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rammentare le fondamentali
disposizioni di legge in materia di adempimento ed
evasione dell’Obbligo Scolastico. E in primo luogo,
naturalmente, l’articolo 34 della
Costituzione della
|

Uniti... per
farlo evadere? |
Repubblica Italiana, che dice:
La scuola è aperta a tutti. L’istruzione inferiore,
impartita per almeno otto anni, è
obbligatoria
e gratuita. I capaci e meritevoli, anche se privi di
mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti
degli studi. La Repubblica rende effettivo questo
diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed
altre provvidenze, che devono essere attribuite per
concorso. Viene poi l’art. 731 del Codice
Penale...
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La
Concordia ha bisogno di Eroi?
C’erano
trenta persone ad
ascoltarmi, venerdì
6 maggio 2011,
mentre parlavo di Lord Jim, di naufragi e di disastri.
La Politica ha bisogno di Eroi? ci domandammo,
con l’aiuto
di Joseph Conrad e di
Rebecca Solnit,
autrice dello straordinario
libro
Un Paradiso all’Inferno;
e se
in un’emergenza si possa
contare di più
(in politica come in
navigazione)
sulla nave e su chi la
comanda o su di Noi e sugli
Altri...
Sabato 14 gennaio

2012 c’erano
più di quattromila
persone invece, fra Uomini,
Donne, Bambini, sulla
Concordia naufragata
all’Isola del Giglio, ma la
maggior parte di loro e
degli Italiani (se non in
queste ore, nei prossimi
giorni) riflettendo sulla
tragedia si porranno la
stessa domanda che ci
ponemmo noi ad Anticoli
Corrado otto mesi fa:
nelle emergenze, nelle
crisi, su chi si può
davvero contare? Ci
vuole Concordia!
Tutti Uniti! Siamo
tutti sulla stessa barca!,
proclamano le Autorità, e
per il nostro bene ci
ingiungono di affidarci a
loro... Ma è davvero così
che vanno le cose? È per
Noi che Esse si danno da
fare, o è per i loro scopi
che si servono di Noi? C’è
davvero Concordia,
nei disastri, tra chi è al
potere e chi è inerme? Ne sa
davvero più di Noi il
comandante, su ciò che sta
accadendo e su ciò che va
fatto, e vuol davvero
salvarci, o ne capisce meno
di (quasi) ogni altro e non
pensa che a salvare sé
stesso? Sul Concordia,
a quanto pare, queste
domande si son rivelate
retoriche una volta di più.
Il
comandante è stato messo in
stato di fermo
(La Repubblica,
domenica 15 gennaio).
Ha
portato la sua nave-città
sugli scogli, ha lasciato la
nave prima di tanti altri.
“Sono
caduto,” si giustifica. “L’ha
abbandonata,”
dicono i magistrati...
Nelle emergenze, nelle
crisi, le Autorità
pensano a Noi o a salvarsi?
Giuseppe Lanzafame, di
Messina, in crociera con le
sue due bimbe, di navi se ne
intende perché è stato
marittimo per dieci anni:
“Siamo
rimasti nelle mani di un
gruppo di incompetenti. Più
di un’ora
senza notizie precise e poi
il caos. Quelli
dell’equipaggio non sapevano
nemmeno come si mette in
mare una lancia di
salvataggio. Gridavano fra
di loro, peruviani,
cingalesi, indiani, e non si
capivano perché tanti non
conoscono l’inglese e
ovviamente nemmeno
l’italiano. Alla guida della
nostra lancia mi sono messo
io, loro non sapevano dove
mettere le mani”...
Nelle emergenze, nelle
crisi, le Autorità
dispongono di validi
esecutori? O di poveri
schiavi di cui si servono
per sfruttare Loro e Noi?
Dall’altoparlante qualcuno
cercava di tranquillizzare i
viaggiatori parlando di un
semplice guasto elettrico...
Nelle emergenze, nelle
crisi, le Autorità ci
dicono la verità o ci
ingannano, si fidano di Noi
o su di Noi proiettano la
loro inconscia (e
giustificata) sfiducia in sé
stessi?
Prim’ancora
che venissero informate le
Capitanerie di porto sono
arrivate diverse chiamate di
aiuto al centralino dei
carabinieri di Grosseto:
venivano dagli stessi
passeggeri della nave...
Nelle emergenze, nelle
crisi, le Autorità
commettono tragici errori o
quanto meno pèrdono tempo
prezioso per la loro tronfia
presunzione di essere
superiori a tutti e non aver
bisogno di nessuno?
Avvicinarsi così tanto al
Giglio era una consuetudine?
Una specie di omaggio a uno
storico comandante della
Costa Crociere ora in
pensione?...
Nelle emergenze, nelle
crisi, le Autorità
continuano stupidamente a
compiacersi di sé stesse in
ancor più stupide cerimonie,
anziché fare quel che
dovrebbero fare? Domande
retoriche: in ogni
emergenza, in ogni crisi,
l’Autorità
che dovrebbe risolverle si
rivela invece, se non la
causa prima del disastro,
un devastante
fattore di aggravamento
delle sue conseguenze.
È quel che nel
romanzo di
Conrad
scoprì Lord Jim che si
credeva un gran comandante,
un eroe del mare, ed era
invece un vigliacco. È quel
che scrive
Rebecca Solnit
dopo un approfondito lavoro
di documentazione sulle
grandi catastrofi
del XX secolo, dal terremoto
di San Francisco all’uragano
Katrina,
dal naufragio del Titanic
all’11 settembre 2001: nelle
emergenze non le comunità (gli Esseri umani riuniti)
piombano nel panico, pèrdono il controllo, ricadono nella “originaria
natura bestiale” (che non esiste, ma a cui tanti credono) e si
abbandonano a eccessi e mostruosità,
ma le
Autorità che le comunità maldestramente si danno o che delle
comunità s’impadroniscono. E la catastrofe peggiore (e, ciò
ch’è ancor più tremendo, permanente) è che di Autorità in
panico siamo in balìa non “solo” nelle crisi, ma da decenni e
senza soluzione di continuità, e che è soprattutto il loro
panico (e anche il nostro, nella misura in cui ci facciamo
abbindolare dalle ideologie antiUmane che le Autorità coltivano e
diffondono) a negarci il “paradiso terrestre”
che le comunità solidali riescono nei disastri a realizzare
avvantaggiandosi dell’eclisse delle élites, travolte dal panico
(cioè dal terrore di Noi) che nei disastri le coglie. Ma come?,
si potrebbe obiettare. Ma
se abbiamo letto e ascoltato
con le nostre orecchie che
sulla Concordia
“c’era
chi ha dato
l’assalto
alle scialuppe di
salvataggio e ha strappato
il salvagente al vicino”?
E questa sarebbe una
comunità solidale?...
Sì, nei disastri c’è chi si
comporta così. Ma sono
eccezioni, non la
regola. Quelli che si
lasciano prendere dal
panico, infatti (quando non
sono, nei rispettivi
contesti esistenziali,
Autorità e
Capi essi stessi) son
persone che hanno creduto e
si son lasciate permeare
dall’ideologia delirante
delle Autorità e dei Capi
secondo la quale gli Esseri
umani sarebbero belve
incontrollabili e feroci, e
nelle emergenze, perciò, il
pericolo maggiore non
sarebbe il disastro
in corso ma le sue vittime...
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Chi andò
con la Morte e portò l’Italia
con sé...
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