ScuolAnticoli

Libera Scuola di Umanità, senza fedi né credi,

ispirata alle scoperte di Massimo Fagioli e alla Costituzione.

Diretta da Luigi Scialanca - Anticoli Corrado (Roma).

Pensiero del Giorno.

Pensiero del Giorno n° 1.148

Pensieri precedenti

I nostri peggiori tiranni sono le cose. Nella loro triplice veste:

quelle di cui priviamo gli altri; con cui ricopriamo noi stessi;

e di cui obblighiamo soprattutto le donne a occuparsi per noi.

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Bella, la copertina di Left di oggi. Mi ricorda tanto la composizione che dal 17 agosto 2015 è in prima pagina su ScuolAnticoli. Secondo me, però, la mia è più riuscita, perché un’Italia in qualche modo “speciale”, “a sé”, “isolata” dal resto del Pianeta ― e per di più, per quanto suggestiva, gigantesca rispetto alla curvatura terrestre ― mi pare contraddica, con l’immagine, l’idea fondamentale affermata col linguaggio. Anche se, va detto, altrimenti sarebbe stata identica alla mia!

(Sabato 21 ottobre 2017. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

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La giornalista e blogger Daphne Caruana Galizia è stata uccisa a Bidnija, nell’isola di Malta, da una bomba che ha fatto saltare in aria la sua auto mentre lei era a bordo. Quindici giorni fa aveva denunciato alla polizia di avere ricevuto minacce di morte. Daphne Caruana Galizia aveva lavorato ai MaltaFiles, l’inchiesta internazionale che indica Malta come lo Stato che fa da base pirata per l’evasione fiscale nell’Unione Europea. La testata Politico.eu l’aveva inserita nella lista delle 28 personalità che stanno agitando l’Europa.

(Lunedì 16 ottobre 2017. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

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(Sabato 14 ottobre 2017. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

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Anticoli Corrado, piazza delle Ville, 20 ottobre 2013:

Estemporanea di Pittura e Fotografia

con Paula Caccavale, Augusto, Carmine, Claudio Napoli, Gianni,

Giovanni e Santino.

Trenta immagini, una più bella dell’altra, cliccando qui!

(Sabato 14 ottobre 2017. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

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(Lunedì 25 settembre 2017. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

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(Venerdì 22 settembre 2017. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

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Sintesi dell’articolo:

1. Non fidatevi di quel che appare nella pagina delle notizie (la cosiddetta home, come se sia la nostra casetta), perché Zuckerberg vi fa vedere solo i post che secondo i suoi algoritmi possono rendervi più interessati alle inserzioni pubblicitarie circostanti. Esempio: se gli algoritmi di Zuckerberg “pensano” che a voi interessino i libri, vi faranno vedere i post che parlano di libri, e molto meno quelli che parlano, per esempio, di superalcolici. E viceversa. Accoppiando a tali post le pubblicità di tali prodotti o di prodotti similari.

Il solo modo per essere sicuri di vedere tutti i post dei vostri amici, dunque, è andare sulle loro pagine personali (almeno finché Zuckerberg non troverà il modo di manipolare anche ciò che appare in esse). Questo post, per esempio, forse lo vedrete solo se visitate ScuolAnticoli o se andrete sulla pagina Luigi Scialanca!

2. Se siete su Facebook (o sulla Facebook, come preferisco chiamarla io dato che è un’azienda), smettete di fare acquisti su Internet! Oppure fateli utilizzando il computer del più povero dei vostri amici. Poiché gli algoritmi di Zuckerberg permettono alle aziende che vendono su Internet di cambiare i prezzi dei loro articoli a seconda delle vostre disponibilità economiche, facendovi prezzi tanto più alti quanto più vi considerano benestanti.

3. Quanto sopra dovrebbe impensierirvi anche se, come me, finora vi siete detti: Che me ne frega se Zuckerberg mi spia? Tanto non ho niente da nascondere!” Già, ma... nemmeno il vostro reddito? È vero che anche i negozi che (contro la legge) non espongono i cartellini, vi fanno i prezzi a seconda di ciò che indossate e dell’auto che avete parcheggiato lì davanti, ma lì almeno potete difendervi andando a fare shopping vestiti da clochard!...

(Giovedì 21 settembre 2017. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

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Caro maestro,
lei dovrà insegnare al mio ragazzo che non tutti gli uomini sono giusti,
non tutti dicono la verità; ma la prego di dirgli pure

che per ogni malvagio cè un eroe, per ogni egoista cè un leader generoso.
Gli insegni, per favore, che per ogni nemico ci sarà anche un amico
e che vale molto più una moneta guadagnata con il lavoro che una moneta trovata.
Gli insegni a perdere, ma anche a saper godere della vittoria,
lo allontani dall
invidia e gli faccia riconoscere lallegria profonda di un sorriso silenzioso.
Lo lasci meravigliare del contenuto dei suoi libri,
ma anche distrarsi con gli uccelli nel cielo, i fiori nei campi, le colline e le valli.
Nel gioco con gli amici, gli spieghi che è meglio una sconfitta onorevole di una vergognosa vittoria.

Gli insegni a credere in sé stesso anche se si ritrova solo contro tutti.
Gli insegni ad essere gentile con i gentili e duro con i duri
e a non accettare le cose soltanto perché le hanno accettate gli altri.
Gli insegni ad ascoltare tutti ma, nel momento della verità, a decidere da solo.
Gli insegni a ridere quando è triste,

ma gli spieghi che qualche volta anche i veri uomini piangono.
Gli insegni ad ignorare le folle che chiedono sangue
e a combattere anche da solo contro tutti, quando è convinto di aver ragione.
Lo tratti bene, ma non da bambino, perché solo con il fuoco si tempera l
acciaio.
Gli faccia conoscere il coraggio di essere impaziente e la pazienza di essere coraggioso.
Gli trasmetta una fede sublime in sé stesso, perché solo così può avere fiducia negli uomini.
So che le chiedo molto, ma veda cosa può fare, caro maestro.

(Venerdì 15 settembre 2017. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

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(Mercoledì 13 settembre 2017. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

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(Venerdì 1° settembre 2017. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

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Qualcuno vuol fare di Anticoli un luogo disumano?...

 

Ad Anticoli Corrado sta per partire il progetto Sprar dell’Amministrazione comunale. O almeno lo spero. Domanda: come mai proprio in questo periodo, e proprio ad Anticoli, c’è qualcuno che su Facebook, due volte su tre, condivide soltanto notizie di cronaca il cui effetto è di mettere in una luce negativa i Rifugiati e i Migranti, se non addirittura di suscitare odio e paura nei loro confronti? Perché non cerca e non diffonde anche notizie positive? È un caso? Mi sembra difficile.

Nella “migliore” delle ipotesi, chi fa questo dimostra una totale insensibilità, se crede davvero che le Anticolane e gli Anticolani vogliano essere spinti ad aver paura e a odiare. Nella peggiore, non di insensibilità (cioè di malattia) si tratta, ma di una volontà più o meno consapevole di spingere una parte della Cittadinanza a disumanizzarsi.

Cosa ne pensa l’Amministrazione comunale? Cosa ne pensa il Sindaco? Cosa ne pensano il vicesindaco e gli assessori e consiglieri Francesco De Angelis, Barbara Speranza, Alessio Espositi, Daniele Misnoli, Fiorenza Novelli, Andrea Fabbi? Non sentono anch’essi l’esigenza, nel momento in cui il progetto Sprar sta per partire (o almeno lo spero), di ribattere a chi semina paura e odio contrapponendogli immagini positive, generose, umane, delle donne, degli uomini e dei bambini che lodevolmente si propongono e ci proponiamo di aiutare?

In attesa e nella speranza di una risposta, vi invito ad ascoltare questa signora, e soprattutto a sentirla con la mente e col cuore, ognuno al meglio di sé. Sarà un ottimo antidoto contro le velenose “iniezioni” ormai quasi giornaliere di paura e odio contro le quali, ripeto, sono certo che la maggior parte delle Anticolane e degli Anticolani resistono e resisteranno. Per il bene dei Migranti e dei Rifugiati? Anche, certo, ma soprattutto per il bene nostro. Cioè per non diventare mostri.

(Lunedì 28 agosto 2017. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

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(Giovedì 24 agosto 2017. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

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(Lunedì 21 agosto 2017. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

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(Venerdì 18 agosto 2017. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

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Nella primavera del 1970, durante il mio ultimo anno di Liceo classico, volli fare un regalo al prete che tentava di insegnarci a credere: una Dimostrazione filosofica dell’inesistenza di Dio.

Un dono inappropriato, si dirà. Ma secondo me era appropriatissimo, invece.

Sia perché lui ― non ricordo il suo nome, purtroppo, solo il suo perenne imbarazzo, la sua pinguedine e i cento (o giù di lì) bottoni anteriori della sua tonaca nera, che immaginavo lo impegnassero, al risveglio e al momento di andare a dormire, in un interminabile esercizio ginnico manuale: lo chiamerò don Carmelo ― era un uomo e un insegnante alla mano, amante delle celie, incapace di offendersi e di offendere; sia perché, dal mio punto di vista, essendo egli tutt’al più quarantenne, poteva ancora salvarsi la vita dal sacrificarla per niente.

Ero ateo dall’età di dodici anni. Lo ero diventato per puro piacere: quello di non andare a messa, non pregare, non confessarmi, non comunicarmi e non avere un sorvegliante onnipotente, oltre a quelli già molto potenti con i quali ero alle prese ogni giorno. Ma ormai avevo diciannove anni, e cominciavo a sentire di dover convalidare e difendere la mia spontanea e felice irreligiosità con delle solide basi teoriche. Non per fare proselitismo, non l’ho mai fatto ― e non per motivi etici, ma semplicemente perché non mi andava. No, il tentativo di convincere don Carmelo che Dio non esiste fu il primo e l’ultimo, nella mia vita. Poi, e fino a oggi, la mia attività sovversiva di propaganda antireligiosa è consistita soltanto nel mio tacito esempio.

Scrissi, dunque, una Dimostrazione dell’inesistenza di Dio per farne dono al mio insegnante di Religione. Pensavo che lo meritasse, perché ― ripeto ― era un brav’uomo e un docente che non si “accollava”.

La scrissi “a macchina” ― l’Olivetti della mia religiosissima ma anche poetica madre, sempre senza inchiostro quando poi occorreva a lei ― su fogli A4 piegati in modo che avessero più o meno il formato di un libro “vero”: una dozzina di pagine in tutto, debitamente “spillate” con la cucitrice che mia madre trovava sempre senza punti quando le serviva.

Il gran giorno don Carmelo non fece una piega, leggendo il titolo. Anzi: mi ringraziò affabilmente, felice del regalo. Non penso che ne ricevesse molti.

Tengo a dire che nessuno dei miei compagni di classe rise, o ebbe voglia di farlo. Direi che fossero, piuttosto, un po’ intimiditi. E neppure io dovetti, come si diceva una volta, “contenermi”: ero convinto di star facendo un vero regalo, ed ero contento che fosse apprezzato.

Don Carmelo se la portò a casa ― o dovunque risiedeva ― e la lesse con attenzione, tant’è vero che la volta dopo tentò di discuterla (anche se, come vedrete, dovetti suggerirgli io l’unica obiezione possibile). Ma non me la restituì. E io, benché non ne avessi altre copie, non gliela chiesi indietro, non ci pensai nemmeno: da quando in qua i regali si restituiscono, se non si è litigato di brutto?

Del resto ricordavo per filo e per segno ― come lo ricordo ancora oggi ― il ragionamento che rendeva inattaccabile la Dimostrazione dell’inesistenza di Dio dello “splendido diciannovenne” che anch’io ― be’, sì ― nel mio piccolo un pochino ero. Ed eccolo qua...

1. Dio, per essere tale, dev’essere infinito. Se in qualsiasi senso non lo è, per quanto possa essere in gamba non è Dio.

2. L’Universo, dal canto suo che altri chiamano “la Creazione” ― può essere infinito o finito. Tertium non datur.

Abbiamo, dunque, due possibilità:

A. Dio infinito ― Universo infinito.

B. Dio infinito ― Universo finito.

3. Nel caso A (Dio infinito ― Universo infinito), poiché due Infiniti non possono coesistere ― in quanto già uno è Tutto ― ne consegue che: 3,1. O non esiste Dio ed esiste solo l’Universo. 3,2. O non esiste l’Universo ed esiste solo Dio (ma non esisteremmo neanche noi, e allora perché dovremmo credere in Dio?). 3,3. Oppure i Due coincidono, cioè l’Universo è Dio e Dio è l’Universo (ma allora Dio siamo ― anche ― noi, e di ogni edificio religioso non restano neppure le fondamenta).

4. Nel caso B (Dio infinito ― Universo finito), Dio perde l’attributo dell’infinità (poiché dove c’è l’Universo non arriva Lui e dove arriva Lui non c’è l’Universo) e dunque non è Dio. È, tutt’al più, un “alieno” come ce ne sono (probabilmente) tanti: magari potentissimo, ma non onnipotente.

Vi dicevo che la volta dopo dovetti soccorrere don Carmelo escogitando per lui un’obiezione. Mi era così simpatico, infatti ― dimenticavo di dirvi che nessun altro insegnante ebbe da me un regalo, né prima né dopo ― che non tollerai di vederlo in difficoltà davanti alla classe.

Perciò alzai la mano è: “Padre” suggerii, “lei, forse, obietterà che due Infiniti possono invece coesistere se uno è materiale e l’altro no...

“Ecco! Proprio questo stavo per dirti!” (Lo so, questa fu una piccola viltà, da parte sua, ma... “chi è senza peccato scagli la prima pietra”).

“Sì” ammisi. “È l’unica obiezione possibile”.

“Ah!” gongolò.

“Solo che purtroppo non funziona, padre. Infatti, se Dio è infinito soltanto non materialmente, può, d’accordo, coesistere con un Infinito solo materiale. Ma non può aver niente a che fare con esso, altrimenti ricadremmo nel caso A. E allora che ce ne facciamo di Lui?

Tranquilli: non lo dissi. Mi limitai a pensarlo, perché ero troppo generoso per infliggere coram populo a don Carmelo una sconfitta così totale. E lui troppo simpatico per meritarla.

Ci lasciammo da buoni amici, sicché, e di lui non seppi più niente.

Volete “la morale della favola”?

A lui rimasero le mie dodici pagine, materiali e finite.

A me tutto il resto, non materiale e... quasi infinito.

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(Giovedì 17 agosto 2017. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

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L’Organizzazione Femminicida Globale

Una donna viene uccisa.

È (anche) terrorismo?

Io dico di sì.

C’è, dunque, un’Organizzazione Femminicida Globale? I massacratori di donne, mentre colpiscono, gridano: “Dio è maschio ed è grande!”?

No. O almeno non lo so.

Ma so che le vittime di femminicidio sono di gran lunga più numerose di quelle dei fondamentalisti stragisti.

So che gli assassini di donne, in tutto il mondo, benché pazzi omicidi e ognuno con una propria storia di distruzione e autodistruzione, condividono fedi millenarie fondate sull’odio contro le donne.

E so che benché colpiscano separatamente, senza ricevere ordini da una qualche “centrale”, i loro omicidi vengono poi rivendicati ed esaltati dai siti dell’odio contro le donne che pullulano sul web e ancor più nel cosiddetto “web profondo”.

Non è terrorismo? E perché? Solo perché i governi, i servizi segreti e i media non lo chiamano così (e si guardano bene dal combatterlo con la stessa determinazione)?

Ma domandate a una donna qual è per le donne il pericolo più grave sulla Terra, se i femminicidi o il terrorismo, e sentite cosa vi risponde.

E se non siete ancora convinti domandatelo alle statistiche: per una donna, in ogni Paese del mondo, sono maggiori le probabilità di essere uccisa da un maschio che conosce o da un terrorista che non conosce?

E poi domandate a voi stessi: quel maschio e quel terrorista hanno qualcosa in comune?

E, se sì, è o non è lodio contro le donne?

(Immagine tratta da TuttoScuola).

(Domenica 30 luglio 2017. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

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Primo. Di queste istruzioni potete tranquillamente fregarvene, tanto non verrò a saperlo. Ma non ditemelo finché vivo: la mia reazione potrebbe non piacervi affatto.

Secondo. Il solo modo non idiota di annunciare la mia morte è: Luigi Scialanca è morto. Non scrivete: È scomparso, non sono il mago Houdini. Né: Si è spento, non sono una lampadina. Né: È defunto, è deceduto, è trapassato, non muoio mica perché voi possiate esibire la vostra conoscenza dell’Italiano. Né: Se n’è andato, o qualche spiritoso potrebbe a buon diritto domandarvi: Dove? Nell’Aldilà? Su Marte?. Né: È passato a miglior vita, se siete religiosi sono fatti vostri, non me ne può fregare di meno, ma a sproloquiare su di me non vi ci voglio. Né: Ci ha lasciato, è vero che talvolta non vi sopporto, ma non fino al punto di voler crepare pur di non vedervi più. Scrivete, semplicemente: Luigi Scialanca è morto, se vi è rimasto un minimo di buon senso.

Terzo. Dite esplicitamente cosa mi ha ucciso: non mi va che la gente fantastichi chissà che. E siate chiari: espressioni come dopo una lunga malattia servono solo a irritare chi vuole dati precisi per calcolare le probabilità di fare la stessa fine.

Quarto (repetita iuvant). Non siate così imbecilli da scrivere: Riposa in pace. O così taccagni, oltre che imbecilli, da scrivere: R.i.p.. O, ancora più taccagni: Rip.
Siete religiosi? E allora che cavolo vi significa quel riposa? Credete che esista una qualsivoglia Aldilà in cui si riposi? Nell’Aldilà si gioisce o si soffre o ci si rompe le scatole per l’eternità, ma di sicuro non si riposa. (E in ogni caso, ve l’ho già detto, se siete religiosi v’invito fermamente a parlare di santi e lasciar stare i fanti). Siete atei? E allora che cavolo vi significa quel riposa? Avete mai visto un marciume che riposa? O, quando i vermi sono sazi, ossa che riposano? Il riposo è cosa da vivi, non da cadaveri.

Quinto. Più in generale, scrivendo che sono crepato, astenetevi dal rivolgervi a me come se fossi vivo. È stupido, grottesco e perfino malvagio dire a un morto: Ci mancherai - Grazie - Addio - Arrivederci - Eri questo o quest’altro - Resterai nei nostri cuori (che schifo, immaginare il mio cadavere divorato da voi!), ecc. ecc.. Addirittura malvagio? Certo! Se avete voglia di parlare con me, fatelo finché campo! Altrimenti lo state solo fingendo quando ormai non posso più smentirvi, mentre in realtà desideravate la mia compagnia di gran lunga meno di quella dei vostri televisori.

Sesto. Scrivete in Italiano, cavolo! Se siete di quelli che scrivono beh, o se non usate un pronome relativo neanche se vi pagano, o se credete che il congiuntivo sia una malattia degli occhi, fate a meno di commentare la mia morte: non per fare un piacere a me, che non lo saprò mai, ma per non rattristare ancora di più chi mi piange (ammesso e non concesso che qualcuno lo faccia) con le vostre scempiaggini. E non chiamatemi un personaggio: i personaggi stanno nei romanzi, io sono un essere umano.

Settimo. Non inventatevi cavolate del tipo: Voleva essere cremato o Voleva donare il suo cadavere alla scienza. Mai ho espresso volontà di sorta su quel che fare delle mie frattaglie. Per quel che me ne frega, quella robaccia potete darla in pasto ai cani (ma tenetene lontani i preti, quelli sì). Fatene ciò che vi pare, insomma, e dopo che l’avrete fatto cercate di organizzare invece un funerale decente per il mio ricordo, se di me resterà qualcosa di umanamente valido da ricordare.

Ottavo. Non siate così ingenui ― o, piuttosto, così sciatti nei miei confronti ― da chiedere a qualsivoglia “autorità” di intitolarmi un vicolo o un’aula scolastica o una targhetta su un muro più o meno ammuffito: ho sempre detestato il potere, ed esso mi ha sempre ignorato o ha diffidato di me, che non vi venga in mente di permettergli di sfruttarmi da morto!

Nono. Se mi odiate, non andate in giro a dire quanto mi volevate bene, né tanto meno quanto vi amavo io, né come e qualmente abbiamo trascorso bei momenti insieme o quant’altro: sappiate che la mia esecutrice testamentaria ha una lista completa delle vostre malefatte nei miei confronti, e vi smentirà punto per punto.

Decimo. Se invece mi amate, e di conseguenza non avete perso occasione per cercare la mia compagnia (non me ne ricordo, ma è possibile che talvolta lo abbiate fatto), be’, non siate troppo tristi: è stato bello, finché è durato, e quel bello non ve lo toglierà la mia morte, ma solo la vostra.

(Sabato 24 giugno 2017. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

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Interessante articolo, su Internazionale del 9 giugno 2017 (Nel nome del padre, di Ben Jackson, pp 66-68) sul grottesco e inquietante fenomeno delle megaChiese ereditarie della Corea del Sud (ma che cominciano a diffondersi, guarda caso, anche negli Stati Uniti). Eccone alcuni estratti, così significativi ― e leggibili anche in chiave “nostrana”, direi ― che mi pare superfluo commentarli...

“La chiesa presbiteriana di Myung-sung, che ha decine di migliaia di fedeli, è l’ultima delle cosiddette megaChiese della Corea del Sud a trovarsi invischiata in uno scandalo sulla successione ereditaria dell’ufficio di pastore: Kim Sam-hwan sta cercando di lasciare la Chiesa al figlio, e non tutti ne sono felici.

[...] Il 25 aprile, alle otto e mezza del mattino, un uomo dai capelli bianchi vestito di grigio, impalato dinanzi alla Chiesa di Myung-sung, regge un grande cartello di plastica con la scritta: Eredità: successione del patrimonio, dello status o dell’occupazione tra le generazioni di una singola famiglia. Una chiesa non si eredita.

[...] La Chiesa presbiteriana di Myung-sung è stata fondata nel 1980 dal pastore Kim Sam-hwan [...]. Da allora è diventata una congregazione gigantesca, con una sede imponente, un pastore potentissimo, e una lunga storia di scandali e pettegolezzi. I suoi ricavi provengono quasi tutti dalle offerte dei fedeli.

Gli anni settanta e ottanta offrivano condizioni particolarmente favorevoli alla crescita delle megaChiese. Esse offrivano un nuovo senso di appartenenza ai migranti sradicati dalle campagne.

[...] Furono costruiti luoghi di culto sempre più imponenti. E molte Chiese hanno poi allargato la loro presenza sul territorio aprendo giornali, emittenti radio, scuole, ospedali, organizzazioni di beneficenza e altro.

[...] Oggi, molti dei pastori che hanno fatto crescere le Chiese durante gli anni del boom sono vicini all’età della pensione o l’hanno superata. E i candidati favoriti alla successione sono, il più delle volte, i loro figli. [...] Nel 2014 il gruppo Protest 2002 registrava 95 casi di successione ereditaria. Nel 2017 il numero dei casi segnalati è salito a 122.

In Corea del Sud c’è una netta distinzione tra Stato e Chiesa, quindi esistono poche leggi che regolano la pratica religiosa. E la successione ereditaria è perfettamente legale.

[...] Perché questa pratica è così diffusa? Kim Ae-hee, direttrice di Protest 2000, spiega che molto dipende da una serie di antichi fattori culturali: Nelle Chiese sono profondamente radicati molti elementi del confucianesimo, dice. C’è un ordine gerarchico rigidissimo, molte Chiese sono dominate dalla figura del pastore, e spesso i consanguinei sono considerati gli eredi legittimi della sua autorità spirituale.

[...] Tuttavia Yoon Gwan, presidente del sindacato studentesco dell’Università presbiteriana e seminario teologico di Seoul, paragonando il comportamento della Myung-sung a quello di un grande conglomerato industriale, cita una serie di voci secondo le quali la successione ereditaria servirebbe a coprire un grave illecito finanziario della famiglia Kim”.

Che dire?

Solo questo: chi è in grado di farlo, ne tragga le conclusioni che il buon senso gli ispira.

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(Giovedì 15 giugno 2017. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

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FONTI:

«Nel 1996, nel corso del programma televisivo 60 Minutes, fu chiesto all’ambasciatrice degli Stati Uniti all’ONU, Madeleine Albright, di commentare la notizia che “in seguito alle sanzioni contro l’Iraq mezzo milione di bambini sono morti [...] Più di quanti ne morirono a Hiroshima [...] Vale la pena di pagare questo prezzo?” Albright rispose: “Credo che si tratti di una scelta molto difficile, ma noi pensiamo che valga la pena di pagarlo”» (Howard Zinn, Storia del popolo americano, 1980, ’95, ’98, 2003, Milano, Il Saggiatore, 2010, pag. 451).

“Noi ci leviamo per degli ideali che sono più grandi di noi stessi e percorriamo il mondo non per saccheggiare ma per proteggere, non per asservire ma per liberare, non come padroni degli altri ma come servitori della libertà. La nostra è una missione divina” (George W. Bush, presidente degli Stati Uniti, 2005, citato da Vittoria Calvani, Il Novecento, Milano, Mondadori, 2008, pag. 363).

L’ITALIA SI DISSOCI RADICALMENTE, UNA VOLTA PER SEMPRE, NON IN TEORIA MA IN PRATICA, DA TUTTI I MASSACRATORI PSICOPATICI PER MISSIONE DIVINA!!! (ScuolAnticoli).

Costituzione della Repubblica Italiana, Princìpi fondamentali, articolo 11: L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”.

(Mercoledì 24 maggio 2017. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

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Albart Remanus è un nome fittizio, da me inventato, a cui ricorro ― concludendo la pagina dedicata al Patrimonio dell’Umanità ― per non espormi a ritorsioni da parte di chi crede e pretende, invece, di poter esercitare un “diritto” esclusivo sul pensiero umano, sulle ricerche che a esso si ispirano e perfino sull’immagine di esso nelle menti altrui (cioè sull’immaginazione di quanti vi si accostano con interesse).

Pretesa, si badi, non solo economica ― alla quale niente si può eccepire, finché la legislazione permane quella che più conviene al sistema capitalista ― ma addirittura intellettuale e morale: la pretesa, cioè, tipica delle Chiese, di stabilire dogmaticamente la “Verità” (l’unica lecita, indiscutibile e immodificabile da parte dei “non autorizzati” dalla Chiesa stessa) riguardo al pensiero in oggetto, alla ricerca su di esso, e alla sua immagine nelle menti altrui. E di perseguitare gli eventuali “eretici” denunciandoli e consegnandoli al “braccio secolare”.

Per questo ho creato Albart Remanus: per poter immaginare, pensare e scrivere di lui tutto quello che mi viene in mente, senza dover di continuo sorvegliarmi per timore di incorrere nelle ire di qualche “papa” o “papessa”.

Ma chi è Albart Remanus? ― vorrete forse sapere.

Albart Remanus è un personaggio importantissimo de Il Pianeta dei Bambini, il mio prossimo romanzo.

(Giovedì 3 agosto 2017. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

Patrimonio dell’Umanità è la pagina di ScuolAnticoli contro chi tenta di appropriarsi delle scoperte e del pensiero altrui.

 

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(Sabato 6 maggio 2017. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

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Quattro anni fa, quando la scienza “scoprì” l’intuizione creativa...

Mi pare che abbia un senso, a qualche settimana dal “cortese” “invito” che mi ha indotto a rimuovere da ScuolAnticoli unimmaginaria copertina futura de Le Scienze, riproporre questo mio post del maggio 2013 sullimmaginazione...

 

A più di mezzo secolo dalla prima edizione di Istinto di morte e conoscenza, di Massimo Fagioli, la scienza mainstream “scopre” qualcosa di (vagamente) analogo al concetto di immaginazione come capacità che distingue l’animale umano da tutti gli altri.

Nel numero di maggio de Le Scienze, in un articolo dedicato a Le origini della creatività, di Heather Pringle (una giornalista scientifica canadese che collabora con la rivista Archeology) leggo: Gli scimpanzè adoperano con grande abilità un’ampia gamma di strumenti: pietre per aprire noci, foglie per raccogliere l’acqua da cavità degli alberi, e stecchi per scavare nutrienti radici vegetali. Ma non sembrano capaci di far progredire tali conoscenze o di perfezionare le loro tecniche: “Gli scimpanzè possono far vedere ad altri scimpanzè come acchiappare le termiti” dice Christopher Henshilwood, dell’Università del Witwatersrand a Johannesburg, “ma non migliorano la loro tecnica, non dicono: «facciamolo con un altro tipo di bastoncino». Si limitano a fare ogni volta la stessa cosa”. Gli esseri umani, invece, non hanno questo tipo di limiti. [...] Nessun singolo individuo, per esempio, ha tirato fuori da solo tutta l’intricata tecnologia incorporata in un computer portatile: questi risultati nascono dalle intuizioni creative di intere generazioni di inventori (Le Scienze n°537, maggio 2013, p. 41; grassetto di ScuolAnticoli).

Siamo ancora ben lontani, naturalmente, dalla maggior parte (o anche solo da alcune) delle fondamentali implicazioni del concetto di immaginazione nelle scoperte e nell’elaborazione teorica di Massimo Fagioli. Ma è, finalmente, qualcosa nella giusta direzione.

E io, nel mio piccolissimo, ne sono contento anche perché da più di trent’anni insegno agli alunni anticolani (riferendomi alle scoperte di Massimo Fagioli, ma senza poter darne alcuna conferma da parte della scienza mainstream) che è l’immaginazione quel che ci distingue dagli altri animali attualmente viventi. Come ricorderanno, per esempio, le ragazze e i ragazzi che nel 1994-95 scrissero con me la sceneggiatura e collaborarono alla realizzazione del film Arriva l’Ispettore. In cui, a un certo punto, alcuni alunni della Scuola media di Anticoli Corrado trovavano non solo le tracce di un preistorico Homo Anticolensis, ma addirittura... lui in persona. Che, su loro invito, veniva a scuola a parlare di sé. E a un certo punto si esprimeva (quasi) come vent’anni dopo si sarebbe espresso il professor Henshilwood:

HOMO ANTICOLENSIS: Anche gli animali usano semplici strumenti: certe scimmie, per difendersi, usano pietre e bastoni; certi uccellini, i pavimenti delle terrazze per rompere i pinoli... Anche gli animali fabbricano nidi e dighe, scavano tane e formicai... Anche gli animali possono “dirsi” se hanno fame o paura, cercarsi o respingersi... Anche gli animali ricordano, hanno esperienza, sanno e ragionano: tendono agguati, sfuggono alle trappole, insegnano ai piccoli dov’è la vita e dov’è la morte... Eppure non sono umani. Poiché gli animali ripetono sempre. Nessun animale, mai, ha potuto cambiare qualcosa in meglio.

Farà piacere, forse, a quei ragazzi oggi più che trentenni, sapere di avere ricevuto un insegnamento dal futuro, cioè in anticipo di (almeno) vent’anni sulla scienza “ufficiale”? Spero di sì. E chissà, forse nessun egregio avvocato di un ancor più egregio avente diritto mi scriverà per censurare anche questo post.

(Venerdì 3 maggio 2013-mercoledì 23 marzo 2017. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

*

 

(Martedì 14 marzo 2017. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

*

 

Fotografia di Luigi Scialanca.

(Mercoledì 8 marzo 2017. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

*

 

Richiedenti asilo, benvenuti ad Anticoli Corrado!

Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge (Costituzione della Repubblica Italiana, Princìpi fondamentali, articolo 10, comma 3).

Clicca qui per scaricare il testo in .pdf. O qui per scaricarlo in .doc

(Lunedì 13 febbraio 2017. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

*

 

(Giovedì 19 novembre 2015. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

*

 

(Lunedì 17 agosto 2015. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

*

 

E se dal giorno in cui veniamo al mondo, anno dopo anno, con una serie di riti si tenti di confondere, in ognuno di noi, l’esperienza umana della vita?

Se con un primo rito si cerchi di mistificare, nei nostri genitori e un domani in noi, il significato umano delle nostre nascite?

Se più in là, con un secondo rito, si tenti dingannarci sul rapporto umano convincendoci che esso è sacrificio disumano di sé e dell’altro?

Se quindi, con un terzo rito, si cerchi di confonderci sullumana ricerca di ognuno di noi sulla propria storia riducendola a un’interminabile sequela di ammissioni e cancellazioni di colpe?

Se in seguito, con un quarto rito, si tenti di cancellare, in ognuno di noi, il senso del fondamentale momento del passaggio dall’infanzia all’adolescenza, e con esso il rapporto umano della donna con l’uomo e dell’uomo con la donna?

Se poi, con un quinto rito, si cerchi di devastare, in ognuno di noi, lumanità dell’amore, con le sue gioie e le sue sofferenze, raggelandola in un dogmatico dovere verso la divinità?

E se infine, con un sesto rito, si tenti di falsificare il significato umano della morte spacciandola per una nascita? E alterando, così, il senso dell’intera vita?

Sarebbe mostruoso, vero?

Ebbene, dipende solo da noi che così non sia. Da ognuno di noi.

(Domenica 17 maggio 2015. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

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È uscito!!!

Leggi le prime 8 pagine in .pdf cliccando qui!

E guarda il video!...

Come Femmina e Maschio, il mio precedente romanzo,

Albart Remanus e il piccolo Re delle Due Lune è parte

di un più vasto progetto letterario intitolato Il Pianeta dei Bambini,

che sarà completato, salvo imprevisti, entro la fine del 2018...

Entrambi i romanzi, tuttavia, sono opere in sé compiute: chi ha letto

Femmina e Maschio riconoscerà in Albart Remanus e il piccolo Re delle

Due Lune” l’ambientazione e alcuni dettagli significativi.

Ma chi non l’ha letto comprenderà e apprezzarà lo stesso questo

suo “seguito”, e magari ne sarà invogliato a leggere anche l’altro...

I personaggi e la storia sono naturalmente diversi.

Con Albart Remanus e il piccolo Re delle Due Lune lasciamo la Terra

e sbarchiamo sul Pianeta dei Bambini. Dove il piccolo Fabian

Remanus, nipote del geniale creatore della psicofisica, e i bambini

e le bambine suoi compagni, sono prigionieri della misteriosa scuola

“d’eccellenza” diretta dalla sempre sorridente Olimpia.

Prigionieri? Sì. Quasi tutti vi sono stati portati a pochi mesi di età,

e da allora non hanno più visto i loro genitori. Né, del resto,

alcun altro adulto, a parte Olimpia e i suoi insegnanti.

Sono stati abbandonati? Rapiti? Riusciranno a fuggire?

E Albart Remanus, che ha ormai ottantanove anni

(ed è anch’egli esiliato su un pianeta deserto a migliaia di anni-luce

dai confini della Galassia) riuscirà ad aiutarli

prima della sua imminente (irreversibile) morte?...

Leggi gratuitamente il primo capitolo cliccando qui!

Femmina e Maschio, un appassionante romanzo di Luigi Scialanca

Nel 2097 la Terra è un mondo abbandonato, e chi non ha potuto lasciarlo

stenta a rimanere umano. Un vecchio solitario insegue, non visto, una ragazza

in fuga dai suoi aguzzini. Per aiutarla? Per violentarla e ucciderla? Solo i lupi

dagli occhi d’oro e dal manto azzurro che li spiano dal folto sanno, forse,

pur senza esserne consapevoli, dove andare e cosa fare per non essere distrutti...

Intanto, se vuoi, clicca qui per leggere il primo capitolo!...

...Poi, se ti piace, compralo (192 pagine) cliccando qui!!!

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Femmina e Maschio è il mio nuovo romanzo.

Leggete le pagine iniziali, in .pdf, cliccando qui.

E/o guardate il video su YouTube cliccando qui.
E poi, se vi piace e se purtroppo non potete venire a comprarlo ad Anticoli,

ordinatene una copia su carta (192 pagine) cliccando qui.
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- È un amore appassionato. E l’estate del ‘36 è indimenticabile per entrambi,

se ancora ventisette anni dopo, nel 1863, recatosi a Treviri per i funerali della

madre, Karl potrà scrivere a Jenny: “Tutti i giorni sono andato in pellegrinaggio

alla vecchia casa dei Westphalen, che mi ha interessato più di tutte le antichità

romane poiché mi ricordava i tempi felici della giovinezza e racchiudeva il mio

tesoro più caro. E ogni giorno, a destra e a sinistra, mi hanno domandato della quondam «più bella ragazza» di Treviri e della «reginetta del ballo».

È terribilmente piacevole, per un uomo, che la moglie viva ancora nella fantasia

di tutta una città come «la principessa del sogno»” -.
Karl, Jenny, Heinrich e la pura perla: una vicenda che non si può non conoscere,

amare, piangere. Poiché ben pochi amori, o forse nessuno, hanno influito

sulla Storia dellUmanità più della passione tra il diciottenne Karl Marx

e la ventiduenne Jenny von Westphalen. E pochi rapporti padre-figlio, o forse

nessuno, hanno pesato su un amore più di quello tra Heinrich Marx e il figlio

Karl. Non, almeno, su un amore così importante per la Storia dellUmanità.

Citato su Segnalazioni il 12 giugno 2016.
Su Amazon, a soli 6,20 euro, cliccando qui!

Forte di una doverosa, estrema cautela anticreazionista , Ian Tattersall

muove alla ricerca di cosa sia, invero, l’unicità umana, il nostro essere speciali.

“Noi esseri umani facciamo parte della natura” scrive “ma, pur essendo

il risultato degli stessi processi naturali che hanno generato tutte le altre miriadi

di forme di vita del mondo, ci sentiamo diversi dagli altri organismi. E questo in

effetti è vero, sebbene si possa sostenere che anche le altre specie sono uniche.

Tuttavia la nostra diversità consiste nel fatto che noi, e solo noi, siamo in grado

di riflettere su di essa”. Ma “in che cosa consiste la nostra unicità?” si domanda.

“Quali attributi ci danno il nostro acuto senso di diversità rispetto a tutte le altre

specie viventi?” E risponde: “L’essenza dell’umanità è innegabilmente

il simbolismo [...]. Se vi è una sola cosa che distingue l’uomo da tutte le altre

forme di vita, attuali o estinte, è la capacità di pensiero simbolico: saper

generare complessi simboli mentali ed elaborarli in nuove combinazioni.

È questo il fondamento dell’immaginazione e della creatività: la capacità, solo

umana, di creare un mondo nella propria mente, e di ricrearlo in quello reale

che si trova all’esterno. Altre specie possono sfruttare il mondo esterno

con grande efficienza, [...] ma tutte mantengono, sostanzialmente, il ruolo

di soggetti passivi e meri osservatori” . È dunque il “pensiero simbolico”

il “fondamento dell'immaginazione”? Ma come potremmo “generare simboli

mentali” se non fossimo già dotati di immaginazione? Se cioè non fosse

piuttosto l’immaginazione il fondamento del pensiero simbolico? E se la nostra

diversità è la capacità “di riflettere [mediante simboli mentali] su di essa”,

su cosa si fonda l’“acuto senso di diversità”, il nostro sentirci diversi (anch’esso

unico, dal momento che il “sentire” non è certamente un “riflettere”)?...

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Rendere fisicamente umane le figure delle cose rendendole forme.

Essere come e più degli dei, che di umano, al mondo, non hanno fatto che noi

per lasciare a noi il compito di fare di più. “Io penso che le armonie delle cose

vengono verso di noi come le anime vanno verso Dio” (lettera di Arturo Martini

a Giovanni Comisso, giugno 1918). “La fine del mondo... si avrà quando l’artista

avrà dato scacco matto, cioè purezza e assoluto, a ogni oggetto relativo

alla natura (a ogni realtà del mondo)” (Gino Scarpa, Colloqui con Arturo Martini,

2 agosto 1944). Ma nel ‘45, quando detterà queste parole, Arturo Martini

avrà ormai perduto l’intuizione del 1891 che lo “spirito” che ogni realtà

del mondo tende a raggiungere non è altro che l’umanità che solo nel corpo

dell’essere umano è già per natura; e aggiungerà: “Sono religioso”,

poiché altro non resta che la fede nell’anima che è di Dio a chi non ha più

la visione concreta della forma che è del corpo dell’essere umano.

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La donna che si offre a un artista come Modella ― diversamente dalla prostituta

ma diversamente, in altra guisa, anche dalla lavoratrice che si offre a un

imprenditore come bracciante o operaia ― offre e propone all’uomo non un

qualsiasi rapporto di lavoro, e neppure un qualsiasi rapporto sessuale, ma un

rapporto interumano che in entrambi fonderà le dimensioni lavorativa e sessuale

nella realizzazione di un’immagine di lei in cui l’uomo realizzerà l’umanità che lo

rende creativo e la creatività che fa di lui un artista. E la donna...

E la donna?

Se la Modella fosse un mazzo di fiori in un vaso, o una gatta sdraiata al sole,

del rapporto sarebbe oggetto passivo. Ma è una donna, e in quanto tale è,

come l’uomo, un essere che per natura non può che creare o annientare,

consapevole o no che ne sia. E dunque, a meno che non si offra per distruggersi,

è di un’immagine che anche la Modella va in cerca, attivamente, per quanto rozza

l’abbia già resa la sua ancor giovane vita: dell’immagine di sé del tutto nuova, mai

esistita, mai vista prima, che pian piano farà e conoscerà nell’indurre e accogliere

i modi e i gesti dell’uomo, i movimenti delle sue mani, gli sguardi, le rare parole,

l’amore; e il dipinto o la scultura, infine, che da tutto ciò scaturirà.

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Vita e Avventure di Bimba, che ha divorziato dai suoi (sedicenti) Genitori

e vive con il suo (forse non sedicente) Maggiordomo...

Su Amazon, a soli 13,90 euro, cliccando qui!

729/1000, Antica Locanda Arcos, Anticoli Corrado, 27 giugno 2014.

Le Mille più Belle immagini di ScuolAnticoli...

729/1000, Antica Locanda Arcos, Anticoli Corrado, 27 giugno 2014.

(Clicca sulla foto, per ingrandirla)   (Clicca qui per andare a vedere le prime 500)

(Clicca qui per andare a vedere le seconde 500)

Anticoli Corrado, Castello.

Trenta immagini, una più bella dell’altra, cliccando qui!

Il bellissimo video del concerto cliccando qui!

(Lunedì 21 agosto 2017. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

Quasi ogni donna, nell'infanzia, fu talora un maschietto. Pochi uomini, invece, furono bambine almeno una volta.

Testo di Luigi Scialanca. Immagine tratta dalla Green 'N' Growing Collection

(The History of Home Demonstration and 4-H Youth Development in North Carolina),

Special Collections, North Carolina State University Libraries - 1951, North Carolina, il cui

originale è nel North Carolina State University Libraries Special Collections Research Center.

Il libro sul banco è il testo scolastico Sharing Adventures, Macmillan Reader, 1951).

Quel giorno, Luigi tornò da Stella dopo pochi minuti e si sedette accanto a lei.

“Che ti è successo?” si stupì la ragazza. “Hai litigato?”

Il bambino scosse il capo.

“Vuoi giocare con me?”

“No, grazie.”

“Ma sei triste? Ti senti poco bene?”

“No, sto bene!” disse Luigi, e le sorrise per farle vedere che era vero.

“Vuoi che ti legga?”

“No, grazie.”

Allora Stella sprofondò di nuovo nel suo libro e Luigi, di sottecchi, spiò la bambina la cui apparizione lo aveva indotto a lasciare il pratone per poter guardarla da un luogo sicuro...

Clicca qui per continuare a leggere La Regina delle Bambine su ScuolAnticoli!

Oppure qui per scaricarlo in .pdf!

Il 22 gennaio 1891 nasce ad Ales, in Sardegna,

Antonio Gramsci (1891-1937).

Antonio Gramsci è su ScuolAnticoli in:

Una boccata d’aria pura

Antonio Gramsci sulla religione e sulla Chiesa cattolica

Antonio Gramsci sull’immaginazione e la fantasia (in .pdf)

Antonio Gramsci su Giordano Bruno (in .pdf)

I giovanissimi Bagnafìli di Anticoli in azione e...

la bellissima location dell’azione!

Oltre 50 immagini, una più bella dell’altra, cliccando qui!

Anticolane e Anticolani

Con mille scuse a quasi tutti coloro che non appaiono: sarà per la prossima volta!

(Domenica 13 maggio 2017. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

Passeggiata ad Anticoli Corrado

Sette minuti di Anticoli Corrado. Sette minuti di pura bellezza.

E qualche istante di malinconia.

Clicca qui per vedere il video!

80 divertentissime immagini (e un video ancora più divertente)

del Picnic della Scienza del 28 aprile 2017

Quinta, Prima, Seconda e Terza di Anticoli Corrado in...

Anticolani ai Confini della Realtà

cliccando qui!

Clicca qui per andare alla pagina dedicata!

Clicca qui per il video della prima uscita di Eleonora con la Banda!

Clicca qui per le foto!     Clicca qui per il video!

Alla ricerca del tempo perduto...

Tutte le Classi della Scuola media di Anticoli dal 1982 in poi...

Tutte le Classi della Scuola media di Arsoli dal 1982 in poi...

Tutte le Classi della Scuola media di Riofreddo dal 1982 in poi...

Tutte le Classi della Scuola media di Roviano dal 1982 in poi...

E inoltre...

(Quasi) Tutte le Gite e i Viaggi della Scuola Media Statale Celestino Rosatelli di Arsoli (Roma) e delle sue sedi staccate di Anticoli Corrado, Camerata Nuova, Riofreddo e Roviano: dalle più antiche alle più recenti, dai primi anni '80 a oggi

(Quasi) Tutte le Gite e i Viaggi dal 1980 in poi...

dei ragazzi di ieri e di oggi di Anticoli, Arsoli, Camerata Nuova,

Riofreddo e Roviano: dalle più antiche alle più recenti,

dai primi anni ’80 a oggi.

ScuolAnticoli sulla Scuola

(per la Scuola vera, che è di tutti

contro la “scuola” “buona”, che è dei piddino-renzisti)

L’insegnante obiettivo... è stupido e cattivo

(Lunedì 19 giugn 2016)

Perché noi Docenti non dovremmo eleggere i nostri rappresentanti nel comitato di valutazione

(Lunedì 16 novembre 2015)

La “buona” (da mangiare) Scuola renzista

(Venerdì 18 settembre 2015)

Chi è “il primo della classe”?...

(Sabato 12 settembre 2015)

Chi distrugge nei ragazzi la speranza nella Scuola?

(Lunedì 25 maggio 2015)

Un governo che aggredisce gli insegnanti davanti agli alunni non è diverso da...

(Lunedì 8 giugno 2015)

Perché blocchiamo gli scrutini?

(Giovedì 4 giugno 2015)

La “scuola” americana modello della “scuola” renzista: in 45

degli Stati Uniti la scrittura a mano è una materia facoltativa

(Sabato 30 maggio 2015)

La Scuola è un luogo di realizzazione nei rapporti umani...

(Mercoledì 13 maggio 2015)

La Scuola è sotto attacco in tutto il mondo...

(Domenica 12 aprile 2015)

Che cos’è la giustificazione delle assenze da Scuola?

Adempimento ed evasione dell’Obbligo Scolastico

La Fine della Rosatelli di Arsoli, simbolo della Distruzione

della Scuola degli Italiani e della nostra Memoria

Riconosci i falsi insegnanti

Il registro personale del docente - normativa

Hai dei dubbi su cosa sia lobbligo scolastico?

Clicca qui e ti saranno tolti.

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Dopo otto anni, la pagina Inesistenza del cielo su Anticoli Corrado

si conclude avendo raggiunto il suo obiettivo fondamentale: la

più vasta documentazione mai raccolta sull’inesistenza del cielo.

La più vasta documentazione mai raccolta sull'inesistenza del cielo: L'Inesistenza del cielo su Anticoli Corrado.

Le bellissime pagine della Maestra Cristina:

per grandi e piccini.

Le bellissime pagine della Maestra Cristina: per grandi e piccini.

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Le 100 nazioni di provenienza delle 8.564 visualizzazioni di pagina effettuate su ScuolAnticoli nel settembre 2017: 3702 dall’Italia, 1277 dagli Stati Uniti, 297 dalla Cina, 154 dalla Germania, ecc.... (Servizio fornito da Aruba)

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ScuolAnticoli nacque nel 2003 dal lavoro, in orario extrascolastico, della Classe 2000-2003 della Scuola media di Anticoli Corrado, della signora Paola Scialanca e del professor Luigi Scialanca. Dall’agosto del 2006 è una Libera Scuola di Umanità diretta da Luigi Scialanca. Il contatore sottostante registra solo le visite alla homepage. Nel 2009 ScuolAnticoli ha avuto 89.853 visualizzazioni di pagina, nel 2010 125.454, nel 2011 150.974, nel 2012 137.123, nel 2013 150.110, nel 2014 160.679, nel 2015 163.144, nel 2016 130.944. Dal 1° gennaio 2017, 93.297.

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L'immagine di sfondo di questa pagina, raffigurante piazza delle Ville ad Anticoli Corrado, è un dipinto dell'artista danese Viggo Rhode (1900-1976). L'ha segnalata a ScuolAnticoli il signor Peter Holck. Rielaborazione grafica di Luigi Scialanca.

ScuolAnticoli

La Terra vista da Anticoli Corrado

Libera Scuola di Umanità, senza fedi né credi,

ispirata alle scoperte di Massimo Fagioli

e alla Costituzione della Repubblica Italiana.

Diretta da Luigi Scialanca - Anticoli Corrado (Roma).

Aggiornata al 22-10-2017.

Buon lunedì 23 ottobre a tutti!

Pensieri precedenti

Pensiero del Giorno n° 1.148

I nostri peggiori tiranni sono le cose. Nella loro triplice veste:

quelle di cui priviamo gli altri; con cui ricopriamo noi stessi;

e di cui obblighiamo soprattutto le donne a occuparsi per noi.

Pensiero del Giorno.

Non tutti i Gatti vengono per Nuocere: Clicca e Vedrai!

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...E torna spesso!

Clicca qui e scrivici!

 

 

 

 

L’immagine di sfondo di questa pagina, raffigurante piazza delle Ville ad Anticoli Corrado, è un dipinto dell’artista danese Viggo Rhode (1900-1976).

L’ha segnalata a ScuolAnticoli il signor Peter Holck. Rielaborazione grafica di Luigi Scialanca.

 

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