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Sito per i Ragazzi, le Famiglie e gli Insegnanti di Anticoli Corrado e della Valle dell’Aniene
Antologia Gelminiense
ovvero: Una ne dice e chissà quante ne pense!
Home Maria de Lurdes Rodrigues, la Mariastella di "sinistra" "Beppe" Fioroni |

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Silvio Berlusconi (incontrando per via Mariastella Gelmini, ministro dell’Istruzione, in posa per un servizio giornalistico): Guarda come sei bella, sembri una bambina! (La Repubblica, sabato 9 agosto 2008).
Franco Laratta (parlamentare Pidì): Il ministro più ignorante che abbiamo avuto negli ultimi 60 anni. (La Repubblica, lunedì 24 agosto 2008). |

La copertina di Left del 5 settembre 2008
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La Gelmini secondo i quotidiani della finta “sinistra” e la Gelmini secondo la Sinistra vera di Left...
Per la serie Ma la faccia è un’opinione?


Silvio Berlusconi (gran raccontatore di barzellette, attualmente anche presidente del Consiglio) su Mariastella Gelmini (ministro della Pubblica Istruzione per che cosa? Non perché sappia calunniare gli insegnanti in modo più o meno furbesco, naturalmente. Ma allora perché?): Credo che il crollo di Torino sia stato una drammatica fatalità, il preside è una persona avveduta e corretta. E i professori, mi ha detto la Gelmini, non sarebbero mai entrati in un’aula pericolante. (La Repubblica, lunedì 24 novembre 2008). Traduzione: La colpa può essere solo degli insegnanti e del preside, non dello Stato che da vent’anni svende e abbandona il patrimonio pubblico degli Italiani. Io e la Gelmini, però, siccome siamo buoni, li assolviamo. Così si sentiranno pure in colpa, per aver manifestato contro di noi.
(Ma perché, Mariastella riesce pure a parlare, quand’è con lui? E come fa?)

Mariastella Gelmini (ministro della Pubblica Istruzione per che cosa? Non perché sia fanaticamente di destra, naturalmente. Ma allora per che cosa?): Questo governo che crede nel cambiamento è un governo per certi versi di sinistra. (La Repubblica, lunedì 17 novembre 2008). Nei cambiamenti credeva anche Hitler. Infatti anche lui diceva di essere di sinistra, e per questo aveva chiamato il suo partito “nazionalsocialista”. Se sono tutti qui i suoi certi versi, signora Gelmini, a noi paiono dunque dei gran brutti versacci. Ci faccia sentire anche gli altri, comunque, e ne riparleremo. Ma da chi l’ha messa dove sta (per meriti per certi versi oscuri), sia gentile, si sforzi di non imparare solo a credere che i cittadini siano tutti deficienti...
Mariastella Gelmini (ministro della Pubblica Istruzione per che cosa? Non perché sia più bella di Marcello Dell’Utri, naturalmente. Ma allora perché?): È ora di finirla con l’ideologia dell’egualitarismo, del 18 o del 6 politico a tutti. (La Repubblica, domenica 16 novembre 2008). Giusto: che bisogno c’è di egualitarismo, quando gli esami si possono tranquillamente superare con un bel viaggetto a Reggio Calabria? Che poi fa anche bene all’industria turistica.
Emma Marcegaglia (presidente di Confindustria) e Mariastella Gelmini (ministro della Pubblica Istruzione per aver fatto che cosa? Non si riesce a saperlo): Gli industriali alla fine l’hanno applaudita a lungo, quasi una standing ovation. E il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, scesa in riviera a rendere omaggio al ministro, ha dichiarato: “Condivido completamente il suo sforzo di cambiare la scuola, la Gelmini è uno dei ministri che mira ad un reale cambiamento della società.” (La Repubblica, domenica 9 novembre 2008). Uno dei ministri “che mira”... La Marcegaglia, a quanto pare, ha studiato in una scuola privata. O in una scuola pubblica modello Gelmini.

(su) Mariastella Gelmini (ministro della Pubblica Istruzione per che cosa? Non perché brava a prendere appunti mentre il Tremonti o il Berlusconi parlano, naturalmente. Ma allora per che cosa?): Riforma università, lo stop del governo. Slitta l’atto secondo della Gelmini. “Prima calmiamo le acque.” (La Repubblica, domenica 2 novembre 2008). Tanto ormai i miliardi dalle tasche dei Bambini e dei Ragazzi li hanno sfilati: che gli importa di riformare?

(su) Mariastella Gelmini (ministro della Pubblica Istruzione): Applauso in Consiglio dei ministri, ieri, per il ministro Mariastella Gelmini. (La Repubblica, sabato 1° novembre 2008). Quando si è svegliata, non vedendo più i ministri, ha creduto di aver sognato e si è sentita male. Ma poi si è accorta che l’applauso non era stato un sogno, era ancora lì, gliel’avevano lasciato sul comodino. Allora è stata meglio. E ha trovato la forza di alzarsi dal letto.

Maria Stella Gelmini (ministro della Pubblica Istruzione per che cosa? Non perché capace di esprimersi in modo non banale. Ma allora per che cosa?): Avrò la tenacia dell’acqua che scava la pietra. (La Repubblica, venerdì 31 ottobre 2008). Così, a occhio e croce, se con l’acqua mette anche un po’ di sapone sarà tanto di guadagnato.

Mariastella Gelmini (ministro della Pubblica Istruzione per che cosa? Non perché sia brava a far la faccia tirata, naturalmente. Ma allora perché?): Lo sciopero di giovedì sarà una protesta di pochi, il mio modello è Obama. (La Repubblica, martedì 28 ottobre 2008). Effettivamente una certa somiglianza c’è. Come avrà fatto Mariastella a ottenerla? Dev’essersi applicata molto. Chissà che sforzi, che torture... Una specie di Michael Jackson al contrario. Se passa alle lenti a contatto e si taglia i capelli cortissimi, è lui sputata. Ma Obama non si dispiacerà?

Mariastella Gelmini (ministro della Pubblica Istruzione per che cosa? Non perché non sappia l’Italiano, naturalmente. Ma allora perché?): L’opposizione ha dimenticato il libro bianco sulla Scuola scritto sotto l’egìda del governo Prodi. (La Repubblica, venerdì 24 ottobre 2008). Questa volta vogliamo difendere Mariastella, perché ègida (con l’accento sulla e) è un vocabolo raro, desueto. Lo conoscono, e sanno come pronunciarlo, solo le persone colte, che abbiano letto molto e soprattutto abbiano frequentato persone colte. Mentre lei, poverina, non vede che il Berlusconi, il suo giardiniere e forzitalioti e aennini vari, che devono stare attenti perfino a non farsi interrogare dalle Iene. Torni a scuola, Mariastella. Anzi: ricominci dall’inizio. Ci penseremo noi a fornirle stimoli migliori.

(su) Mariastella Gelmini (ministro della Pubblica Istruzione per che cosa? Non perché sia brava a farsi la riga in mezzo ai capelli, naturalmente. Ma allora perché?): Chiacchiera in aula, parla al telefonino, manda sms. Questo il comportamento del ministro Gelmini ieri al Senato durante il dibattito sulla sua “riforma” della Scuola. (La Repubblica, giovedì 23 ottobre 2008). Adesso i “comunisti” diranno che merita un 5 in condotta, povera stella. Ma la Gelmini in aula non chiacchiera, non parla al telefonino, non manda sms tanto per farlo, ma perché anche lei, come il Maroni, deve chiedere dettagliate istruzioni al capo. Pretendete forse che decida da sola cosa deve dire e fare?

Mariastella Gelmini (ministro della Pubblica Istruzione per che cosa? Non perché sia brava a toccarsi gli occhiali, naturalmente. Ma allora perché?): Voglio avere figli in futuro. E li iscriverò a una scuola pubblica di qualità. (La Repubblica, mercoledì 22 ottobre 2008). Per una volta dobbiamo dire: brava Mariastella. E stia tranquilla: li salveremo. Certo, non sarà facile... Ma col tempo pieno, ce la faremo. Il più pieno possibile, capisce? Per altri può bastare meno, ma per i suoi figli ventiquattr’ore su ventiquattro sarebbero l’ideale.

(su) Mariastella Gelmini (ministro della Pubblica Istruzione per che cosa? Non perché sia più bella di Tremonti vestito da donna, naturalmente. Ma allora perché?) e Giulio Tremonti (ministro delle Finanze): Nessuno poi dice che la parte più consistente dei tagli all’Università ― cioè 471 milioni su 661 ― andrà a coprire i costi dell’abolizione dell’Ici. (Enrico Decleva, rettore dell’Università Statale di Milano, intervistato da La Repubblica di martedì 21 ottobre 2008). Se questo risulterà vero, e se il Tremonti e la Gelmini sono proprietari di seconde case, una parte (per quanto minuscola) dei soldi sottratti all’Università finirà dritta dritta nelle loro tasche. Ma loro, ne siamo certi, la daranno in beneficenza...

Mariastella Gelmini (ministro della Pubblica istruzione per che cosa? Non perché le crescano le orecchie ogni volta che il Berlusconi parla, naturalmente. Ma allora perché?): La disinformazione sui nostri progetti di riforma è stata così forte che le famiglie italiane cominceranno davvero a credere che noi vogliamo togliere il tempo pieno, o tagliare gli insegnanti di sostegno ai bimbi disabili, mentre noi abbiamo così a cuore i bisogni della gente che sembriamo un governo di sinistra... I media hanno la responsabilità di aver creato un allarme sociale, e questo fa crescere la protesta. Ma le risorse sono quelle che sono. Ogni bambino che nasce oggi ha già un debito sulla testa di 30.000 euro... La Costituzione è la nostra Bibbia laica. Per questo ci vuole l’educazione civica... Molti dei precari che in piazza mi insultano hanno 35 o 40 anni. La mia età. Come potrei non avere a cuore il loro futuro? (La Repubblica, domenica 19 ottobre 2008). Traduzione: Ve la bevete o non ve la bevete che alla Scuola taglieremo 8 miliardi in tre anni ma non cambierà nulla? Non ve la bevete? E se vi dicessi che ogni bambino italiano viene al mondo con 30.000 euro di debito e che noi, per aiutarlo, tagliamo alla sua Scuola altri otto miliardi? Non ve la bevete neanche così? E se vi dicessi che reintrodurremo lo studio della Costituzione e dell’Educazione civica? Ah, dite che si insegnano e si studiano già da vent’anni e che solo io non lo sapevo? Siete proprio cattivi, mi fate stare male. Mi consolerò pensando a tutti gli sfigati che alla mia età sono ancora precari, mentre io sono ministro. E pensare che gli sarebbe bastato conoscere il giardiniere di Berlusconi, e adesso su questa poltrona ci sarebbero loro.

Mariastella Gelmini (ministro della Pubblica istruzione per che cosa? Non perché è brava a schiacciare i brufoli, naturalmente. Ma allora perché?): Davvero non comprendo le ragioni della protesta. Sono sempre più convinta che molti di coloro che scendono in piazza in realtà non abbiano letto il decreto, non capisco come mai si occupino le università e si facciano manifestazioni nella scuola superiore, che sono ambiti marginalmente toccati dal provvedimento. (La Repubblica, venerdì 17 ottobre 2008). Ragionamento geniale e genialmente educativo, davvero degno di una signora che quasi ogni giorno posa il distinto suo posteriore sulla poltrona che fu di Benedetto Croce. Lo traduciamo in italiano corrente, in modo che se ne possano cogliere a pieno tutte le sfumature: Se una cosa non ti tocca personalmente, a te che te ne frega? Lascia che chi ha le spine se le cacci e chi ha la rogna se la gratti, no?...

Mariastella Gelmini (ministro della Pubblica Istruzione per uno scherzo del Berlusconi) e Gianni Alemanno (sindaco di Roma per uno scherzo del Rutelli): Il governo impone alle Regioni di tagliare istituti e plessi scolastici. Due le direttive: accorpare gli istituti con meno di 500 alunni e chiudere i plessi con meno di 50. Così, già dal 2009, oltre 800 comuni di località montane e piccole isole potrebbero rimanere senza scuola. Il 10% dei comuni italiani (Mariastella). Il fatto che ci sia una banda che cerca di devastare un’intera scuola procurando danni ingenti e agendo indisturbata nella notte non può passare inosservato: ci auguriamo che gli inquirenti facciano piena luce, assicurando alla giustizia i responsabili (Gianni) (La Repubblica, domenica 12 ottobre 2008). Si fa presto a dire i responsabili, Gianni: dietro i cosiddetti bulli ci sono sempre degli adulti che di essi hanno fatto scempio per anni. Sono quelli i veri responsabili. Ed è con quelli che bisogna prendersela. Con i Berlusconi, con i Tremonti... Non con le povere Gelmini.

Mariastella Gelmini (ministro della Pubblica Istruzione grazie a un concorso di circostanze sfavorevoli): La lettura della Bibbia è una bella iniziativa, perché non lanciare anche una lettura della Bibbia laica, cioè della Costituzione? (La Repubblica, mercoledì 8 ottobre 2008). Fa il ministro della Pubblica Istruzione e non trova un’anima pietosa, povera stella d’una Mariastella, che le dica che la Costituzione della Repubblica si legge e si studia in tutte le Scuole da sempre. Mettetevi una mano sulla coscienza, voi che la vegliate giorno e notte, e smettete di prenderla in giro.

(su) Mariastella Gelmini (ministro della Pubblica Istruzione, dice lei modestamente, grazie al giardiniere del Berlusconi): I 140 milioni di euro finiti a Catania per rimediare al disastro finanziario in cui è sprofondata col sindaco Scapagnini, medico di Berlusconi, arrivano dal Fondo per le aree sottoutilizzate destinato al Programma istruzione. Erano denari, spiega Mariapia Garavaglia, ministro ombra della Pubblica Istruzione, che servivano “a sostenere le scuole nelle regioni meridionali.” (La Repubblica, venerdì 3 ottobre 2008). Sacrificare i Bambini e i Ragazzi per coprire le malefatte di politici incompetenti o disonesti? Non vogliamo crederlo, speriamo che si tratti invece di un programma pedagogico appositamente studiato dalla Gelmini per dare agli scolari del Sud un esempio che li aiuti a farsi furbi.

Mariastella Gelmini (ministro della Pubblica Istruzione per 8 miliardi di euro, a proposito delle contestazioni della sua riforma dei soldi della Scuola): Proteste di piccole frange marginali che hanno deciso di non guardare nel merito dei problemi. (La Repubblica, venerdì 3 ottobre 2008). Insulti di piccole donne marginali cui non è permesso decidere da sole cosa guardare e cosa no.

Mariastella Gelmini (ministro della Pubblica Istruzione per meriti a noi oscuri): La bocciatura con un’insufficienza esisteva già nella scuola primaria, ma se il Parlamento, come sembra, vuole presentare emendamenti, ha facoltà di farlo. (La Repubblica, martedì 30 settembre 2008). Traduzione: Vedete come sono? Credo che sia io che do i permessi al Parlamento, non so nemmeno che è il Parlamento che dà i permessi a me. E la stessa cosa mi è successa col decreto. Eppure Tremonti me l’aveva detto che le bocciature no, non vanno bene, perché, se ci teniamo i bocciati un anno di più, diminuiscono i soldi che alla Scuola possiamo sottrarre. Ma che volete, con questa testa! Meno ore d’insegnamento nelle scuole professionali e tecniche (per arraffare un po’ di soldi in più, n.d.r.)? Su questo stiamo capitalizzando il lavoro del governo precedente. (La Repubblica, martedì 30 settembre 2008). Traduzione: E mi tolgo pure il gusto di dirvi che non avete speranze, perché in questo Paese c’è una “sinistra” finta che quando va al governo fa le stesse cose che facciamo noi. Anzi: ce le suggerisce, ché noi, da soli, non sempre ci arriveremmo. Sono cattiva, vero, a dirvi questo? Lo so. Lo faccio apposta, come le maestre che odiano i bambini: le monache lo fecero a me, e io lo faccio a voi.

La Destra e la finta “sinistra” unite nel fregarsene della Scuola e dei figli degli Italiani: Ieri era lunedì. Giorno perfetto per un confronto impegnativo: il maestro unico o plurimo, il grembiulino, il cinque in condotta, eccetera. Dieci deputati, cinque di là e cinque di qua, la ministra Gelmini al centro, fresca di parrucchiere. (Antonello Caporale su La Repubblica di martedì 30 settembre 2008). Sì, il primo pensiero è stato che della Scuola, e di tutto ciò che riguarda i nostri figli, gli onorevoli fannulloni che lunedì avessero preferito far vacanza se ne freghino alla grande... Ma poi abbiamo capito, e li abbiamo giustificati: anche noi ce ne saremmo rimasti a casa, pur di non vedere la graziosa testolina della Gelmini fresca di parrucchiere.

Mariastella Gelmini (ministro della Pubblica Istruzione per meriti che il Berlusconi si ostina a non decantare): È partito da Napoli, da Scampìa, il mio tour delle scuole italiane. Ne visiterò altre. (La Repubblica, sabato 27 settembre 2008). Se verrà ad Anticoli, sappia che non le sarà consentito interrompere le nostre lezioni: dovrà attendere la campanella. Sappia che non le sarà consentito farsi fotografare con gli alunni come se fossero figli di nessuno: dovrà esibirci le autorizzazioni dei genitori. Sappia, infine, che la sua visita non sarà per noi un onore; che la sua vista non sarà un piacere; e che la vita che fa sarà compianta.

(su) Mariastella Gelmini (ministro della Pubblica istruzione per meriti che in fondo non ci interessa poi tanto conoscere): Con il ritorno al voto alle medie e alle elementari, basterà che l’allievo prenda cinque in una materia per ripetere l’anno. È scritto a chiare lettere nel decreto del governo, e non c’è nemmeno, come alle superiori, la possibilità di recuperare a settembre. (La Repubblica, venerdì 26 settembre 2008). Quella povera stella della Mariastella. Ce l’hanno tutti con lei. Che invece non ha alcuna intenzione di far lievitare le bocciature, che alla Scuola costano soldi che al Tremonti e al Berlusconi servono per altre cose... Ma allora perché mai nel decreto ha scritto così, povera stella? Semplice: perché i decreti non sa scriverli. Bocciata.

(su) Mariastella Gelmini (ministro della Pubblica Istruzioni per meriti che modestamente non dichiara): In tre anni si taglieranno alla Scuola 7 miliardi e 800 milioni di euro ma due miliardi saranno utilizzati per la formazione, le nuove tecnologie e per premiare gli insegnanti più bravi. (La Repubblica, sabato 20 settembre 2008). Dunque ammette che ben 5 miliardi e 800 milioni, dei quasi 8 tolti dalle tasche dei Bambini e dei Ragazzi italiani, saranno spesi fuori dalla Scuola. E lo dice così, papale papale, senza affaticare neanche tanto la stupefacente faccia tosta che si ritrova. Dove andranno quei 6 miliardi sottratti ai nostri figli, Gelmini? Si degni di spiegarcelo dettagliatamente, Gelmini, visto che son soldi nostri e non suoi. (Quanto ai cosiddetti “premi” agli insegnanti cosiddetti “più bravi”, glielo ripetiamo ancora una volta, Gelmini: quei soldi puzzano, non li vogliamo.)

Mariastella Gelmini (ministro della Pubblica Istruzione per meriti che la medesima modestamente cela): Trovo vergognoso che si strumentalizzino i bambini per cavalcare proteste che sono solo politiche. (La Repubblica, martedì 16 settembre 2008). E far soldi sottraendoli all’insegnamento che spetta ai Bambini? Come lo “trova”, signora Gelmini, far soldi togliendoli ai Bambini e ai Ragazzi italiani? Potremmo definirlo sfruttamento dei bambini, secondo lei? E in tal caso, potremmo chiamare sfruttatori di bambini quelli come lei? E se quelli come lei tentassero di rendere propri complici gli insegnanti migliori promettendogli in premio il 30% del denaro tolto ai bambini, come potremmo chiamarli, secondo lei, quelli come lei? Potremmo “trovarli” molto peggio che vergognosi? Potremmo “trovarli” addirittura stomachevoli?

Mariastella Gelmini (ministro della Pubblica Istruzione per meriti che nessuno ci fa la cortesia di spiegarci): La spesa scolastica nel 1999 era di 33 miliardi, oggi è di 43 miliardi; e tutto questo è avvenuto senza aumenti di stipendio per gli insegnanti, che sono i più bassi d’Europa, e senza migliorare la qualità delle strutture. Possiamo andare avanti così? (La Repubblica, domenica 14 settembre 2008). I 33 miliardi del 1999 valevano certo meno dei 43 di oggi, ma la vispa Mariastella finge di ignorarlo. O forse lo ignora davvero, poverina, chissà: una che cambia residenza per dare un esame può ignorare questo e altro. E comunque, se proprio vuole ridurre le spese del suo ministero per detassare commercianti e “imprenditori”, perché non restituisce a Ratzinger gli insegnanti di religione che la Moratti e il finto “sinistro” suo successore, il cosiddetto “Beppe” Fioroni, hanno accollato a tutti i contribuenti (compresi gli atei, gli agnostici e i non cristiani)?

Mariastella Gelmini (ministro della Pubblica Istruzione per meriti che saremmo ansiosi di conoscere): Occorre ridurre il numero di ore di lezione, visto che in Italia se ne fanno più che in qualunque altro paese d’Europa. Punteremo di più sulle materie principali: italiano, matematica, scienze, lingue straniere. (La Repubblica, domenica 14 settembre 2008). Naturalmente, le tabelle sulle ore d’insegnamento in Europa che la Gelmini fa circolare sono “fandonie, esempio di incompetenza o malafede” (Benedetto Vertecchi, La Repubblica, domenica 14 settembre 2008) perché non tengono conto delle “ore pomeridiane di laboratorio” che negli altri paesi si fanno e da noi no. Ma la Gelmini, poveretta, non ne ha colpa. Le hanno ordinato di ficcare le mani nelle tasche dei Bambini e lei evidentemente non può che ubbidire, o non sarebbe dov’è. Ci frugherà dentro fino a svuotarle, dopo di che passerà il malloppo al Tremonti e al Berlusconi. Che lo useranno per ridurre le tasse. Di quanto? Di un caffè al giorno all’85% degli Italiani, di qualche centinaio di euro al 12% e di milioni al 3%.
Bruttissimo mestiere il suo, signora Gelmini. Brutto brutto brutto, poverina.

Mariastella Gelmini (ministro della Pubblica Istruzione per meriti che modestamente tace): Il 30% dei risparmi realizzati per riqualificare la spesa sarà investito nella premialità degli insegnanti. (La Repubblica, domenica 14 settembre 2008). Glielo ripetiamo, “cara” signora: quei soldacci non li vogliamo, non li toccheremmo neanche con un bastone. Appartengono ai Bambini, ai Ragazzi italiani e ai Precari della Scuola. Se mai tenterà di renderci suoi complici allungandocene un po’, noi li daremo in beneficenza. Ma forse li rifiuteranno anche i Poveri, e dovremo commettere il reato di bruciarli in piazza.

(su) Mariastella Gelmini (ministro della Pubblica Istruzione per meriti a noi ignoti): Fino ad ora si è parlato solo del maestro unico alle elementari. Ma i tagli, spalmati nei prossimi tre anni, dovranno coinvolgere anche le medie e le superiori... La commissione fantasma sulla riforma avrebbe in programma di portare a 30 il monte ore settimanale nei licei... Per tutti gli altri istituti superiori gli anni di corso si ridurrebbero a quattro... Per i tecnici e professionali il tetto massimo dovrebbe scendere a 32 ore settimanali. Un’ulteriore sforbiciata dopo la riduzione già operata dall’ex ministro Giuseppe Fioroni da 40 a 36 ore... Comunque la riduzione di un anno del corso di studi non è una novità. Luigi Berlinguer ci provò puntando all’accorpamento tra elementari e medie a sette anni, ma alla fine dovette arrendersi. Stessa sorte toccò a Letizia Moratti quando annunciò l’intenzione di ridurre a quattro anni la scuola superiore. (La Repubblica, giovedì 11 settembre 2008). Vera Destra e finta “sinistra” unite contro i bambini e i ragazzi italiani. Anche contro i ragazzi, sì. Perché ficcare le mani solo nelle tasche dei bambini evidentemente non gli dà abbastanza gusto: sono troppo piccole per le loro manacce, non possono dimenarsi e frugare come vorrebbero...

(su) Mariastella Gelmini (ministro della Pubblica Istruzione per meriti che ignoriamo): Protesta che ha avuto un sorprendente risvolto: alcuni agenti in borghese hanno immediatamente individuato e identificato chi fischiava la Gelmini, invitandoli poi cortesemente ad allontanarsi. (La Repubblica, giovedì 11 settembre 2008). Ha ragione Obama: rossetto o non rossetto, sembrano donne ma sono pitbull. Perché Obama ha parlato di pitbull, vero?...

Mariastella Gelmini (ministro della Pubblica Istruzione per meriti che ignoriamo): I quasi 200.000 precari della Scuola che dovranno cercarsi un altro lavoro? È un problema molto grave, ma è anche il frutto delle cattive politiche dei decenni passati. Non dipende certo da me. (La Repubblica, martedì 9 settembre 2008). Poveretta: alla sua età, se non è più in grado di concepire il dolore e l’angoscia di 200.000 famiglie e parole meno meschine nei loro confronti, è difficile che riesca a ritrovare dentro di sé l’immaginazione che non seppe difendere e salvare da bambina.

Mariastella Gelmini (ministro della Pubblica Istruzione per meriti che vorremmo tanto che qualcuno ci spiegasse): L’opinione pubblica è con me, la politica irresponsabile del passato ha rubato il futuro ai giovani della mia generazione, ma sui cittadini italiani del 2020 non si deve scherzare. Il loro destino non può essere oggetto di bassa speculazione politica. (La Repubblica, martedì 9 settembre 2008). Di bassa speculazione economica invece sì, vero? Mani ficcate nelle tasche dei Bambini e dei Ragazzi a frugare in cerca di pochi spiccioli invece sì, vero? Come la si può definire, una faccia tosta di questo calibro? Mannaggia, non ci viene la parolina...

(su) Mariastella Gelmini (ministro della Pubblica Istruzioni per meriti che ci sforzeremmo volentieri di immaginare, se ne fossimo capaci): I 200.000 precari della Scuola? “Stiamo valutando la possibilità di ricollocarli in altri settori, una delle ipotesi è trovare loro un posto nel turismo.” La Gelmini ci sta lavorando con i colleghi Renato Brunetta (Funzione pubblica) e Maurizio Sacconi (Lavoro). Ma chi può davvero aiutarla è Michela Vittoria Brambilla, sottosegretario al Turismo, che conferma: “Stiamo lavorando d’accordo con i ministeri dell’Istruzione e della Cultura, potremmo impiegare i lavoratori della scuola in esubero nella formazione degli operatori turistici.” (La Repubblica, martedì 9 settembre 2008). In effetti, il settore ha proprio bisogno di buoni insegnamenti... Prenda due piccioni con una fava, signora Gelmini: licenzi gli insegnanti di religione e li mandi per spiagge e alberghi, bar e ristoranti, a ripetere l’ottavo comandamento ai “grandi” “imprenditori” turistici italiani. Agli amici vostri, s’intende.

(su) Mariastella Gelmini (ministro della Pubblica Istruzione per motivi che ignoriamo): Per superare in fretta e senza problemi l’esame da avvocato, nel 2001 s’iscrive non a Brescia o a Milano, ma a Reggio Calabria, dove la promozione è assicurata... Oggi, invece, Mariastella è diventata una paladina del merito e della severità. (Il venerdì de La Repubblica, venerdì 5 settembre 2008). Ma che c’entra, poverina... A quei tempi non aveva ancora incontrato Berlusconi: che ne sapeva di cosa doveva pensare o non pensare e di come doveva essere o non essere?

(su) Mariastella Gelmini (ministro della Pubblica Istruzione per motivi che ignoriamo): “Sì, fu Giacomo Tiraboschi, addetto al verde di villa Berlusconi, ad Arcore, a presentarmi al Cavaliere nel maggio 2005,” ha raccontato Mariastella Gelmini. “Ma ovviamente lui è qualcosa di più di un semplice giardiniere. Fa anche il produttore televisivo.” (Il venerdì de La Repubblica, venerdì 5 settembre 2008). Curiosa coincidenza: anche Vittorio Mangano era qualcosa di più di un semplice stalliere.

(su) Mariastella Gelmini (ministro della Pubblica Istruzione per motivi che ignoriamo): Un’antivelina con il crocifisso al collo, nata a Leno, infanzia all’oratorio e poi liceo classico dai preti. Figlia d’arte, però, perché suo padre era sindaco democristiano in un paese della bassa bresciana. (Il venerdì de La Repubblica, venerdì 5 settembre 20009). Meno male: siamo lieti di sapere che, se si chiama Gelmini, è solo per un’omonimia.

(su) Mariastella Gelmini (ministro della Pubblica Istruzione per motivi che ignoriamo): Il suo obiettivo è: rompere nella Scuola (maiuscola nostra, n.d.r.) “il dominio ideologico della sinistra”, “smantellare quella costruzione ideologica fatta di vuoto pedagogismo che dal 1968 ha infettato come un virus la scuola italiana.” (Il venerdì de La Repubblica, venerdì 5 settembre 2008). La poveretta, non sapendo che paragonare le idee a virus è da nazisti, ha forse rivelato di sé più di quanto voleva? E non sa nemmeno, poverina, che il “pedagogismo” di cui parla non è “di sinistra” ma dei tanti preti e vice preti che di sinistra si fingono?

(su) Mariastella Gelmini (ministro della Pubblica istruzione per motivi che ignoriamo): Il Sir, l’agenzia di notizie dei vescovi italiani, ha pubblicato ieri una nota firmata dall’esperto di scuola, Alberto Campoleoni, in cui viene bocciata, senza troppi complimenti, la reintroduzione del maestro unico, sia nel metodo che nel merito. (La Repubblica, giovedì 4 settembre 2008). Fermo restando che discutere del ritorno al maestro unico è fare un piacere alla Gelmini, al Tremonti e al Berlusconi distogliendo l’attenzione degli Italiani dalle loro mani frattanto infilate nelle tasche dei bambini, l’abbiamo già detto e lo ripetiamo: gli attacchi dei preti (e dei loro scribacchini) al governo sono spiacevoli per le nostre epidermidi (perché sempre untuosi) e insani per le nostre menti perché confondono ancor più le “idee” della debolissima “opposizione” oggi esistente, ostacolano la nascita di un’opposizione vera e rischiano di avere lo schizofrenogeno effetto di indurci a pensare che nei provvedimenti al governo vi sia invece qualcosa di positivo.

(su) Mariastella Gelmini (ministro della Pubblica Istruzione per motivi che ignoriamo): La mia generazione e quelle precedenti hanno avuto il maestro unico, ma siamo cresciuti bene lo stesso. (La Repubblica, mercoledì 3 settembre 2008). Cresciuta bene? Questione di punti di vista, signora ministro “che sembra una bambina”.

Pietro Citati (scrittore e tuttologo): Non potrà esserci nessun rinnovamento della scuola italiana (il “nessun” invece di “alcun” e l’iniziale minuscola di “scuola” sono del Citati, n.d.r.) se il governo non aumenterà in modo considerevole gli stipendi dei maestri elementari e dei professori delle medie e del liceo. (La Repubblica, martedì 2 settembre 2008). Un minimo. Basterebbe un minimo di cervello per capire che eventuali aumenti di stipendio da parte di questo governo (elargiti, cioè, da gente che accumula denaro infilando le mani nelle tasche dei bambini per sottrargli il tempo d’insegnamento loro dovuto), oltre a rendere gli insegnanti complici della più vergognosa delle spoliazioni, porterebbero anche sventura a chiunque fosse così cinico da intascarli.

Silvio Berlusconi (ex cantante sulle navi, ora “premier”), Giulio Tremonti (ministro delle Finanze) e Mariastella Gelmini (ministro della Pubblica Istruzione per motivi che ignoriamo): I piccoli comuni, quelli di montagna o delle isole minori, dovranno dire addio alle scuole. Più di mille potrebbero cadere sotto la mannaia dei tagli decisi dal governo... È l’effetto del decreto 112/2008 che fissa in 7 miliardi e 800 milioni il risparmio della Pubblica Istruzione nei prossimi quattro anni. Una scelta che equivale a un taglio di 101.000 insegnanti e 47.000 non docenti... Il ministro Mariastella Gelmini ha annunciato che gli accorpamenti riguarderanno le scuole con meno di 500 alunni, poi, nel corso degli incontri con i sindacati, ha parlato di un tetto minimo di 600 studenti. (La Repubblica, sabato 30 agosto 2008). Infilare le mani nelle tasche di un bambino che cos’è? Derubarlo? O qualcosa di molto, molto peggio?

Mariastella Gelmini (ministro della Pubblica Istruzione per motivi che ignoriamo): Alle elementari si tornerà al maestro unico, quello che insegna tutte le materie. Salta il modulo delle tre insegnanti. Obiettivo: risparmiare milioni di euro. (La Repubblica, giovedì 24 agosto 2008). La ministro che sembra una bambina mette le mani nelle tasche dei bambini. Obiettivo: portargli via milioni di euro. Che finiranno dove? Forse, ad abbassare le tasse di un caffè al giorno all’85% della popolazione, di migliaia di euro al 10% e di milioni al 5%. O forse non lo sapremo mai.

(su) Mariastella Gelmini (ministro della Pubblica Istruzione per motivi che ignoriamo): Una professoressa calabrese, Giulia Carpinteri, 60 anni, vorrebbe, attraverso “Repubblica”, chiedere alla Gelmini dove si è laureata, con quali professori, quale tesi, con che voti... (Francesco Merlo su La Repubblica di lunedì 24 agosto 2008). Ci perdoni, gentile collega Carpinteri, ma il suo desiderio, secondo noi, è (sia pure squisitamente) ingenuo. Non sa che oggidì i Berlusconi si laureano alla Sorbona e i figli dei Bossi producono ponderose tesine su Carlo Cattaneo?

(su) Mariastella Gelmini (ministro della Pubblica Istruzione per motivi che ignoriamo): Il ministro più ignorante che abbiamo avuto negli ultimi sessant’anni. (Franco Laratta, parlamentare Pidì, su La Repubblica di lunedì 24 agosto 2008). Però non è cortese parlare in questi termini della Gelmini senza rivolgere almeno un pensierino anche al “Beppe” Fioroni suo predecessore. Che non era certamente l’ultimo arrivato.

Mariastella Gelmini (ministro della Pubblica Istruzione per motivi che ignoriamo): Mariastella Gelmini spiega la sua strategia per migliorare la Scuola (maiuscola nostra, n.d.r.) italiana: corsi ai prof del Sud (maiuscola nostra, n.d.r.), taglio di 85.000 docenti, riduzione degli sprechi. E un più severo trattamento del bullismo: cinque in condotta, perché il sette non basta a bocciare. (La Repubblica, domenica 24 agosto 2008). Traduzione: la Scuola dev’essere strangolata a furia di tagli, così sempre più persone sceglieranno le private e alla fine potremo smantellarla del tutto. Intanto, per dirottare il risentimento dal governo, aizziamo gli Italiani contro i prof fannulloni e contro i prof ignoranti. E per dirottare il risentimento dei prof, scateniamoli contro i ragazzi. Sono brava o no, anche se sembro una bambina?

Silvio Berlusconi (incontrando per via Mariastella Gelmini, ministro dell’Istruzione, in posa per un servizio giornalistico): Guarda come sei bella, sembri una bambina! (La Repubblica, sabato 9 agosto 2008). Noi non sappiamo, non godendo delle sue confidenze, perché mai il Berlusconi trovi così belle le donne che sembrano bambine. Come ignoriamo, del resto, per quali motivi egli abbia messo Mariastella Gelmini, in qualità di ministro dell’Istruzione, a occuparsi di bambine, di bambini, delle ragazze e dei ragazzi italiani. Ignorando entrambe le cose, non siamo in grado di proporne alcuna spiegazione. Ma l’ignoto incute terrore ai viventi, umani o non umani che siano, e questi due misteri incutono terrore a noi. Così tremendo, da farci sembrare quisquiglie perfino le “denunce” (facenti seguito a quella di Bersani del 6 agosto) dell’assessore all’Istruzione della regione Lazio, Silvia Costa, a proposito del taglio di 3.500 insegnanti nel Lazio (che andranno ad aggiungersi agli oltre 800 dell’anno appena concluso) determinato dal decreto 112/08: Temiamo conseguenze insostenibili per la Scuola e per i territori, ha detto la Costa: la chiusura di alcuni istituti, il taglio delle sezioni a tempo pieno e prolungato, l’accorpamento di classi e la riduzione dell’offerta formativa soprattutto nei piccoli comuni (La Repubblica, sabato 9 agosto 2008). Dovremmo essere atterriti. E invece no, non ci riusciamo. Non perché le “denunce” delle Costa e dei Bersani ci paiano infondate ― sono fondatissime, conosciamo i nostri polli della finta “sinistra” e sappiamo che non denunce esse sono, ma furbeschi suggerimenti ― ma perché lo spaventoso (benché inesplicabile) terrore suscitato in noi dai misteri di cui sopra ci fa pensare che a questo punto sia meglio che la Scuola sia depredata di tutto e definitivamente chiusa, piuttosto che le bambine, i bambini, le ragazze e i ragazzi italiani rimangano ancora a lungo nelle mani dei Berlusconi e delle Gelmini.

(su) Mariastella Gelmini e Silvio Berlusconi: Faccio un esempio: la Scuola. Cosa vuol dire annunciare una riduzione di 84.000 insegnanti e 40.000 non docenti? Che non ci sarà più il tempo pieno? Che chiuderanno gli istituti dei paesi sotto i 5.000 abitanti? Non si sa. Detta così, o la cosa non è credibile o siamo al massacro. (Pierluigi Bersani, Pidì, ombra di ministro dell’Economia, in un’intervista a La Repubblica di mercoledì 6 agosto 2008). Ma il Bersani sa per quali ragioni la Gelmini sia stata fatta ministro dell’Istruzione dal Berlusconi? Noi le ignoriamo, e perciò le temiamo. Che vuole che sia per i Bambini e i Ragazzi italiani, “caro” ombra di ministro, esser derubati d’un altro po’ di tempo e di attenzione, in confronto a ciò che d’impensabile può ancora venirgli da una scelta così oscura? (Senza contare, signor ombra, che il vostro Fioroni fu ministro per motivi non meno oscuri, anche se di un tipo diverso di oscurità, e si guardò bene dal restituire ciò che aveva sottratto la Moratti...)

(su) Mariastella Gelmini (ministro dell’Istruzione per motivi che confessiamo di ignorare) e su tutto il governo (di cui la gentile signora fa parte per motivi che confessiamo di ignorare): Un’unica insufficienza in condotta e all’allievo turbolento il consiglio di classe potrà far ripetere l’anno, anche se ha otto in Greco o nove in Matematica. (La Repubblica, sabato 2 agosto 2008). Che giudici terribili (e fasulli), contro i deboli, quelli che odiano i giudici (veri) che non si fanno intimidire dai potenti.

Mariastella Gelmini (ministro dell’Istruzione per motivi che confessiamo di ignorare): In condotta avevo dieci. (La Repubblica, sabato 2 agosto 2008). Ecco la conferma che il voto in condotta è quasi sempre inversamente proporzionale alla futura riuscita degli alunni.

Mariastella Gelmini (ministro dell’Istruzione): È ridicolo prendersela con il ministro di turno al di là dell’appartenenza politica. Il problema sono le risorse. È giusto che i cittadini sappiano che il 97% del bilancio dell’Istruzione è fatto di personale e in queste condizioni il sistema non può reggere. È sciocco difendere lo status quo. (La Repubblica, domenica 6 luglio 2008). Hai ragione, Mariastella, è sciocco difendere il personale. Lo dice la parola stessa: un personale è fatto di persone, cioè di esseri umani. Che c’è di più inutile degli esseri umani? E se poi a quegli esseri umani ci aggiungi tutti i bambini e i ragazzi a cui quegli esseri umani insegnano, altro che 97%: le persone raddoppiano, triplicano, centuplicano! Pensa a quanti bei soldi puoi fare eliminandoli e basta.

Umberto Bossi (parlando di Mariastella Gelmini, ministro dell’Istruzione): Mettono a fare i ministri chi non ha mai fatto l’insegnante, mi sentirei più sicuro se la Scuola (maiuscola nostra, n.d.r.) fosse in mano alla Lega, che ha le palle, invece che a Forza Italia. Ci vogliono ministri forti. (La Repubblica, sabato 5 luglio 2008). Per avere le palle di Bossi bisognerebbe essere Bossi. Qualcuno, pur di avere le sue palle, vorrebbe essere nelle condizioni di Bossi? Possiamo sbagliarci, ma ci sentiamo di affermare che perfino Mariastella risponderebbe di no.

su) Silvio Berlusconi: Le sue parole sono davvero così viziose da metterlo nei guai? Addirittura da costringerlo alle dimissioni? È vero che, in un documento acustico, spiega a Fedele Confalonieri le ragioni postribolari dell’ingresso di qualche ministra nel governo?...Che “Silvio” e “Fedele” vi si intrattengono sulle virtù di una giovane signora planata dallo spettacolo nella politica?... Nessuno potrà più ascoltare le loro parole. La registrazione è stata mandata al macero... (Giuseppe D’Avanzo su La Repubblica di venerdì 4 luglio 2008). Che sollievo! Da giorni vivevamo nel terrore che la ministra di cui sopra fosse quella dell’Istruzione, Mariastella Gelmini. Per fortuna, invece – se il D’Avanzo è ben informato – si tratta di quell’altra... come si chiama?... ce l’abbiamo sulla punta della lingua ma non viene... Meno male, comunque, che non era la Gelmini, perché affidare la Scuola a una persona sulla base di quel genere di meriti avrebbe potuto far sospettare, nell’autore della scelta, strane fantasticherie contro i Bambini e i Ragazzi italiani. Per fortuna, invece – lo ripetiamo – non è così, e la Gelmini è ministro dell’Istruzione solo per derubare Scolari e Studenti di quanto più tempo d’insegnamento riuscirà a sottrargli.

(su) Mariastella Gelmini (ministro dell’Istruzione): “Mio figlio frequenta il IV liceo scientifico, è stato rimandato (non so se si dica ancora così) in Storia dell’Arte, frequenterà lo “sportello” (si dice così) fino al 4 luglio. E fin qui tutto normale o quasi. Quello che, secondo me, normale non è, è che a tutt’oggi nessuno ci ha comunicato le date dell’esame di riparazione. Il ministero dal canto suo smentisce il giorno dopo quanto dichiarato il giorno prima, addirittura sulle modalità del recupero. Insomma: la confusione più totale. Io vorrei semplicemente sapere la data, pretenderei che il governo, molto impegnato sul rispetto dei diritti di cittadini più o meno noti, trovasse il tempo per fare rispettare allo stesso modo il diritto di milioni di famiglie, comunicando le date degli esami di riparazione.” (Da una lettera a La Repubblica di giovedì 3 luglio 2008). Comprendiamo il disappunto di questo padre, che a buon diritto si aspettava di più. Ma siamo onesti: son poche settimane che si è impoltronata a viale Trastevere, Mariastella è in rodaggio. Diamole tempo, senza farci trarre in inganno da queste piccolezze, e certo riuscirà a far peggio di campioni del Male come Berlinguer, Moratti e “Beppe” Fioroni. L’aria ce l’ha, d’esser capace di cotanta impresa.

Mariastella Gelmini (ministro forzaitaliota dell’Istruzione), Marco Lodoli (scrittore e insegnante) e Ignazio La Russa (ministro aennino della Difesa): La proposta di tornare al grembiule nelle scuole è da prendere in considerazione, non è solo un fatto d’ordine, ma anche di eguaglianza sociale tra i ragazzi, ora che va tanto di moda l’abbigliamento firmato già in giovanissima età (Mariastella). Mi sembra una scelta sensata che permette di cancellare vanità e differenze economiche (Marco). (La Repubblica, mercoledì 2 luglio 2008). Vera Destra e finta “sinistra” unite e furibonde contro Scolari e Studenti. Prima abbandonano i Bambini e i Ragazzi alla Società disumana che per volontà o disperazione stanno costruendo insieme. Li abbandonano perché li odiano – tutti, non solo i propri figli – perché nel Bambino e nel Ragazzo vedono intatto l’essere umano che in loro è ormai scempiato. E poi, quando l’odio gli fa percepire ― sì, ritorciamo contro di loro il termine con cui tentano di far passare per matti noi invalidando il nostro rapporto con la realtà ― quando l’odio gli fa percepire tutti i Bambini e i Ragazzi cattivi, bulli, perduti, allora gli si scagliano addosso (come contro i Rom e gli Immigrati) fantasticando di vedere anche in essi un’incarnazione del “Male” a cui son soliti addebitare l’orrore che essi stessi causano. Al pari dei folli che ammazzano il figlio perché non era lui, era il demonio, la vera Destra e la finta “sinistra” delirano di “risanare” la Società accanendosi contro i Giovanissimi che ne sono le prime vittime. E metterli tutti in divisa, renderli tutti uniformi, è ― com’è sempre stato ― il primo passo di una disumanizzazione (non tanto) strisciante (poiché la varietà dell’aspetto esteriore che creativamente diamo a noi stessi è uno dei tratti che ci distinguono dagli altri animali) cui in genere seguono gli altri passi (rasatura dei capelli, imposizione di un’identica andatura e identici gesti, occhi bassi, divieto di parlare senza essere interpellati) che alla prima occasione (di solito, alla prima ribellione più o meno disperata) “giustificheranno” (agli occhi folli dei deliranti) la disumanità della violenza psichica e materiale: dagli psicologi in tutte le scuole agli psicofarmaci in tutte le case, dai bastoni e bacchette branditi più o meno minacciosamente al ritorno ai “sani” castighi corporali . Fino a quando arriverà l’Ignazio di turno (in divisa, manco si credesse Napoleone, già ci si è messo, ma ha perso un po’ della sua marzialità dando una craniata contro lo stipite di un portello) per mandarli a crepare in massa in qualche guerra di cui nessuno oserà proclamare il vero perché, sempre lo stesso: sterminare la nuova generazione di “mostri” che non ci si vuol più vedere davanti.

Mariastella Gelmini (ministro della non pubblica Istruzione): Bisogna razionalizzare la rete scolastica, ridurre l’orario, ridurre il numero degli insegnanti e pagarli decorosamente. Nei prossimi cinque anni raggiungeranno la pensione più di centomila docenti, il risparmio potrebbe venire proprio da lì. (La Repubblica, giovedì 11 giugno 2008). Ridurre l’orario? Lo fece già la Moratti, e il Fioroni lo confermò. Significherebbe far soldi rubando il tempo d’insegnamento dei bambini e dei ragazzi. Razionalizzare la rete scolastica e ridurre il numero degli insegnanti? Significherebbe chiudere più scuole possibile e far classi di 50 alunni, come già minacciava Padoa Schioppa ai ministri della Sinistra Vera. Se questo dev’essere il prezzo, grazie, Mariastella, la sua elemosina non lo vogliamo.


Le belle facce del Pidièlle: l’incantevole sorriso di Mariastella Gelmini, neoministro dell’Istruzione.
Mariastella Gelmini e Giuseppe Pizza (ministro e sottosegretario all’Istruzione del governo Berlusconi): Mariastella Gelmini, di professione avvocato, con due mandati parlamentari alle spalle e, come unica esperienza pubblica, quella di coordinatrice di Forza Italia in Lombardia, ricopre la poltrona (Mario Pirani scrive proprio così: ricopre la poltrona. Mah!...) dove sedettero Benedetto Croce e Giovanni Gentile... Non potrà attendersi un grande apporto tecnico dal suo sottosegretario, Giuseppe Pizza, quel vecchio dc, titolare del marchio dello Scudo crociato, che ottenne da Berlusconi la promessa di un incarico di governo a titolo di riconoscenza per la sua rinuncia a ricorrere dopo l’esclusione dalle liste elettorali. (La Repubblica, lunedì 2 giugno 2008). E poi dicono che Berlusconi è diventato buono! Di più cattivo cosa poteva fare? Mettere alla Scuola un cavallo dopo averlo fatto senatore?

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