ScuolAnticoli

Libera Scuola di Umanità, senza fedi né credi,

ispirata alle scoperte di Massimo Fagioli e alla Costituzione.

Diretta da Luigi Scialanca - Anticoli Corrado (Roma).

Pensiero del Giorno.

Pensiero del Giorno n° 1.012

Pensieri precedenti

C’è chi, con gesti e parole, si rivolge a... nessuno.

E convince e costringe i bambini a fare lo stesso.

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Un bellissimo mattino di primavera del 1990, una bambina di quasi tre anni, un padre di 39 e una madre di 35 si recarono in un ospedale pediatrico in riva al mare. Avevano prenotato una visita ortopedica poiché una maestra della Scuola dell’infanzia aveva detto loro: “La bambina cammina male”.

Dopo una lunga attesa, durante la quale avevano cercato di giocare e chiacchierare con la figlia senza dar troppo disturbo, vennero introdotti nello studio del medico: un uomo né giovane né vecchio, né gentile né brusco, elegantissimo malgrado il camice, visibilmente ricolmo di sapienza ed esperienza, e circonfuso come un santo da un’aura di venerazione. Il quale, torreggiando sulla bambina, le chiese con severa bonomia di camminare un po avanti e indietro.

“No” disse la bambina.

Il medico non ripeté l’invito. Sapeva che l’avrebbero fatto l’infermiera, la madre e il padre.

“No” disse la bambina all’infermiera.

“No” disse alla madre.

“No” disse al padre.

La situazione era imbarazzante! Ma il luminare la risolse: trasse di tasca un rettangolino di cartone e lo porse al padre, dicendo:

“Questo negativismo esasperato è già, di per sé, sintomo di un problema”.

Il padre guardò il biglietto: recava il nome, il cognome, l’indirizzo dello studio privato, il telefono e gli orari di una neurologa. Non meno illustre, certo, dell’illustre ortopedico.

Poco dopo, mentre la bambina giocava sulla spiaggia là fuori, il padre e la madre, seduti sulla sabbia nel verde della macchia mediterranea, guardandosi negli occhi mandarono a fare in culo l’illustre ortopedico, l’illustre sua collega neurologa, l’illustre ospedale pediatrico cattolico e, naturalmente, anche l’illustre maestra. E con loro tutti quelli che nei piccoli esseri umani son così certi di vedere mostri, che prima o poi delirano di riscontrarne le prove.

Da quel mattino di primavera è passato più di un quarto di secolo. Ma il padre lo ricorda minuto per minuto. Non potrà mai dimenticarlo. Sia perché tutti e tre furono per qualche istante sulla soglia di un incubo fatto realtà, in cui una bambina sana e felice sarebbe stata tramutata in un mostriciattolo. Sia perché egli, da allora, in qualità di insegnante, spesso ha dovuto constatare quanto è difficile difendere i bambini da chi, magari tra mille moine, li crede non ancora umani: preti e suore che delirano “peccati originali”, “medici” e “medichesse” che vogliono correggere “deformità” che vedono solo loro (ma che sono abili a far credere di vedere a chi a loro si affida), politici e amministratori che elaborano strategie per mettere i piccoli “in riga” allineandoli alle cosiddette “necessità” dell’economia, e... sì, anche genitori e “insegnanti” che mai hanno osato mandare a fare in culo tutti costoro.

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(Mercoledì 21 settembre 2014. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

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Di don Anacleto, parroco di Anticoli Corrado da non so più quanti anni, vi dirò quel che NON ha fatto, e molti altri invece sì. Poiché, ciò che ha fatto e fa non spetta a un ateo dirlo. Non a un ateo come me, in ogni caso.

Dunque.

1. Don Anacleto, all’epoca in cui le televisioni private erano illegali, NON ha mai allestito in parrocchia un’emittente televisiva fuorilegge. NÉ, tanto meno, ha mai trasmesso film che, essendo appena usciti al cinema, non potevano essere legalmente trasmessi neanche dall’emittente di Stato. Non solo: don Anacleto NON ha mai organizzato, né in parrocchia né altrove, riunioni di potenti Ordini paramassonici, e parcheggiate sotto casa e chiesa sue, quindi, NON si sono mai viste per metà della notte le lussuose limousine con targhe riservate di tali potenti Ordini. Infine ― per concludere col mio termine di paragone n°1 ― don Anacleto NON è mai entrato senza una regolare autorizzazione in una Scuola pubblica laica, e NON vi ha mai celebrato riti religiosi. Di conseguenza, NON è mai accaduto che un insegnante uscisse per protesta da Scuola durante un rito non autorizzato di don Anacleto, e tale insegnante NON è mai stato da lui additato ai parrocchiani come un agente di Satana.

2. Don Anacleto NON ha mai organizzato ritiri spirituali” in orario scolastico. Quindi NON ha mai astutamente chiesto a un Istituto scolastico di convalidargli tali “ritiri” come “visite didattiche” a un qualche santuario e NON si è mai fatto sorprendere (dall’insegnante di cui sopra) a pranzo in ristorante dopo aver abbandonato nelle mani di una beghina gli alunni a lui affidati. Pertanto, don Anacleto NON è mai stato denunciato alle Forze dell’ordine (dall’insegnante di cui sopra) per il gravissimo reato di abbandono di minori. Inoltre, don Anacleto NON ha mai ingiuriato mendicanti rom davanti ai bambini. E infine ― per concludere col mio termine di paragone n°2 ― su don Anacleto NON sono mai circolate voci che avesse qualcosa a che vedere con dei furti di opere d’arte nelle chiese.

3. Don Anacleto ― al contrario del mio termine di paragone n°3 ― NON si è mai aspramente battuto per far bocciare un alunno (e non perché non ha mai insegnato Religione ma perché, anche se l’avesse insegnata, NON l’avrebbe fatto). Non solo: all’insegnante di cui sopra, che gli spiegava che l’alunno aveva stabilito un buon rapporto con lui, e che pertanto si poteva sperare che l’anno successivo si sarebbe impegnato di più, don Anacleto NON ha mai risposto: “Ma lei, professore, non può mica esser sicuro che l’anno prossimo sarà ancora al mondo: siamo nelle mani del Signore!” (E così ― detto en passant ― don Anacleto NON è prematuramente defunto quell’estate stessa lui, invece dell’insegnante di cui sopra).

4. Nelle gite e nei viaggi organizzati da don Anacleto, NESSUN bambino è mai incorso in un fatale incidente per mancata vigilanza da parte sua. (E questo è tutto ― ed è infinitamente troppo ― per il mio termine di paragone n°4).

5. Don Anacleto ― al contrario del mio termine di paragone n°5 ― durante un rito funebre da lui officiato NON ha mai pubblicamente accusato i congiunti della defunta (o del defunto) di averla addolorata (o addolorato) con il loro ateismo. E NON l’ha fatto perché don Anacleto NON è un vile pupazzo senza cuore dalla vocetta da castrato, incapace della benché minima empatia con i sentimenti altrui. No, don Anacleto NON è così.

6. Don Anacleto ― al contrario del 6° e ultimo dei miei termini di paragone ― NON è mai stato oggetto della peggiore accusa che si possa muovere a un sacerdote. Anzi: NON è mai stato neppure calunniato in tal senso, poiché tra coloro che don Anacleto ha frequentato, evidentemente, NON vi sono mai stati individui capaci di simili calunnie.

Eppure, chissà perché, don Anacleto NON ha fatto carriera. NON è un alto prelato. NON si aggira con passi felpati per le lussuose sale del Vaticano. NON lo invitano a pontificare nei talkshow. Forse perché la Chiesa cattolica, come se essere una Chiesa non bastasse, è anche in Italia?

Che può dire di più, un vecchio ateo di un prete, senza che lo accusino di non esserlo per davvero?

Solo questo: don Anacleto sarà pure un sacerdote, non lo nego, tuttavia è rimasto umano.

Post scriptum: caro don Anacleto, mi raccomando: continua così almeno finché campo io! Se no che figura ci faccio?

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(Domenica 25 settembre 2014. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

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“Ora abbiamo imparato che l’intero [sic] Universo si regge su un equilibrio precario che si potrebbe rompere in un qualunque momento”. Lo dice Guido Tonelli, professore ordinario di Fisica generale presso il dipartimento di Ingegneria dell’informazione dell’Università di Pisa, in un articolo, La fine dell’Universo interroga la filosofia, apparso su la Lettura del Corriere della sera domenica 18 settembre.

“Scienza” apocalittica, a uso e consumo del “baraccone” mediatico? O siamo di fronte a un fenomeno che non possiamo liquidare con una battuta? Che merita, anzi, tutta la nostra attenzione?

A quanto pare, aver “dimenticato” lesistenza dell’Umanità sta portando la Scienza ― pur mentre giunge a toccare le fondamenta dell’Universo, del Tutto, della Realtà medesima ― a “dimenticare” anche l’esistenza propria. E, di conseguenza, a tornare a sparire nella religione.

Credere che l’Universo possa dissolversi in ogni momento equivale, infatti, a credere che l’Universo non esista. Che l’Universo, cioè, sia inessenziale (insieme a tutto ciò che lo compone, agli oggetti di tutte le scienze, e alle scienze stesse) rispetto a... che cosa? Cos’è essenziale, allora? Cos’è che non può dissolversi in ogni momento? Il Nulla? Dio?

In entrambi i casi (che poi son forse un caso solo, poiché la fede in un Dio reale e la fede in un Nulla reale sono probabilmente la stessa fede), la Scienza scompare, poiché di Dio e/o del Nulla (e/o di qualsiasi altro Essenziale Assoluto) non è possibile scienza alcuna.

E non rimane che la religione.

È logico che ciò accada, è razionale: cos’altro resta se non la religione a una Scienza che, non limitandosi a servirsi della Matematica, ne abusa per dichiarare inesistente quel che alla Matematica non soggiace ― vale a dire “soltanto” l’umano ― poiché, essa crede, ammetterne la presenza “turberebbe il suo rigore”?

Certo, con la sola Matematica si possono descrivere esattissimamente infinite realtà misurabili. Ma “ora” che la Scienza (da un secolo!) è arrivata a confrontarsi con le fondamenta della Realtà (cioè proprio con quel che sorregge l’Universo, e non lo fa sparire “in qualsiasi momento”), be’, o la Scienza “si accorge” che l’Universo si regge proprio sull’Umanità, o tutto, appunto, le si dissolve davanti, essa rimane senza oggetti, impotente: alle prese, ma senza costrutto, con pure apparenze, con assai meno che miraggi. Il che, volenti o nolenti, consapevoli o inconsapevoli, significa regredire a fare “ricerca” di Dio.

Pur di non riconciliarsi con l’umano, insomma, la Scienza si suicida: ridiventa teologia.

Non è vero? Può darsi. Ma allora, professor Tonelli, perché avete ricominciato a lanciare moniti apocalittici come se fossimo tornati nell’anno Mille?

(Lunedì 19 settembre 2014. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

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(Mercoledì 14 settembre 2014. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

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Martedì 13 settembre riapre la Scuola Elementare e Media di Anticoli Corrado. Una Scuola che conosco bene, poiché insegno nella Media dal 1990. Gli alunni di allora hanno oggi quasi quarant’anni, i più giovani, che incontrerò domattina per la prima volta, solo undici. Penso, dunque, di poter parlare di questa Scuola con più esperienza di ogni altro, e con passione almeno altrettanto forte. E conoscendo il mondo circostante, in particolare la Valle dell’Aniene, penso di poter fare anche dei confronti. Poiché, però, quasi nessuno mi chiede né una cosa né l’altra, ecco qui ― in breve ― quel che ho da dire.

1. La Scuola Elementare e Media di Anticoli Corrado (in rapporto, naturalmente, alle situazioni offerte dal contesto ambientale) è una Scuola ottima, e pertanto fra le migliori. Da quando sono qui, ho visto sempre arrivare dalle Elementari bambine e bambini molto ben preparati, e tre anni dopo li ho visti andar via, adolescenti, preparati perfino meglio. Come dimostra, se non altro, il fatto che i laureati (che nel resto d’Italia purtroppo diminuiscono) ad Anticoli, dal 1990 a oggi, sono in costante aumento.

2. Ma l’alto livello della nostra Scuola non è fortuito: è il frutto di un impegno pluridecennale da parte degli Alunni, delle Famiglie e dei migliori tra gli Insegnanti che qui si sono susseguiti, e che non di rado hanno dovuto affrontare ― come se non bastasse la naturale difficoltà di un lavoro così arduo ― resistenze talora perfino aggressive da parte di alcuni. Certo, vi sono stati e vi sono anche dei problemi (uno per tutti le cosiddette pluriclassi: un’incostituzionale indegnità), ma venuti dall’esterno e dall’alto, e affrontati dagli Alunni, dalle Famiglie e dagli Insegnanti con tale bravura, che posso affermare senza tema di smentite che la preparazione delle Ragazze e dei Ragazzi di Anticoli non ne ha sofferto in alcun modo: tra quelli che per primi sono passati per le pluriclassi, molti si stanno oggi diplomando e laureando con ottimi risultati, e aumentano sempre più.

3. È falso, quindi, ciò che alcuni sostengono sulla base di puri e semplici pregiudizi e senza sapere di cosa parlano: le Bambine e i Bambini, le Ragazze e i Ragazzi di Anticoli Corrado non escono dalla loro Scuola meno in grado di altri di affrontare il vasto mondo. È vero esattamente l’opposto: ne escono “con una marcia in più”, e a chi non li guarda coi paraocchi, o addirittura con odio, lo dimostrano di continuo.

4. È una pericolosa illusione credere che una situazione di questo livello si possa trasferire altrove senza danneggiarla. Una Scuola che funziona è come un fiore meraviglioso, curato per anni con attenzioni continue: non lo si può trapiantare in un terreno diverso senza fargli correre gravi rischi. Se quel terreno è troppo diverso per un insieme di fattori (non tecnici, ma umani) che non sono stati attentamente analizzati, il fiore può appassire, e per guarirlo possono volerci anni: dieci, venti, o perfino di più, e sempreché si abbia la fortuna di trovare “giardinieri” altrettanto validi. Ma in realtà non è di un fiore, per quanto bello e prezioso, che stiamo parlando: stiamo parlando di inestimabili, giovanissimi esseri umani, cioè, né più né meno, del futuro di Anticoli Corrado per un’intera generazione.

5. Forte di queste certezze ― certezze, ripeto, che posso dimostrare a chiunque si prenda la pena di ascoltarmi non per fare un favore a me, che di favori non ho bisogno da alcuno, ma nell’interesse delle figlie e dei figli delle Anticolane e degli Anticolani ― auguro alle Alunne, agli Alunni e alle loro Famiglie un ottimo Anno scolastico 2016-2017. E, a chi ha l’onore e l’onere di poter prendere decisioni sul loro futuro, di farlo con la stessa passione e la stessa intelligenza con cui la Scuola Elementare e Media di Anticoli Corrado lavorerà affinché anche quest’Anno, come i precedenti, sia ottimo davvero.

P.s.: a proposito, ecco qui sotto un esempio (risalente al 2003) di quanto sia prezioso, nella Scuola, il “terreno” umano di cui sopra, e di quanto sia importante tenerne conto quando ci si occupa non di oggetti da incastrare l’uno con l’altro secondo regole matematiche, ma di esseri umani...

(Lunedì 12 settembre 2014. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

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Come riconoscerli?

1. I giovinacci hanno tra i venti e i quaranta-quarantacinque anni. Talvolta possono dar segni di avviarsi a diventarlo già a tredici. Ma il criterio dell’età, da solo, non li identifica neanche presuntivamente.

Vediamone perciò qualche altro.

2. I giovinacci odiano gli esseri umani ― o, per meglio dire, quel che ci rende unici, la nostra umanità. Ciò non impedisce loro di trovarsi vicendevolmente simpatici per qualche tempo, né tanto meno di illudersi che tale “simpatia” sia autentica. Troppo stupidi per comprendere che se tutti gli esseri umani fossero mostri lo sarebbero anch’essi, i giovinacci non perdono occasione per diffamare la nostra specie. Ovviamente, dati gli scarsi mezzi intellettuali di cui dispongono, la loro propaganda anti-umana è di bassissimo livello, paragonabile a quella di una beghina. Il che ci permette una prima generalizzazione: i giovinacci sono beghine ben dissimulate.

3. L’odio, dunque ― un odio freddo, spassionato ― è nei giovinacci lo stato mentale dominante. Essi cercano, più o meno consapevolmente, di celarlo atteggiandosi a “simpatici” “compagnoni”. Ma cos’è la perpetua “simpatia” se non vacuità? E cos’è la vacuità se non l’espressione di un’assoluta incapacità di empatia? Il gelido odio dei giovinacci si distingue da quello dei vecchiacci proprio in questo: nella maschera di “simpatia” che pretenderebbe di nasconderlo. E si tradisce, però, nella glaciale ironia ― che il “simpatico” sorriso non riesce ad arginare ― con cui aggrediscono l’incauto che lascia trapelare sentimenti sinceri. Un’ironia che i giovinacci, se le vittime ne percepiscono la violenza, son sempre pronti a definire “scherzosa” per accusarle di non aver capito le loro “simpatiche” battute.

Non vi è che un modo per far emergere l’odio dei giovinacci dalla fredda palude che lo copre: portarli a “sclerare”. Ma con prudenza, poiché ― se la situazione è loro propizia ― quando l’odio esplode possono diventare tanto più violenti quanto più a lungo lo hanno celato e compresso.

4. I giovinacci ― va detto benché non li giustifichi ― sono figli di padri e madri che non li amarono. Ed è, questa, una delle caratteristiche più facilmente individuabili: basta far caso alla loro continua, esagerata venerazione dei propri genitori. Vivi o preferibilmente defunti che siano.

5. In quanto figli non amati ― oltre che per ovvi e infelici motivi anagrafici ― i giovinacci crebbero totalmente immersi nell’amerikana ideologia mercificante delle televisioni berlusciste e, poi, della Rai berluscistizzata. Abbandonati dinanzi a esse (anzi: in esse) i giovinacci si sono convinti che tutti siano spregevoli e che non esistano che merci. Che tutto e tutti siano merci. Perfino loro stessi. Convinzione che tradiscono quando approvano ed esaltano non solo le leggi contro i lavoratori dei governi-sgherri delle tirannie finanziarie globali, ma addirittura i padroni: ai giovinacci piace essere trattati come schiavi ― purché possano dissimulare tale perversione sotto veli ideologici fatti propri “a pappagallo” ― poiché ciò corrobora il loro profondo, ancorché inconsapevole, disprezzo per sé stessi.

6. In fatto di religione, i giovinacci si credono agnostici. Solo che l’agnosticismo, come tutto in essi, non è altro che una messinscena. In realtà sono religiosissimi, ma di una religiosità che tende al solipsismo. S’infatuano, cioè, per fedi non organizzate, a diffusione esclusivamente mediatica, tanto più maniacali quanto più elaborate in solitudine davanti a uno schermo in una realtà virtuale: (nazi)ecologisti, (nazi)animalisti, antivaccinisti, antiumanisti estremi che fantasticano (delirano) un mondo totalmente “ripulito” dalla presenza umana. L’individualismo fanatico (nazista, appunto) è la cifra comune di religioni siffatte.

Un ovvio corollario di tale caratteristica è l’odio dei giovinacci per i bambini, benché talora camuffato, al solito, da una maschera di “simpatica” quanto gelida svenevolezza. Essi tendono, perciò, a non avere figli, ma per una ragione ― il “puro” odio contro l’umanità ― che niente ha a che vedere con i motivi di chi giovinaccio non è.

7. Le condizioni socioeconomiche dei giovinacci sono, quasi sempre, medie. La disoccupazione è rara, tra loro. La bizzarra mistura di individualismo e subalternità che li contraddistingue, infatti, è gradita alla maggior parte dei padroni. Frequentemente, purtroppo, li si incontra a contatto col pubblico: dietro uno sportello o, peggio, tra gli infermieri di un ospedale, gli assistenti di un ricovero per anziani, le puericultrici di una scuola per l’infanzia. E lì, ovunque si trovino a occupare una posizione “dominante” su chi è più debole e indifeso, i giovinacci ne approfittano ― al riparo, ovviamente, da occhi indiscreti ― per vessare, maltrattare, o quanto meno schernire con fredda ironia, gli esseri umani loro affidati.

8. Intendiamoci: solo una parte dei tatuati sono giovinacci. Ma i giovinacci, in compenso, sono tatuati quasi tutti. Essi, infatti, odiando l’umanità, non possono non odiare il corpo umano, compreso il proprio. Non, però, nel senso che tendano a torturarlo direttamente: non troverete, fra loro, anoressici, bulimici, autolesionisti, tricotillomani. I giovinacci, al contrario, aggrediscono sé stessi per “abbellirsi”, per “migliorarsi” sottoponendosi a diete, ginnastiche e addestramenti eccessivi, abnormi. E il loro aspetto, perciò, è quasi sempre caratterizzato da un’inquietante stranezza, da una sottile disarmonia “superumana” ottenuta a furia di interventi brutali; o quanto meno, appunto, a furia di “decorazioni” che ― come tutte le decorazioni ― sottintendono l’idea che il substrato a cui vengono imposte (il corpo umano, in questo caso) sia, allo stato naturale, inguardabile.

9. I giovinacci non hanno, mai, una vita sessuale ad altezza umana. Vedono gli altri come cose ― e cose brutte, per di più ― e tale delirio non consente loro il benché minimo coinvolgimento affettivo. Il giovinaccio e la giovinaccia, quindi (mai insieme, sempre nei confronti di chi giovinaccio non è) praticano una sessualità in apparenza molto “libera”, “disinibita”, proteiforme e promiscua. Ma anche questa è solo messinscena: in realtà non fanno che ripetere all’infinito la medesima, stereotipata utilizzazione del partner per masturbarsi, carica di disprezzo e di nauseata insofferenza. Non hanno, perciò, ricordi d’amore. Tranne, talvolta, qualche contraffazione di rimpianto.

10. Infine ― ed è la loro caratteristica più interessante, benché solo in senso “anticolano” ― i giovinacci si contraddistinguono per non essere stati alunni del professor Scialanca.

Il che non significa, è ovvio, che tutti coloro che non hanno avuto questa fortuna siano giovinacci.

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(Domenica 11 settembre 2016. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

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(Giovedì 8 settembre 2016. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

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“L’icosaedro! Uno dei solidi più ammirati dagli antichi Greci!... E dai virus, vedo!” esclama il matematico Marcus du Sautoy nel documentario Geometrie invisibili (supplemento del Corriere della sera di sabato 27 agosto 2016) constatando che anche il microrganismo ha venti facce.

“La matematica è il codice dell’Universo” soggiunge. “Del quale, grazie a essa, realizziamo descrizioni che sono forse le migliori possibili”.

Senza dubbio ha ragione. Ma è anche vero (sebbene non lo dica) che la matematica, da sola, pur illuminando nei minimi dettagli l’efficienza della Natura e fornendoci i mezzi per essere almeno altrettanto efficienti in tutto ciò che facciamo ― non distingue l’inorganico dall’organico. Né, tanto meno, il particolarissimo organico umano.

I matematici ammettono che la regolarità che trovano ovunque non ha un potere assoluto: “forze contrastanti”, dicono, fanno sì che niente, nell’Universo, si sottometta totalmente a essa. Le bolle di sapone, come i mondi, non sono mai sfere perfette. Le cellette di un alveare, benché il loro disegno esagonale consenta la massima economia di cera, non sono mai esagoni perfetti, così come non lo sono le rocce del Cammino del Gigante. La struttura di un albero è frattale, sì, ma non del tutto. Perfino gli effetti della gravità si complicano a tal punto, a mano a mano che si fanno più numerosi i corpi che insieme ne risentono, che non si è ancora riusciti a calcolarli con precisione.

Però, si affrettano a dire i matematici, ogni forza che contrasta la regolarità e l’efficienza della Natura ― per esempio quella del vento, che rende meno geometriche le chiome degli alberi ― è a sua volta descrivibile matematicamente. E dunque, via via che i computer saranno più potenti, verrà il giorno in cui perfino il processo per il quale il battito delle ali di una farfalla a New York provoca un uragano in Cina sarà calcolabile fino all’ultimo decimale.

Ma... e la forza contrastante umana?

Senza scomodare Jackson Pollock ― come fa Marcus de Sautoy nel documentario citato intervistando linventore di un dispositivo meccanico che “dipinge” come lui ― l’epocale crisi finanziaria in corso ha dimostrato perfino agli economisti che il comportamento umano non è prevedibile.

La forza contrastante della mente umana, cioè, mina la regolarità dell’Universo senza sottostare ad alcuna legge matematica. Se non, forse, alla “legge” per cui noi siamo irregolari per natura. Perfino quando proprio non vorremmo esserlo.

Non solo: poiché Dio non esiste ― poiché, appunto, siamo irregolari per natura ― lo è, per prima, la Natura stessa.

Malgrado ciò si continua ― proni al mito dell’efficienza, dell’ordine, e forse, anche se i matematici si guardano bene dall’esplicitarlo, soprattutto dal mito della volontà divina, che guarda caso ci viene descritta sempre più spesso da teologi e papi come assolutamente razionale ― a tentare di spiegare anche l’essere umano soltanto in termini matematici, e a rinchiuderlo di conseguenza, fin da bambino, in gabbie efficientistiche matematicamente calcolate per essere ancora più rigorose delle cellette di un alveare.

Si continua, cioè, a tentar di domare e neutralizzare l’unica forza davvero contrastante la disumanità dell’Universo: la mente umana.

Con quali esiti, se il tentativo, per assurdo, riuscisse?

È presto detto: sotto la tirannia assoluta della matematica indubbiamente sovrana della Natura, il mondo diverrebbe (per noi) inabitabile e l’Umanità si estinguerebbe. In un modo o nell’altro.

Sia chiaro: anche senza la matematica noi non potremmo sopravvivere né comprendere alcunché, questo è certo. Ma è un po’ come per l’aria che respiriamo: senza si muore, ma solo d’aria non si vive.

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(Giovedì 25 agosto 2016. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

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Marco Occhigrossi

Non è più con noi un grande uomo, buonissimo, saggio, affettuoso, simpatico, disponibile, che ha onorato Anticoli con la sua attività culturale e ha sempre diffuso intorno a sé un’aura di straordinaria umanità: Marco Occhigrossi.

 

Marco Occhigrossi: Alla ricerca del Tassobarbasso.

Marco Occhigrossi: Anticoli Corrado: personalità famose, famiglie, stemmi e curiosità storiche.

 

(Giovedì 25 agosto 2016. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

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1. L’Assemblea pubblica indetta dall’Amministrazione comunale per il 12 agosto 2016.

Venerdì 12 agosto 2016 la nuova Amministrazione comunale di Anticoli Corrado ha convocato un’Assemblea pubblica, la seconda (se non erro) in poco più di due mesi: un’iniziativa encomiabile, che corrisponde agli impegni presi, che soddisfa le richieste di partecipazione e trasparenza avanzate da gran parte della Cittadinanza, e che spero continui per tutto il quinquennio. Molto positivo, del resto, mi sembra anche lo stile di queste assemblee: non propagandistiche conferenze a senso unico degli amministratori, ma dibattiti alla pari tra essi e il pubblico.

Tanto più mi è dispiaciuto, quindi, constatare che il pubblico... non c’era: eravamo sì e no una decina, a far domande, ad ascoltare le risposte e a replicare. Come mai? Eppure gli argomenti in discussione, dei quali vi parlerò tra poco, non solo erano molto importanti di per sé, ma di grandissimo interesse anche per valutare l’effettivo orientamento dell’Amministrazione Meddi e la sua reale volontà e capacità di incidere positivamente sulla difficile (benché appassionante) realtà anticolana.

Ripeto, dunque: come mai non c’era (quasi) nessuno?

Io un’idea ce l’avrei: le Anticolane e gli Anticolani (non tutti, certo) non sono venuti perché temono (o alcuni, forse, sperano) che l’Amministrazione di Anticoli al Centro si “sbracherà” più o meno presto, non farà niente più delle precedenti, e ad Anticoli tutto resterà come prima. Alcuni perché un po’ disperati (il che sarebbe comprensibile, viste le pregresse delusioni). Altri perché disperanti, cioè per farci disperare tutti.

Spero che entrambi ― sia gli sfiduciati, sia quelli che tentano di spargere sfiducia ― saranno smentiti dai fatti. E, a giudicare da quel che ho sentito e udito ieri, penso che possano essere smentiti dai fatti.

Purché, però, gli amministratori non si lascino scoraggiare dalle difficoltà, dalle resistenze, da talune vere e proprie stupidità e da taluni veri e propri veleni, e non cadano nelle trappole che vengono loro tese più o meno astutamente, più o meno ignobilmente.

Un appunto va dunque rivolto, mi sembra, non solo alle cittadine e ai cittadini che ieri ― cadendo in trappola loro per primi ― non c’erano, ma anche alle amministratrici e agli amministratori che brillavano... per la loro assenza. Presenti, infatti, oltre al Sindaco, Vittorio Meddi, erano solo Francesco De Angelis, Daniele Misnoli e Barbara Speranza. E, per l’opposizione, Mara Falconi. E gli altri?

Attenti! La disaffezione (che è l’anticamera del fallimento) comincia sempre, come la puzza del pesce, dalla testa! Alcuni (spero non molti) dei cittadini che hanno disertato l’assemblea l’hanno fatto apposta per spingervi alla disaffezione: non cadeteci!

Sarebbe dunque opportuno, a mio parere, che le prossime volte, aprendo l’Assemblea, gli amministratori presenti ragguaglino sinteticamente il pubblico sulle “giustificazioni” (sicuramente valide) fornite dagli assenti.

 

2. La non abitabilità dei pianterreni in certe zone di Anticoli.

In certe parti di Anticoli ― soprattutto, se ho ben capito, in zona “Colli” ― da più di trent’anni il Piano regolatore non consente l’abitabilità dei pianterreni. Nonostante ciò, a quanto pare, essi sono (quasi) tutti abitatissimi (anche se i più “pudichi” dei contravventori li chiamano magazzini).

A questi signori l’Amministrazione, se volesse, potrebbe far passare grossi guai: non solo economici, anche penali! Ma essa, giustamente, non vuole: significherebbe, ha detto il Sindaco, volerli “ammazzare”. Sarebbe disumano, traduco io, e concordo. A questi signori, perciò, sarà dato tempo fino al 31 gennaio 2017 (come stabilisce e consente la legge sulla casa, che ha validità annuale e scade appunto in quella data) per modificare la destinazione delle loro proprietà. Soltanto se non lo facessero, potrebbero scattare le sanzioni. Che, ripeto, sarebbero molto pesanti.

Trovo molto condivisibile questa decisione: non “solo” perché porterà denaro alle esauste casse comunali (per altro con un vantaggio anche per i cittadini interessati, che vedrebbero incrementato il valore dei propri immobili, attualmente invendibili), ma soprattutto poiché mira a metter fine, una buona volta, all’oscena quanto annosa divisione degli Anticolani in “figli” e “figliastri”: “figli” per i quali le regole non valgono, o sono rese molto più elastiche, e “figliastri” per i quali invece sono severe, e senza sconti.

 

3. Loculi e tombe: “figli” e “figliastri” perfino davanti alla morte.

Ma dove la divisione tra le “Cenerentole”, “figliastre”, e le “sorellastre”, “figlie” rasenta l’incredibile è... davanti alla morte! Sì, avete letto bene, ad Anticoli Corrado la famosa “livella” di Totò non funziona: non siamo uguali nemmeno al Cimitero!

I “figli”, infatti, per la concessione della quota di terreno demaniale su cui (o in cui) giacciono le spoglie dei loro cari ― siano loculi o tombe ― non pagano. I “figliastri”, invece, pagano.

Anche su questo punto, l’Amministrazione Meddi ha deciso di riportare Anticoli Corrado in Italia, ristabilendo anche qui l’eguaglianza tra i cittadini sancita dalla Costituzione della Repubblica. Anche su questo punto, dunque, se alle buone intenzioni seguiranno i fatti, l’intollerabile divisione delle Anticolane e degli Anticolani in “figli” e “figliastri” finalmente avrà termine.

Lasciatemi dire che trovo questa divisione mostruosamente ingiusta. E chissà a quanti altri campi si estende, oltre ai due citati! Se l’Amministrazione di Anticoli al Centro riuscirà a ristabilire, in ogni campo, l’eguaglianza fra i cittadini, meriterà, io dico, di essere considerata molto più di sinistra di altre, sedicenti tali.

 

4. Il divieto di sosta in Piazza delle Ville e, più in generale, il rispetto delle regole.

Arriviamo, così, alla fondamentale questione del rispetto delle regole.

E anche qui, purtroppo, troviamo “figli” e “figliastri”.

L’Amministrazione Meddi, meritoriamente, ha deciso di pedonalizzare per tutto il mese di agosto gran parte di Piazza delle Ville. Non solo: come abbiamo appreso ieri, garantisce che in tempi relativamente brevi sarà reso agibile (e quindi “obbligabile”) il piano superiore del nuovo parcheggio, e che, a quel punto, sarà imposto un doveroso divieto di sosta anche in via Roma e accanto alla chiesa di San Pietro. Inoltre, valorosi giovani stanno gratuitamente impegnandosi come vigili ausiliari: non possono elevare contravvenzioni, è vero, ma segnalano le infrazioni a chi può farlo. E anche questo, oltre (e soprattutto) a valorizzare la bellezza incomparabile (e la potenziale ricchezza) di Piazza delle Ville, darà ossigeno alle casse comunali.

Ma, anche qui, purtroppo ci sono quelli che (credendosi più “figli” dei “figliastri”, o semplicemente per dispetto) nun ce vonno sta’.

Trascorrendo molte ore in piazza, posso infatti testimoniare che: 1. Le infrazioni sono continue, e talvolta smaccate; 2. Vengono commesse, purtroppo, anche da alcuni (sedicenti) “sostenitori” dell’attuale Amministrazione. Dimostrando, così, che lo “schieramento” di chi si crede più “figlio” dei “figliastri” è, purtroppo, trasversale.

Basta un’auto che varchi abusivamente la barriera, e si disponga a mo’ di “cacca” dove non deve, anche per pochi minuti, perché sùbito, a mo’ di “mosche” dalla “cacca” attratte, ne arrivino nugoli di altre. E così via, a non finire. Non solo: anche nei tratti in cui la sosta è consentita per mezzora, i “figli” credono che l’obbligo di mettere il disco orario riguardi solo i “figliastri”. E non solo: alcuni di quelli che varcano la barriera, spinti probabilmente dal senso di colpa che si legge sui loro volti imbarazzati o protervi, lo fanno correndo! E creando, così, addirittura un maggior pericolo rispetto a prima!

“Signori” “figli”, sappiate che noi “figliastri” ci siamo stufati! E siamo pronti, se continuate così, a tempestare di telefonate (e di numeri di targa) il Comune e i Carabinieri. Io, almeno, sono pronto.

Ma ritengo non meno doveroso ricordare all’Amministrazione Meddi (nel caso che non ne sia già consapevole) che l’ordinanza su Piazza delle Ville è stata il suo primo atto. E che su Piazza delle Ville, pertanto, essa si gioca la credibilità e la faccia. Poiché, se fallirà su questo punto ― che essa stessa ha reso cruciale, ripeto, facendone il proprio primo provvedimento ― molti penseranno che, a maggior ragione, fallirà anche su questioni ben più ardue.

Su Piazza delle Ville, l’Amministrazione Meddi si gioca tutto. Non perché Piazza delle Ville sia tutto, ma perché, ripeto, la sua fermezza su questo punto sarà la pietra di paragone della sua fermezza su tutto il resto. Si gioca tutto e se lo gioca adesso, in queste ore, in questi pochi giorni.

Su Piazza delle Ville, dunque, l’intransigenza (che in altri casi può essere contemperata dall’umanità) dev’essere assoluta. O è la fine, benché sia solo l’inizio. O l’antipasto sarà anche la frutta.

Detto ciò, tuttavia, va anche detto che, fuori da Piazza delle Ville, l’Amministrazione di Anticoli al Centro si sta giustamente muovendo con delicatezza, a piccoli passi.

Purché i passi continuino, va bene così.

Ma gli oppositori dell’Amministrazione (sia gli esterni ad Anticoli al Centro, dimenticando che essi o i loro sodali non hanno fatto un tubo quando potevano farlo, sia gli interni, anche se con la buona intenzione di “pungolare”) sulla questione delle regole fanno la voce grossa: “Il rispetto delle regole dev’essere totale, assoluto, dovunque, e da sùbito!!!” urlano.

A mio parere, almeno da parte dei critici esterni ad Anticoli al Centro, queste critiche “dure e pure” nascondono un tentativo più o meno consapevole di causare il fallimento dell’Amministrazione Meddi. Sembrano voler spingerla a essere più rigorosa e conseguente, ma in realtà cercano di spingerla verso un precipizio.

Mi spiego meglio con un esempio.

Immaginate di dover avvitare una vite. Quale attrezzo usereste? Ovviamente un giravite. Una vite, infatti, va girata. E, a ogni giro, entra di più e diventa più salda. Cosa pretenderebbero, invece, i “duri e puri”? “No!” gridano. “La vite deve entrare in un colpo solo! Ci vuole il martello! Una botta e via!”

Ma cosa accadrebbe se davvero prendessimo la vite a martellate? Fracasseremmo tutto. Forse ci faremmo male. Certamente falliremmo.

No, l’Amministrazione Meddi fa benissimo (esclusa, ripeto, Piazza delle Ville) a “girare la vite” (dell’educazione di certi Anticolani al rispetto delle regole) col giravite, anziché prenderla a martellate. Purché, però, continui a girarla, questa vite, ogni settimana, ogni mese, ogni anno. E sempre dalla parte giusta.

 

5. Quante facce ha l’Opposizione?

Come si sta comportando, a mio parere, l’Opposizione?

L’Opposizione, mi sembra, sta mostrando non due, ma addirittura tre facce!

A. Una faccia quando è a tu per tu con la Maggioranza: collaborativa, disponibilissima, gentilissima, vota addirittura a favore. A che scopo? Secondo me, per influire. Se è così, spero che non ci riescano.

B. Una seconda faccia quando, insieme a esponenti della Maggioranza, si trova davanti ai Cittadini: allora, come ho scritto al punto 4, l’Opposizione fa la “dura e pura”. A che scopo? Mostrare ai Cittadini presenti che essa sarebbe molto più rigorosa e conseguente della Maggioranza. (Anche se, chissà perché, non lo è stata affatto ― tranne nei confronti di alcuni ― nel quinquennio che grazie alle elettrici e agli elettori ci siamo lasciati alle spalle).

C. Una terza faccia quando, in assenza di esponenti della Maggioranza, si trova a tu per tu coi Cittadini in piazza o sui social: allora tutto e il contrario di tutto vanno bene, pur di dirne male.

Ognuna di queste facce, se fosse autentica, sarebbe ― anche se non condivisibile ― almeno degna di rispetto come ogni volto umano. Ma come fanno a essere autentiche, se sono tre?.

Ripeto: si tratta di mie opinioni e impressioni. E spero, per amore di Anticoli, che siano errate.

 

6. Dov’è LiberAnticoli?

Già, dov’è? Qualcuno l’ha vista?

Sulla questione del Cimitero, per esempio, prima delle elezioni, levarono giustamente alti lai. Ma ieri, all’Assemblea pubblica che discuteva fra l’altro proprio di ciò, nessun esponente della “terza lista” era presente.

Si tratta forse di una precisa “strategia”? Ma che strategia può essere, in tal caso, se non una di quelle che ho tratteggiato nelle righe precedenti?

O forse LiberAnticoli è già stanca? Già demotivata?

Se così fosse (e spero che non lo sia, perché sto parlando di donne e uomini che stimo) si rendono conto che ci si potrebbe domandare quanto sarebbe durato il loro impegno, se avessero vinto le elezioni, dinanzi all’enorme difficoltà di amministrare sul serio? E a parte tutto, anche se hanno avuto pochi voti, non pensano che dinanzi ai loro elettori (e, per certi versi, dinanzi all’intera Cittadinanza, che non può facilmente fare a meno della loro passione e intelligenza) si sono addossati una responsabilità che non potranno considerare esaurita prima del 2021?

Sono certo che lo pensino e se ne rendano conto. E che questa, perciò, sia solo una “pausa estiva”.

 

7. Due rispettose domande alle Forze dell’ordine.

Come tutti sanno, è legale, è giusto ― ed è anche ovvio ― che le Forze dell’ordine godano di un’ampia discrezionalità nel decidere quanto, quando e come agire. Sarebbe assurdo, oltre che offensivo, pretendere per esempio che stiano sempre in piazza a elevare contravvenzioni mentre, magari, da qualche altra parte si commettono crimini. Loro sanno cose che noi non sappiamo, e perciò fanno sicuramente bene a fare come fanno.

Tuttavia, poiché da Piazza delle Ville debbono comunque passare più volte al giorno, non ritengono che se una o due volte alla settimana sanzionassero chi la tratta come una piazza del Far West, l’educazione degli Anticolani alla legalità ― dinanzi ai bambini che in piazza vedono spesso contraddetto quel che viene loro insegnato a Scuola ― ne sarebbe non poco incoraggiata?

E non ritengono che, se così facessero, la malevola e disonesta voce di chi, sussurrando, li chiama, diciamo così, un po’ troppo “selettivi” nella scelta delle regole da imporre, sarebbe messa a tacere una volta per sempre?

Sono domande rispettose, ripeto, che rivolgo ― con intenzione collaborativa, com’è dovere prim’ancora che diritto di ogni cittadino ― a chi svolge quotidianamente un’opera così meritoria e ardua in difesa della nostra sicurezza.

 

Post scriptum

Qualcuno, ad Anticoli, negli ultimi tempi è “sbroccato” fino a ricorrere alla violenza per far valere il proprio punto di vista. Non entro nel merito delle ragioni e dei torti, poiché non li conosco bene: dico soltanto che la violenza non è mai giustificabile. Neanche in chi, magari, dopo il 6 giugno, è diventato molto nervoso. Concludo questo mio intervento, dunque, invitando costoro alla massima calma. E magari a curarsi.

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(Sabato 13 agosto 2016. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

*

 

(Giovedì 19 novembre 2015. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

*

 

(Lunedì 17 agosto 2015. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

*

 

E se dal giorno in cui veniamo al mondo, anno dopo anno, con una serie di riti si tentasse di confondere, in ognuno di noi, l’esperienza umana della vita?

Se con un primo rito si cercasse di mistificare, nei nostri genitori e un domani in noi, il significato umano delle nostre nascite?

Se più in là, con un secondo rito, si tentasse dingannarci sul rapporto umano convincendoci che esso è sacrificio disumano di sé e dell’altro?

Se quindi, con un terzo rito, si cercasse di confonderci sullumana ricerca di ognuno di noi sulla propria storia riducendola a un’interminabile sequela di ammissioni e cancellazioni di colpe?

Se in seguito, con un quarto rito, si tentasse di cancellare, in ognuno di noi, il senso del fondamentale momento del passaggio dall’infanzia all’adolescenza, e con esso il rapporto umano della donna con l’uomo e dell’uomo con la donna?

Se poi, con un quinto rito, si cercasse di devastare, in ognuno di noi, lumanità dell’amore, con le sue gioie e le sue sofferenze, raggelandola in un dogmatico dovere verso la divinità?

E se infine, con un sesto rito, si tentasse di falsificare il significato umano della morte spacciandola per una nascita? E alterando, così, il senso dell’intera vita?

Sarebbe mostruoso, vero?

Ebbene, dipende solo da noi che così non sia. Da ognuno di noi.

(Domenica 17 maggio 2015. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

*

 

(Venerdì 20 marzo 2015. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

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591/1000, "Ca" come Calvino. Tivoli, 26 gennaio 2008.

Le Mille più Belle immagini di ScuolAnticoli...

591/1000, “Ca” come Calvino. Tivoli, 26 gennaio 2008.

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Pietro Gaudenzi

in alcuni degli affreschi perduti del Castello dei Cavalieri a Rodi

fotografie di Luigi Scialanca

dalla Mostra del 2015 ad Anticoli Corrado

La Classe 2013-2016 della Scuola media di Anticoli Corrado

all'Auriella il 7 maggio 2015

In settanta immagini allegre e divertenti...

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Omaggio alla Modella Anticolana

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Sinfonia fatale ― benché il titolo lo renda minaccioso fin dall’inizio ― è un film bellissimo, che consiglio a tutti gli Anticolani di vedere e perfino di rivedere. Non “solo” per i volti, gli scorci e i paesaggi del nostro paese qual era settant’anni fa, ma per i profondi significati, molto interessanti ancora oggi, che esso ci lascia intuire, e dei quali tra poco vi parlerò. E per la meravigliosa bellezza e la straordinaria bravura di Marina Berti, allora ventitreenne: una delle più grandi, ma purtroppo misconosciute, attrici italiane, la cui intensa interpretazione è la principale se non l’unica chiave per comprendere tali significati.

Quel che spiace, infatti, in questo film ― pur bellissimo, ripeto, e magnificamente diretto e interpretato, ragion per cui va dato atto alle case produttrici, la Cristaldi film e la Cecchi Gori home video, dell’ottima decisione di rieditarlo in dvd ― è proprio la caratterizzazione e la sorte del personaggio di Mirella, la bellissima, appassionata, intelligente modella anticolana interpretata appunto da Marina Berti.

Come mai la chiamo modella, anche se nel film non la si vede posare? Poiché, come le eccezionali ragazze anticolane che dalla metà dell’800 alla metà del ’900 furono le muse degli artisti che fecero del nostro piccolo paese un grande atelier di pittura e scultura, Mirella è la vera ispiratrice della sinfonia (fatale, sì, ma solo a lei) che rende famoso e ricco il giovane compositore americano, John, di cui sventuratamente si innamora fin dal loro primo incontro in Piazza delle Ville. E poiché anche Mirella, come le modelle di Anticoli, viene per questo punita con una condanna che per esse fu l’infamia e l’oblio, e per lei è la morte.

Clicca qui per continuare a leggere su ScuolAnticoli!

Oppure:

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Il Complesso Bandistico "Ponte sull'Aniene" di Anticoli Corrado e Roviano a Marano Equo il 3 settembre 2016.

Il Complesso Bandistico Ponte sull’Aniene

di Anticoli Corrado e Roviano

a Marano Equo il 3 settembre 2016

Mercoledì 10 agosto 2016: il Gruppo Bandistico "Santa Cecilia" di Anticoli Corrado, integrato da alcuni elementi del Gruppo Bandistico di Roviano, in piazza Santa Vittoria ad Anticoli Corrado, riscuote calorosi consensi nel suo annuale (e ogni anno migliore) "Concerto d'Estate". Presenta Simona Flammini.

Il Concerto d’Estate del Gruppo Bandistico

Santa Cecilia di Anticoli Corrado

Anticoli Corrado, piazza Santa Vittoria, 10 agosto 2016.

Partecipano alcuni elementi del Gruppo Bandistico di Roviano.

Presenta Simona Flammini.

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e da dieci pubblico le mie riflessioni su ScuolAnticoli.

Questo libro contiene una scelta di 43 scritti,

i più validi e attuali, interamente riveduti e corretti.

Tra di essi, Arturo Martini ’cattivo’ ad Anticoli Corrado,

sul periodo anticolano del grande scultore; Zitelle a Vallepietra,

Modelle ad Anticoli Corrado - Immagini (opposte) della Donna

nel Novecento della Valle dell’Aniene; La Morte e la Fanciulla

- ipotesi sull’anoressia; Babilonia rivisitata e Il sacerdote

e il ragazzino, su Francis Scott Fitzgerald; L’Istituto che quasi

mi uccise, sulle cosiddette “scuole” confessionali; Che ti dice

la Patria, quando la Donna non c’è?, su due celebri racconti

di Ernest Hemingway; Si può ’dimenticare’ un bambino?,

sugli infanticidi in auto e sulla perversa “teoria” del

“può accadere a tutti”; Perché John Kennedy fu ucciso e

Aldo Moro no e La Morte e Stephen King, su Stephen King;

Faye e la scoperta del crimine contro l’Umanità nella (cosiddetta)

’filosofia’ di Heidegger; Lo scolaro che padre e madre odiavano,

su un famoso racconto di Henry James e sulla Scuola;

Nella nuova traduzione italiana di ’The Catcher in the Rye’

c’è qualcosa che non va; L’immaginazione di Tattersall,

sulla ricerca di Ian Tattersall su quel che ci rende umani;

L’assassinio del padre buono, base di ogni potere disumano,

sull’Amleto di Shakespeare; e Karl, Jenny e la pura perla,

sul giovane Marx e sulla ragazza che lo amò.

Ognuno di questi scritti ha avuto centinaia (e alcuni migliaia)

di visualizzazioni e di download su ScuolAnticoli.

Ora li ho interamente riveduti e corretti, in qualche caso riscritti,

e oso sperare che non pochi possano risultare interessanti

e piacevoli a un pubblico perfino più vasto.

Anche se non presumo, ovviamente, che grazie a essi sia la Terra,

una buona volta, a guardare, ascoltare e sentire Anticoli Corrado.

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Il Rafting sull'Aniene della Scuola media di Anticoli Corrado

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Storia di un “magnifico diciannovenne”, Karl Marx,

della ragazza, Jenny, che lo amò e da lui fu amata,

e della “pura perla” che per un attimo, ma non

per sempre, egli “tenne alta alla luce del sole”

Karl, Jenny, Heinrich e la pura perla

oppure, direttamente in .pdf, cliccando qui

La Gita a Livata della Scuola media di Anticoli Corrado

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Clicca qui per vedere il progetto e le immagini nei dettagli!

Clicca su questi link per il video della presentazione

Prima Parte - Seconda Parte - Terza Parte

girato da Carmine Toppi, con gli interventi del prof. Scialanca, degli architetti Misnoli e Saldaneri, e del pubblico in sala!

Il 22 gennaio 1891 nasce ad Ales, in Sardegna,

Antonio Gramsci (1891-1937).

Antonio Gramsci è su ScuolAnticoli in:

Una boccata d’aria pura

Antonio Gramsci sulla religione e sulla Chiesa cattolica

Antonio Gramsci sull’immaginazione e la fantasia (in .pdf)

Antonio Gramsci su Giordano Bruno (in .pdf)

Alla ricerca del tempo perduto...

Tutte le Classi della Scuola media di Anticoli dal 1982 in poi...

Tutte le Classi della Scuola media di Arsoli dal 1982 in poi...

Tutte le Classi della Scuola media di Riofreddo dal 1982 in poi...

Tutte le Classi della Scuola media di Roviano dal 1982 in poi...

E inoltre...

(Quasi) Tutte le Gite e i Viaggi della Scuola Media Statale Celestino Rosatelli di Arsoli (Roma) e delle sue sedi staccate di Anticoli Corrado, Camerata Nuova, Riofreddo e Roviano: dalle più antiche alle più recenti, dai primi anni '80 a oggi

(Quasi) Tutte le Gite e i Viaggi dal 1980 in poi...

dei ragazzi di ieri e di oggi di Anticoli, Arsoli, Camerata Nuova,

Riofreddo e Roviano: dalle più antiche alle più recenti,

dai primi anni ’80 a oggi.

ScuolAnticoli sulla Scuola

(per la Scuola vera, che è di tutti

contro la “scuola” “buona”, che è dei piddino-renzisti)

Perché noi Docenti non dovremmo eleggere i nostri rappresentanti nel comitato di valutazione

(Lunedì 16 novembre 2015)

La “buona” (da mangiare) Scuola renzista

(Venerdì 18 settembre 2015)

Chi è “il primo della classe”?...

(Sabato 12 settembre 2015)

Chi distrugge nei ragazzi la speranza nella Scuola?

(Lunedì 25 maggio 2015)

Un governo che aggredisce gli insegnanti davanti agli alunni non è diverso da...

(Lunedì 8 giugno 2015)

Perché blocchiamo gli scrutini?

(Giovedì 4 giugno 2015)

La “scuola” americana modello della “scuola” renzista: in 45

degli Stati Uniti la scrittura a mano è una materia facoltativa

(Sabato 30 maggio 2015)

La Scuola è un luogo di realizzazione nei rapporti umani...

(Mercoledì 13 maggio 2015)

La Scuola è sotto attacco in tutto il mondo...

(Domenica 12 aprile 2015)

Che cos’è la giustificazione delle assenze da Scuola?

Adempimento ed evasione dell’Obbligo Scolastico

La Fine della Rosatelli di Arsoli, simbolo della Distruzione

della Scuola degli Italiani e della nostra Memoria

Riconosci i falsi insegnanti

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Le bellissime pagine della Maestra Cristina:

per grandi e piccini.

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dal 16 settembre in libreria

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I quattro libri fondamentali della teoria di Massimo Fagioli. In migliaia di pagine, la scoperta della teoria della nascita che ha demolito le false idee di religione e ragione. - L'asino d'oro edizioni.

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ScuolAnticoli nacque nel 2003 dal lavoro, svolto in orario extrascolastico, della Classe 2000-2003 della Scuola media di Anticoli Corrado, della signora Paola Scialanca e del professor Luigi Scialanca. Dall’agosto del 2006 è una Libera Scuola di Umanità diretta da Luigi Scialanca. Il contatore sottostante registra solo le visite alla homepage. Nel 2009 ScuolAnticoli ha avuto 89.853 visualizzazioni di pagina, nel 2010 125.454, nel 2011 150.974, nel 2012 137.123, nel 2013 150.110, nel 2014 160.679, nel 2015 163.144. Dal 1° gennaio 2016, 92.026.

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L'immagine di sfondo di questa pagina, raffigurante piazza delle Ville ad Anticoli Corrado, è un dipinto dell'artista danese Viggo Rhode (1900-1976). L'ha segnalata a ScuolAnticoli il signor Peter Holck. Rielaborazione grafica di Luigi Scialanca.

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La Terra vista da Anticoli Corrado

Libera Scuola di Umanità, senza fedi né credi,

ispirata alle scoperte di Massimo Fagioli

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Diretta da Luigi Scialanca - Anticoli Corrado (Roma).

Aggiornata al 25-9-2016.

Buon lunedì 26 settembre a tutti!

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Pensiero del Giorno n° 1.012

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