ScuolAnticoli

Libera Scuola di Umanità, senza fedi né credi,

ma che ama e rispetta la Costituzione Italiana.

Diretta da Luigi Scialanca - Anticoli Corrado (Roma)

L'immagine di sfondo di questa pagina, raffigurante piazza delle Ville ad Anticoli Corrado, è un dipinto dell'artista danese Viggo Rhode (1900-1976). L'ha segnalata a ScuolAnticoli il signor Peter Holck. Rielaborazione grafica di Luigi Scialanca.

Pensiero del Giorno.

Pensiero del Giorno n° 729

Pensieri precedenti

Lo scopo degli effetti speciali dei ricchi è far sì che

gli altri credano povera la propria immaginazione.

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ScuolAnticoli: il più bel dono ad Anticoli Corrado (e senza chieder niente in cambio) dopo la "Fontana" di Arturo Martini e "Un Paese Immaginario" di Umberto Parricchi. (Giovedì 14 agosto 2014. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

ScuolAnticoli: il più bel dono ad Anticoli Corrado dopo la Fontana di Arturo Martini e Un Paese Immaginario di Umberto Parricchi.

(Giovedì 14 agosto 2014. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

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Robin Williams, ennesima vittima di un '68 in cui "la pseudocultura dell'inconscio inconoscibile" "ebbe soltanto l'ideale della libertà" e "si rivelò un fuoco che distrugge senza scaldare". Perché "la libertà senza identità è anaffettività e dissociazione mentale e comportamentale" (Massimo Fagioli, "Esigenze e bisogni, bisogni ed esigenze", in "Left", 9 agosto 2014, pag. 44). (Martedì 12 agosto 2014. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

Robin Williams, ennesima vittima di un ’68 in cui “la pseudocultura dell’inconscio inconoscibile” “ebbe soltanto l’ideale della libertà” e “si rivelò un fuoco che distrugge senza scaldare”. Perché “la libertà senza identità è anaffettività e dissociazione mentale e comportamentale” (Massimo Fagioli, Esigenze e bisogni, bisogni ed esigenze, in Left, 9 agosto 2014, pag. 44).

(Robin Williams è su ScuolAnticoli ne L’attimo fuggente, 1989, Hook, 1991, e Genio ribelle, 1997).

(Martedì 12 agosto 2014. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

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Politicanti servi delle tirannie finanziarie, in guerra contro l'Umanità e il Popolo italiano, stanno distruggendo la più moderna, la più saggia e la più umana delle Costituzioni. ScuolAnticoli non si rassegna al loro crimine: su ScuolAnticoli rimane in vigore la vera Costituzione della Repubblica italiana. Clicca qui per ritrovarla! (Martedì 12 agosto 2014. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

(Martedì 12 agosto 2014. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

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Quanti morti, "solo" in Iraq, hanno sulla coscienza Obama e Bush, assassini al servizio delle tirannie finanziarie, delle multinazionali, delle chiese e della malattia mentale di massa, questi due falsi avversari, veri nemici, invece, in tutto il mondo, della pace e della democrazia? (Martedì 12 agosto 2014. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

(Martedì 12 agosto 2014. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

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"La scrittura della musica". Ludwig van Beethoven (1770-1827) in un ritratto eseguito nel 1830, dopo la sua morte, dal pittore Joseph Karl Stieler (1781–1858). (Lunedì 11 agosto 2014. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

La scrittura della musica. Ludwig van Beethoven (1770-1827) in un ritratto eseguito nel 1830, dopo la sua morte, dal pittore Joseph Karl Stieler (1781–1858).

(Lunedì 11 agosto 2014. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

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Come son trattati i bravi insegnanti, e attraverso essi i bambini e i ragazzi, nei Paesi (e nei paesi) che fanno insegnanti, dirigenti e autorità nazionali (e locali) gli Schettino? (Clicca sull'immagine, se vuoi ingrandirla). (Venerdì 8 agosto 2014. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

(Clicca sullimmagine, se vuoi ingrandirla).

(Venerdì 8 agosto 2014. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

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Gli occhi incutono timore? O ci ricordano che siamo umani?

Gli occhi incutono timore? O ci ricordano che siamo umani? (Martedì 5 agosto 2014. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

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Sentite qua: Mettete una macchinetta self-service del caffè nell’atrio dell’università e disattivate il pagamento in monete. Accanto alla macchinetta mettete invece una scatola in cui ciascuno, a propria discrezione, può inserire il denaro che ritiene adeguato per la consumazione. Scegliete un periodo di afflusso uniforme. In certi giorni attaccate dietro la macchinetta un poster con immagini di occhi umani (o di una persona che sta guardando), in altri un poster con un prato fiorito. A parità di consumazioni, calcolate quanti soldi raccogliete nei giorni del poster “occhiuto” e quanti negli altri. Scoprirete che nel primo caso i clienti depositeranno, in media, una quantità di denaro decisamente superiore. In che cosa consiste la differenza? Nella mera sensazione di essere visti. Anche se non c’è nessuno nei paraggi, basta un occhio appeso al muro per sentirsi sotto controllo. Lo racconta Telmo Pievani, professore associato di Filosofia delle scienze biologiche dell’Università di Padova, su Le Scienze di agosto, da oggi in edicola (Il timore degli occhi altrui, pag. 16).

Ma è proprio vero, caro Telmo? O è uno di quei casi in cui la “filosofia” dello sperimentatore influisce sulla sua interpretazione dell’esito dell’esperimento (e, più in generale, sul suo modo di rapportarsi alle “scienze biologiche”) in un senso piuttosto che in un altro? E, in questo caso, in senso antiumano anziché umano?

Voglio dire: perché pensare che la vista degli occhi umani induca a una maggiore “onestà” suscitando “timore” e facendo sentire “sotto controllo”? Non potremmo pensare, invece, che la vista degli occhi umani, in noi Homines sapientes che siamo una specie naturalmente sociale, induca a una maggiore generosità ricordandoci che siamo umani? E questo perché è soprattutto negli occhi gli uni degli altri che fin dalla nascita intravediamo quello speciale “qualcosa” che ci distingue da ogni altro animale?

Io preferisco interpretare l’esperimento così, caro Telmo. E proprio per questo, se avessi scritto io quel pur interessantissimo e brillante articolo, non mi sarebbe passato neanche per l’anticamera del cervello di concluderlo, come fai tu, con un inno all’“occhio di Dio” e alla “sorveglianza sovrannaturale” che (niente meno) avrebbe favorito l’evoluzione di gruppi umani [...] in cui molti estranei cooperano fra loro e si fidano l’uno dell’altro. No, non mi sarebbe mai venuto in mente. O, se anche mi fosse venuto in mente, mi sarei vergognato di ripetere per la miliardesima volta la vecchia, stantia favoletta che siamo homines hominibus lupi che solo il controllo e l’autocontrollo (cioè soltanto la paura) possono indurre a comportarsi umanamente. Misero o ricco che sia l’emolumento per un articolo su Le Scienze, avrei cercato di guadagnarmelo in maniera un po’ più originale.

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(Martedì 5 agosto 2014. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

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(Lunedì 4 agosto 2014. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

(Lunedì 4 agosto 2014. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

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Le donne turche ridono del fanatismo religioso che vuol privare il mondo della loro gioia e bellezza. E ScuolAnticoli ride con loro. (Venerdì 1° agosto 2014. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

(Venerdì 1° agosto 2014. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

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ScuolAnticoli condanna i mostruosi crimini contro l'Umanita' perpetrati dalla teocrazia israeliana, e ricorda che nessuna religione è dalla parte degli esseri umani. E che tutte, nel corso della Storia, hanno commesso analoghi crimini. (Venerdì 1° agosto 2014. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

(Venerdì 1° agosto 2014. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

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Era il 20 ottobre 2012, governo Monti, e il Renzi era ancora solo un sindaco, ma già meditava la chiusura de "l'Unita'". Clicca sull'immagine per i particolari! (Venerdì 1° agosto 2014. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

(Venerdì 1° agosto 2014. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

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Incondizionata solidarietà per la violenza subita. Ma ScuolAnticoli ritiene non meno doveroso far notare che i castelli starebbero meglio nel deserto, oggi che invece di difendere i paesi, vi attraggono i banditi. (Venerdì 1° agosto 2014. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

(Venerdì 1° agosto 2014. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

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Come eravamo

"Come eravamo" (Anticoli Corrado, giovedì 2 gennaio - giovedì 26 giugno 2014. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

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Volevamo, amavamo sapere e saper fare ogni cosa: donne e uomini, giovani e anziani. Tutto ci era necessario, ci incuriosiva, ci appassionava, e intanto ci univa.

 

Avevamo anche noi inclinazioni e preferenze individuali. Più che in altre epoche, anzi, perché non era ancora spuntata l’idea di tentar di annientare l’immaginazione uniformando le menti. A qualcuno piaceva più fabbricare attrezzi e monili che raccogliere fiori e frutta. Altri erano più portati ad accudire e istruire i piccoli che ad andare a caccia o a pesca. Ognuno tendeva a dedicarsi di più a ciò che più gli era congeniale, e incoraggiarlo in quel che meglio gli riusciva era per ogni altro un piacere. Ma niente ci lasciava indifferenti, e ogni attività suscitava in noi la gioia e la fierezza di sentirci tutti reciprocamente necessari, senza le quali non vi è collettività che non cominci presto a dividersi.

 

Del resto non eravamo che poche decine, e tutti di vitale importanza, vecchi e disabili inclusi: come avremmo potuto, quando il valore di ogni sapere era inestimabile, affidarne sia pur solo uno a uno solo? Se egli, per malattia o infortunio, fosse morto prima di trasmetterlo ad altri, la perdita sarebbe stata irreparabile. E se qualcuno fosse rimasto solo in luoghi sconosciuti, come se la sarebbe cavata non potendo disporre che delle proprie abilità e conoscenze, anziché di quelle di tutti?

 

Non si isolava nemmeno chi ambiva a realizzare qualcosa senza alcun aiuto: per quanto lieto e orgoglioso del proprio successo, senza gli altri intorno non lo sarebbe stato molto meno?

 

Nessuna divisione di saperi e di compiti, dunque, neanche tra uomini e donne. Una donna, forse, andava a caccia un po’ meno di frequente di un uomo, e un uomo trascorreva coi bambini piccoli un po’ meno tempo di una donna. Ma né l’uno né l’altra avrebbero mai rinunciato alla soddisfazione, all’intelligenza e al merito che traevano, ognuno a modo suo, da entrambe le occupazioni.

 

Comuni i compiti, i saperi, e il piacere e l’impegno di condividerli con le nuove generazioni, comune era anche la proprietà. Ognuno doveva disporre di tutto, per poter fare tutto. Era inconcepibile, per noi, che quanto era fondamentale per la sopravvivenza (e cosa non lo era, a quei tempi?) fosse sottratto a chiunque ne avesse bisogno. Tutti contribuivamo alla riproduzione quotidiana della vita, della sicurezza, del benessere, perfino di un po’ di “superfluo”: chi sarebbe stato così pazzo da voler privare un altro di ciò che anch’egli aveva partecipato a produrre, e che senza di lui sarebbe risultato inutile?

 

Eppure una proprietà l’avevamo, e ci tenevamo immensamente: di cose inutili, ma amate. Per il niente che servivano e per la gioia che davano. Gioia di uno, legata alla sua storia e ai suoi affetti, e perciò riconosciuta da tutti come privata perché non valeva che per lui, ma che dava gioia anche a noi per la gioia sua. Un’opera d’arte, uno strumento musicale, un monile, una pietra o un legno dall’aspetto curioso, il ricordo di un bel momento, l’intonazione originale di un richiamo, un modo di guardare, un gesto caratteristico: ognuno aveva le sue private proprietà affettive di cui non avremmo mai sopportato di vederlo privo. E che cercava, per quanto possibile, di tenere con sé per tutta la vita. Perfino con le sue ossa nella tomba, se mai: così che tutti vedessero, anche nel più lontano futuro, che per sé e per noi egli non era stato un animale come gli altri: che era stato, finché era vissuto, unico nell’universo... Clicca qui per continuare a leggere!

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(Giovedì 2 gennaio - giovedì 26 giugno 2014. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

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Nella nuova traduzione di Holden qualcosa non va...

"Nella nuova traduzione de 'Il giovane Holden' c'è qualcosa che non va..." (Venerdì 20 giugno 2014. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

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Comincio a leggere la “nuova” traduzione de Il giovane Holden1 e trasecolo. Sùbito, a pagina 6 del primo capitolo. Dove un brano famoso, di fondamentale importanza per la comprensione del romanzo, è tradotto... come peggio non si potrebbe? Be’... quanto meno affrettatamente, diciamo.

È un sabato di fine dicembre, mancano pochi giorni a Natale, e Holden Caulfield, sedici anni, ha appena saputo di essere stato espulso da scuola per la terza volta.

Per questo non è alla partita anche se il derby col Saxon Hall, l’istituto rivale, a Pencey è “un affare di stato”: solo soletto sulla cima di una collina, Holden sta cercando “di provare il senso di una specie di addio”. Ma fa freddo, orribilmente freddo, ed è un freddo non solo “fisico”. Né dovuto “soltanto” alla solitudine, o alla tristezza per l’espulsione, o al timore di quel che diranno i genitori.

No, il “freddo” che Holden soffre dipende soprattutto dal suo “affievolirsi”. È il “feeling” di stare per sparire, forse di aver già cominciato a sparire: cioè a non esistere più. Non la sensazione, o il timore, di morire, no: ma di poter diventare (forse di star già diventando) così poco Holden Caulfield, così poco sé stesso, così fasullo (“phony”) ― così disumano? ― da risultare non più davvero esistente. Come suo fratello D.B.: ridotto così male, ormai, che non ne restano che le iniziali.

Ecco, dal testo originale, le ventidue parole in questione:

 

“Anyway, it was December and all, and it was cold as a witch’s teat, especially on top of that stupid hill”2.

 

Ecco, ora, le ventotto parole della storica traduzione di Adriana Motti:

 

“Ad ogni modo, era dicembre e tutto quanto, e l’aria era fredda come i capezzoli di una strega, specie sulla cima di quel cretino di un colle”.

 

Traduzione, a mio avviso, lievemente errata. Io avrei detto, rispettando l’originale, che “l’aria era fredda come un capezzolo di strega”. Il motivo è ovvio: Holden è ancora a tal punto un “ragazzino”, svezzato da poco, ― o almeno lo è per Salinger, e scusate se è poco ― che pensare a un capezzolo gli viene più “spontaneo”, ancora alla sua età, che pensarli entrambi.

Ma sentite Matteo Colombo. Udite ― e trasecolate anche voi ― le sue diciassette parole (un italiano ancora più “stringato” dell’angloamericano, non vi sembra già questo un miracolo?):

 

“E comunque era dicembre e via dicendo, un freddo cane, specie in cima a quella stupida collina”.

 

Un freddo cane??!!

Fammi capire, Matteo: fuori la strega e dentro il cane? E se traducevi Macbeth? Chi gli facevi incontrare nella brughiera, tre levrieri afgani?

Anche ammettendo la “necessità” di ritradurre “giovanilmente” The Catcher in the Rye, quel “freddo cane” è inaccettabile. Nelle terze medie in cui da trent’anni leggo con successo Il giovane Hol­den, perché dovrei rinunciare al “giovanile” fremito (e talvolta al boato) di approvazione che sempre accoglie “i capezzoli della strega”? In cambio di cosa? Di un boato di delusione? Neppure: solo di indifferenza.

Vedi, Matteo: non ci vuole un gran coraggio a tradurre “crap” con “stronzate” anziché con “baggianate”. Per non perdere di vista le “streghe” e i loro “capezzoli” assassini, invece, ci vuole immenso.

Il fatto è, ripeto, che il freddo di quel giorno di dicembre non è solo “climatico”. Ha a che fare con l’anaffettività. Con quel “qualcosa”, cioè, con cui certuni “producono” intorno a sé “un’aria” in cui altri, benché fisicamente presenti, affettivamente e umanamente ― cioè realmente ― smettono di esistere.

 

“It was that kind of a crazy afternoon, terrifically cold, and no sun out or anything, and you felt like you were disappearing every time you crossed a road”.

 

Motti:

 

“Era uno di quei pomeriggi pazzeschi, freddo da morire3, senza sole né niente, e ti sentivi come se stessi svanendo ogni volta che attraversavi una strada”.

 

Be’. Un freddo solo fisico, solo climatico, solo “cane”, ti fa forse “svanire”? No. Per farlo, ha da essere un “freddo” (anche) emotivo. Non solo: dev’essere l’esito di un “affievolimento” della tua stessa esistenza in vita. Di un tuo scomparire come essere umano davvero esistente ― in questo caso, come ragazzo di sedici anni di nome Holden Caulfield ― perché quel “freddo” ha “magicamente” intaccato la tua stessa realtà. Un “freddo cane” è capace di tanto? No. Solo una “strega” (o uno “strego”) può riuscirci. E, dunque, solo “un’aria” “fredda come un capezzolo di strega”!

Parlare di freddo “cane” sarà anche molto espressivo, non dico di no ― soprattutto nei Paesi islamici, suppongo, cinofobi come sono ― ma, senza dubbio alcuno, significa riferirsi a una dimensione di natura non umana. E la natura non umana, con i problemi di Holden, c’entra come i cavoli a merenda.

Al punto che vien da pensare che Jerome David Salinger, qui, (consapevolmente?) stia dialogando niente meno che con Eugenio Montale:

 

Forse un mattino andando in un’aria di vetro,

arida, rivolgendomi, vedrò compirsi il miracolo:

il nulla alle mie spalle, il vuoto dietro

di me, con un terrore di ubriaco.

 

Poi come s’uno schermo, s’accamperanno di gitto

alberi case colli per l’inganno consueto.

Ma sarà troppo tardi; ed io me n’andrò zitto

tra gli uomini che non si voltano, col mio segreto4.

 

La prima edizione di Ossi di seppia è del 1925. Salinger può averlo letto prima di iniziare, nel 1940, The Catcher in Rye? Forse. Quel ch’è certo, per Salinger come per Montale, è che un’“aria di vetro”, un’aria che ti fa sentire “come se stessi svanendo”, non basta un “freddo cane” a produrla.

Intervistato da Francesco Troccoli per left del 14 giugno, Matteo Colombo dichiara: “Adriana Motti, che ammiro, godeva di una libertà giustificata dal contesto storico, ma dopo cinquant’anni di evoluzione culturale ci si può permettere maggiore fedeltà”. Tranne quando si tratta di streghe?

E insiste: “La vera novità di questa traduzione è proprio la precisa volontà di incrementare la vicinanza all’originale”. Figuriamoci se fosse stata la volontà opposta!

Spero, naturalmente, che le successive 250 pagine della traduzione di Colombo siano impeccabili. Ma questo suo primo errore mi sembra già fatale. E per me rappresenterà per sempre un ostacolo insormontabile all’adozione scolastica. Anche perché già vedo che non è l’ultimo:

 

“Era uno di quei pomeriggi assurdi, un freddo terrificante, senza sole né niente, e la sensazione di scomparire ce l’avevi ogni volta che attraversavi la strada”.

 

L’errore, qui, è senz’altro meno grave, ma non è da poco: “You felt like you were disappearing” dice Salinger: “Tu ti sentivi come se stessi scomparendo”. E Motti: “Ti sentivi come se stessi svanendo”. Mentre Colombo porta in primo piano la sensazione e ne fa, così, una sorta di accadimento naturale, una specie di “disgrazia”: cioè, di nuovo, annulla la “strega” che annulla e gela.

Non male per uno che, come dice il titolo di left, sarebbe “Fedele alle immagini”...

Forse perché fedeli sono i cani, caro Troccoli. I freddi cani.


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(Venerdì 20 giugno 2014. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).


[1] J. D. Salinger, Il giovane Holden, traduzione di Matteo Colombo, Einaudi, Torino, 2014. La “vecchia” traduzione del capolavoro di Salinger (The Catcher in the Rye, 1951) è quella, detta giustamente storica, curata da Adriana Motti per Einaudi nel 1961. Scrivo “nuova” tra virgolette perché non posso a cuor leggero definire tale una traduzione che lo è, senza dubbio, “anagraficamente”, ma che (come cerco di dimostrare in questo articolo) dal punto di vista letterario rischia di “invecchiare” il romanzo affievolendo, attenuando (annullando?) quella che, quanto meno all’epoca in cui fu scritto, era la sua rivoluzionaria novità.

[2] J. D. Salinger, The Catcher in the Rye, Penguin Books, 2010, p. 4.

[3] Meglio: da fare orrore (nota mia).

[4] Eugenio Montale, Tutte le poesie, a cura di G. Zampa, Mondadori, Milano, 1984, p. 42.

 

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Intorno a noi la danza spettrale, tutta sgambetti e ghigni, di quelli che non lasciano vivere. (Lunedì 16 giugno 2014. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

(Lunedì 16 giugno 2014. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

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Un capo è tanto più prepotente e violento quanto più deve impazzire per credere di vedere nei suoi sottoposti il marciume che invece è in lui (...e vale anche per certe cape). (Venerdì 13 giugno 2014. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

...e vale anche per certe cape.

L’originale di questa immagine è un dipinto di Ky Wilms.

(Venerdì 13 giugno 2014. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

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Centinaia di bambini assassinati dalle suore e sepolti in fosse comuni. (Giovedì 5 giugno 2014. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

Una fossa contenente i resti di almeno 800 bambini è stata scoperta a Tuam, in Irlanda, il Paese più cattolico d’Europa, nelle vicinanze di un centro gestito da suore chiamato The House, La Casa, come in un film dell’orrore in cui tra il 1925 e il 1961 migliaia di ragazze, diventate madri senza essere sposate, vennero segregate con i loro figli “illegittimi” considerati non umani, “creature di Satana”, piccoli esseri mostruosi che per le monache assassine era evidentemente “doveroso sterminare. Nel centro, come nelle “lavanderie” gestite in tutta l’Irlanda dalle famigerate Sorelle di Maddalena, le povere prigioniere erano trattate come schiave, adibite ai lavori più umili senza compenso e continuamente maltrattate e picchiate mentre i loro bambini erano lentamente uccisi dalle privazioni e dagli abusi. Il quotidiano inglese Daily Mail, che ha pubblicato la notizia, afferma che molti dei bambini gettati nella fossa comune sarebbero morti di fame o di malattie che si sarebbero potute curare. I loro corpicini furono gettati in un serbatoio di cemento, senza bara né lapide, e il serbatoio fu ricoperto di terra quando le suore cominciarono a temere di essere chiamate a rispondere dei propri crimini. Si calcola che migliaia di giovanissime donne, spesso appena adolescenti, siano finite con i figli in questo e in altri centri di sterminio cattolici. Erano le famiglie stesse che chiudevano le figlie in quei luoghi d’orrore ― in una società intrisa di fanatismo religioso, che le odiava perché erano diventate madri al di fuori del matrimonio ― e da quel momento nessuno più si interessava a loro.

(Giovedì 5 giugno 2014. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

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Prima di far di te stesso il custode di qualcosa, assicurati che NON sia l'Overlook Hotel. (Giovedì 20 febbraio 2014. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

(Giovedì 20 febbraio 2014. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

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Sette Percorsi in Bianco e Nero

In Bianco e in Nero sono le visioni della mente; la predisposizione al racconto senza rinunciare a perdersi nella trama. Sono la scrittura, il sigillo, le immagini del pensiero, è la sfumatura infinita dei grigi che crea fantasmi, è la precisione instancabile della geometria naturale della chiocciola o la congiunzione ideale delle stelle nello spazio siderale. È la luce accecante nel buio che fa urlare Eureka!”

La luce accecante nel buio che fa urlare Eureka!... Per sottolineare queste parole mi sono permesso di modificare l’ordine delle frasi di un brano del bellissimo testo di Eclario Barone che accoglie i visitatori della Mostra Sette Percorsi in Bianco e Nero, ad Anticoli Corrado, nella suggestiva chiesa della Trinità, dal 15 al 30 agosto 2014 (clicca qui per informazioni e appuntamenti!). Poiché proprio questa è stata la prima, possente impressione (seguìta da molte altre) che anch’io ho avuto accostandomi alle opere di Eclario, Paula, Luigi, Patrizio, Valerio, Giancarlo e Birgitt, sette artisti che da tempo illuminano Anticoli Corrado e la Valle dell’Aniene (e oltre) con la loro creatività: sono stato investito da una luce accecante, benché venissi dal fulgore di una bella mattina d’agosto, e mi sono domandato: “Cos’è questa luce che c’è qui, così splendente da risaltare come il bianco sul nero perfino in pieno sole? E tuttavia così rispettosa di ogni sfumatura d’ogni altro colore ― ché tutti li contiene ― da conseguire su di noi il solo Potere al mondo (con quelli della donna sull’uomo e dell’uomo sulla donna) che non ci offende ma ci esalta?” È la luce accecante nel buio che alla nascita ci rende umani? Certo che sì. Ma è anche la luce della terza nascita di ogni essere umano (quale sia la seconda lo lascio dire a voi) quando l’Arte, presto o tardi, volente o nolente, consapevole o meno, gli conferma che è umano. Ed è, allo stesso tempo, la luce della Libertà, senza la quale non c’è arte e anche l’umanità è a rischio. Ecco, ho detto tutto: non perdete l’occasione, andando a visitare Sette Percorsi in Bianco e Nero, di illuminarvi di umanità e di libertà dinanzi all’arte di Eclario Barone, Paula Caccavale, Luigi Caflisch, Patrizio Di Scullo, Valerio Falcone, Giancarlo Federico e Birgitt Shola Starp.

Luigi Scialanca

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301/1000, L'artista Birgitt Shola Starp. "Sette Percorsi in Bianco e Nero", Anticoli Corrado, 15-30 agosto 2014.

Le Mille più Belle immagini di ScuolAnticoli...

301/1000, Lartista Birgitt Shola Starp.

Sette Percorsi in Bianco e Nero, Anticoli, 15-30 agosto 2014.

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Passeggiata a Pietraforte

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Le bellissime foto di Benedetta

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C'è una persona per bene ad Anticoli, di libero pensiero, professionalità indiscutibile e raro spessore culturale, che non dovremmo mai smettere di ringraziare per il lavoro svolto con i nostri ragazzi negli ultimi venti anni. In un momento in cui la mediocrità sembra essere lo strumento migliore per il successo e elemento distintivo di molti uomini e donne delle nostre istituzioni, penso sia importante rinnovare pubblicamente la nostra più assoluta stima per Luigi Scialanca, da 23 anni grande professore di Lettere nella nostra scuola media e cittadino attento e partecipe alla vita della nostra comunità. Generazioni di ragazzi hanno avuto la fortuna unica di essere guidati a scuola e nella vita dai suoi insegnamenti, dalla sua didattica innovativa e di altissima qualità, dal suo esempio costante di impegno e serietà. Alcune sue iniziative didattiche, come quella del cineforum e del libroforum, hanno insegnato ai nostri ragazzi a non fermarsi all'apparenza, ad analizzare il senso vero e meno visibile delle cose e degli accadimenti, aiutandoli a diventare adulti consapevoli e responsabili. Molti di loro, alcuni ormai padri e madri a loro volta, ben consci della positiva influenza avuta sulla loro formazione dal suo insegnamento, ancora gli esprimono stima ed affetto. Ritengo che la sua presenza e il suo lavoro qui ad Anticoli (invidiato da molte scuole ed esempio per molti insegnanti), la sua umanità e il suo amore per i bambini ed i ragazzi siano beni preziosi da preservare. Grazie, professore, e buon anno scolastico. Laura Amicone.

Quando incendiarono il Comune di Anticoli... (Giovedì 12 giugno 2014. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

Quando incendiarono il Comune di Anticoli

Giovedì 25 aprile 1974, la prima pagina de l’Unità era dedicata al ventinovesimo anniversario della Liberazione dal fascismo e dal nazismo: Nel nome degli ideali della Resistenza e della vittoria sul fascismo25 APRILE: DIFENDIAMO UNITI LE LIBERTÀ E I DIRITTI CIVILI. L’editoriale, Il nostro “No”, era firmato dal comandante partigiano Arrigo Boldrini (1908-2008). Accanto a destra, molto grande, un titolo tipico di quegli “anni di piombo”: Dopo i criminali attentati terroristici dei giorni scorsi FASCISTA SORPRESO A MILANO CON DUE SACCHI DI ESPLOSIVO; in basso, ma molto più piccolo, un titolo non meno drammatico, Si spera nel rilascio di Sossi dopo il blocco delle ricerche, ricordava ai lettori che il magistrato Mario Sossi (1932, vivente) era da una settimana nelle mani delle “sedicenti Brigate rosse”...

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(Giovedì 12 giugno 2014. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

Torneo di pesca ad Agosta: Ottanta immagini, una più divertente dell’altra, cliccando qui!

Torneo di pesca ad Agosta domenica 8 giugno 2014

Ottanta immagini, una più divertente dell’altra, cliccando qui!

Il Tour in progress di ScuolAnticoli nella Valle dell'Aniene prosegue con "Passeggiata a Turania": oltre 100 immagini, una più bella dell'altra, cliccando qui!

Il Tour in progress di ScuolAnticoli nella Valle dell’Aniene prosegue con...

Passeggiata a Turania

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Il Tour in progress di ScuolAnticoli nella Valle dell'Aniene prosegue con "Passeggiata a Montorio in Valle": oltre 60 immagini, una più bella dell'altra, cliccando qui!

Il Tour in progress di ScuolAnticoli nella Valle dell’Aniene prosegue con...

Passeggiata a Montorio in Valle

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Quando in piazza del Mercato ci si arrampicava sulle rocce... Anticoli che non sparisce, su ScuolAnticoli.com, cliccando qui!

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Inesistenza del cielo sopra Anticoli Corrado? E già...

Inesistenza del Cielo sopra Anticoli Corrado

La prima homepage di ScuolAnticoli nel febbraio del 2006.

Alla ricerca del tempo perduto...

Tutte le Classi di Anticoli dal 1982 in poi...

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Tutte le Classi di Roviano dal 1982 in poi...

(Quasi) Tutte le Gite e i Viaggi della Scuola Media Statale Celestino Rosatelli di Arsoli (Roma) e delle sue sedi staccate di Anticoli Corrado, Camerata Nuova, Riofreddo e Roviano: dalle più antiche alle più recenti, dai primi anni '80 a oggi

(Quasi) Tutte le Gite e i Viaggi dal 1980 in poi...

dei ragazzi di ieri e di oggi di Anticoli Corrado, Arsoli, Camerata Nuova,

Riofreddo e Roviano: dalle più antiche alle più recenti, dai primi anni ’80 a oggi.

Vuoi leggere ma non hai tempo? In "Righe di Libri" il tempo per te lo mettiamo noi.

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La Valle a portata di click: Paesi e Meteo della Valle dell’Aniene.

Tutta la Valle dell'Aniene a portata di click: tutti i Paesi e tutti i Meteo della Valle dell'Aniene.

Le bellissime pagine della Maestra Cristina:

per grandi e piccini.

Le bellissime pagine della Maestra Cristina: per grandi e piccini.

Le Pagine della Valle dell’Aniene, luogo tra i più belli del Lazio e d'Italia.

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Le Pagine delle nostre Scuole, dei Ragazzi, delle Famiglie e degli Insegnanti: clicca qui per vederle tutte!

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"Si può ritenere che la meraviglia della vita sia sempre a disposizione di ognuno di noi in tutta la sua pienezza, anche se essa rimane nascosta, profonda, invisibile, decisamente lontana. Tuttavia c'è, e non è ostile né ribelle" (Franz Kafka): "I giorni e le notti" - Diario Polifonico.

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"Maurizio Fioretti: un musicista, un pittore, un poeta di immagini? Sono tre dimensioni che coinvivono nei suoi quadri in cui il colore campisce lo spazio definendo superfici diverse per intensità e spessore".

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Le 100 nazioni di provenienza delle 11.401 visualizzazioni di pagina effettuate su ScuolAnticoli nel luglio 2014: 4134 dall’Italia, 2726 dalla Germania, 1463 dagli Stati Uniti, 447 dalla Gran Bretagna, ecc.... (Servizio fornito da www.aruba.it)

ScuolAnticoli non è una testata giornalistica o un periodico ed è aggiornato secondo la disponibilità dei materiali. Pertanto non si può considerare un prodotto editoriale ai sensi della L. n. 62 del 7/3/2001: Clicca per continuare

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L'immagine di sfondo di questa pagina, raffigurante piazza delle Ville ad Anticoli Corrado, è un dipinto dell'artista danese Viggo Rhode (1900-1976). L'ha segnalata a ScuolAnticoli il signor Peter Holck. Rielaborazione grafica di Luigi Scialanca.

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Libera Scuola di Umanità, senza fedi né credi,

ma che ama e rispetta la Costituzione Italiana.

Diretta da Luigi Scialanca - Anticoli Corrado (Roma)

Aggiornata al 19-8-2014. Buon mercoledì 20 agosto a tutti.

Pensieri precedenti

Pensiero del Giorno n° 729

Lo scopo degli effetti speciali dei ricchi è far sì che

gli altri credano povera la propria immaginazione.

Pensiero del Giorno.

Non tutti i Gatti vengono per Nuocere: Clicca e Vedrai!

 

 

 

 

L’immagine di sfondo di questa pagina, raffigurante piazza delle Ville ad Anticoli Corrado, è un dipinto dell’artista danese Viggo Rhode (1900-1976).

L’ha segnalata a ScuolAnticoli il signor Peter Holck. Rielaborazione grafica di Luigi Scialanca.

 

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