ScuolAnticoli

Libera Scuola di Umanità, senza fedi né credi,

ispirata dalle scoperte di Massimo Fagioli e dalla Costituzione italiana.

Diretta da Luigi Scialanca - Anticoli Corrado (Roma).

Pensiero del Giorno.

Pensiero del Giorno n° 824

Pensieri precedenti

Conosci i falsi allievi d’un genio non dall’altezza

a cui si elevano dinanzi a lui, ma dall’alterigia

a cui si abbassano quando ne sono lontani.

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Stephen King’s Remortal...

Sempre più intrigato dalla morte (altrui), Stephen King “risponde” alle critiche di ScuolAnticoli (La morte e Stephen King, 29 giugno 2013) con un romanzo ispirato a Il grande dio Pan di Arthur Machen (Stephen King, Revival, traduzione di Giovanni Arduino, Sperling e Kupfer, 2015) e a Howard Phillips Lovecraft (Non è morto ciò che in eterno può attendere, e con il passare di strane ere anche la morte può morire), in cui la dipartita (altrui) per l’appunto... muore, tramutandosi in un’ipermorte che più mostruosa e spaventevole non si può. E che si abbatte, questa volta, non “solo” sugli umanamente migliori tra i poveri personaggi della vicenda, ma (heideggerianamente?) sull’intera Umanità. Particolare curioso, King crede di offrirci una sorta di “risarcimento” per averci imprigionati tutti in Revival (come se ognuno di noi fosse una creazione della sua fantasia) suggerendo che un Aldilà così orripilante (se dimostrato o, quanto meno, da tutti accettato) segnerebbe la fine di ogni forma di religione. Un abbaglio madornale: non esistono Aldilà più brutti di altri, né tanto meno ne esistono di fatali per la fede, perché un Aldilà (qualsiasi Aldilà) non può che essere mostruosamente disumano. Non per chi vi si trova (dato che, ovviamente, non vi si trova alcuno) ma per i vivi. E perché le Chiese, sul terrore che ogni Aldilà ispira, ci campano alla grande: l’hanno inventata loro, la paura come strumento di dominio. Spiace, dunque, vedere uno scrittore come King, che in passatio ebbe momenti di ben altra levatura, farsi anch’egli strumento del remortal religioso in corso sul pianeta Terra.

(Post scriptum: detto ciò, intendiamoci, Revival resta comunque un romanzo dal quale è impossibile staccarsi prima dell’ultima riga).

(Venerdì 27 marzo 2015. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

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(Venerdì 27 marzo 2015. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

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Per la serie Esilarante Religione - Grandi Scrittori atei e irriverenti che han preso in giro le religioni e i loro ministri...

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Il 18 gennaio 2015, pochi giorni dopo il massacro compiuto da fanatici religiosi malati di mente nella redazione di Charlie Hebdo e la successiva esibizione del pugno di papa Bergoglio contro chi offende la religione, il quotidiano La Repubblica ha avuto il coraggio di pubblicare le seguenti parole del suo fondatore, l’ex giovane fascista Eugenio Scalfari: Il pugno dovrebbe essere ― credo io ― una norma che vieti e punisca chi si prende gioco delle religioni. Puoi criticarle, certamente, ma non insultarle. Questo è il pugno. Voltaire non sarebbe daccordo, ma non possiamo chiedere a Francesco di esser volterriano. Disgraziatamente, lo Scalfari si è dimenticato di stabilire dove passi, esattamente, il confine tra critica e insulto, nonché ― e questo è, se possibile, ancor più spiacevole ― chi altri potrebbe farlo se non, a loro esclusivo piacimento, i cosiddetti “offesi”, dal momento che i cosiddetti “offensori”, non sentendo la cosiddetta “offesa”, di quale aiuto potrebbero essere nel determinare tale confine? Ma niente paura, egregio dottor Scalfari: c’è qui ScuolAnticoli, Libera Scuola di Umanità diretta da Luigi Scialanca che, per soccorrerla in una così ardua opera di discernimento, pubblicherà le pagine più “offensive” che è riuscita a reperire nelle opere di alcuni grandi scrittori. Dopo Il buon soldato Sc’vèik, di Jaroslav Hašek, si continua con alcuni capitoli de Il circolo Pickwick, di Charles Dickens, nei quali, come avranno modo di constatare fin dalle prime righe l’egregio dottor Scalfari e tutti i “figli di... mamma religione” del suo stampo, il confine tra critica e insulto è così sottile che passerebbe entro la cruna del più minuscolo degli aghi senza neppure sfiorarla. Che ne dite, egregio dottor Scalfari e “fratelli” vari, sarà il caso di “vietare e punire” anche Il circolo Pickwick?... Come?... La domanda è troppo difficile? Può darsi, ma... altrimenti che compito a casa sarebbe?

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(Lunedì 24 marzo 2015. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

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(Lunedì 23 marzo 2015. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

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(Venerdì 20 marzo 2015. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

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Una copertina di sessant’anni fa

Nel 1955 le Edizioni Giuseppe Malipiero di Bologna “ridussero” per bambini Le avventure di Tom Sawyer di Mark Twain: centocinquanta pagine mal tradotte e sciattamente tagliuzzate che a paragone di una buona traduzione attuale non inducono che disappunto, allidea che in quegli anni si potesse proporre un capolavoro ai giovanissimi scempiandolo a quel modo. Ma nel 1959, quando le lessi io, avevo solo otto anni e ne fui ammaliato: la ribellione di quel mio coetaneo al conformismo venato di disprezzo che gli adulti pretendevano di imporgli, le drammatiche vicende a cui tale rifiuto lo esponeva, e soprattutto la sua “inconsapevole consapevolezza” che solo lamore per la piccola Becky, tanto infantile quanto appassionato, gli avrebbe permesso di ribellarsi senza distruggersi, benché di tutto questo non mi rendessi conto in alcun modo, divennero parte di me e lo rimasero per sempre. Tuttavia, ciò che allora mi fece “capire” Le avventure di Tom Sawyer a dispetto della pochezza di quella “riduzione” furono, lo capisco solo oggi, soprattutte le bellissime immagini ― le “figure” ― che la illustravano e, in particolare, la copertina che vedete qui sopra. Erano di un artista di Bologna, Alberto Abbati (1923-2011), a cui l’edizione bolognese de l’Unità del 30 agosto 2011 ha dedicato queste parole: Il maestro Alberto Abbati è scomparso. I famigliari ne danno annuncio a esequie avvenute. Pittore e artista eclettico, nato a Faenza nel 1923, Abbati frequentò nella città natale l’Istituto di Ceramica. Arrivato giovanissimo a Bologna, studiò all’Accademia d’Arte avendo come maestri, fra gli altri, Giorgio Morandi per l’incisione e Virgilio Guidi per la pittura. Il suo talento per la figura lo portò a percorrere, in un primo periodo, un realismo permeato di poesia e di forza espressiva. Gli anni successivi lo videro impegnato nella progettazione di case di amici, nell’illustrazione per l’editoria e nella grafica pubblicitaria. Era il mestiere che gli permetteva di coltivare la libertà nella pittura. Che intanto si evolveva, giungendo a all’astrattismo attraverso una continua ricerca dell’armonia. Come si vede, dice un suo amico e compagno d’arte, lo scultore Gilbert Kruft, «in tutte le sue opere, che partono dal disordine per trasformarsi in ordine». Uomo affabile ma schivo, Abbati ha lavorato fino agli ultimi giorni nella pace della sua casa in campagna, dove ha vissuto circondato dagli affetti famigliari, dagli amici di sempre, dagli amati animali. Le ultime realizzazioni, dagli anni ’80 a oggi (come l’Infinito, che è tra le sue opere più significative) esprimono la sua tensione verso i temi esistenziali. Una lunga, complessa vicenda di vita, ricca di emozioni e mai banale.

(Mercoledì 18 marzo 2015. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

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(Domenica 15 marzo 2015. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

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(Domenica 15 marzo 2015. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

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Siamo liberi o no?

(Illustrazione di Noah Hutton)

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Ennesima “ripresa” (su le Scienze di marzo, pp 58-61) della millenaria discussione sull’esistenza o meno del “libero arbitrio”. Rinfocolata, negli ultimi anni, dai non pochi esperimenti neuroscientifici che hanno dimostrato che le nostre decisioni coscienti (cioè la nostra consapevolezza di decidere) sono precedute da attività cerebrali inconsce e sarebbero, perciò, “predeterminate”. Da qui a concludere che il “libero arbitrio” non esiste, poiché noi, mentre crediamo di decidere, staremmo in realtà “ubbidendo al nostro cervello”, il passo, per alcuni, è stato breve. Al punto che John-Dylan Haynes, del Bernstein Center for Computational Neuroscience di Berlino e capofila degli “anti-liberisti” (se così possiamo chiamarli) ha dichiarato al New Scientist: “Sembra che a prendere le decisioni sia il cervello prima della persona”.

Confesso di non capire (o, meno modestamente, di capire forse più dell’egregio professor Haynes). Perché mai, mi chiedo, il fatto che i nostri comportamenti sono da noi decisi prima che ne diventiamo consapevoli dovrebbe indurci a pensare che non siamo liberi? Ciò sarebbe vero soltanto in un caso: se in ognuno di noi albergassero due individui (da una parte il signor Cervello, soprannome politically correct del vecchio signor Spirito o della vetusta signora Anima, e dall’altra il signor Decisore Cosciente) e se si fosse scoperto che il secondo, senza rendersene conto, non può che ubbidire al primo. Ma, ovviamente, non è così: la compresenza per natura di due individui l’un contro l’altro armati in ogni essere umano non è mai stata dimostrata. E “temo” che non lo sarà mai.

Quel che gli esperimenti di cui sopra, caso mai, dimostrano, è tutt’altro (ed è, con buona pace del professor Haynes, ben più interessante della possibilità di riproporre per l’ennesima volta la scissione tra corpo e anima): non che la nostra libertà non esiste, bensì che la nostra libertà non è cosciente ma inconscia. Non razionale, ma irrazionale.

Se, cioè, fino a oggi ho “pensato” (o, per meglio dire, ho religiosamente o ideologicamente creduto) di essere libero mentre ragiono sul da farsi, ora scopro, invece, che io (individuo e indiviso, senza alcuna scissione in “entità” conviventi nel mio corpo) nel momento in cui ragiono ho in realtà già “deciso” inconsciamente. Vale a dire, ho già avviato il comportamento che tra poco manifesterò. Ma sempre libero sono: solo che la mia libertà precede la mia convalida razionale di essa.

Significa forse che il mio pensiero cosciente è del tutto vano? No. Ragionando e discutendo coscientemente io posso ancora ritardare, attenuare o perfino bloccare il comportamento inconsciamente intrapreso. Ma posso farlo, beninteso, se la razionalità è in me così potente da riuscire a tanto. Poiché questo e non altro è la nostra coscienza razionale: un’attività di pensiero che ci è stata insegnata, e addirittura imposta, e che noi abbiamo poi implementato, per indurci a tentare di privarci da noi stessi della libertà. De-liberazione che in alcuni casi è da considerarsi, come estremo rimedio, perfino opportuna (se, per esempio, riesco a bloccarmi un attimo prima di rapinare una banca, certamente agisco in modo encomiabile, anche se per niente risolutivo della mia delinquenza) ma che in tutti gli altri (nei casi in cui poi diciamo: “Avrei fatto meglio a seguire il primo impulso”) si rivela maldestra, fuorviante e dannosa.

Mi si potrebbe obiettare, a questo punto, che la libertà non razionale di cui vado blaterando non esiste, poiché anche le mie “decisioni” inconsce sono determinate dalla mia storia precedente. Ma io ribatterei che la mia storia non è altro che tutte le libere scelte da me inconsciamente compiute dacché sono al mondo: e che, di conseguenza, se adesso non son più libero di non entrare in banca armato di taglierino (e perciò sono “obbligato” a tentar di impedirmelo a forza di ragionamenti più o meno pii) è perché per troppi anni ho liberamente fatto di me, pian pianino, l’individuo poco raccomandabile che sono oggi.

Liberamente? Al tempo. Essendo noi umani una specie sociale, la nostra libertà, in effetti, ha un limite, ma esterno. Voglio dire che nessun umano, quando inconsciamente si avvia in una certa direzione, lo fa da solo, bensìinsieme ad altri: i quali talvolta possono aver creato, intorno a noi e contro di noi, reti di rapporti così deformi, specialmente nei fondamentali anni dell’infanzia, da spingere e mantenere la nostra libertà costantemente sull’orlo di un disumano “buco nero” mostruosamente “attrattivo”.

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(Giovedì 12 marzo 2015. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

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L’insensata idea di reintrodurre le razze nella Costituzione

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Se vi dico che ScuolAnticoli è un sito “senza scopo di lucro”, secondo voi, cosa vi dico: che per ScuolAnticoli lo “scopo di lucro” esiste o non esiste? Se conoscete l’Italiano, risponderete in coro: “Ci dici che, per ScuolAnticoli, lo scopo di lucro non esiste”. E se un bel giorno vi annunciassi che sto per cancellare le parole “senza scopo di lucro” dallo “statuto” di ScuolAnticoli, cosa ne dedurreste? Ne dedurreste, conoscendo l’Italiano, che ScuolAnticoli, da quel momento, potrebbe diventare un sito a scopo di lucro.

Il primo comma dell’articolo 3 della Costituzione della Repubblica italiana, essendo stato scritto da uomini e donne che conoscevano l’Italiano, è chiarissimo e inequivocabile. “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali” significa che le dette distinzioni, per la Costituzione e per tutte le leggi italiane (che dalla Costituzione non possono derogare) non esistono. Significa, cioè, che per la Costituzione italiana le razze” non ci sono. Giustamente: sulla Terra, infatti, attualmente (e da circa ventimila anni) vi è un’unica razza umana: Homo sapiens.

Che senso ha, dunque, proporre di cancellare dall’articolo 3 della Costituzione le parole senza distinzione di razza”? Ovvio (per chi conosce l’Italiano): lo stesso senso che avrebbe la cancellazione, dallo “statuto” di ScuolAnticoli, delle parole “senza scopo di lucro”: la “distinzione di razza”, per la Costituzione e per le leggi italiane, tornerebbe a essere possibile non appena a chi detiene il potere venisse l’insana voglia di introdurvela.

Se ne rendono conto Gianfranco Biondi e Olga Rickards, autori dell’appello per la cancellazione del termine razza dalla Costituzione, e con essi l’intera Università la Sapienza di Roma, che tale appello ha fatto proprio? Non lo so. Ma spero di no, poiché, qualora se ne rendano conto, qualcuno potrebbe dubitare della loro buona fede.

Certamente se ne rendono conto Giovanni Destro Bisol e Maria Enrica Danubio, che rilanciano l’appello su le Scienze di marzo. Scrivono, infatti: “Si potrebbe ottenere un risultato paradossale: far sembrare che la razza, scomparsa da quell’elenco, possa tornare a essere elemento di discriminazione” (le Scienze 559, marzo 2015, p. 13)...

Non potrebbesembrare, egregie le Scienze: sarebbe proprio così! La “distinzione di razza” cesserebbe di far parte di quelle che per la Costituzione non esistono: vale a dire, tornerebbe a esistere!

Quale la soluzione, secondo Bisol e Danubio e le Scienze? Non, come ci si aspetterebbe, quella di cestinare all’istante l’insana proposta, ma quella di sostituire le quattro chiarissime e inequivocabili parole senza distinzione di razza” con ben 23 (ventitré) parole! Cioè le seguenti: senza distinzione di aspetto fisico e tradizioni culturali, [...]. La Repubblica non riconosce l’esistenza di presunte razze umane e combatte ogni forma di razzismo e xenofobia”. Non vi viene da ridere? Sostituire quattro parole con ben 23 per dire, meno bene, esattamente la stessa cosa?!

Ma sarebbe davvero la stessa cosa? Assolutamente no. Poiché verrebbe creato un pericolosissimo precedente: per la prima volta verrebbero manomessi, sia pure a fin di bene (?), i Principi fondamentali che sono alla base di ogni (residuo) diritto umano degli Italiani. E manomessi da chi? Da un Parlamento che è stato eletto con una legge elettorale che la Suprema Corte ha dichiarato incostituzionale. Da un Parlamento eterodiretto che in queste stesse settimane sta facendo della Costituzione un tale scempio, da indurre perfino un costituzionalista moderato e prudente come Alessandro Pace a temere che il Parlamento stia trasformando sé stesso in un’orwelliana Fattoria degli animali.

Chi, a questo punto, non sarebbe quanto meno “sfiorato” dal dubbio che la cancellazione delle parole “senza distinzione di razza” dall’articolo 3 possa essere un cavallo di Troia? “A pensar male si fa peccato”, diceva quello, ma io che nel peccato non credo mi ritengo autorizzato a farlo e sostengo, novella Cassandra, che la proposta in questione è, per lappunto, un pericolosissimo cavallo di Troia. Indipendentemente dalle intenzioni dei proponenti? Sia pure. Nondimeno mi permetto dinvitarli a rileggersi il fondamentale articolo di Emmanuel Faye su Heidegger pubblicato dal Corriere della sera il 23 febbraio scorso, specialmente là dove l’autore scrive: “Nel 1941, mentre si va precisando la politica nazionalsocialista di costringere con ogni mezzo i dirigenti delle comunità ebraiche a coinvolgersi nell’organizzazione della loro propria distruzione, Heidegger scrive nei Quaderni neri che il genere più alto e l’atto più alto della politica consiste nel manovrare con il nemico per metterlo in una situazione in cui si trova costretto a procedere al proprio autoannientamento”.

La fintissima “sinistra” catto-piddino-renzista che ci governa, egregi ingenuotti dalle pie intenzioni, è da decenni una fan sfegatata di Heidegger: niente di strano, perciò (ma molto di disumano) se, facendo proprio il “consiglio” di quel supremo teorico del nazismo, stia tentando di spingerci ad autoannientarci facendoci, noi per primi, promotori della manomissione dei fondamentali Principi costituzionali che (ancòra) ci difendono.

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(Venerdì 6 marzo 2015. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

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(Giovedì 5 marzo 2015. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

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Chi mi volle più bene, la maestra o la mamma?

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A otto anni e mezzo dovetti cambiare scuola. La mia famiglia si trasferì da un lato all’altro di Roma e io, giovane com’ero, non potei che seguirla.

Non ricordo se qualcuno mi domandò cosa ne pensassi: non è impossibile ― forse, anzi, ricevetti perfino qualche spiegazione ― ma di due cose sono certo: che non ero d’accordo, e che il mio dissenso di “terzultima ruota del carro” (le mie sorelle avendo, rispettivamente, sei anni e mezzo e due e mezzo) non influì in alcun modo sulla decisione ormai presa.

Non fu per uno sfratto: la casa in cui abitavamo non era meno nostra di quella in cui traslocammo. Né meno confortevole. Non andammo, insomma (da un punto di vista civile e sociale) né a star meglio né a star peggio. Traslocammo, semplicemente, perché “dovevamo” seguire i genitori di mia madre. E sospetto che neanche mio padre dovette esserne felice, visto che ci allontanammo molto dai suoi e che il tragitto casa-ufficio e ritorno gli divenne dieci volte più lungo. Ma neppure la sua contrarietà (che egli, penso, si guardò bene dall’esplicitare) fu presa in considerazione.

Io amavo la mia casa, e soprattutto la mia camera, dalle cui ampie vetrate al quarto piano avevo contemplato spettacoli meravigliosi, come la nevicata del ’56, o raccapriccianti, come quello della “donna” dei vicini sospesa nel vuoto ogni volta che le comandavano di pulire le finestre dall’esterno. Amavo così tanto quella camera, che ricordo ancor’oggi il sapore del suo intonaco accanto al mio letto... Clicca qui per continuare a leggere in .pdf! O qui per continuare a leggere in .doc!

(Sabato 28 febbraio 2015. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

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Un articolo di straordinaria importanza

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Consiglio vivamente la lettura, sul Corriere della sera di lunedì 23 febbraio 2015, di Heidegger profeta del IV Reich, di Emmanuel Faye, storico della filosofia, e uomo e ricercatore di straordinaria levatura, noto anche in Italia per il suo libro Heidegger - lintroduzione del nazismo nella filosofia, a cura di Livia Profeti, edito da lAsino d'oro. È un articolo importantissimo, che per molti versi ritengo un punto di non ritorno immensamente positivo per la cultura italiana, per la politica e, soprattutto, per la comprensione, da parte nostra, di ciò che sta accadendo in Italia e nel mondo da almeno due decenni. Vi invito a leggerlo con l’attenzione che merita (cliccando, se non lo avete trovato in edicola, sui link acclusi a questa breve nota) a partire già dal titolo: Heidegger profeta del IV REICH. Quarto, capite? Eccone, per invogliarvi alla lettura, un brevissimo estratto: Si trattava [per Heidegger dopo la disfatta del nazismo, nota mia] di prendere la distanza adeguata da unimpresa [il nazismo, appunto, nota mia] il cui fallimento era stato totale. Non però per rinnegarla, ma per prepararne il ritorno in forme nuove, anticipate attraverso la diffusione della sua opera intesa a tale scopo [corsivo mio]. Non aggiungo altro. Ripeto soltanto: questo articolo è una svolta rivoluzionaria. Non solo per quanto concerne la comprensione del nefasto influsso di Heidegger, ma per capire meglio, in toto, il mondo in cui viviamo, e il nuovo ordine disumano che forze potentissime stanno cercando di imporre. E, soprattutto, per capire dove possiamo trovare le forme nuove”, pienamente umane, per contrapporci validamente alle mostruose “forme nuove del nazismo che ci minacciano tutti.

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(Lunedì 23 febbraio 2015. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

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(Martedì 17 febbraio 2015. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

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Sottolineo: malattia nel corpo o nella mente...

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(Venerdì 6 febbraio 2015. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

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Restaurazione e ampliamento dello Stato Pontificio

I quotidiani di oggi, domenica 1° febbraio 2015, piangono lorribile fine dei cattocomunisti definitivamente schiacciati, asserviti e ridotti alla più insensata e umanamente indegna futilità. In realtà i cattocomunisti (cioè i distruttori dell’unica, forse, realizzazione valida del comunismo: l’ateismo, per conservarne invece tutto il peggio) hanno esaurito ieri, sabato 31 gennaio 2015, la loro funzione storica di utili idioti, di ascari pontifici, completando (ben più che la nuova DC, ben più che una risorta balena bianca) la restaurazione dello Stato della Chiesa ampliato allItalia intera. La teocrazia non ha più alcun bisogno di loro, e la loro scomposta piaggeria filo-renzista dimostra che lo sanno. Ora siamo lo Stato della Chiesa-teocrazia italica e, fino a una sperabile e sperata “alba” che purtroppo sembra tutt’altro che vicina, ScuolAnticoli non chiamerà lItalia altrimenti che così: Teocrazia italica

(Domenica 1° febbraio 2015. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

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(Sabato 17 gennaio 2015. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

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(Giovedì 15 gennaio 2015. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

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(Venerdì 9 gennaio 2015. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

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(Giovedì 8 gennaio 2015. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

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Capi, capetti, "caporali"

"Capi, capetti, caporali", di Luigi Scialanca. (Martedì 2 settembre 2014. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com)

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Cosa c’è che non va? I capi.

In ogni impresa, in ogni attività, in ogni luogo, ovunque cerchiamo di realizzare qualcosa insieme, ecco che arrivano i capi.

Chi sono? Sono quelli che nella vita non sono riusciti né a stare insieme né a far da soli. Perciò vengono a infastidire noi, a ostacolarci, ad addolorarci, a farci fallire.

A far di tutto per sfasciare tutto.

Non capi, no: “caporali”, nell’accezione che diede al termine il grande Totò.

Un capo vero andrebbe scritto con la C maiuscola, perché è l’opposto del “caporale”...

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(Martedì 2 settembre 2014. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

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Prima di far di te stesso il custode di qualcosa, assicurati che NON sia l'Overlook Hotel. (Giovedì 20 febbraio 2014. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

(Giovedì 20 febbraio 2014. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

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Donne nell'assedio di Firenze, di Roberto Papi

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Alessandro Pace, docente emerito di Diritto costituzionale, 13 febbraio: “A me non piace parlare di deriva autoritaria: crea confusione con il regime di Pinochet o dei colonnelli greci. Più semplicemente, dico che quella di Renzi sarebbe una svolta pericolosa perché elimina i contro-poteri, che non sono le autorità indipendenti, i magistrati o la Commissione europea. Sono i contro-poteri politici esterni, come il Senato elettivo, e i contro-poteri politici interni, cioè i poteri parlamentari delle minoranze. Vi sarebbe, invece, il Partito della Nazione? Ebbene: più che di Pinochet, ho paura che la Camera possa assomigliare alla Fattoria degli animali di George Orwell”.

Stefano Rodotà, docente emerito di Diritto civile, 10 marzo: “Si inizia ad avere la consapevolezza di ciò che sta accadendo: molti tra chi diceva non esageriamo, non è una svolta autoritaria cambiano idea. Si parla di un’Italia a rischio democratura, di tendenze plebiscitarie, di deperimento del sistema dei controlli. Se ne sono accorti un po’ tardi. [...] Ci sarà un accentramento dei poteri nella mani dell’esecutivo e insieme una depressione di ogni forma di controllo. Non dimentichiamo mai che questa riforma del Senato è accompagnata da una proposta di legge elettorale che costruisce una maggioranza artificiale nella Camera, che diventerà un luogo di ratifica delle decisioni del governo. [...] Se il controllo parlamentare avrà le caratteristiche derivate dal combinato disposto di riforme e Italicum, il Parlamento non sarà altro che la prosecuzione del governo”.

Massimo Villone, costituzionalista, 12 marzo: “Credo che tre legislature di Porcellum abbiano spezzato le gambe al Parlamento. Non si può sopravvivere a un tale inquinamento ― fatto di conformismo, opportunismo, fedeltà a capi e capetti ― mantenendo un’istituzione vitale. [...] Questo è un Parlamento snervato: come un malato terminale che non ha più la forza di alzarsi dal letto. [...] Non c’è forma repubblicana se non c’è una partecipazione democratica reale, se non c’è rispetto sostanziale dei diritti fondamentali. Se venissero ridotti i caratteri essenziali del sistema democratico, del rapporto tra governanti e governati, si andrebbe a toccare un elemento sostanziale della democrazia. Ed è quello che intendono i costituzionalisti che richiamano la prospettiva di una svolta autoritaria [...]. Il referendum sulla riforma sarà tale solo nell’etichetta: il contenuto vero sarà un plebiscito pro o contro Renzi. [...] Non sarà più la Costituzione della Repubblica: sarà la costituzione del Pd con escrescenze, una costituzione di minoranza”.

Lorenza Carlassare, docente emerita di Diritto costituzionale, 13 marzo: “Una repubblica democratica non può avere un Senato non elettivo che esercita funzioni costituzionali! Se uniamo questa riforma alla eliminazione delle province (che in realtà ci sono ancora, ma senza alcun organo eletto dal popolo) e ad una legge elettorale dove l’esito del voto è completamente alterato, si vede bene che il popolo è considerato, anziché il sovrano, un fastidio da tacitare. [...] La famosa legge truffa del 1953 [...] era più democratica dell’Italicum, perché il premio di maggioranza veniva attribuito alla coalizione che otteneva il 50%, ossia a chi la maggioranza l’aveva già. E poi, se nessuno raggiungeva quella soglia, il premio non scattava; e infatti non scattò! Nell’Italicum, invece, che ricorda la mussoliniana legge Acerbo del 1923, se nessuno raggiunge il 40%, il premio viene comunque attribuito dopo il ballottaggio tra le due liste più votate, qualunque sia la percentuale ottenuta! Si prende tutto anche con un seguito popolare assai modesto: una minoranza governa indisturbata”.

(Nota. Questa drammatica rassegna delle valutazioni dei costituzionalisti continuerà nei prossimi giorni, sempre sotto questa immagine: torna a trovarci).

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Nota di ScuolAnticoli. Mentre a Subiaco e in Val d’Aniene non si placano le polemiche sulla decisione della Regione Lazio di realizzare nell’ospedale Angelucci una delle strutture previste dal piano di superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari, ScuolAnticoli ritiene doveroso, oltre che utile, pubblicare la preziosa intervista che, su questo argomento e sulle sue importanti implicazioni, lo psichiatra Massimo Fagioli ha rilasciato a left il 28 febbraio 2015. Dal dibattito in corso nella Valle, infatti, il tema della cura delle patologie psichiatriche è stato finora assente, come se i medici e gli operatori del settore non avessero in merito alcunché da dire o, peggio, non sapessero cosa dire. Il che può meravigliare o meno chi conosce la situazione locale, ma non può non apparire preoccupante a chiunque. Le domande di ScuolAnticoli (sottolineando che di domande si tratta, e le più pacate possibili) sono le seguenti: l’afflusso, nel nostro territorio, di nuove leve della psichiatria (e con esse, forse, di una teoria e una prassi più avanzate) può contribuire a migliorare per tutti noi, cittadini della Valle, un’“offerta” d’attenzione per la salute mentale che non pochi ritengono non abbastanza adeguata alla “domanda” sia dal punto di vista della quantità sia, e soprattutto, dal punto di vista scientifico e terapeutico? Oppure la “cultura” alla base dell’idea stessa di “superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari” ― o, quanto meno, dei suoi criteri attuativi ― è così errata ed assurda da non permettere che alcunché di positivo possa mai scaturirne?

Clicca per leggere l’intervista a Massimo Fagioli su ScuolAnticoli.

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I primi tre testi:

Il bastone del cieco, di Massimo Alvaro

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Non erano ragioni valide le ragioni logiche, di Neri Pozza

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Donne nell'assedio di Firenze, di Roberto Papi

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393/1000, Rimini. Fotografia di Radu, Anticoli Corrado, 10 maggio 2012.

Le Mille più Belle immagini di ScuolAnticoli...

393/1000, Rimini.

Fotografia di Radu, Anticoli Corrado, 10 maggio 2012.

In questa pagina ci sei anche tu?... Be, si vede che lo meriti.

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Antonio Meddi, di Anticoli Corrado

40 immagini, una più bella dell’altra...

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I più Bei Giorni dellEstate scorsa

Sette Percorsi in Bianco e Nero di sette grandi Artisti

ad Anticoli Corrado dal 15 agosto al 15 settembre 2014

100 immagini, una più bella dell’altra...

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Anticoli Corrado a UnoMattina il 3 novembre 1995

Anticoli Corrado a UnoMattina il 3 novembre 1995

quasi 100 immagini, una più nostalgica e divertente dell’altra...

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L’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha dichiarato il 2015 Anno internazionale della Luce. ScuolAnticoli partecipa

all’Anno internazionale della Luce con questa pagina.

Un estratto: Le caratteristiche essenziali degli esseri viventi vanno ricercate in una specialissima organizzazione nella quale aspetti analizzabili in termini di meccanica ordinaria si trovano intimamente connessi, in misura sconosciuta alla materia inanimata, con altri di natura tipicamente atomistica...

Clicca qui per continuare a leggere il testo su ScuolAnticoli.

Qui per scaricare il testo in .pdf. O qui per scaricare il testo in .doc

L’Immaginazione di Tattersall

di Luigi Scialanca

un affascinante viaggio nell’unicità umana... cliccando qui!

Di che si tratta? Guarda le immagini-anticipazioni che seguono:

1. Perché Tattersall?... - 2. Tattersall finirà creazionista?

3. La donna che scrisse a Darwin - 4. Comunione&liberazione contro Tattersall

5. Immaginazione e linguaggio - 6. Gli scopiazzatori di Tattersall

7. Tattersall a Roma nel 2012 - 8. E se la mente “vacilla”?...

Lo Scrittore e la Ragazza

di Jerome Klapka Jerome (1859 – 1927)

Un attimo di affettuosa allegria letteraria - cliccando qui!

Il Tour in progress di ScuolAnticoli nella Valle dell'Aniene prosegue con "Passeggiata a Subiaco": 311 immagini, una più bella dell'altra, cliccando qui!

Il Tour in progress di ScuolAnticoli nella Valle dell’Aniene prosegue con...

Passeggiata a Subiaco

più di 300 immagini, una più bella dell’altra...

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Il Tour in progress di ScuolAnticoli nella Valle dell'Aniene prosegue "Nel Castello di Collalto Sabino": 80 immagini, una più bella dell'altra, cliccando qui!

Il Tour in progress di ScuolAnticoli nella Valle dell’Aniene prosegue...

Nel Castello di Collalto Sabino

80 immagini, una più bella dell’altra...

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Il Tour in progress di ScuolAnticoli nella Valle dell'Aniene prosegue con "Passeggiata a San Lorenzo": 40 immagini, una più bella dell'altra, cliccando qui!

Il Tour in progress di ScuolAnticoli nella Valle dell’Aniene prosegue con...

Passeggiata a San Lorenzo

40 immagini, una più bella dell’altra...

Cliccando qui!

Il Tour in progress di ScuolAnticoli nella Valle dell'Aniene prosegue con "Alla 'Sèa' con Gianni": 60 immagini, una più bella dell'altra, cliccando qui!

Il Tour in progress di ScuolAnticoli nella Valle dell’Aniene prosegue con...

Alla Sèa con Gianni

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Omaggio alla Donna anticolana

di Italia D’Andrea e Gianni Guardigli

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ScuolAnticoli ringrazia con tutto il cuore

Marco Occhigrossi

per aver concesso la trascrizione di questo interessante, importante frutto

delle sue generose, impegnative e sempre attente ricerche.

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Il Tour in progress di ScuolAnticoli nella Valle dell’Aniene prosegue con l'Antica Locanda Arcos di Anticoli Corrado - un luogo dove ogni finestra è un quadro: cento immagini, una più bella dell'altra, cliccando qui!

Il Tour in progress di ScuolAnticoli nella Valle dell’Aniene prosegue con...

lAntica Locanda Arcos ad Anticoli Corrado

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Dopo otto anni, la pagina Inesistenza del cielo su Anticoli Corrado si conclude avendo raggiunto il suo obiettivo fondamentale:

La più vasta documentazione mai raccolta sull'inesistenza del cielo: L'Inesistenza del cielo su Anticoli Corrado.

La più vasta documentazione mai raccolta sull’inesistenza del cielo:

Inesistenza del cielo sopra Anticoli Corrado

La prima homepage di ScuolAnticoli nel febbraio del 2006.

Alla ricerca del tempo perduto...

Tutte le Classi di Anticoli dal 1982 in poi...

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Tutte le Classi di Riofreddo dal 1982 in poi...

Tutte le Classi di Roviano dal 1982 in poi...

(Quasi) Tutte le Gite e i Viaggi della Scuola Media Statale Celestino Rosatelli di Arsoli (Roma) e delle sue sedi staccate di Anticoli Corrado, Camerata Nuova, Riofreddo e Roviano: dalle più antiche alle più recenti, dai primi anni '80 a oggi

(Quasi) Tutte le Gite e i Viaggi dal 1980 in poi...

dei ragazzi di ieri e di oggi di Anticoli Corrado, Arsoli, Camerata Nuova,

Riofreddo e Roviano: dalle più antiche alle più recenti, dai primi anni ’80 a oggi.

Vuoi leggere ma non hai tempo? In "Righe di Libri" il tempo per te lo mettiamo noi.

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La Valle a portata di click: Paesi e Meteo della Valle dell’Aniene.

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Le bellissime pagine della Maestra Cristina:

per grandi e piccini.

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Le Pagine della Valle dell’Aniene, luogo tra i più belli del Lazio e d'Italia.

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La Guerra incostituzionale italiana in Afghanistan.

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Dal 1° gennaio 2015, 52.036.

Auguri a Tutte le Nate e a Tutti i Nati il 29 marzo!

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Ti sei persa/perso gli auguri del 28? Clicca qui!

Il 29 marzo 1831 nasce Antonio Cardarelli (1831-1927), medico insigne,

il cui occhio clinico fu così acuto e infallibile che divenne leggendario.

Vuoi vedere il Calendario Ateo di ScuolAnticoli? Clicca qui!

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L'immagine di sfondo di questa pagina, raffigurante piazza delle Ville ad Anticoli Corrado, è un dipinto dell'artista danese Viggo Rhode (1900-1976). L'ha segnalata a ScuolAnticoli il signor Peter Holck. Rielaborazione grafica di Luigi Scialanca.

ScuolAnticoli

La Terra vista da Anticoli Corrado

Libera Scuola di Umanità, senza fedi né credi,

ispirata dalle scoperte di Massimo Fagioli

e dalla Costituzione della Repubblica Italiana.

Diretta da Luigi Scialanca - Anticoli Corrado (Roma).

Aggiornata al 28-3-2015. Buona domenica 29 marzo a tutti.

Pensieri precedenti

Pensiero del Giorno n° 824

Conosci i falsi allievi d’un genio non dall’altezza

a cui si elevano dinanzi a lui, ma dall’alterigia

a cui si abbassano quando ne sono lontani.

Pensiero del Giorno.

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L’immagine di sfondo di questa pagina, raffigurante piazza delle Ville ad Anticoli Corrado, è un dipinto dell’artista danese Viggo Rhode (1900-1976).

L’ha segnalata a ScuolAnticoli il signor Peter Holck. Rielaborazione grafica di Luigi Scialanca.

 

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