nei confronti del nostro Paese è davvero commovente. Sarà tutta per noi, o possiamo condividerla con gli individui che abbiamo messo al governo e all’opposizione?

 

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Le belle facce dell’Italia berlusconiana: Eleonora ed Emma De Vivo.

Le belle facce dell’Italia berlusconiana: Eleonora ed Emma De Vivo.

 

(su) Silvio Berlusconi: Eleonora ed Emma De Vivo, le due gemelle reduci dall’Isola dei Famosi, sono approdate ieri sera a Palazzo Grazioli, residenza romana di Silvio Berlusconi. Sono rimaste per un’ora circa in via del Plebiscito, poi sono andate via in taxi prima che il Cavaliere uscisse in cravatta nera per recarsi al ricevimento dell’ambasciatore Usa Spogli. (La Repubblica, giovedì 4 dicembre 2008). Peccato. Saremo degli inguaribili sentimentali, ma ci dispiacerebbe se i ministeri della Pubblica Istruzione e delle Pari opportunità stessero per passare di mano.

 

Meglio Ridere... di Quelli che fanno Piangere!

 

(su) la Destra più razzista dell’Occidente: Stop alle moschee, impedire che se ne costruiscano di nuove. Lo chiede la Lega. (La Repubblica, giovedì 4 dicembre 2008). Solo le moschee? E le chiese?

 

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Maurizio Sacconi (ministro del Welfare): C’è qualcosa di peggio della recessione, ed è la bancarotta dello Stato. Un’ipotesi improbabile, ma comunque possibile. Non possiamo permetterci neanche lontanamente che vada deserta un’asta dei titoli di Stato: non ci sarebbe liquidità per pagare pensioni e stipendi, sarebbe come l’Argentina. (La Repubblica, giovedì 4 dicembre 2008). C’è qualcosa di peggio dell’Argentina, ed è la bancarotta di uno Stato governato dai Berlusconi, dai Tremonti e dai Sacconi. In Argentina, in fondo, anche nei momenti peggiori, i cittadini poterono decidere liberamente se i titoli di Stato volevano acquistarli oppure no.

 

Meglio Ridere... di Quelli che fanno Piangere!

 

Walter Veltroni: Ciò che ha ucciso l’Unione è stata la solita sindrome autodistruttiva del centrosinistra, che nel nostro popolo produce sconcerto e amarezza. (La Repubblica, giovedì 4 dicembre 2008). E noi che pensavamo che ad uccidere l’Unione fosse stato il Veltroni incontrandosi (e accordandosi) col Berlusconi a novembre 2007, scagliandosi contro i Rumeni a dicembre, e all’inizio del 2008 (dopo essersi accordato con gente della risma del Rutelli e del “Beppe” Fioroni) dichiarando che il Pidì avrebbe corso da solo ed aizzando così il Mastella. Che ingenui. Che sciocchi. Invece è stata la sindrome. Ora tutto è chiaro. Grazie, Veltroni: sentivamo proprio il bisogno di qualcuno che ci considerasse ancora più scemi di quanto ci considera scemi il Berlusconi.

 

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(sul) Pidì di Walter Veltroni e compagnia: Conversazioni esplosive, che dimostrano quanto il parolaio guerresco del confronto pubblico tra destra e sinistra sia, a Napoli, soltanto una mascherata. In realtà, ogni rivolo della spesa pubblica si decide in un compromesso utile a proteggere gli interessi personali, la rendita politica, le quote di consenso di ciascun partito. Una realtà politica e amministrativa che trova la sua conferma nel sostegno di Forza Italia alla giunta Iervolino in occasione del bilancio e nella protezione che Silvio Berlusconi offre alla Regione al pericolante Bassolino. (La Repubblica, giovedì 4 dicembre 2008). Solo a Napoli? Ah, be’, meno male.

 

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(su) Joseph Ratzinger (papa? Sì, ma se è vera la profezia di Malachia è anche l’ultimo): Il Vaticano si è detto contrario alla proposta che la Francia farà all’Onu per la depenalizzazione della omosessualità nel mondo. (La Repubblica, martedì 2 dicembre 2008). Se la pensa così, ha il pieno diritto di dirlo. E di farlo dire dai suoi dipendenti. Del resto è molto difficile che qualche tribunale chieda proprio a lui di scagliare la prima pietra.

 

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Walter Veltroni: Il Pidì non è parte della storia socialista. (La Repubblica, martedì 2 dicembre 2008). E di quale storia è parte, scusi? Di quella democristiana? Liberale? Fascista? Nazista? O forse non ha storia alcuna? È nato per caso sotto un cavolo? È nato da una testa di cavolo?

 

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George Bush (quasi ex presidente degli Stati Uniti): Sulla guerra in Irak ho sbagliato. (La Repubblica, martedì 2 dicembre 2008). È gentile ad ammetterlo. Qualche centinaio di migliaia di morti chissà come ne saranno contenti.

 

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(su) Vittorio Sgarbi: Identiche. Salvo qualche taglio e qualche leggera cucitura. La decina di pagine che Vittorio Sgarbi dedica a Botticelli in un volume edito da Skira ― e venduto allegato ad alcuni giornali ― e quelle che Mina Bacci, storica dell’arte di scuola longhiana, scrisse sul pittore quattrocentesco in un fascicolo dei Maestri del colore (Fabbri editore) nel 1964 sono, appunto, identiche. Parole, virgole, punti, punti e virgola e capoversi. (La Repubblica, martedì 2 dicembre 2008). Ma che cosa si pretende da quel povero Sgarbi? Che si ricordi per filo e per segno tutto quello che ha copiato in vita sua?

 

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(su) La Destra più razzista dell’Occidente: Aiuti ai poveri, purché non siano extra-comunitari. Lo ha deciso la giunta regionale di centrodestra del Friuli-Venezia Giulia, guidata da Renzo Tondo. (La Repubblica, lunedì 1° dicembre 2008). Con gli aiuti, ai poveri del Friuli arriverà anche una bella letterina: Complimenti, caro povero: regalandoti questi soldini, ti abbiamo reso complice del nostro razzismo. Perché tu non puoi permetterti di rifiutarli, vero?

 

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Joseph Ratzinger (papa? Sì, ma se è vera la profezia di Malachia è anche l’ultimo): Non potrà mai essere cancellato dalla storia il gesto generoso di Pio XII, che il 19 luglio 1943, subito dopo il bombardamento di San Lorenzo, corse immediatamente a consolare la popolazione colpita tra le macerie. (La Repubblica, 1° dicembre 2008). Traduzione: Naturalmente so benissimo che Pacelli “subito corse immediatamente” (perché?, poteva anche correre dopo e a tappe?) non perché generoso (lo sarebbe stato se già da tempo fosse andato a viverci, a San Lorenzo) ma bensì per sedare la collera del proletariato romano contro il regime fascista e la sua guerra. Ma che volete, a me piace parlar bene di un papa che non disse una parola contro Hitler. Perché? Che domanda... Provate a indovinare, no?

 

Meglio Ridere... di Quelli che fanno Piangere!

 

Massimo D’Alema: Se il movimento cooperativo fosse diventato il proprietario di una grande banca nazionale, sarebbe stato importante e non ci sarebbe stato niente da vergognarsi. La politica è fatta di lotta per il potere, non c’è scandalo, come certa sinistra si ostina a pensare. (Detto a Crozza la sera del 30 novembre e riferito da La Repubblica lunedì 1° dicembre 2008). Il potere per fare che? Le stesse cose che fa la Destra? Baffino non l’ha detto, ma da come se la rideva sotto i baffi si vedeva che era molto desideroso che si capisse che lo pensava. Mimica di destra mentre parla alla sinistra: Baffino sì che ci sa fare, altro che il Veltroni.

 

Meglio Ridere... di Quelli che fanno Piangere!

 

Sergio Chiamparino (Pidì, sindaco di Torino e ombra di ministro per le Riforme): Un’alleanza del Pidì con la Lega? Non è escluso. Purché la Lega metta da parte l’impianto populistico che tiene fondamentalmente insieme quel partito. (La Repubblica, lunedì 1° dicembre 2008). Traduzione: Ehi, Bossi, guarda che noi siamo nazisti come voi, solo che non possiamo dirlo perché la parte stupida dei nostri elettori tiene ancora a essere di sinistra. Datevi una ripulita, così possiamo fargli digerire un’alleanza con voi senza che ci voltino le spalle. Poi, una volta al governo, ci scateniamo. Ma forse stiamo esagerando. Forse Chiamparino non è un filonazista. È solo tanto sciocco da non aver ancora capito, dopo vent’anni, cosa sono i leghisti e dove vogliono arrivare.

 

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Le belle facce del razzismo italiano: Isabella Bertolini, del Pidièlle

Le belle facce del razzismo italiano: Isabella Bertolini, del Pidièlle

 

Isabella Bertolini (Pidièlle, a proposito della sentenza con cui la Cassazione ha stabilito che non va condannato quel padre, immigrato regolare e con lavoro stabile, che per non abbandonare la figlia la introduce illegalmente in Italia): Ci mancava solo l’ok all’ingresso clandestino dei figli di immigrati. Un’altra mazzata alla legalità e alle leggi rigorose volute dal Parlamento. (La Repubblica, domenica 30 novembre 2008). Tutta invidia. Lei, poverina, un padre così ha dovuto fantasticare di trovarlo nel Berlusconi.

 

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(su) la Destra più bigotta e sessuofoba dell’Occidente: Un’addizionale del 25 per cento colpirà, dice il decreto, ogni opera letteraria, teatrale e cinematografica, audiovisiva e multimediale, anche realizzata o riprodotta su supporto informatico o telematico, in cui siano presenti immagini o scene contenenti atti sessuali espliciti e non simulati tra adulti consenzienti.” (La Repubblica, domenica 30 novembre 2008). Per il Decameron, per Madame Bovary o per L’amante di lady Chatterley è tornata la censura. Per Il vangelo invece no: lì, si sa, la concezione è immacolata.

 

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(su) Silvio Berlusconi (proprietario di televisioni e, attualmente, presidente del Consiglio che decreta sulle televisioni): Un colpo a Sky, con l’Iva sugli abbonamenti che passa al 20%. E un colpo alla Rai, che non beneficerà di alcun aumento del canone per il 2009. (La Repubblica, domenica 30 novembre 2008). Inutile malignare: il Berlusconi, che è un giusto, voleva imporre qualche sovrattassa anche a Mediaset. Ma il D’Alema, che è ancora più giusto, l’ha dissuaso: Mediaset, ha detto (come aveva fatto il 4 aprile 1996, quando da leader dei Dièsse visitò gli studi Fininvest di Cologno Monzese) è un’azienda che è patrimonio del Paese.

 

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(su) Claudio Scajola (ministro per lo Sviluppo economico), Maurizio Sacconi (ministro del Welfare) e Giulio Tremonti (ministro delle Finanze): Esiste un fondo soprannominato Scajola, per dire infrastrutture emergenziali. Esiste un altro fondo soprannominato Sacconi, per dire provvedimenti aggiuntivi sul lavoro... C’era, e sarà in parte riposizionato, un fondo per le aree sottosviluppate, di oltre 50 miliardi, dei quali 25 sono stati ricollocati da Tremonti per infrastrutture a tempo futuro... (Eugenio Scalfari su La Repubblica di domenica 30 novembre 2008). Tanti bei soldarelli da gestire in libertà, senza dover sottostare a lunghi e noiosi controlli da parte del Parlamento. E i 13 miliardi per la messa in sicurezza delle Scuole? Be’, cerchiamo di capirli, non è che non volessero darli, ma... si sarebbe dovuto affidarli a Mariastella, ed era troppo rischioso: non è mica stata fatta ministro della Pubblica Istruzione perché sia una brava portavalori, no?

 

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(su) la famiglia Bossi: Bossi jr bocciato per la terza volta. La prova di maturità era stata ripetuta dopo il ricorso, accolto dal ministero. E il padre attacca i prof: “Erano gli stessi dell’altra volta. (La Repubblica, domenica 30 novembre 2008). Lo abbiamo già detto e lo ripetiamo: tutta la nostra solidarietà al ragazzo, vittima di circostanze familiari sfortunate. E con la solidarietà una proposta desunta da Anna dei miracoli, stupendo film basato su vicende reali: ci offriamo (gratis) a Renzo come insegnanti privati, e ci impegniamo a risolvere i suoi problemi scolastici. A una condizione: che egli ci sia consegnato, e per tre mesi non possa comunicare che con noi. Con la piccola Helen Keller funzionò, anche se era cieca, sorda, muta e trattata come una bestiolina dai suoi. E noi ― benché Romani, Meridionali, di Sinistra (vera) e Rom honoris causa ― siamo certi di farcela. Già il semplice cambiamento d’aria gli gioverà, povero Renzo: dalle stalle alle stelle.

 

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