ScuolAnticoli

Libera Scuola di Umanità, senza fedi né credi,

ma che ama e rispetta la Costituzione Italiana.

Diretta da Luigi Scialanca - Anticoli Corrado (Roma)

L'immagine di sfondo di questa pagina, raffigurante piazza delle Ville ad Anticoli Corrado, è un dipinto dell'artista danese Viggo Rhode (1900-1976). L'ha segnalata a ScuolAnticoli il signor Peter Holck. Rielaborazione grafica di Luigi Scialanca.

Pensiero del Giorno.

Pensiero del Giorno n° 748

Pensieri precedenti

Sentimento senza nome: gioia e dolore così uniti

da non poter distinguerli, se si ama e si è amati

ma per entrambi non può essere che un sogno.

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Jules Verne previde Osama Bin Laden

(o, se non lui, il terrorismo antioccidentale contemporaneo)

"Jules Verne previde Osama Bin Laden", di Luigi Scialanca. (Lunedì 29 settembre 2014. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

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Dopo molte altre navi, da guerra e passeggeri, speronate e affondate con mostruosa ferocia insieme a tutti quelli che vi si trovavano, l’ultima vittima del sottomarino Nautilus fu, il 1° giugno 1868, una fregata inglese il cui nome fu tenuto segreto. Ecco gli ultimi istanti di quell’orribile tragedia nel racconto del professor Pierre Aronnax, del Museo di Storia naturale di Parigi, che era a bordo del Nautilus:

Eravamo prigionieri, testimoni forzati del dramma che incominciava. Chiusi tutti e tre nella mia cabina, ci guardavamo senza parlare. Io aspettavo, ascoltavo: nel silenzio, non vivevo che nell’udito.

La velocità si accrebbe: il Nautilus prendeva slancio. Tutto lo scafo fremeva.

Improvvisamente gridai. Si era prodotto un urto, ma abbastanza leggero. Sentii quasi in me la forza penetrativa dello sperone d’acciaio. E un suono come di rotture, di raschiamenti. Il Nautilus entrava nella nave nemica come un grosso ago nella tela!

Non potei reggere. Corsi nel salone.

Il capitano Nemo era là. Cupo, implacabile, guardava dal cristallo di babordo.

Un’enorme massa colava a picco, dietro quel cristallo; il Nautilus, accompagnandola, controllava la sua discesa nell’abisso. Vidi uno scafo squarciato in cui l’acqua affluiva spaventosamente, poi la doppia linea dei cannoni, i bastingaggi. Il ponte era coperto di ombre che si agitavano.

L’acqua saliva. Quei poveretti balzavano nel sartiame, si aggrappavano agli alberi. Era un formicaio umano, invaso dal mare.

Venne un’esplosione. L’aria compressa fece volare i ponti come se nella nave fosse scoppiato l’intero deposito di munizioni. Ne risentimmo un contraccolpo terribile, il Nautilus ebbe una forte deviazione.

Adesso il vascello sprofondava rapidamente. Intravidi le sue coffe affollate di vittime, le barre che portavano grappoli d’uomini, infine la cima dell’albero di maestra. Tutto scomparve nel risucchio.

Mi volsi a guardare il capitano. Non si era mosso. Quando la tragedia fu conclusa andò verso la porta della sua stanza, dove lo vidi entrare: alla parete di fondo erano collocati i ritratti di una donna ancora giovane, di due bambini. Li guardava. Poi tese le braccia verso di essi e s’inginocchiò piangendo.

Chi era il capitano Nemo? Perché progettò e fabbricò la prima “arma di distruzione di massa” della Storia, il sottomarino Nautilus? Perché divenne il primo terrorista antioccidentale di tutti i tempi?

Il 6 novembre 1867 egli si presentò a un gruppo di prigionieri, tra i quali il professor Aronnax, con queste parole: Siete dinanzi a un uomo che ha rotto i ponti con l’umanità. [...] Io non sono quello che voi chiamate un uomo civile! Ho rotto con la società intera, per ragioni che io solo ho il diritto di giudicare. Quindi, non ubbidisco alle sue regole. Sette mesi dopo, annunciando l’imminente terribile speronamento di cui abbiamo appena letto il resoconto, egli disse: Io sono il diritto, io sono la giustizia! Io sono l’oppresso. Quello, invece, è l’oppressore! Per sua mano ciò che ho amato e adorato e venerato, patria, moglie, figli, mio padre, mia madre, tutto ho visto perire. E tutto quello che io odio è su quella nave.

Qualche anno dopo, l’ultimo uomo che incontrò il capitano Nemo poco prima che morisse fu l’ingegnere statunitense Cyrus Smith. Ecco ciò che il capitano Nemo gli rivelò di sé stesso:

Sono un indiano, il principe Dakkar, figlio di un rajah della regione allora indipendente del Bundelkund e nipote dell’eroe indiano Tippo-Saïb. All’età di dieci anni mio padre mi mandò in Europa affinché ricevessi un’educazione completa, ma con il segreto desiderio che un giorno potessi lottare ad armi pari contro quelli che egli considerava gli oppressori del suo Paese.

Dai dieci ai trent’anni mi istruii in tutte le cose, e nelle scienze, nelle lettere e nelle arti spinsi i miei studi molto a fondo e lontano.

Viaggiai in tutta Europa. I miei nobili natali e la mia ricchezza mi imponevano all’attenzione di tutti, ma le seduzioni del mondo non mi attirarono mai. Benché fossi giovane e bello, rimasi serio, ombroso, divorato dalla sete di imparare, con un implacabile risentimento che mi rodeva il cuore.

Odiavo. Odiavo l’unico Paese in cui non volli mai metter piede, la sola nazione di cui rifiutai costantemente le lusinghe: odiavo l’Inghilterra, e tanto più in quanto sotto certi aspetti la ammiravo.

In me erano tutti gli odi feroci del vinto nei confronti del vincitore. Allevato negli ideali della rivendicazione e della vendetta, ineluttabilmente innamorato del mio poetico Paese oppresso dalle catene inglesi, non volli mai metter piede su quella terra per me maledetta, a cui l’India doveva la propria schiavitù.

Tutti mi vedevano come uno scienziato e un artista cosmopolita, ma in realtà ero molto di più: nel mio cuore ero rimasto indiano. Indiano per il desiderio di vendetta, indiano per la speranza che nutrivo di poter un giorno rivendicare i diritti del mio Paese, scacciarne lo straniero, restituirgli la libertà.

Tornai nel Bundelkund nel 1849. Sposai una nobile indiana il cui cuore sanguinava come il mio per le sciagure della nostra patria. Ne ebbi due figli che adoravo. Ma la felicità familiare non poteva farmi dimenticare l’asservimento dell’India. Aspettavo un’occasione. Si presentò.

Nel 1857 scoppiò la grande rivolta dei cipayes. Io ne fui l’anima. Organizzai l’immensa insurrezione. Misi i miei talenti e la mia ricchezza al servizio di quella causa. Pagai di persona; mi battei in prima fila: rischiai la vita come il più umile di quegli eroi insorti per liberare il loro Paese; fui ferito dieci volte in venti scontri, senza però riuscire a trovare la morte quando gli ultimi soldati dell’indipendenza caddero sotto i proiettili inglesi.

Il mio nome divenne famoso. Non mi nascosi, lottai a viso aperto. Fu messa una taglia sulla mia testa, e se pure non si trovò un traditore che la consegnasse agli Inglesi, mio padre, mia madre, mia moglie e i miei figli pagarono per me prim’ancora che fossi informato dei rischi che correvano a causa mia.

Ancora una volta il diritto era caduto di fronte alla forza. Tornai fra le montagne del Bundelkund. Là, ormai solo, colto da un immenso disgusto per l’umanità, pieno d’odio e di orrore per il mondo civile, deciso a fuggirlo per sempre, racimolai i resti del mio patrimonio, riunii una ventina dei miei compagni più fedeli e un giorno scomparimmo tutti.

Dove andai a cercare l’indipendenza che la terra abitata mi rifiutava? Sott’acqua, nelle profondità del mare, dove nessuno poteva seguirmi.

Lo scienziato si alleò, in me, all’uomo di guerra. Un’isola deserta del Pacifico ospitò i miei cantieri e là, su mio progetto, fu costruito un battello sottomarino. Lo chiamai Nautilus, mi ribattezzai capitano Nemo e scomparvi definitivamente sotto i mari.

Note

1. Questo articolo non è un’esaltazione di Osama Bin Laden, del terrorismo e della violenza. Ma, di sicuro, non è neanche una difesa della violenza e del terrorismo delle potenze dell’Occidente contro il resto del mondo, che già imperversava un secolo e mezzo fa e continua e imperversare ancora oggi. Il genio artistico di Jules Verne non “profetizzò” (in Ventimila leghe sotto i mari) “solo” il sottomarino, o (in Dalla Terra alla Luna) la conquista dello spazio: immaginò, anche, a quali estreme conseguenze avrebbe portato la disumana pretesa dei Paesi cosiddetti “civili” di ridurre in schiavitù l’intero pianeta. Ma le classi “dirigenti” di quei Paesi, oltre che disumane, erano (e sono) troppo imbecilli per ascoltare le “farneticazioni” di un artista, non è vero? E così, purtroppo, il capitano Nemo è diventato realtà.

2. I brani in corsivo sono tratti da due dei più famosi romanzi di Jules Verne, nato a Nantes nel 1828 e morto ad Amiens nel 1905: Ventimila leghe sotto i mari, pubblicato nel 1869, e L’isola misteriosa, pubblicato fra il 1874 e il 1875.

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(Lunedì 29 settembre 2014. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

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La foto e una parte del testo sono tratti dal sito di "Repubblica". (Martedì 29 settembre 2014. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

La foto e una parte del testo sono tratti dal sito di Repubblica. (Martedì 29 settembre 2014. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

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L’assassinio1 del padre buono, base di ogni potere disumano

L'assassinio del padre buono, base di ogni potere disumano

nell’Amleto di Shakespeare - Atto primo - di Luigi Scialanca

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La Danimarca di Amleto si rivela fin dal primo istante un mondo capovolto: “Chi va là?” grida Bernardo, ufficiale della guardia, al soldato che è di sentinella, Francesco. Doveva accadere l’opposto, e Francesco, quindi, giustamente ribatte: “A te rispondere. Fermati e fatti riconoscere”. Poco dopo, infatti, è Francesco a dare l’altolà a Orazio e Marcello, benché ufficiali anch’essi, e il primo addirittura amico personale del principe Amleto.

Cosa è accaduto? Perché, e come, a Elsinore la realtà si è rovesciata?

Orazio è scettico. La sua battuta di spirito (Bernardo: “C’è Orazio?” Orazio: “Sì, ce n’è un pezzo”), lì per lì incomprensibile (ma che irrita Bernardo, pur nel doveroso rispetto da cui non deflette, al punto che non estende a Orazio il “buon” con cui saluta Marcello), si chiarisce quando Marcello annuncia: “Orazio dice che è soltanto effetto della nostra fantasia”. Orazio, cioè, è lì soltanto col “pezzo” più credulo di sé stesso. (Marcello, infatti, riferendosi allo spettro che tanto ha impressionato le sentinelle, parla già di “fantasma” ― “apparition” ― benché ancora non l’abbia visto; Orazio, invece, prudente, lo chiama “quella cosa” ― “that thing”).

Apriamo una parentesi, giacché siamo in argomento, sui modi in cui si parla dello spettro o si tenta di spiegarlo in questo primo atto. Orazio: “A quale particolare ordine d’idee appigliarmi, non so; ma grosso modo credo che questo presagisca lo scoppio di qualche grave calamità per il nostro Stato”. Ancora Orazio: “È un bruscolo, questo, che viene a infastidire l’occhio della mente” (corsivi miei). Orazio, cioè, interpreta l’apparizione come un turbamento dell’ordine mentale che prefigura uno sconvolgimento dell’ordine delle cose. (Non sa, infatti, che lo sconvolgimento è già avvenuto, e non è la ribalda dichiarazione di guerra di Fortebraccio al Regno di Danimarca, ed è molto più grave di essa). Amleto concorda con Orazio fin da prima di parlare con lo spettro (“C’è qualcosa che non va” ― “All is not well”, I,2) e la pensa così anche dopo (“Il mondo è fuor di sesto” ― “The time is out of joint” ― “o maledetto dispetto della sorte che io sia nato per rimetterlo in sesto”, I, 5). Ma aggiunge all’interpretazione dell’amico un elemento tanto importante da cambiarne, almeno in parte, il senso: lo spettro, dice il principe (quando ormai lo ha “ufficialmente” riconosciuto ― “Ti chiamerò Amleto, re, padre, regale danese”, ma ancora non sa se “rechi [...] aure di origine celeste o raffiche infernali”, I, 4) porta “l’orrore nella notte” e “mette in noi, vittime degli inganni della natura (ma il testo originale dice fools of nature, “stupidi per natura”), [...] tremiti di terrore al pensiero di cose irraggiungibili per le nostre anime” (I, 4). E ancora: “There are more things in heaven and earth, Horatio, than are dreamt of in your philosophy” (I, 5).

Capiamo, così, che il “fuor di sesto” di Amleto non coincide del tutto col turbamento dell’ordine mentale e naturale a cui allude Orazio. Per quest’ultimo (più vicino a Claudio che ad Amleto, in ciò, come vedremo) l’ordine dev’essere ripristinato, punto, poiché “nella sua filosofia” non c’è altro né sulla terra né in cielo: o l’ordine, oppure la follia e la distruzione. Ad Amleto, invece, quello stesso turbamento dell’ordine ― e l’apparizione dello spettro che ne è, allo stesso tempo, l’annuncio e un sintomo ― lasciano intravedere l’esistenza di “cose irraggiungibili per le nostre anime”. Il che porta “orrore e terrore”, certo, ma ha anche il merito di permettere una “discesa” (o una “salita”) “al di sotto” (o “al di sopra”) dell’ordine costituito, naturale e mentale e statale. Il merito, insomma, di farci vedere qualcosa al di là della nostra filosofia.

Per Orazio, “seguire” lo spettro, cioè dargli retta, è solo perdere “il dominio della ragione” ― “the sovereignity of reason” ― e “precipitare nella pazzia” ― “madness”, I, 4 ― della quale avrebbe una gran paura anche se lo spettro non ci fosse (“Basta il solo posto, senz’altra causa, a mettere idee di disperazione in qualsiasi cervello che getti lo sguardo da tanta altezza sopra il mare”, I, 4). Per Amleto, invece, benché egli sia di gran lunga il più colpito dallo sconvolgimento in corso e dall’apparizione, tali eventi sono anche un’occasione positiva.

Perché?

Amleto, contrariamente a Orazio e a tutti gli altri, già prima dell’apparizione è (parole sue) “anche troppo al sole” (= “mal ridotto”, I, 2). Ha dentro “qualcosa che supera l’ostentazione, che supera quelle che sono appena le bardature e i paramenti del dolore” (I, 2). Amleto, addirittura, vorrebbe uccidersi: “Oh, se questa troppo, troppo compatta carne volesse struggersi, sciogliersi e ridursi in rugiada [...]! O Dio, Dio, quanto mi sembrano vieti, stantii, privi di senso e di costrutto tutti gli usi di questo mondo!” (I, 2). Amleto, cioè, già da sé è arrivato vicino alle “cose irraggiungibili dalle anime” di tutti gli altri, e proprio per questo è così turbato. Non sono i preparativi della guerra contro Fortebraccio (il “quotidiano fondere bronzo in cannoni” di cui parla Marcello, I, 1) a preoccuparlo, e del resto egli è ben più che preoccupato: soffre terribilmente, fin quasi al suicidio, per una realtà che non sente con “l’anima” (poiché per “l’anima” tale realtà è, appunto, “irraggiungibile”) né tanto meno con “la filosofia”, ma con qualcos’altro.

Con che cosa? Cercheremo (ma non basterà esaminare il primo atto) di capirlo andando avanti. Ma intanto possiamo cominciare a raccogliere indizi... Clicca qui per continuare a leggere su ScuolAnticoli! Oppure:

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(Giovedì 18 settembre 2014. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

[1] O, più “civilmente”, la rottamazione.

 

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Da Segnalazioni: È lecito pensare che l’improvviso arresto del cardinale pedofilo da parte della gendarmeria di Bergoglio, con i conseguenti (blandi) “arresti domiciliari” (sic!) sia servita in realtà ― o almeno anche ― allo scopo di risparmiare all’orco una dentenzione “laica” molto, ma molto meno comoda?
(Domenica 28 settembre 2014. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com
).

 

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(Martedì 23 settembre 2014. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

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(Lunedì 22 settembre 2014. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

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Che cos’è la giustificazione delle assenze da Scuola?

Che cos'è la giustificazione delle assenze da Scuola? (Domenica 21 settembre 2014. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

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Il “rito” laico mattutino della giustificazione dell’assenza è l’abbraccio a distanza, rinnovato ogni giorno, che solennemente ribadisce, davanti all’alunno e figlio, l’alleanza tra genitore e insegnante nell’affetto e nella cura per lui.

 

La vignetta qui sopra si riferisce alla situazione degli Stati Uniti, dove le assenze da scuola sono ormai un problema nazionale (come si può vedere anche dalla fotografia che conclude questo articolo). Ad Anticoli Corrado le cose non stanno (ancòra?) così, e tutti ― genitori e insegnanti ― operiamo perché così non stiano mai. Affinché i bambini e i ragazzi anticolani non arrivino mai a considerare “normale” un così scarso rispetto per la propria vita scolastica da indurli poi, quando andranno alle “superiori” e godranno di maggiore libertà, a comportamenti che potrebbero essere molto rischiosi.

Perciò ho deciso di scrivere questo articolo: perché ho l’impressione che alcuni (ovviamente non solo ad Anticoli, e non solo tra i genitori) si siano fatti un’idea errata del significato della cosiddetta “giustificazione” delle assenze da Scuola. E che perfino una parte di noi educatori, quale che sia il ruolo che ricopriamo, non abbia ben chiari il valore e l’importanza di quell’umile “pezzetto di carta”.

Vi è chi “pensa” e dice, addirittura, che la richiesta, da parte degli insegnanti, della giustificazione dell’assenza da Scuola sia “una dimostrazione di sfiducia nei confronti della famiglia”!

Verso tale idea, chi opera nella Scuola e le famiglie stesse, a mio parere, devono essere compatti nel dimostrarne l’erroneità e la pericolosità. Da parte mia, faccio quel che posso da anni. E oggi con questo articolo, le cui intenzioni positive saranno comprese, ne sono certo, da chiunque non sia prevenuto.

La giustificazione delle assenze è l’opposto di una manifestazione di sfiducia nei confronti dei genitori degli alunni. È, al contrario, un pilastro (forse il pilastro) del rapporto di fiducia reciproca tra la Scuola e le famiglie, tra genitori e insegnanti. Senza la giustificazione, la Scuola (e le tante ore delle proprie vite che i bambini e i ragazzi vi trascorrono) perderebbero ogni significato, con le dolorose conseguenze che in altri paesi sono già in atto (come si vede dalle illustrazioni di questo articolo)... Clicca qui per continuare a leggere su ScuolAnticoli. Oppure:

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L’insegna che negli Stati Uniti contraddistingue i locali pubblici responsabili. Il testo dichiara solennemente che il locale che lo affigge (bar, negozio, centro commerciale e quant’altro) non permette l’ingresso ai minori in orario scolastico. In basso, notate il numero della linea telefonica sempre attiva a cui chiunque è tenuto a segnalare le assenze ingiustificate da Scuola.

(Domenica 21 settembre 2014. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

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Claudia onora ScuolAnticoli con la sua presenza con questa pagina e con questa.

(Martedì 16 settembre 2014. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

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Come mozza le teste l'Europa e le nasconde in fondo al Mediterraneo. (Martedì 16 settembre 2014. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

(Martedì 16 settembre 2014. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

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Bentornata, Italia!!! Alla faccia di tutti quelli che non ci amano!!! (Clicca sull'immagine, se la vuoi in formato desktop!). (Mercoledì 10 settembre 2014. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

Bentornata, Italia!!! Alla faccia di tutti quelli che non ci amano!!! (Clicca sull’immagine, se la vuoi in formato desktop!).

(Lunedì 15 settembre 2014. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

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La grave ingiustizia del cosiddetto “accorpamento classi”

I bambini non sono sardine. (Giovedì 7 novembre 2013. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

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Contenuto dell’articolo:

1. I cosiddetti “accorpamenti” di classi sono illegittimi, dannosi e pericolosi.

2. Contro di essi, cosa possono fare i docenti, i genitori e (nelle scuole superiori) gli studenti?

3. La legislazione sulla sicurezza delle classi.

4. Modulistica per gli insegnanti e per i genitori.

 

1. I cosiddetti “accorpamenti” di classi sono illegittimi, dannosi e pericolosi.

 Nelle Scuole può il dirigente scolastico assegnare supplenze, anche brevi, per evitare che le classi siano “accorpate” (ancor più di quanto già lo sono per colpa dei governi italiani di finta sinistra-destra) danneggiando l’attività didattica e indebolendo la sicurezza fisica dei bambini?

Su questo punto cruciale è in corso una difficile, talora aspra, discussione fra molti dirigenti scolasti­ci e amministrativi, contrari (la parte più paurosa dei dirigenti? la più asservita alle forze politiche? qualcuno che, addirittura, ha contratto o vuol contrarre debiti di “riconoscenza” con la classe politica?) e la stragrande maggioranza delle/dei docenti, per la maggior parte favorevoli, sostenuti dai sindacati.

Perché le famiglie degli alunni non si fanno sentire?

Sul tema, quanto mai importante, mi è stato segnalato il testo che segue... Clicca qui per continuare a leggere su ScuolAnticoli

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(Lunedì 8 settembre 2014. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

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La “buona Scuola” di Matteo Renzi

L’unica buona Scuola di Matteo Renzi, del Pd democristiano e dei berluscisti è la Scuola morta, lo sappiamo da anni e ne abbiamo oggi l’ennesima conferma. Clicca qui per scaricare il mellifluo depliant pubblicitario di regime dell’ennesima finta riforma per derubare i bambini e i ragazzi italiani e per consegnarli a una casta di “caporali(alias i dirigenti scolastici e i loro “cocchetti”) e a insegnanti ridotti in schiavitù (tre anni di lavori forzati extra-contratto gratuiti, poi si vedrà) col ricatto del trasferimento forzato. E privati di ogni potere con il golpe scolastico della riduzione del Collegio docenti a consiglio dei docenti, cioè a organo solo consultivo. (Golpe che fa il paio, del resto, col colpo di Stato della riduzione del Parlamento a megafono del cosiddetto premier).

(Mercoledì 3 settembre 2014. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

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Capi, capetti, "caporali"

"Capi, capetti, caporali", di Luigi Scialanca. (Martedì 2 settembre 2014. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com)

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Cosa c’è che non va? I capi.

In ogni impresa, in ogni attività, in ogni luogo, ovunque cerchiamo di realizzare qualcosa insieme, ecco che arrivano i capi.

Chi sono? Sono quelli che nella vita non sono riusciti né a stare insieme né a far da soli. Perciò vengono a infastidire noi, a ostacolarci, ad addolorarci, a farci fallire.

A far di tutto per sfasciare tutto.

 Non capi, no: “caporali”, nell’accezione che diede al termine il grande Totò.

Un capo vero andrebbe scritto con la C maiuscola, perché è l’opposto del “caporale”...

 

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(Martedì 2 settembre 2014. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

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(Giovedì 28 agosto 2014. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

(Giovedì 28 agosto 2014. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

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Il Credente e la sua Cura

Il Credente e la sua Cura. (Giovedì 21 agosto 2014. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

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Chi è il credente, allo stato puro? È chi può essere convinto di qualcosa ― qualunque essa sia ― che non ha pensato da sé. Che non ha visto coi propri occhi. Anzi: che non ha sentito con tutto il corpo. Insomma: chi può essere convinto di ciò che non gli è successo.

Come tale, il credente è chi può essere modificato e trascinato soltanto con la parola, senza toccarlo con alcun affetto, né positivo né negativo. Il credente, dinanzi alla fredda parola ― dinanzi alla parola ripetuta freddamente ― non è capace di ribattere: “Preferirei di no”. Il credente, se si sa come prenderlo, dice sempre: “Sì, credo”. E da quell’istante è spacciato.

Pochi, naturalmente, si riducono davvero in quello stato: il credente allo stato puro, il credente assoluto, è abbastanza raro, grazie alla relativa salute mentale della maggior parte dell’Umanità. Il tipo più diffuso è il credente-non credente, che vive in una perenne, tormentosa confusione tra sé stesso (cresciuto, più o meno felicemente, interagendo con tutti quelli che l’hanno più o meno toccato e amato davvero) e l’altro, che i suoi credi hanno fabbricato in lui senza toccarlo, con freddo odio.

Il credente è più sicuro e rassicurato del non credente? Sì, ma solo nella misura in cui ubbidisce al credo. Nella misura, cioè, in cui smentisce, preoccupa, addolora e fa impazzire sé stesso, quello vero.

Cosa può fare il credente per curarsi e star meglio? Smentire tutto ciò in cui crede, e tornare a ciò che sente. Non, cioè, opporre al credo un credo diverso (non, per esempio, credere a queste mie parole), ma sentire il puro piacere di dire affettuosamente: “Non credo”. Dare a sé stesso la gioia di esprimersi, per quanto approssimativamente possa farlo agli inizi, dopo una vita di umiliazioni da parte del credente installatosi in lui. E se, le prime volte, piacere e gioia fossero così intensi da sembrare dolorosi, e perfino paurosi, non preoccuparsi troppo: le gambe non fanno forse male, quando non si è camminato per tanto tempo? Ma nessuno se le fa amputare per questo.

Qualche semplice esercizio per cominciare? Ecco qua.

Prendete una credenza (non il mobile, ma un vostro credo) e provate a smentirla con tutti i sentimenti. Dite, per esempio: “Non credo in Dio”. Se vi sentite bene e non vi vengono idee pazze (del tipo: Se Dio non esiste posso ammazzare il vicino che sposta i mobili alle due di notte), allora procedete pure. Se, invece, le prime reazioni del vostro vero io improvvisamente libero dovessero preoccuparvi (succede, quando il vero io è stato troppo a lungo maltrattato e umiliato dal falso io credente), niente panico: interrompete sùbito l’esperimento (il vostro rumoroso vicino e l’intera Umanità ve ne saranno grati), tornate a credere in Dio e in seguito andate per gradi, cominciando da credenze minime per poi arrivare, piano piano, a credenze sempre più impegnative.

Se non vi sentite sicuri, partite da credenze minuscole, come la fiducia che quel che si vede nei telegiornali sia accaduto davvero, o la convinzione che sopra di voi esista veramente una cosa chiamata cielo. L’importante, per non rischiare contraccolpi distruttivi, è non aggredire per prime le credenze più delicate. Iniziare da: “Non credo che mio padre (o mia madre, o entrambi) mi abbia mai voluto davvero bene”, per esempio, potrebbe essere azzardato quanto iniziare a passeggiare in montagna scalando l’Everest. Fate le cose con calma, non abbiate fretta: a sostituire voi stessi col credente ci avete messo una vita, non potete pretendere di compiere il processo inverso in un amen.

Be’, la prima lezione è terminata. In bocca al lupo (se credete ai lupi)!

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(Giovedì 21 agosto 2014. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

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Robin Williams, ennesima vittima di un '68 in cui "la pseudocultura dell'inconscio inconoscibile" "ebbe soltanto l'ideale della libertà" e "si rivelò un fuoco che distrugge senza scaldare". Perché "la libertà senza identità è anaffettività e dissociazione mentale e comportamentale" (Massimo Fagioli, "Esigenze e bisogni, bisogni ed esigenze", in "Left", 9 agosto 2014, pag. 44). (Martedì 12 agosto 2014. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

Robin Williams, ennesima vittima di un ’68 in cui “la pseudocultura dell’inconscio inconoscibile” “ebbe soltanto l’ideale della libertà” e “si rivelò un fuoco che distrugge senza scaldare”. Perché “la libertà senza identità è anaffettività e dissociazione mentale e comportamentale” (Massimo Fagioli, Esigenze e bisogni, bisogni ed esigenze, in Left, 9 agosto 2014, pag. 44).

(Robin Williams è su ScuolAnticoli ne L’attimo fuggente, 1989, Hook, 1991, e Genio ribelle, 1997).

(Martedì 12 agosto 2014. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

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Prima di far di te stesso il custode di qualcosa, assicurati che NON sia l'Overlook Hotel. (Giovedì 20 febbraio 2014. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

(Giovedì 20 febbraio 2014. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

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320/1000, Alunni e pesci nell'Acquario di Genova. Fotografia di Eclario Barone, 27 aprile 2010.

Le Mille più Belle immagini di ScuolAnticoli...

320/1000, Alunni e pesci nellAcquario di Genova.

Fotografia di Eclario Barone, 27 aprile 2010.

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Omaggio alla Donna anticolana

di Italia D’Andrea e Gianni Guardigli

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ScuolAnticoli ringrazia con tutto il cuore

Marco Occhigrossi

per aver concesso la trascrizione di questo interessante, importante frutto

delle sue generose, impegnative e sempre attente ricerche.

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Il Tour in progress di ScuolAnticoli nella Valle dell'Aniene prosegue con "Passeggiata a Nespolo": 115 immagini, una più bella dell'altra, cliccando qui!

Il Tour in progress di ScuolAnticoli nella Valle dell’Aniene prosegue con...

Passeggiata a Nespolo

115 immagini, una più bella dell’altra...

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Il Tour in progress di ScuolAnticoli nella Valle dell'Aniene prosegue con "Passeggiata a Pietraforte": 80 immagini, una più bella dell'altra, cliccando qui!

Il Tour in progress di ScuolAnticoli nella Valle dell’Aniene prosegue con...

Passeggiata a Pietraforte

80 immagini, una più bella dell’altra...

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Il Tour in progress di ScuolAnticoli nella Valle dell’Aniene prosegue con l'Antica Locanda Arcos di Anticoli Corrado - un luogo dove ogni finestra è un quadro: cento immagini, una più bella dell'altra, cliccando qui!

Il Tour in progress di ScuolAnticoli nella Valle dell’Aniene prosegue con...

lAntica Locanda Arcos ad Anticoli Corrado

...dove ogni finestra è un quadro

100 immagini, una più bella dell’altra, cliccando qui!

Le bellissime foto di Benedetta della Classe 1999 - 2002 di Anticoli Corrado (e non solo): oltre 60 immagini, una più divertente dell'altra, cliccando qui!

Le bellissime foto di Benedetta

della Classe 1999 - 2002 di Anticoli Corrado (e non solo):

oltre 60 immagini, una più divertente dell’altra, cliccando qui!

C'è una persona per bene ad Anticoli, di libero pensiero, professionalità indiscutibile e raro spessore culturale, che non dovremmo mai smettere di ringraziare per il lavoro svolto con i nostri ragazzi negli ultimi venti anni. In un momento in cui la mediocrità sembra essere lo strumento migliore per il successo e elemento distintivo di molti uomini e donne delle nostre istituzioni, penso sia importante rinnovare pubblicamente la nostra più assoluta stima per Luigi Scialanca, da 23 anni grande professore di Lettere nella nostra scuola media e cittadino attento e partecipe alla vita della nostra comunità. Generazioni di ragazzi hanno avuto la fortuna unica di essere guidati a scuola e nella vita dai suoi insegnamenti, dalla sua didattica innovativa e di altissima qualità, dal suo esempio costante di impegno e serietà. Alcune sue iniziative didattiche, come quella del cineforum e del libroforum, hanno insegnato ai nostri ragazzi a non fermarsi all'apparenza, ad analizzare il senso vero e meno visibile delle cose e degli accadimenti, aiutandoli a diventare adulti consapevoli e responsabili. Molti di loro, alcuni ormai padri e madri a loro volta, ben consci della positiva influenza avuta sulla loro formazione dal suo insegnamento, ancora gli esprimono stima ed affetto. Ritengo che la sua presenza e il suo lavoro qui ad Anticoli (invidiato da molte scuole ed esempio per molti insegnanti), la sua umanità e il suo amore per i bambini ed i ragazzi siano beni preziosi da preservare. Grazie, professore, e buon anno scolastico. Laura Amicone.

Quando incendiarono il Comune di Anticoli... (Giovedì 12 giugno 2014. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

Quando incendiarono il Comune di Anticoli

Giovedì 25 aprile 1974, la prima pagina de l’Unità era dedicata al ventinovesimo anniversario della Liberazione dal fascismo e dal nazismo: Nel nome degli ideali della Resistenza e della vittoria sul fascismo25 APRILE: DIFENDIAMO UNITI LE LIBERTÀ E I DIRITTI CIVILI. L’editoriale, Il nostro “No”, era firmato dal comandante partigiano Arrigo Boldrini (1908-2008). Accanto a destra, molto grande, un titolo tipico di quegli “anni di piombo”: Dopo i criminali attentati terroristici dei giorni scorsi FASCISTA SORPRESO A MILANO CON DUE SACCHI DI ESPLOSIVO; in basso, ma molto più piccolo, un titolo non meno drammatico, Si spera nel rilascio di Sossi dopo il blocco delle ricerche, ricordava ai lettori che il magistrato Mario Sossi (1932, vivente) era da una settimana nelle mani delle “sedicenti Brigate rosse”...

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(Giovedì 12 giugno 2014. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

Torneo di pesca ad Agosta: Ottanta immagini, una più divertente dell’altra, cliccando qui!

Torneo di pesca ad Agosta domenica 8 giugno 2014

Ottanta immagini, una più divertente dell’altra, cliccando qui!

Il Tour in progress di ScuolAnticoli nella Valle dell'Aniene prosegue con "Passeggiata a Turania": oltre 100 immagini, una più bella dell'altra, cliccando qui!

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Passeggiata a Turania

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Il Tour in progress di ScuolAnticoli nella Valle dell’Aniene prosegue con...

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Quando in piazza del Mercato ci si arrampicava sulle rocce... Anticoli che non sparisce, su ScuolAnticoli.com, cliccando qui!

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Inesistenza del cielo sopra Anticoli Corrado? E già...

Inesistenza del Cielo sopra Anticoli Corrado

La prima homepage di ScuolAnticoli nel febbraio del 2006.

Alla ricerca del tempo perduto...

Tutte le Classi di Anticoli dal 1982 in poi...

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Tutte le Classi di Roviano dal 1982 in poi...

(Quasi) Tutte le Gite e i Viaggi della Scuola Media Statale Celestino Rosatelli di Arsoli (Roma) e delle sue sedi staccate di Anticoli Corrado, Camerata Nuova, Riofreddo e Roviano: dalle più antiche alle più recenti, dai primi anni '80 a oggi

(Quasi) Tutte le Gite e i Viaggi dal 1980 in poi...

dei ragazzi di ieri e di oggi di Anticoli Corrado, Arsoli, Camerata Nuova,

Riofreddo e Roviano: dalle più antiche alle più recenti, dai primi anni ’80 a oggi.

Vuoi leggere ma non hai tempo? In "Righe di Libri" il tempo per te lo mettiamo noi.

Vuoi leggere ma non hai tempo? In Righe di Libri te lo diamo noi.

La Valle a portata di click: Paesi e Meteo della Valle dell’Aniene.

Tutta la Valle dell'Aniene a portata di click: tutti i Paesi e tutti i Meteo della Valle dell'Aniene.

Le bellissime pagine della Maestra Cristina:

per grandi e piccini.

Le bellissime pagine della Maestra Cristina: per grandi e piccini.

Le Pagine della Valle dell’Aniene, luogo tra i più belli del Lazio e d'Italia.

Le Pagine della Valle dellAniene, luogo tra i più belli del Lazio e d’Italia.

Le Pagine delle nostre Scuole, dei Ragazzi, delle Famiglie e degli Insegnanti: clicca qui per vederle tutte!

Le Pagine delle Scuole

dei Ragazzi, delle Famiglie e degli Insegnanti.

Vuoi tirarti sù?

Vedrai che

l’Inesistenza del Cielo su Anticoli ti farà bene.

Vuoi tirarti sù? Vedrai che l'inesistenza del Cielo su Anticoli Corrado ti farà bene!

Le bellissime Pagine dei nostri ottimi e cari Collaboratori e Amici.

Le Pagine dei nostri cari e ottimi Collaboratori e Amici.

Le Pagine di Anticoli Corrado: com'era, com'è e come (forse) sarà.

Le Pagine di Anticoli Corrado

com’era, com’è

e come (forse) sarà.

Le Pagine del Prof, con i suoi (insopportabili) scritti e commenti d'ogni sorta.

Le Pagine del Prof, con (insopportabili) scritti e commenti d’ogni sorta.

Cosa cerca chi ci trova? Curiose

domande e ancor più

curiose risposte.

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Una Bellissima Signora di 65 anni: la Costituzione della Repubblica Italiana.

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Lo Statuto dei Lavoratori, per conoscere tutti i tuoi Diritti di Lavoratore.

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Quando i Migranti eravamo Noi: una pagina per aiutarci a restare Umani.

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Hai dei dubbi (come li abbiamo noi) sul fatto che in Italia i Diritti dei Minori di 18 anni siano davvero e sempre rispettati Consulta la Convenzione Internazionale sui Diritti dell'Infanzia e scopri quanti Diritti ignoravi di avere cliccando qui!

La Guerra incostituzionale italiana in Afghanistan.

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Hai dei dubbi (come li abbiamo noi) sugli Psicologi a Scuola? Consulta la Carta dei Diritti del consumatore-utente di prestazioni psicologiche e tutti i nostri Materiali sull’argomento cliccando qui.

Psicologi a Scuola? Consulta la Carta dei Diritti e i nostri Materiali su questo argomento.

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Hai dei dubbi (come noi) sul fatto che in Italia e nella Valle dell'Aniene i diritti degli animali siano rispettati? Leggi la Dichiarazione universale dei diritti degli animali.

E tutte le altre Pagine che rendono ScuolAnticoli sempre più interessante.

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Tutta i Paesi della Valle dell'Aniene e dintorni, per un raggio di 30 km. da Anticoli Corrado, a portata di click! E il Meteo di ogni paese per 5 giorni!

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"Si può ritenere che la meraviglia della vita sia sempre a disposizione di ognuno di noi in tutta la sua pienezza, anche se essa rimane nascosta, profonda, invisibile, decisamente lontana. Tuttavia c'è, e non è ostile né ribelle" (Franz Kafka): "I giorni e le notti" - Diario Polifonico.

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L'immagine di sfondo di questa pagina, raffigurante piazza delle Ville ad Anticoli Corrado, è un dipinto dell'artista danese Viggo Rhode (1900-1976). L'ha segnalata a ScuolAnticoli il signor Peter Holck. Rielaborazione grafica di Luigi Scialanca.

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La Terra vista da Anticoli Corrado

Libera Scuola di Umanità, senza fedi né credi,

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Diretta da Luigi Scialanca - Anticoli Corrado (Roma)

Aggiornata al 1°-10-2014. Buon giovedì 2 ottobre a tutti.

Pensieri precedenti

Pensiero del Giorno n° 748

Sentimento senza nome: gioia e dolore così uniti

da non poter distinguerli, se si ama e si è amati

ma per entrambi non può essere che un sogno.

Pensiero del Giorno.

Non tutti i Gatti vengono per Nuocere: Clicca e Vedrai!

 

 

 

 

L’immagine di sfondo di questa pagina, raffigurante piazza delle Ville ad Anticoli Corrado, è un dipinto dell’artista danese Viggo Rhode (1900-1976).

L’ha segnalata a ScuolAnticoli il signor Peter Holck. Rielaborazione grafica di Luigi Scialanca.

 

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