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Meglio Ridere!

Meglio Ridere... di Quelli che fanno Piangere!

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la Pagina di Quelli che fanno Piangere... nel mese di luglio del 2008!

 

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Meglio Ridere... di Quelli che fanno Piangere!

In questa pagina raccogliamo le parole di chi vorrebbe farci piangere.

E cerchiamo, invece, di riderne.

Torna spesso: troverai sempre delle novità, perché questa è gente che una ne pensa e cento ne dice! E se vuoi segnalarci qualche perla che ci è sfuggita...

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(su) Silvio Berlusconi (a proposito della vicenda dellAlitalia): La soluzione Air France prevedeva 2.150 esuberi (= licenziamenti, n.d.r.) mentre Berlusconi ha comunicato che ce ne saranno almeno 5.000. (La Repubblica, giovedì 31 luglio 2008). Povero Berlusconi, sappiamo bene com’è, è stato troppo a lungo con Mike Bongiorno: danni e disgrazie lui non li lascia mai quelli che sono, quanto meno li raddoppia.

 

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Maurizio Sacconi (ministro del Welfare e della Salute, sulla decisione del governo Berlusconi ― vedi sotto ― di negare ai lavoratori precari truffati dalle aziende il diritto di ottenere da un giudice il reintegro nel posto di lavoro): Ma riguarda solo un numero ridotto di lavoratori! (La Repubblica, martedì 29 luglio 2008). Geniale, il pensiero (da contabile di un lager) del Sacconi: sotto un certo numero di persone, i diritti cessano di essere importanti. Si spieghi meglio, ministro: se i lavoratori erano ancora meno avrebbero potuto perdere anche il diritto alla vita?

 

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Walter Togliattino Veltroni (commentando gli esiti del congresso di Rifondazione comunista): Auguri a Ferrero, ma oggi si capisce meglio la bontà della nostra scelta di andare liberi. (La Repubblica, martedì 29 luglio 2008). “Andando libero e bello” ― come dice lui nel suo sublinguaggio mutuato dagli spot ― è stato proprio il Togliattino che ha dato forza, dentro Rifondazione, agli avversari della ricerca di Fausto Bertinotti. Dopo di che il viscido furbacchione, indicando la rovina da lui causata, la trova orribile e se ne scandalizza. Come se un energumeno, dopo averti sfigurato a cazzotti, ti dicesse: Come sei brutto, ho fatto bene a pestarti. Peggio: come i nazisti nei campi di sterminio, che affettavano ripugnanza per le loro vittime per come essi stessi le avevano ridotte.

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Mario Pallalpiede Pirani: ...la straordinaria competitività del sistema produttivo industriale italiano, trainato dal Centro Nord, malgrado la drammatica palla al piede costituita dalla pubblica amministrazione, in primis dalla scuola (minuscola dell’autore, n.d.r.) e dalla Giustizia... (La Repubblica, martedì 29 luglio 2008). Lo stesso giorno, sulle stesse pagine: Banchi sfondati, vetri rotti, aule allagate con gli idranti antincendio, pavimenti lordati dalla polvere degli estintori, computer scaraventati dalla finestra, bagni distrutti... Uno scenario di devastazione, con danni per 250.000 euro, quello della scuola elementare di via Appio Chieregatti, a Tor Tre Teste. In azione, un quartetto di baby teppisti che si è divertito a filmare tutto coi telefonini... C’è qualche differenza fra i “baby teppisti” di Tor Tre Teste e i teppisti “di lusso” che incitano all’odio e al disprezzo contro la Scuola descrivendola come una “drammatica palla al piede”? Certo che sì, ma a favore dei “baby.” I quali, mentre sfasciano, certo non hanno in mente i miliardi di euro che lo Stato ― se li abbandonasse a sé stessi facendone un mero problema d’ordine pubblico ― potrebbe regalare sotto forma di minori tasse alle tirannie private d’ogni sorta. La rabbia dei “baby teppisti” è curabile, le ferite prodotte dai loro denti sono lievi. Fra le zanne dei pescecani umani, invece, soffrono e muoiono milioni di esseri umani. E per di più tocca sorbirsi le nauseabonde prediche (fasulle) dei loro pennivendoli.

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(su) Renato Brunetta (ministro della Funzione pubblica e innovazione): La norma che elimina indennità o emolumenti nei primi 10 giorni di assenza per malattia, secondo l’avvocato Rienzi, presidente del Codacons, “trasforma la malattia, che è una causa di forza maggiore, in una sorta di ‘colpa’ del lavoratore” e punisce anche la lavoratrice madre, alla quale viene impedito “l’adempimento di quella che, secondo i principi costituzionali, è la sua essenziale funzione familiare. (La Repubblica, martedì 29 luglio). Se nel pubblico ci si assenta mediamente più che nel privato, infatti, è solo perché nel pubblico sono di gran lunga più numerose le donne con figli piccoli (che le tirannie private, invece, cercano di non assumere o di licenziare). È su queste donne ― in Italia poco meno che nei paesi islamici ― che grava il peso della famiglia, ed è contro di esse, dunque (e contro i loro bambini) che il governo del Berlusconi si accanisce (nel privato ci pensano i padroni). Ma perché scandalizzarsi? Il Brunetta l’hanno eletto i mercanti, no? Quelli che abbandonano i figli per lavorare dalle quattro del mattino alle due di notte, no? Ovvio che schiattino di rabbia perché i figli dei dipendenti pubblici (mediamente) vengon sù meno distrutti dei loro.

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(su) Gianni Alemanno (sindaco di Roma): Viale Libia, viale Eritrea e viale Nizza non saranno più “strade verdi” riservate agli autobus, ma da agosto verranno riaperte al traffico. E se i commercianti fanno festa, i residenti sono sul piede di guerra: “Queste strade ripiomberanno nell’antico caos ― grida Paola Mariotti del comitato Strade Verdi ― e il trasporto pubblico per più di 300.000 residenti collasserà definitivamente. (La Repubblica, martedì 29 luglio 2008). Aveva detto che sarebbe stato il sindaco di tutti. Di tutti i commercianti, caso mai. Ma i residenti, visto che sono ben 300.000, perché non indicono il boicottaggio di tutti gli esercizi di quei tre viali per almeno un annetto? Invitando a parteciparvi, va da sé, tutti i Romani per bene.

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(su) Matteo Bragantini (deputato della Lega autore della modifica alla finanziaria che toglie gli assegni sociali a chi non ha lavorato per almeno dieci anni in regola e continuativamente): È stato un errore. Non ce laveva con le casalinghe, i disoccupati, i vecchi emigrati italiani di ritorno dallAmerica Latina, i frati e le suore. Ce l’aveva con i lavoratori extracomunitari e i loro familiari. (La Repubblica, martedì 29 luglio 2008). Pezzenti, oltre che razzisti.

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Preside Buco della Chiave: Si fotografavano con il cellulare in pose sexy e inviavano gli mms ai compagni. Per questo tre ragazze di una media inferiore del veneziano sono state sospese per un giorno. Se n’è accorta la preside, trovando le foto in un cellulare sequestrato. (La Repubblica, lunedì 28 luglio 2008). Sequestrare poteva, frugare no. Sospenda anche sé stessa, signora, e a casa scriva cento volte sulla lavagna (della spesa): Non ho alcun diritto di violare la privacy delle persone. Perché i ragazzi sono persone, lo sapeva? E non pèrdono i diritti umani neanche quando si fanno fotografare in pose sexy.

 

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Umberto Buratti (sindaco Pidì di Forte dei Marmi): Vietato l’accesso ai venditori ambulanti, italiani o extracomunitari, abusivi o illegali, non solo di merce contraffatta, sia sulla spiaggia che in centro. Inattuabile anche un mercatino etnico, e non si torna indietro neppure sulla decisione di incrementare la polizia municipale con nuove unità pagate dai commercianti. La norma è “irrevocabile” dice Buratti, “e non è razzista: tra gli ambulanti ci sono tantissimi italiani.” (La Repubblica, lunedì 28 luglio 2008). Ed è sincero: Immigrati o Italiani, per un sindaco di finta “sinistra” noi che non siamo commercianti siamo tutti una razzaccia.

 

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(su) Silvio Berlusconi e Soci: L’ultima trovata del governo batte ogni precedente, quanto a disprezzo per le persone che si guadagnano da vivere alle dipendenze di un’impresa e adozione esplicita di misure che tolgono a esse ogni possibilità di difesa, mentre introducono fra i lavoratori stessi forme clamorose di ingiustizia sociale. (...) Anziché passare da una condizione di precarietà lavorativa ed esistenziale alla modesta sicurezza che offre oggi un contratto a tempo indeterminato, la persona che protesta per le irregolarità che subisce rischia di perdere pure il contratto a termine. (...) Le imprese non tarderanno ad approfittare della nuova normativa. Dinanzi alla prospettiva di perdere anche il posto da precario, pochi lavoratori oseranno rivolgersi al giudice, reso ormai impotente dal nuovo dispositivo. (...) Si dice che la trovata di togliere potere ai giudici del lavoro, annerendo al tempo stesso le prospettive di lavoro e di vita di tanti precari, sia motivata dal fatto che migliaia di lavoratori delle Poste che hanno un contratto a termine hanno fatto causa all’azienda. Se il motivo fosse davvero questo, la trovata in parola non solo apparirebbe ancora più meschina di quanto già non sia: sarebbe anche rivelatrice di che cosa debbono attendersi i lavoratori italiani per quanto riguarda le intenzioni già annunciate dal governo Berlusconi di procedere a ulteriori riforme del mercato del lavoro. Si parte da situazioni specifiche, che magari fanno problema ma richiederebbero soluzioni altrettanto specifiche, per ridurre all’impotenza e al silenzio la massa dei lavoratori dipendenti. (Luciano Gallino su La Repubblica di lunedì 28 luglio 2008). Non dica queste cose, egregio professor Gallino. Pensi ai lavoratori, anche precari o con figli precari, che turandosi il naso hanno votato per la Destra sacrificandosi per il bene dei padroni come non facevano neanche gli schiavi nell’Antichità o i servi della gleba nell’Età feudale. Li rispetti, professor Gallino, e se la prenda piuttosto con i lavoratori, anche precari o con figli precari, che senza turarsi il naso hanno votato per il Pidì. Che l’opposizione la fa fare a Di Pietro o supplica che gliela facciano il Bossi e la Veronica Lario.

 

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(su) Roberto Maroni: Il tribunale civile di Palermo ha assegnato maxi risarcimenti da 113 e 114 mila euro a due immigrati rimasti feriti durante un incendio al Cpt di Trapani. “L’amministarzione degli Interni ha l’obbligo giuridico di tutelare l’incolumità degli internati,” ha scritto il giudice. (La Repubblica, domenica 27 luglio 2008). Che guaio: adesso i Cpt non potranno più diventare dei lager. E i “tutori dell’ordine” stile G8 di Genova 2001, che già smaniavano per “lavorarci”? Ci resteranno male. Ma niente panico: sgominati i giudici penali, si potrà sempre mettere la mordacchia anche alla magistratura civile.

 

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Roberto Maroni e Soci: Clandestini: il governo, su proposta del ministro degli Interni Maroni, ha proclamato, ieri, lo stato di emergenza nazionale. (La Repubblica, sabato 26 luglio 2008). Un errore scusabile: il governo non è clandestino, è vero, ma è di sicuro un’emergenza nazionale.

 

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Silvio Berlusconi: Ho visto con i miei occhi un tratto pulito di strada rovinato in quindici minuti da chi buttava rifiuti dalle auto... Il governo, su questo, dovrà essere assolutamente rigoroso. A Singapore chi sporca viene punito con sette frustate. Mi dispiace non poterlo fare in Italia. (La Repubblica, sabato 26 luglio 2008). Dunque i diritti umani sono per il Berlusconi un dispiacere? La cosa non ci sorprenderebbe... In questo caso, però, gli conviene farsi prima fare uno dei suoi famosi sondaggi. Così, tanto per sapere quanti elettori di Destra lasciano i loro rifiuti sui prati e sulle spiagge, svuotano i portaceneri delle auto sui marciapiedi, riempiono le vie (degli altri) di escrementi canini e smaltiscono i cartoni e le plastiche dei propri negozi nei cassonetti dell’indifferenziata...

 

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Il Fondo monetario internazionale (Fmi): I prestiti del Fondo monetario internazionale (Fmi) potrebbero aver aumentato la diffusione della tubercolosi. Secondo uno studio pubblicato su Plos Medicine, in 21 paesi dell’ex Unione Sovietica e dell’Europa orientale le condizioni poste dall’Fmi per l’erogazione dei fondi hanno causato un peggioramento dei servizi sanitari e un aumento del 16,6 % della mortalità da tubercolosi. (Internazionale di venerdì 25 luglio 2008). Dunque i banchieri dell’Fmi potrebbero avere sulla coscienza migliaia di morti. Chissà cosa ne pensa Mario Draghi? Ma i morti e i morenti di tubercolosi di quei paesi possono almeno prendersela con i ricatti economici e politici dell’Fmi. A noi, invece, le prestazioni sanitarie il governo Berlusconi ce le riduce di sua spontanea iniziativa ― vedi sotto ― per far contenti imprenditori, commercianti e tassisti.

 

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Silvio Berlusconi e Soci: Tagli ai posti letto negli ospedali, diminuzione degli organici, blocco del turn over e nessun futuro per dodicimila precari che lavorano nelle strutture ospedaliere... Revocato il decreto del governo Prodi che estendeva i livelli essenziali di assistenza: il dentista per gli indigenti, la fornitura di apparecchi per la mobilità, il parto indolore, la maggiore assistenza ai malati cronici a cominciare dall’Alzheimer, il riconoscimento di centonove malattie rare, l’assistenza a domicilio ai malati terminali, il vaccino gratuito contro il papilloma virus, causa del cancro dell’utero... Tutto cancellato, o quanto meno sospeso. (La Repubblica, venerdì 25 luglio 2008). Prima di accusare il governo di derubare la Sanità, la Scuola, le Forze dell’ordine e quant’altro, riflettiamo sul fatto che questi soldi finanzieranno la detassazione degli straordinari (per la gioia dei padroni) e l’abolizione dell’Ici. Che a chi di case ne ha una sembrerà pochino, in cambio della distruzione dei servizi pubblici e dello Stato sociale, ma per chi di case ne ha tante è una vera manna.

 

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(su) Giorgio Napolitano (presidente della Repubblica, già leader della destra “migliorista” del Partito comunista italiano, già ministro degli Interni, già presidente per il governo Dini della Commissione per il riordino del sistema radiotelevisivo ― clicca qui per le fonti): Giorgio Napolitano mette la sua firma sotto la legge che garantisce l’immunità alle quattro più alte cariche dello Stato. (La Repubblica, giovedì 24 luglio 2008). I difensori dicono che non poteva non firmare, poiché nella legge non vi è alcunché di incostituzionale. L’articolo 73 della Costituzione, però, gli dava un mese di tempo. Lui, invece, lo ha fatto all’istante. Ma noi vogliamo difenderlo anche per questo: avrà voluto mostrarci che nonostante l’età è ancora perfettamente in grado di correre come un ventenne.

 

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Le animucce candide della Destra e della finta “sinistra” (a proposito del pupazzo sulla sedia elettrica al luna park di Milano): Mi auguro che chi ne ha competenza interrompa questo indegno spettacolo (Letizia Moratti, sindaco Pidièlle di Milano). Si deve porre fine a uno spettacolo che trova la sua essenza nella mancanza di umanità. Ridere dell’agonia è un’aberrazione (Filippo Penati, presidente Pidì della provincia di Milano, noto alle cronache per essersi scagliato contro la moschea di viale Jenner ― clicca qui ― e aver giudicato positiva ― clicca qui ― la presenza di soldati in armi nelle vie delle città). Una trovata disgustosa e inquietante. Mi spaventano le madri che portano i figli a vedere un così macabro spettacolo. Si trovi il modo di fermare al più presto lo scempio (Giorgia Meloni, ministro Pidièlle per le Politiche giovanili). Il governo deve intervenire! (Lele Fiano, deputato Pidì). Una trovata che solletica gli aspetti più deteriori e bestiali (Nessuno tocchi Caino, associazione radicale, insieme ad Amnesty international). Presenteremo un esposto alla procura della Repubblica chiedendone il sequestro! (Codacons, associazione di consumatori). L’esperienza della morte entra nei luna park perché non c’è spazio per la sofferenza e il dolore nella nostra società (Stefania Perduca, psicologa, sul sito della Curia milanese). Un adulto che porta i suoi bimbi a vedere questa giostra è una persona che non sta bene con sé stessa e gioisce nel veder punire gli altri (Gino Rigoldi, cappellano del carcere minorile Beccaria) (La Repubblica di giovedì 24 luglio 2008). E un adulto che non distingue un pupazzo da un essere umano che cos’è? Secondo alcuni, un matto da legare... Mentre si sfruttano e si ammazzano i Lavoratori, si perseguitano i Rom e gli Immigrati, si affamano i Pensionati al minimo e un giorno si additano gli Statali, e il giorno dopo i Ragazzi, come i nuovi Mostri, questi si disperano per le sofferenze di un manichino.

 

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Gianni Alemanno (sindaco di Roma grazie al Pidì che ha candidato Rutelli): La Resistenza è stata anche di destra (La Repubblica, mercoledì 23 luglio 2008). Di questo passo, fra poco se ne uscirà che perfino Mussolini ha fatto la Resistenza. E che a piazzale Loreto, resistendo a sé stesso, sè appeso per i piedi da solo.

 

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La finta “sinistra” Pidì durante il “dibattito” al Senato sulla legge che ha cancellato l’eguaglianza dei cittadini rendendone quattro più uguali degli altri: E il centrosinistra in preda alla più cupa e desolata rassegnazione. Non un’idea spiazzante, non un gesto inatteso, alcuni senatori Pidì neanche illustrano i loro emendamenti. Emiciclo distratto, parecchi vuoti, atmosfera di pacificata umanità, la Finocchiaro accarezza allegramente la leghista Rosy Mauro con tenace chewingum... (La Repubblica, mercoledì 23 luglio 2008). Immaginiamola, la piddìista (come somiglia a piduista, ’sta parola) Finocchiaro che accarezza Mauro mentre la guancia della leghista continua tenacemente ad alzarsi e abbassarsi sotto la sua mano. Immaginiamola davvero, non solo con gli occhi della mente, ma sentendo ciò che frattanto pigramente, stolidamente, le si smuove nei sensi e nella mente. E poi andiamo a leggere, due pagine più in là, gli stupefatti racconti di chi ha avuto occasione di parlare, in questi anni di latitanza, col genocida serbo Radovan Karadzic. Il principale responsabile delle fosse comuni di Srebrenica si faceva chiamare Dragan David Dabic, si presentava come un ricercatore, un esperto di medicina alternativa, e teneva conferenze sul “viver bene...” Non ho mai conosciuto persone così profonde ― racconta Biljana (Biljana Sbrljanovic, un’affermata scrittrice, non la prima venuta, n.d.r.) ― era davvero un piacere ascoltarlo. Ci siamo rivisti un paio di altre volte. No, non si è mai parlato di politica né della sua vita privata, si è sempre e solo limitato a parlare di spiritualità. Spiritualità. Dev’esser questa ― ciò che chiamano spiritualità ― l’idiozia che si frappone fra costoro e la realtà umana che pur vedono, toccano, sentono. Spiritualità. E possono estasiarsi, ascoltando un grande macellaio d’uomini, con la stessa fatuità con cui si rallegrano accarezzando una povera leghista. E poi ci meravigliamo che la loro sia una opposizione (e una sinistra) del tutto finta. Invece di meravigliarci, speriamo solo che non vada peggio. Poiché il male e il peggio che gli accarezzatori di leghisti possono ancora farci è direttamente proporzionale alla statura malefica di chi si troveranno ad accarezzare.

 

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Pietro Ichino (senatore Pidì, teorico dei “fannulloni” e dei “nullafacenti”, messo in lista da Walter Togliattino Veltroni nella speranza ― futile assai più che maligna ― che gli elettori di Destra lo preferissero a Brunetta): Brunetta è il primo ministro della Repubblica ad aver dato piena voce alla preoccupazione e alla protesta degli italiani (minuscola dell’autore, n.d.r.) per i gravissimi difetti di efficienza e produttività di moltissime amministrazioni... Per questo l’iniziativa di Brunetta, pur con tutti i suoi difetti, merita rispetto. (La Repubblica, martedì 22 luglio 2008). Ebbene sì: noi amiamo i tanti Ichino del Pidì. Lo sappiamo, son così tanti che ammettere di amarli è quasi come confessare di amare il Pidì in quanto tale. Ma come non amarli? Poiché gli Ichino ogni giorno ci confermano che non siamo pazzi né cattivi: la sinistra” veltro-rutelliana è davvero finta.

 

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La finta opposizione di Walter Togliattino Veltroni: Per certi colleghi dell’opposizione, Umberto Bossi un giorno è utile e il giorno dopo è pericoloso,” ironizza Casini: cioè a volte sperano di utilizzare Bossi per destabilizzare la maggioranza e altre volte ne denunciano l’estremismo. (La Repubblica, martedì 22 luglio 2008). Detta da uno come Pierferdy, ’sta cosa fa ridere più che altro di lui. E poi si sbaglia: per destabilizzare la maggioranza, le possenti armate della finta sinistra, più che in Bossi, speravano in Veronica.

 

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Stefania Prestigiacomo (ministro dell’Ambiente): Ho 40 anni e con serenità mi posso permettere di dire che essere bella, forse, mi ha aiutato. (da un’intervista al settimanale Grazia citata da La Repubblica di martedì 22 luglio 2008). Illudersi di essere belli essendolo poco o niente è una menomazione privata di cui mai ci metteremmo a sghignazzare coram populo. Proclamarsi belli, e per di più da ministro della Repubblica, è invece una spudoratezza alla quale ― anche nell’interesse del soggetto ― non solo si può, ma si deve replicare. Come? Ovvio: invitando la Prestigiacomo a guardarsi meglio. A notare, per esempio, come il suo viso, i muscoli facciali, le guance, l’epidermide stessa appaiano così rigidi, indeformabili, da sembrare di plastica. Una sorta di maschera semovente, guizzante perfino, ma al contempo innaturalmente cristallizzata. Ragion per cui ci pare assai probabile che ad aiutarla ― come dice lei ― più che la bellezza sia stata la sottile paura che incute, il senso di indefinito, quasi impercettibile orrore che suscita. Reso ancor più spaventevole, per chi non scorge la bruttezza che lo emana, dall’inspiegabilità di esso. Dev’essere doloroso portarsi dietro dalla mattina alla sera una faccia così pietrificata. Quasi quanto la perenne fissità oculare della Carfagna. Dice: ma anche il Berlusconi sembra di plastica. Vero, ma il Berlusconi ha più di settant’anni vissuti come sappiamo, era il minimo. Ritrovarsi così alterati già a quaranta è di gran lunga più penoso. Anche se, in fondo, l’età relativamente giovane lascia aperta una speranza di crisi, di cura, di trasformazione. Coraggio, onorevole Prestigiacomo: non è più bella da chissà quanto tempo, ma può ancora tornare a esserlo.

 

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Umberto Bossi: Non possiamo lasciarci martoriare i figli da insegnanti che non sono del Nord. Uno dei nostri è stato stangato perché alla maturità aveva portato una tesina su Cattaneo (...) Renzo Bossi, figlio del senatur, si è presentato da privatista al liceo scientifico Bentivoglio di Tradate, un istituto religioso, ma la sua tesina non ha convinto gli esaminatori, che l’hanno bocciato. L’anno scorso Renzo era stato bocciato in un liceo a Varese. (La Repubblica, lunedì 21 luglio 2008). La nostra solidarietà al ragazzo, vittima di circostanze sfortunate probabilmente annose, anche se magari non risalenti addirittura all’Unità d’Italia. E con la solidarietà una proposta desunta da Anna dei miracoli, stupendo film basato su vicende reali: ci offriamo (gratis) a Renzo come insegnanti privati, e ci impegniamo a risolvere i suoi problemi scolastici. A una condizione: che egli ci sia consegnato, e per tre mesi non possa comunicare che con noi. Con la piccola Helen Keller funzionò, anche se era cieca, sorda, muta e trattata come una bestiolina dai suoi. E noi ― benché Romani, Meridionali, di Sinistra (vera) e Rom honoris causa ― siamo certi di farcela. Già il semplice cambiamento d’aria gli gioverà, povero Renzo: dalle stalle alle stelle.

 

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(su) Imprese private e Stato, in Italia e nel mondo: Tra il 1991 e il 1992 (dopo il crollo dell’Unione Sovietica, n.d.r.) ...un vecchio mondo si frantuma... Mondi che prima erano separati da ostacoli, più o meno, invalicabili ― o valicabili a prezzo di grandi rischi ― entrano in costante comunicazione... I servizi segreti, che, con il mondo diviso in blocchi, erano monopolisti dell’informazione, perdono nello spazio di un mattino la loro supremazia. È uno scettro che passa nelle mani dell’impresa privata. Italtel, per dire, dopo il 1989 aveva 150 - 200 uomini in Urss e agiva con i governi delle singole repubbliche dell’ex blocco sovietico mentre il Sismi faticava per infiltrare anche soltanto un uomo oltre le linee. Chi contava di più? Chi poteva avere più informazioni? (dall’intervista di Giuliano Tavaroli, ex agente segreto della Telecom, a La Repubblica di lunedì 21 luglio 2008). Altro che privatizzazioni. Se perfino i servizi segreti sono in mano a quelle che Noam Chomsky chiama le tirannie private, allora il cosiddetto Stato ― che era l’unica nostra difesa dal prepotere criminale di quelle stesse tirannie ― è ormai solo una commedia recitata per turlupinarci. E pensare che c’è chi si concede l’infame lusso di sentirsi superiore ai Rom, o agli Immigrati, o ai Poveri. Mentre per i potentati della disumanità mercantile (a cui anche le finte sinistre si son vendute da almeno vent’anni) siamo tutti quanti, noi e i Rom e gli Immigrati e i Poveri, quasi (?) inerme carne da cannone.

 

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(su) Silvio Berlusconi: Nel 2001, quando Berlusconi e i suoi si insediano a palazzo Chigi, (va) al potere una famiglia impenetrabile, gente che è insieme, gomito a gomito, dai banchi di scuola, gente che pensa solo agli affari e all’assalto alla diligenza... (Tavaroli annuncia in settembre una memoria difensiva molto documentata, e comunque va ricordato qui che la sua è la ricostruzione di un indagato, nota de La Repubblica) Mi immagino una piramide. Al vertice superiore Berlusconi. Dentro la piramide, l’uno stretto all’altro, a diversi livelli d’influenza, Gianni Letta, Luigi Bisignani, Scaroni, Cossiga, Pollari. È il network che, per quel che so, accredita Berlusconi presso l’amministrazione americana. Io non esito a definire questa lobby un network eversivo che agisce senza alcuna trasparenza e controllo. (dall’intervista di Giuliano Tavaroli, ex agente segreto della Telecom, a La Repubblica di lunedì 21 luglio 2008). La cosa più orribile, se il Tavaroli dice il vero, è lidea di starsene tutti dentro una piramide, l’uno stretto all’altro, con persone di quella sorta. Una piramide minuscola, se ci stanno così stretti in appena cinque. E con il Berlusconi sopra, al vertice superiore, spaparanzato su tutti. Ma il Berlusconi in che senso starà sopra? All’interno o all’esterno? Poiché, se sta dentro, poggia almeno su morbidi gropponi, anche se incastrato nel cacume della piramide. Ma se sta fuori siede proprio sull’acuminato del cacume medesimo. Senz’aria quelli dentro, impalato quello fuori... Speriamo, per il bene dei poveretti, che l’orribile immagine sia frutto dell’intraprendente fantasia difensiva del Tavaroli.

 

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Umberto Bossi: Gli insegnanti sono ignoranti. (La Repubblica, domenica 20 luglio 2008). Ignoranti? Peggio. Poiché è anche da mani d’insegnante che escono gli Umberto Bossi.

 

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Umberto Bossi: Bisogna far eleggere i magistrati dal popolo, così possiamo sperare che venga fuori il meglio. (La Repubblica, domenica 20 luglio 2008). In effetti, si ha proprio l’impressione che dal voto degli Italiani venga fuori il meglio... Ma ciò che fa più ridere, nelle pensate di questa risma, è la tosta “identità” padana che lasciano intravedere: imitare gli Americani fin nei dettagli, ecco la famosa “identità” padana.

 

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I Rutelliani (cioè quelli che disprezzano sé stessi fino a vedersi più come pezzi di Rutelli che come esseri umani interi): E i neo-dem, i rutelliani, primi firmatari Pierluigi Mantini e Renzo Lusetti, hanno presentato un lodo per sospendere i processi per tutti i parlamentari, a patto che non ci sia flagranza di reato. (La Repubblica, domenica 20 luglio 2008). Audaci, questi pezzi di Rutelli: possibile che siano così sicuri che non saranno mai colti in flagrante?

 

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Stefania Prestigiacomo (ministro dell’Ambiente): Privatizzare il verde. È il progetto del ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo. Nel mirino 800 zone del territorio, dal parco d’Abruzzo alle Dolomiti, che potrebbero essere gestiti da imprese a fini di lucro. “Lo Stato non ha più risorse,” ha dichiarato il ministro, “per questo dobbiamo cambiare le cose.” (La Repubblica, domenica 20 luglio 2008). Qual è il compito di un ministro dell’Ambiente come Stefania Prestigiacomo? Rendersi inutile privatizzando l’oggetto del proprio ministero. Vediamola così, immaginiamoli che a uno a uno si rifanno e si riscoprono inutili. Come quel tizio che scavava, scavava, scavava... e poi ci si è buttato dentro e si è messo tranquillo.

 

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Maurizio Gasparri: Il Consiglio superiore della Magistratura presieduto dal presidente della Repubblica? Una “cloaca”. “Correntizio, partitizzato, parcellizzato”. Uno “scandalo che offende gli Italiani.” (La Repubblica, sabato 19 luglio 2008). Ai neofascisti del Movimento sociale italiano, una volta, si consigliava di tornare nelle fogne. E una cloaca cos’è, se non una fogna? Lasciamo in pace il povero Gasparri: voleva offendere nessuno, quella parola gli è salita alle labbra insieme a un empito incontenibile di nostalgia.

 

Meglio Ridere... di Quelli che fanno Piangere!

 

(sul) Pidièlle: Per oltre un mese, a Belluno, il sindaco e gli assessori di centrodestra hanno potuto parcheggiare gratis, ovunque, le loro auto. Non solo quelle di servizio, ma anche quelle personali. Così avevano deciso loro stessi, votando il 3 giugno un’apposita delibera, pare dopo avere ricevuto una serie di multe. (Il Venerdì di Repubblica, venerdì 18 luglio 2008). Poverini, forse l’hanno fatto perché si son sentiti diversamente abili.

 

Meglio Ridere... di Quelli che fanno Piangere!

 

(su) Comunione e Liberazione: Succede all’ospedale di Niguarda, uno dei colossi della sanità lombarda, dove Cl ha conquistato i vertici dell’ente. Un medico anestesista si è rifiutato di somministrare un antidolorifico a una donna ricoverata per un aborto terapeutico: “Mi spiace, sono un obiettore di coscienza: non posso farlo,” ha risposto alla donna, una giovane ucraina di 30 anni, in preda a dolori fortissimi causati dai primi interventi per l’induzione dell’aborto teraupetico. (Repubblica, giovedì 17 luglio 2008). “Eh, signora mia, siamo nati per soffrire...”, questo è il livello culturale dei cosiddetti “difensori della vita”. Se ne possono dedurre anche le condizioni psichiche?

 

Meglio Ridere... di Quelli che fanno Piangere!

 

Silvio Berlusconi: Ma vi pare che vado a dire certe cose proprio a Mara? Una persona di santi princìpii, Mara: una Santa Maria Goretti. (La Repubblica, giovedì 17 luglio 2008). Ignoranti di storia sacra come confessiamo di essere per nostra scelta quasi emisecolare, ci siamo documentati su Microsoft Encarta: Goretti, Maria (1890 - 1902), martire cristiana. Cresciuta in un ambiente rurale dove, accanto alla miseria estrema, condivise l’intensità del sentimento religioso della sua famiglia, fu oggetto, all’età di dodici anni, delle insidie di Alessandro Serenelli, un giovane che lavorava nella stessa cascina dei Goretti. La sua resistenza ebbe un epilogo tragico il 5 luglio 1902, quando il Serenelli la colpì mortalmente con un punteruolo. Venerata come martire, fu canonizzata da papa Pio XII nel 1950. Dunque, se Mara Carfagna è Santa Maria Goretti (e siamo immensamente lieti di dire che a noi non consta in alcun modo il contrario) la domanda che sorge spontanea è: chi sarà l’Alessandro Serenelli che la insidia, e che un giorno (non sia mai) la colpirà mortalmente? (P.s.: e così ci è toccato apprendere che la povera bambina Maria Goretti ― fatto su cui è naturalmente impossibile ridere ― fu assassinata nel 1902 alla stessa età in cui noi decidemmo, nel 1963, di fare a meno del sacro vita natural durante...)

 

Meglio Ridere... di Quelli che fanno Piangere!

 

(su) Silvio Berlusconi: A cena da Berlusconi l’“Italia del fare”. Imprenditori convocati a Villa Madama (titolo de La Repubblica di giovedì 17 luglio 2008). E non solo gli imprenditori. C’erano anche i capi della Confcommercio e della Confesercenti. I sindacati invece no, nessuno. Ovvio: i lavoratori non fanno parte dell’Italia del fare. I lavoratori non fanno. I lavoratori sono l’Italia dell’essere sfruttati a morte.

 

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(su) Silvio Berlusconi, Giulio Tremonti e Soci: Il decreto legge sull’Ici ha cancellato i 45 milioni di euro per il ripristino dei paesaggi degradati; 105 milioni sono stati dirottati a compensare mancati introiti Ici e al Fondo per la politica economica; infine, il decreto legge 112/2008 taglia ai Beni culturali nel prossimo triennio quasi un miliardo, di cui 761 milioni dalla tutela dei beni culturali e paesaggistici (Salvatore Settis su La Repubblica di giovedì 17 luglio 2008). Ma andiamo... A che servono i Beni culturali agli elettori del Pidièlle? Qualcuno stanzia forse dei fondi per comprare anticoncezionali alle monache?

 

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(su) Roberto Maroni (jazzista, leghista e ministro degli Interni) e la sua decisione di non interrompere il rilevamento delle impronti digitali dei Rom, ma anzi di estenderlo a tutti i cittadini italiani: È affascinante la possibilità di essere riconosciuti attraverso sensori che leggono i codici naturali che ci portiamo addosso, come impronte, iride, voce... Ma fino a che punto possiamo essere tranquilli che tali informazioni non possano essere catturate e sottoposte a un uso distorto? (Gianfranco Fini, presidente della Camera dei deputati, citato da La Repubblica di giovedì 17 luglio 2008). È come se un energumeno, accusato di avercela con noi per averci preso a cazzotti, decidesse di malmenare chiunque incontra per dimostrare la propria imparzialità. Una decisione razzista e lesiva della libertà individuale, una volta estesa a tutti gli Italiani, cessa di essere razzista ma rimane lesiva della libertà individuale. Molto significativo, poi, che perfino un ex neofascista come il Fini si sia ritrovato meno a destra del Maroni...

 

Meglio Ridere... di Quelli che fanno Piangere!

 

(su) (e di) Walter Togliattino Veltroni: Sono in politica da meno di un anno, come membro del Partito democratico chiedo scusa a tutti gli Italiani per tutte le volte che il mio partito non ha difeso la democrazia, non ha provato a ripararla, non si è sforzato di attuare o proteggere la Costituzione, di ampliare la libertà di ciascuno (da una bella lettera di Pier Giorgio Gawronski, della Direzione nazionale del Pidì, a La Repubblica di mercoledì 16 luglio 2008 ― clicca qui per leggerla per intero). Le parole di Gawronski (benché purtroppo facili da prevedere ― e da noi previste, clicca qui per verificarlo ― già durante la campagna elettorale per la carne giovane cinicamente messa in atto dal Togliattino) fanno piangere. Ma se vogliamo ridere, ci pensa il Veltroni con la sua “involontaria” (ah, voce dal sen fuggita...) rispostina a Gawronski: Sapete cosa invidio ai partiti del centrodestra? Il silenzio. (Walter Veltroni, citato da La Repubblica dello stesso giorno). Capito, Gawronski? Vuole il silenzio. Non solo: lo invidia al centrodestra. Cioè a Berlusconi. Faccia silenzio, Gawronski, che è meglio. Se no come fa il Togliattino a sentirsi un Berluschino?

 

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Massimo D’Alema: In determinate condizioni politiche la grande coalizione tra Pidì e Pidièlle non sarebbe uno scandalo. (La Repubblica, martedì 15 luglio 2008). Traduzione: se Silvio Berlusconi scegliesse me, come capo della finta “opposizione”, io non mi scaglierei contro la grande coalizione come farò se invece la farà fare a Veltroni.

 

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Il Pidì di Walter Togliattino Veltroni: Oggi la direzione del Pidì discuterà anche delle elezioni europee del 2009. Sono tutti d’accordo su uno sbarramento al 3% con le preferenze. Ma Berlusconi invece vuole il 5% e l’abolizione delle preferenze. E sarà il Cavaliere a decidere. (La Repubblica, martedì 15 luglio 2008). Lo sbarramento al 5% mira a eliminare la Sinistra (e nel caso del Berlusconi anche la Destra estrema) dal Parlamento europeo, così com’è già avvenuto in Italia. Il Veltroni si accontenta del 3% perché sa che tanto il lavoro sporco glielo farà il Berlusconi. Oh, il Veltroni griderà, certo (così qualche allocco o furbacchione della Sinistra, vista la mala parata, potrà correre a intrupparsi nel Pidi senza arrossire troppo) ma come al solito non farà alcuna opposizione seria.

 

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La finto-“sinistra” Linda Lanzillotta: L’emendamento del governo approvato dalle commissioni Bilancio e Finanze della Camera genera il ribaltamento delle parti: fino a un anno fa era il centrodestra ad accusare il governo di non riuscire ad aprire al mercato i feudi delle varie municipalizzate” nel settore dei trasporti, della gestione dei rifiuti o delle utenze luce, acqua e gas; ieri invece era l’ex ministro del Pidì, Linda Lanzillotta, ad affermare che le nuove misure “vanificano la liberalizzazione...” e che nella decisione del governo ha evidentemente pesato la volontà della Lega di mantenere il controllo degli enti locali. (La Repubblica, martedì 15 luglio 2008). La finto-“sinistra” Lanzillotta si batte da anni per la privatizzazione dell’acqua, cioè per aggiungere una bolletta idrica di 200-300 euro ogni due mesi alle troppo poche che già paghiamo. Il governo Prodi non poté accontentarla perché i ministri della Sinistra glielo impedirono. Il governo Berlusconi nemmeno, perché glielo impedisce (per motivi ben diversi) la Lega. Ma niente paura: il Pidì “che corre da solo” è nato apposta per accontentare lei e tutti quelli come lei. Solo, stia attenta con queste dichiarazioni: dovete recuperare voti fra chi sarà disposto a credervi “di sinistra” ancora una volta.

 

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Francesco Cossiga (democristiano, ministro degli Interni durante il rapimento Moro, nel 1979 capo di un governo in cui sedevano due ministri e tre sottosegretari iscritti alla loggia massonica segreta P2, presidente della Repubblica, senatore a vita, appassionato di tecnologie informatiche e servizi segreti, rivolgendosi alle forze dell’ordine): Contro il libidinoso nanetto ministro di un governo di piccoli mercanti e cattivi contabili che si dimostra privo del senso delle istituzioni e che vuole affamarvi e disarmarvi ― vedi sotto ― scioperate!... E tenete pronte e ben oliate le vostre armi! Può venire il momento in cui insorgere potrà essere non un diritto, ma un dovere. (La Repubblica, martedì 15 luglio 2008). Che il Cossiga inciti i corpi armati della Repubblica alla ribellione non ci meraviglia: conosciamo il suo senso dello Stato da almeno trent’anni. Quel che ci stupisce, piuttosto, è la clamorosa caduta di stile di quell’accenno ai nanetti: non è bello offendere Brontolo, Dotto, Pisolo, Eolo, Gongolo, Mammolo e Cucciolo con simili accostamenti.

 

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Silvio Berlusconi: Sono determinatissimo. Il dialogo non è una mia preoccupazione. Se c’è, bene. Altrimenti non è necessario: anche sulle riforme costituzionali posso far da solo... Andremo avanti col nostro programma in piena serenità di spirito e convinti di avere con noi non la maggioranza, ma la grande maggioranza degli Italiani (maiuscola nostra, n.d.r., La Repubblica di lunedì 14 luglio 2008). Eppure Veltroni e D’Alema, ciascuno a suo modo, continuano a scodinzolare. Ci viene un dubbio: se già loro sono gli scodinzolatori di Berlusconi, i Veltroniani e i Rutelliani ― vedi sotto ― che cosa sono? Le pulci? E i portaborse dei Veltroniani e dei Rutelliani? La mente vacilla...

 

Meglio Ridere... di Quelli che fanno Piangere!

 

I Rutelliani, cioè quelli che disprezzano sé stessi fino a vedersi più come parti di Francesco Rutelli che come interi (e che vorrebbero astenersi o anche votare a favore del cosiddetto decreto “sicurezza”, che mette le più alte cariche dello Stato al di sopra della legge e i Rom, cioè tutti noi, al di sotto): Il 70% delle proposte del governo sono le nostre, certo c’è l’aggravante contro gli Immigrati, ma si può arrivare a un’astensione sul provvedimento e un sì a singole misure (Pier Luigi Mantini). Veltroni è stato troppo frettoloso sul voto contrario (Renzo Lusetti). Abbiamo ottenuto un grande risultato (con la modifica della norma blocca-processi, ottenuta però in cambio della sostanziale accettazione dell’immunità per i quattro Presidenti) e se votiamo contro lo svalutiamo. La via giusta è l’astensione (Enzo Bianco). I due terzi? I quattro quinti? I nove decimi? Quanti sono, nel Pidì, i già pronti a passare a Destra nel caso che il regime arrivi alle estreme conseguenze delle sue fin troppo esplicite premesse? Noi pensiamo tutti, meno due o tre.

 

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Antonio Di Pietro, Pierferdinando Casini e Francesco Rutelli: Noi stiamo con la piazza, non con il potere: nell’eterna lotta fra Davide e Golia, stiamo con Davide. Nelle piazze c’è la politica, mentre nelle stanze del potere c’è la politica dello scandalo (Tonino). L’idea che la prima cosa da fare sia la riforma dei regolamenti per riconoscere il “governo ombra” equivale ad accettare l’idea di Berlusconi. Veltroni rifletta sul fatto che il “governo ombra” è funzionale agli interessi della maggioranza (Pierferdy). Il Pidì nasce per fare l’agenda del Paese e invece siamo al traino di Berlusconi... Bisogna prendere le impronte a tutti, senza discriminazioni razziali, e banca del dna almeno per i condannati in primo grado (Francesco, detto Cicciobello, che la prossima volta chiederà la pena di morte: per tutti, senza discriminazioni razziali) (La Repubblica, domenica 13 luglio 2008). Il capolavoro di Walter Togliattino Veltroni: resuscitato Berlusconi, cacciata la Sinistra dal Parlamento, messo Di Pietro a usurparne il posto, si fa scavalcare a sinistra da Casini e a destra da Rutelli in un teatrino di burattini che farebbe ridere se non fosse macabro. E accusa i comici di far politica, lui, buttato là come un Pulcinella sdrucito in mezzo al casino che ha combinato.

 

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La sicurezza” di Silvio Berlusconi, Giulio Tremonti e Roberto Maroni: Lampadine fulminate, telecamere spente, tubi dell’acqua che perdono. Quest’estate, caserme dei carabinieri, questure e commissariati rimarranno a secco: senza un euro in cassa. Gli “accreditamenti per le manutenzioni ordinarie” sono infatti sospesi da una circolare interna del Viminale, datata 13 giugno 2008... E non è tutto: mancano i soldi per gli agenti sui treni a lunga percorrenza, e sono stati dimezzati i fondi per la squadra nautica di Porto Empedocle: le motovedette impegnate sul fronte caldo dell’immigrazione clandestina rischiano di rimanere in porto. (La Repubblica, domenica 13 luglio 2008). È la distruzione dello Stato, portata avanti con implacabile protervia dalle Destre (e dalle finte “sinistre”) di tutto il mondo. Le forze dell’ordine non fanno eccezione, altrimenti non potrebbero arricchirsi le polizie private. E i quartieri che non possono pagarle? No problem, li abbiamo già quasi persuasi a organizzare ronde in ogni strada.

 

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La“sanità” di Silvio Berlusconi, Giulio Tremonti e Maurizio Sacconi: Ticket sanitari anche a carico delle categorie ora esenti: anziani con patologie invalidanti, malati oncologici, a prescindere dal reddito. Riduzione dei posti letto ospedalieri... Taglio del personale sanitario, medici, infermieri e tecnici, per raggiungere il pareggio di bilancio. (La Repubblica, sabato 12 luglio 2008). È la distruzione dello Stato, portata avanti con implacabile protervia dalle Destre (e dalle finte “sinistre”) di tutto il mondo. La salute non fa eccezione, altrimenti non potrebbe arricchirsi la sanità privata. E se ci saranno dei morti fra chi non può pagare? No problem, servono anche quelli. A che cosa? A rendere indistruttibile la complicità fra la Destra e i suoi elettori.

 

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Umberto Bossi e tutta la sua Lega: Via libera dalle commissioni Bilancio e Finanze della Camera alla cosiddetta Robin Hood Tax, ma con qualche ritocco, chiesto dalla Lega, che limita la social card ai cittadini italiani invece che estenderla a tutti i residenti. (La Repubblica, sabato 12 luglio 2008). Be’, dobbiamo chiedere scusa, la Lega non è razzista: quella social card ― che trasforma il diritto in carità elemosinando ai poveri e ai pensionati al minimo la miseria di 3-400 euro all’anno a condizione che la tirino fuori in pubblico nei supermercati ― grazie a Bossi e soci agli Immigrati sarà risparmiata. Un vero privilegio, rispetto agli Italiani trasformati in accattoni... Ma questa buona azione gli sarà stata ispirata da un senso di ospitalità verso gli Stranieri, o solo dalla pezzenteria?

 

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Alessandro Vallocchia (del Comitato difesa Esquilino-Monti, Roma): Questi negozi non rispettano le regole. Se nei prossimi giorni non interverranno le istituzioni per sanare la situazione, sfonderò le vetrine di sette esercizi commerciali gestiti da Cinesi: un’operazione “mazzaferrata” per fare rispettare le regole, nella convinzione che assieme a me scenderanno in piazza decine di altre persone. (Cronaca di Roma de La Repubblica di venerdì 11 luglio 2008). Era ora che qualcuno si muovesse, e vogliamo contribuire anche noi a fare rispettare le regole: se nei prossimi giorni non interverranno le istituzioni per sanare la situazione, sfonderemo le vetrine di sette esercizi commerciali gestiti da Italiani che nelle ultime settimane non ci hanno rilasciato lo scontrino fiscale.

 

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I rapitori di Bambini: Per sei giorni è stata sottratta alla madre e trattenuta in un centro accoglienza per minori fiorentino una ragazzina rom con passaporto croato di 12 anni scambiata per Angela Celentano, scomparsa dodici anni fa. (La Repubblica, venerdì 11 luglio 2008). L’antica diceria è dunque vera, purtroppo: gli Italiani rapiscono i Bambini. Non solo i Bambini degli Ebrei, come hanno fatto fino ai primi decenni del Novecento su istigazione della Chiesa, ma anche i Bambini dei Rom. Sarà il caso di fare uno screening del dna di tutte le famiglie italiane per controllare che i Bambini che hanno con sé siano davvero loro?

 

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(su) Roberto Bobo Maroni (leghista, jazzista e ministro degli Interni): Il Parlamento europeo, con 336 sì, 220 no e 77 astenuti, ha chiesto alle autorità italiane di “astenersi dal raccogliere le impronte digitali dei Rom, minori inclusi, e dall’utilizzare quelle già prese in attesa dell’imminente valutazione della Commissione europea” perché il provvedimento voluto dal ministro Maroni costituisce “un chiaro atto di discriminazione su razza e origine etnica vietato dalla Convenzione europea dei diritti dell’Uomo,” in particolar modo per aver motivato il censimento con la dichiarazione di uno stato di “grave emergenza sociale...,” che consente ai prefetti di adottare “misure straordinarie in deroga alle leggi...” Per capirci, si tratta di una normativa che permette di introdurre il coprifuoco e la legge marziale... Per fare un esempio, l’ordinanza del presidente del Consiglio del 31 maggio, “Disposizioni urgenti di protezione civile per fronteggiare lo stato di emergenza in relazione agli insediamenti di comunità nomadi della regione Lazio,” prevede la possibilità di derogare a una quindicina di leggi e decreti dello Stato e delle Regioni. Tra queste, la normativa che fissa limiti alla possibilità per le forze dell’ordine di identificare i cittadini e quella che stabilisce il diritto di ognuno a conoscere l’utilizzo dei dati che lo riguardano. (La Repubblica, venerdì 11 luglio 2008). Le tre etnie italiche del trio Berlusconi-Maroni-Fini: i quattro superuomini legibus soluti (i presidenti della Repubblica, del Consiglio dei ministri, della Camera e del Senato); gli uomini (una confusa maggioranza di persone i cui diritti sono tutti in pericolo per il semplice fatto che non sono più uguali per tutti, sono stati sottratti alla Costituzione e sono ormai nelle mani del governo); e i sottouomini (i cui diritti umani sono stati diminuiti per decreto). Ma a scatenare il trio, non dimentichiamolo mai, fu Walter Togliattino Veltroni, che dopo l’assassinio della signora Reggiani si mise a gridare all’emergenza Rumeni e si incontrò con Berlusconi accordandosi con lui per la caduta del governo Prodi. E credendo pure di essere furbo.

 

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Le belle facce del duopolio e del baratto: Walter "Togliattino" Veltroni e Silvio Berlusconi. Indovinello: chi dei due si sentiva più furbo, in quel momento?

Le belle facce del duopolio e del baratto: Walter Togliattino Veltroni e Silvio Berlusconi.

Indovinello: chi dei due si sentiva più furbo, in quel momento?

 

Ezio Mauro (direttore de La Repubblica, a proposito della manifestazione di martedì 8 luglio a piazza Navona, a Roma, e delle parole che vi sono state pronunciate da Marco Travaglio, Beppe Grillo e Sabina Guzzanti): Con un crescendo da “Corrida” che mescolava denunce planetarie e racconti da Calandrino sul Cavaliere, accuse a Napolitano (come se fossero le istituzioni di garanzia il vero problema del Paese) e al Pidì come principale nemico, secondo la tradizione consolidata della peggior sinistra, per cui il vero avversario è il tuo compagno. (La Repubblica, venerdì 11 luglio 2008). Il Mauro mente due volte in poche righe. La prima menzogna: è stato il Pidì a rompere con la Sinistra, non il contrario. La Sinistra manifestò contro il governo, certo, e Fausto Bertinotti si spinse fino a definire Prodi un grande poeta morente, ma non ruppero il rapporto né l’alleanza. Il governo Prodi cadde per opera della sua destra interna, cioè di Walter Togliattino Veltroni, con la famosa dichiarazione che avrebbe corso da solo, e di Clemente Ceppaloni Mastella che ne trasse le conseguenze. La seconda menzogna: l’avversario della Sinistra ― quella vera, attualmente (quasi) tutta da (ri)costruire ― non è il tuo compagno per il semplice motivo che Walter Togliattino Veltroni non è un compagno e non è di Sinistra, avendolo lui stesso più volte esplicitamente dichiarato. Il vero avversario, dunque, non può essere solo la Destra, ma necessariamente anche la finta “sinistra” che della Destra è un valido sostegno: quando è al governo perché governa come la Destra o non ne smantella il funesto operato; e quando non è al governo perché riesce purtroppo a menare per il naso ancora molti elettori di Sinistra facendo loro credere (a parole, e per di più fiacche e ripetitive) di essere un’autentica forza di opposizione. Ingombrando il terreno alla nascita di un’opposizione e una Sinistra vere. E diffondendo incultura, disvalori e disperazione nell’elettorato di Sinistra. Che c’è da ridere?... Solo la pervicacia con cui gli Scalfari e i Mauro continuano a credere che l’avventura del Pidì abbia un futuro. Per il nostro povero Paese, il solo futuro sano possibile, la sola speranza, è che l’equivoco finta “sinistra” sia raso al suolo, sulle rovine sia sparso il sale, e il popolo italiano metta al mondo una Sinistra assolutamente nuova e davvero trasformativa, non compromessa in alcun modo con la vecchia classe dirigente.

 

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(su) Vladimir Vladimirovic Putin e Dmitrij Anatol’evic Medvedev (amici russi di Silvio Berlusconi): Oggi una legge approvata dalla Duma (il Parlamento russo, n.d.r.) autorizza gli omicidi commessi al di fuori dei confini della Federazione da agenti dei Servizi. Nel suo ufficio-fortezza di Knightsbridge, Boris Berezovsky (miliardario russo fuggito in Gran Bretagna e diventato un acerrimo nemico del regime putiniano) discute con la foga compiaciuta di chi, all’indomani della morte di Litvinenko, aveva visto lungo. Dice: “Non c’è nulla di casuale nella guerra di spie che si è scatenata a Londra... Perché la verità è che Mosca conosce un solo linguaggio, quello della supremazia, e sta giocando una partita decisiva per affermare la sua egemonia. Questa partita ha due priorità strategiche: il controllo delle fonti di approvvigionamento energetico, gas e petrolio, e la protezione degli immensi capitali russi che ogni giorno muove la finanza londinese. È una lotta tra democrazia e totalitarismo. Tra Capitale di mercato e Capitale criminale. (Carlo Bonini su La Repubblica di venerdì 11 luglio 2008). Naturalmente non abbiamo nessun dubbio che, fra i due capitali, Silvio Berlusconi porti agli amici Putin e Medvedev il proprio know how sul capitale di mercato, quando li incontra... Ops, chiediamo scusa: naturalmente, intendevamo dire: non abbiamo alcun dubbio.

 

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Le belle facce del Pidièlle: la senatrice Anna Cinzia Bonfrisco.

Le belle facce del Pidièlle: la senatrice Anna Cinzia Bonfrisco.

 

Anna Cinzia Bonfrisco (senatrice forzaitaliota, andando a portare solidarietà al ministro Mara Carfagna): Io suggerisco il ricovero ospedaliero per Sabina Guzzanti, perché è evidente che si tratta di una persona piena di problemi. Quel padre (Paolo Guzzanti, deputato anche lui forzaitaliota, n.d.r.) ha grandi responsabilità: come ha fatto a rendere questa figlia così infelice? (La Repubblica, giovedì 10 luglio 2008). Diagnosi selvaggia per diagnosi selvaggia, suggeriremmo alla senatrice Bonfrisco di fare outing: come ha fatto a innamorarsi così di Sabina? Anche se abbiamo sentito dire che queste sparate di solito non le fanno contro i padri, ma contro i mariti o i fidanzati delle concupite... (Della Bonfrisco, del resto, ci eravamo già occupati ― clicca qui ― quando chiese di inserire nel decreto “sicurezza” il permesso di portarsi in borsa lo spray al peperoncino: dunque il quadro clinico si precisa...)

 

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Mara Carfagna (ministro delle Pari opportunità): Via le prostitute dalle strade. Multe e arresto per chi vende sesso e per chi lo compra sotto gli occhi di tutti. Via libera di massima, invece, alle case chiuse. Lo schema di disegno di legge sulla prostituzione messo a punto dal ministero delle Pari opportunità (con il placet del Viminale) dovrebbe arrivare sul tavolo del Consiglio dei ministri domani. (La Repubblica, giovedì 10 luglio 2008). Pensata che naturalmente è un altro mostro anticostituzionale. È come proibire ai genitori di schiaffeggiare i figli sulla pubblica via e invitarli a farlo solo in privato. Un comportamento o è criminoso o non lo è. Ma si può pensare che la ministra Carfagna sia stata animata da buone intenzioni: in fin dei conti non è mica giusto che la riservatezza di chi si prostituisce nei palazzi sia tutelata e chi lo fa per strada invece lo vedano e lo conoscano tutti...

 

Meglio Ridere... di Quelli che fanno Piangere!

 

Silvio Berlusconi: In Giappone ha ripreso a teorizzare la politica del confronto. Ma, ha avvertito, solo se Veltroni regge. Perché, è il suo ragionamento,