ScuolAnticoli

Libera Scuola di Umanità, senza fedi né credi,

ispirata alle scoperte di Massimo Fagioli e alla Costituzione.

Diretta da Luigi Scialanca - Anticoli Corrado (Roma).

Pensiero del Giorno.

Pensiero del Giorno n° 1.109

Pensieri precedenti

L’orgoglio è la follia più grande. E che più protegge dalla pazzia.

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FONTI:

«Nel 1996, nel corso del programma televisivo 60 Minutes, fu chiesto all’ambasciatrice degli Stati Uniti all’ONU, Madeleine Albright, di commentare la notizia che “in seguito alle sanzioni contro l’Iraq mezzo milione di bambini sono morti [...] Più di quanti ne morirono a Hiroshima [...] Vale la pena di pagare questo prezzo?” Albright rispose: “Credo che si tratti di una scelta molto difficile, ma noi pensiamo che valga la pena di pagarlo”» (Howard Zinn, Storia del popolo americano, 1980, ’95, ’98, 2003, Milano, Il Saggiatore, 2010, pag. 451).

“Noi ci leviamo per degli ideali che sono più grandi di noi stessi e percorriamo il mondo non per saccheggiare ma per proteggere, non per asservire ma per liberare, non come padroni degli altri ma come servitori della libertà. La nostra è una missione divina” (George W. Bush, presidente degli Stati Uniti, 2005, citato da Vittoria Calvani, Il Novecento, Milano, Mondadori, 2008, pag. 363).

L’ITALIA SI DISSOCI RADICALMENTE, UNA VOLTA PER SEMPRE, NON IN TEORIA MA IN PRATICA, DA TUTTI I MASSACRATORI PSICOPATICI PER MISSIONE DIVINA!!! (ScuolAnticoli).

Costituzione della Repubblica Italiana, Princìpi fondamentali, articolo 11: L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”.

(Mercoledì 24 maggio 2017. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

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(Lunedì 22 maggio 2017. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

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Albart Remanus è un nome fittizio, da me inventato, a cui ricorro ― concludendo la pagina dedicata al Patrimonio dell’Umanità ― per non espormi a ritorsioni da parte di chi crede e pretende, invece, di poter esercitare un “diritto” esclusivo sul pensiero umano, sulle ricerche che a esso si ispirano e perfino sull’immagine di esso nelle menti altrui (cioè sull’immaginazione di quanti vi si accostano con interesse).

Pretesa, si badi, non solo economica ― alla quale niente si può eccepire, finché la legislazione permane quella che più conviene al sistema capitalista ― ma addirittura intellettuale e morale: la pretesa, cioè, tipica delle Chiese, di stabilire dogmaticamente la “Verità” (l’unica lecita, indiscutibile e immodificabile da parte dei “non autorizzati” dalla Chiesa stessa) riguardo al pensiero in oggetto, alla ricerca su di esso, e alla sua immagine nelle menti altrui. E di perseguitare gli eventuali “eretici” denunciandoli e consegnandoli al “braccio secolare”.

Per questo ho creato Albart Remanus: per poter immaginare, pensare e scrivere di lui tutto quello che mi viene in mente, senza dover di continuo sorvegliarmi per timore di incorrere nelle ire di qualche “papa” o “papessa”.

Ma chi è Albart Remanus? ― vorrete forse sapere.

Albart Remanus è un personaggio importantissimo de Il Pianeta dei Bambini, il mio prossimo romanzo. Ecco, su di lui, qualche riga tratta dal capitolo La morte di Albart Remanus:

 

Erano gli anni convulsi che precedettero il Grande Abbandono. Avevo ventitré anni ed ero tra gli allievi di Francesco Labro, un fisico di fama mondiale. Io e alcuni altri ci riunivamo nel suo studio ogni venerdì pomeriggio per approfondire con lui le lezioni della settimana.

Una volta arrivai in anticipo, e per una decina di minuti rimasi solo, in piedi, a un passo dalla sua scrivania.

Non rammento la data precisa, purtroppo. Ma ricordo come se la vedessi ora la stanza tappezzata di libri, ampia, luminosa, e ricordo con emozione che da dietro una parete mi giungeva il battito profondo, possente, come di un cuore gigantesco, di un ascensore antico che non si fermava mai.

Mentre attendevo, guardandomi intorno, vidi il nome di Albart Remanus sulla copertina, nera come lo Spazio profondo, del suo primo, fondamentale, indimenticabile libro: L’Universo umano.

Non ne avevo mai sentito parlare. Pensai che fosse sulla scrivania di Labro perché egli voleva parlarcene ― ero quasi sicuro, anzi, che volesse segnalarlo soprattutto a me: non ero forse io lo studente a cui più rivolgeva lo sguardo durante le lezioni?... Invece in quel momento la porta si aprì, il professore entrò senza rispondere al mio saluto seguìto da alcuni dei miei compagni, e per due ore, finché l’incontro non si concluse, non fece il minimo accenno al libro immortale che avrebbe rivoluzionato la Fisica contemporanea e tutte le Scienze umane. Così immortale, invero, che io, in qualche modo, senza rendermene conto, guardandolo ne sentivo già, almeno un po, l’immensa importanza futura.

Nei giorni successivi lo cercai dovunque, ma non riuscii a procurarmene una copia finché non mi recai alla casa editrice (che ne aveva stampate poche centinaia ed era stata colta alla sprovvista dalla rapidità con cui erano andate esaurite). Non sapevo perché lo desiderassi così tanto. Ma oggi penso che fu anche perché il professor Labro aveva fatto in modo che lo vedessimo (o piuttosto che lo vedessi io) distinguendolo dalle migliaia della sua biblioteca col metterlo sulla scrivania, e poi, invece, non ne aveva parlato.

Mai più egli accennò a L’Universo umano e al suo geniale Autore, né a lezione né nel suo studio, e mai più vedemmo quel libro sulla sua scrivania. Finché io, una volta, mi feci coraggio e davanti a tutti gliene parlai per primo.

Così, i giorni in cui seppi di Albart Remanus, delle sue scoperte e del suo pensiero furono anche i giorni in cui intuii ― senza rendermene conto, solo con un vago, incomprensibile sentimento che non tutto, intorno a lui, andasse come sarebbe piaciuto a me ― la confusione affettiva e intellettuale per cui la cerchia più “intima” del Genio tentò fin dallinizio, riguardo appunto alle sue scoperte e al suo pensiero, non solo di diffonderli con entusiasmo, ma anche di diventarne, in qualche modo, i gelosissimi “sommi sacerdoti”...

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(Domenica 21 maggio 2017. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

Patrimonio dell’Umanità è la pagina di ScuolAnticoli contro chi tenta di appropriarsi delle scoperte e del pensiero altrui.

 

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Il grande fiume Facebook

 

Non ho alcuna simpatia per il generale e filosofo cinese Sun Tzu, celebre per la sua Arte della guerra, vissuto tra il 544 e il 496. La sua carriera alla corte imperiale iniziò con la decapitazione di due bellissime donne, e questo è più che sufficiente per giudicarlo un mostro... Ma la sua famosa frase, Siediti abbastanza a lungo sulla riva del fiume e vedrai passare il cadavere del tuo nemico ― se intesa, sia chiaro, in senso metaforico ― mi sembra quanto mai adeguata a descrivere uno dei più tristi “pregi” di Facebook.

Facebook, voglio dire, è quel fiume. Ed è un fiume di portata globale, come tutti sanno. Siediti abbastanza a lungo sulla sua riva, evitando di lasciarti distrarre dai cartelloni pubblicitari che la costellano, e prima o poi vedrai passare, a uno a uno, i “cadaveri” di tutti i tuoi nemici. Prima o poi, cioè, scoprirai perché diffidavi, “istintivamente”, di Tizio o di Caia o di Sempronio. Lo scoprirai perché un giorno o l’altro, per quanto abilmente si camuffino, finiranno col tradirsi. Uno, per esempio, si rivelerà un viscido fascista e razzista. Un’altra una livida odiatrice dell’umanità. Un altro un tronfio ignorante di prima categoria. Un’altra una superstiziosa o una baciapile. Un altro ancora un invidioso, o un intrigante, o un subdolo mestatore che tenta di deprimere e avvilire chiunque realizzi qualcosa... E così via.

A questi tipi, Facebook offre strumenti pressoché imbattibili ― i like, i non-like, i silenzi, le allusioni “criptate”, i like “trasversali”, eccetera ― nonché, soprattutto, la certezza dell’impunità più abietta: quella di poter colpire senza esporsi ad alcun contatto fisico, visivo, affettivo, umano, con gli altri. Ed essi non resistono, prima o poi colpiscono (più o meno consapevolmente) e si rivelano, così, per quelli che sono. E tu, vedendo passare a uno a uno i loro “cadaveri”, finalmente vieni sollevato dal dubbio che la diffidenza e il fastidio che da tempo provavi nei loro confronti fossero immotivati e ingiusti.

(Sabato 20 maggio 2017. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

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(Venerdì 19 maggio 2017. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

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Anticolane e Anticolani

Con mille scuse a quasi tutti coloro che non appaiono:

sarà per la prossima puntata!

(Domenica 13 maggio 2017. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

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Passeggiata ad Anticoli Corrado

Sette minuti di Anticoli Corrado.

Sette minuti di pura bellezza.

E qualche istante di malinconia.

(Giovedì 11 maggio 2017. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

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Se un poeta ha amici, essi leggono almeno qualche pagina dei suoi scritti anche se il regime tenta di renderlo inesistente (e di farlo impazzire) comportandosi come se egli non ci sia né possa esserci mai. Non solo: per aiutarlo a resistere, i suoi amici gli fanno sapere il prima possibile che lo stanno leggendo. O, quanto meno, che ne hanno letto qualche pagina e che non se la sentono di approvarle per questo o quel motivo. Sanno, infatti, i suoi amici, che anche la più severa delle critiche è un immenso sollievo, per un poeta che il regime tenta di rendere inesistente e di far impazzire.

Ma tutto ciò, è ovvio, non accade ai poeti che non hanno amici. O i cui sedicenti amici tengono per il regime.

(Martedì 9 maggio 2017. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

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(Sabato 6 maggio 2017. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

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Ritaglio dal Corriere della sera del 6 maggio 2017, pag. 5.

(Sabato 6 maggio 2017. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

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Clicca qui per il bellissimo video del Concerto del 22 aprile 2017!

Purtroppo si sente anche il vento (ma in compenso non si sente il presentatore)! Un vento gelido, a raffiche, il cui frastuono la pur potente telecamera di ScuolAnticoli non è riuscita a neutralizzare... Eppure, malgrado ciò, il freddo che intirizziva le dita dei musicisti niente ha potuto contro il tepore dei loro cuori, e la performance di tutt’e due le Bande è stata eccezionale! Come potrai constatare cliccando qui!

(E poi, se vuoi, vedi anche la pagina di ScuolAnticoli dedicata alle Bande di Anticoli Corrado e Roviano!)

(Domenica 23 aprile 2017. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

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(Lunedì 10 aprile 2017. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

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Che direste, care donne (o almeno pensereste) di un uomo che nega che la donna abbia un’anima, che le impone il silenzio quando non è interpellata, che al minimo cenno di resistenza la picchia, la tortura e la brucia viva, che non fa l’amore con lei e le impone di non farlo con alcun altro, che mai le parla ma comanda soltanto, che mai l’ascolta se non quando lei umilmente si confessa, che le impedisce di lavorare ma ne fa la propria serva, che pretende di esercitare un controllo assoluto sul suo comportamento e perfino sul suo corpo, e che non solo non le permette di divorziare ma le minaccia una punizione eterna se lei lo abbandona?

Che direste, care donne, di un uomo così?

Ebbene: un uomo così, almeno, prima o poi creperebbe, e sia pure in tarda età vi lascerebbe libere per una decina d’anni! La Chiesa, invece, non crepa mai, e da venti secoli vi odia, vi disprezza, vi tormenta, vi umilia e vi domina: tutte le mostruosità di quell’ipotetico uomo, è la Chiesa che le ha perpetrate contro di voi per duemila anni, e alcune di esse ― le più “raffinate” e scaltre ― séguita a perpetrarle ancora oggi con disumana determinazione. In attesa di ricominciare a commettere anche le altre, anche le più feroci, se mai torneranno tempi per essa “migliori”.

Un uomo così, care donna, quale “cultura”, quali “idee”, quale mentalità coltiverebbe nei vostri figli? Non occorre certo che ve lo dica io: sapete meglio di me, per dolorosa esperienza, che cercherebbe di farne i “cloni” di sé stesso, di istillare anche in loro il proprio odio, il proprio disprezzo, e la medesima, più o meno consapevole, disposizione alla violenza contro di voi. Un uomo così potrebbe arrivare perfino a violentarli, i vostri figli, nel pazzo e criminale tentativo di distruggerne la naturale umanità, il naturale rispetto per voi. Ma, allo stesso tempo, li vorrebbe capaci di fingere amore (così abilmente da crederci essi stessi) per il tempo necessario a farvi innamorare e a sottomettervi.

Ebbene, care donne: quell’uomo ― quella trista, grottesca imitazione d’uomo ― è la Chiesa cattolica. La sua religione. E forse tutte le religioni. Complici e istigatrici, da millenni, di una pazzia maschile che nei malati più gravi arriva fino all’omicidio.

Come mai, allora, voi donne siete (mediamente) più religiose degli uomini? Come mai ubbidite più degli uomini ai preti, affollate più degli uomini le funzioni religiose, vi dedicate più degli uomini all’educazione religiosa dei figli e perfino delle figlie?

Non vi sembra “strana”, care donne, una vittima che adora il proprio aguzzino molto più di coloro ― gli uomini ― che invece l’aguzzino privilegia?

È un fatto. Così vanno le cose. Non solo: voi donne siete le prime e più devote seguaci dei “santoni”, degli “indovini”, dei “guaritori”, dei “guru”, dei mestatori politici, dei “duci” o aspiranti tali, di chiunque ― insomma ― approfitti della vostra sottomissione a Dio per sottomettervi anche a sé stesso.

Perché?

Forse perché voi donne siete più stupide di noi?

Io non lo penso. Ma se non è vero, se non siete più stupide di noi, per l’apparente credulità di molte di voi dobbiamo cercare e trovare un’altra spiegazione. La vera spiegazione.

Che potrebbe essere la seguente.

Non poche di voi, penso, “respirando” fin dalla più tenera età un odio e un disprezzo che addirittura precede le vostre nascite (Auguri e figli maschi!) a poco a poco finite col convincervi di essere davvero inferiori, e quindi di dovervi sottomettere e lasciar guidare. Da chi? Dagli uomini, poiché le religioni e le Chiese li proclamano superiori a voi. Da uomini, padri, mariti, santificati e divinizzati in quanto maschi a immagine e somiglianza dell’Onnipotente, maschio anche Lui.

Non solo.

L’odio e il disprezzo sparsi a piene mani dalle religioni e dalle Chiese inducono molti uomini a odiare, disprezzare e distruggere, entro sé stessi, tutto ciò che è “femminile”: a rendersi disumani, freddi, duri, razionali e anaffettivi... per non assomigliare a voi. E, di conseguenza, a costruire un mondo relazionale, culturale, sociale, economico e politico altrettanto mostruoso, in cui essi si muovono “abilmente” poiché sono essi che lo hanno edificato. Mentre voi, che quel mondo lo subìte, vi ci muovete con difficoltà, con impaccio, con profondo disagio, quando non con orrore, annaspando e soffocando come pesci fuor d’acqua, e anche per questo siete giudicate inferiori, stupide, penosamente bisognose di guida e di protezione, e talvolta finite voi stesse col sentirvi tali. Come se il mondo maschile modellato dalla razionalità religiosa sia l’unico possibile, e voi ― non riuscendo a dominarlo, a servirvene, o almeno a barcamenarvi “bene” quanto gli uomini ― dobbiate riconoscervi un’umanità deficitaria e disabile.

Come non ricordare, qui, la mia povera madre? Al cui padre, imponente patriarca della famiglia, per tutta la sua infanzia e adolescenza piacque spesso mostrarle le mani unite a mo’ di becco d’oca ― me lo raccontò lei stessa ― per significarle quanto era sciocca e credulona? Eppure lei lo adorò per tutta la vita, e più di lui adorò Dio e ubbidì ai suoi papi e vescovi e preti.

(Chiaro che ciò danneggia e rovina anche noi! Però non tutti, ma solo quelli di noi che cercano di rimanere umani).

Che dire, a questo punto, dei “mistici” “romantici” e “mansueti” alla Bergoglio?

Che la loro funzione, lo sappiano o meno, è quella di far sembrare “buona”, cospargendola d’incenso, una istituzione che nascondendosi dietro di loro può anche, di tanto in tanto, “riformarsi” e “modernizzarsi”, ma serbando intatta nei secoli la fede in Dio. Cioè nell’idea delirante dell’inferiorità dell’essere umano dinanzi a un’entità superiore. E, di conseguenza, nell’idea ancora più mostruosa della vostra inferiorità dinanzi agli uomini, senza la quale gli uomini potrebbero amarvi davvero e, finalmente, amandovi dimenticare Dio e liberarsene insieme a tutti i suoi scaltri “rappresentanti”.

E che dire, poi, del “vezzo” pretesco di vestirsi da donne ― e perfino di scimmiottarvi nei modi e nell’eloquio ― per convincervi di esservi più vicini degli altri uomini e più in grado di comprendervi? E, allo stesso tempo, per sottomettere più facilmente anche noi, anziché con la violenza, con la fasulla “umiltà” che ci disarma?

So, care donne, che in quanto uomo non debbo elargirvi consigli, tanto più se non sollecitati...

Infatti il mio non è un consiglio, né tanto meno una lezione, ma un’accorata richiesta d’aiuto: donne carissime, smettete di inginocchiarvi dinanzi a chi vi odia e vi disprezza! Avete più volte dimostrato, nel corso dei millenni, che soltanto voi siete capaci di cambiare il mondo davvero, e per di più senza ricorrere alla violenza: smettete, dunque, di inginocchiarvi dinanzi a Dio e ai suoi preti, e all’istante, come per un immane ma impercettibile terremoto, della Chiesa tutta non resterà pietra su pietra.

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(Sabato 8 aprile 2017. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

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La Chiesa di Einstein - prima puntata

(Avvertenza: La Chiesa di Einstein è un racconto immaginario, senza alcuna relazione con persone, aziende o chiese realmente esistite o con eventi realmente accaduti).

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Nessun cultore o appassionato di fisica, o più in generale di scienza, mancò mai alla pubblica lettura di un nuovo articolo del Genio che trasformò radicalmente la nostra concezione dell’Universo. Presenziare a tali eventi era un “obbligo”, ma che scaturiva dall’amore, dalla riconoscenza, e dalla speranza e dal desiderio che il Maestro, benché provato dagli anni, intervenisse e parlasse.

Non tutti, però, erano spinti a intervenire a quelle conferenze dai sentimenti di cui sopra: alcuni, per incredibile che possa sembrare, vi erano invece costretti da una sorta di venerazione che rasentava il terrore.

Lo si vide dopo la morte del Genio ― avvenuta nel 1955 ― quando per circa un anno imperversò negli Stati Uniti la cosiddetta Chiesa di Einstein, una setta che non solo lo divinizzò, cosa che avrebbe mandato Einstein su tutte le furie, ma che addirittura pretendeva di detenere il monopolio della sua memoria e delle sue scoperte. Nonché di scomunicare chi a suo giudizio si rendeva colpevole di blasfemia, criticava i dogmi della Chiesa o contravveniva ai suoi decreti.

Ebbene: il primo dovere di ogni adepto era presenziare alle “funzioni religiose”, cioè alle pubbliche letture dei testi “sacri” del Genio ― ivi compresi, com’è ovvio, gli oscuri e farraginosi documenti prodotti dai sommi sacerdoti. Il che, è appena il caso di dirlo, garantiva alla setta abbondanti introiti ogni volta che sentiva il bisogno di rimpinguare la propria “sacra” cassaforte.

La Chiesa, tuttavia, entrò in crisi già nell’estate del 1956, quando uno dei suoi due fondatori perì nel naufragio dell’Andrea Doria, e naufragò come lui dopo che la Corte Suprema degli Stati Uniti giudicò temeraria la causa che l’altro fondatore aveva intentato contro un fisico “colpevole” secondo lui di sacrilegio per aver sostenuto che le scoperte di Einstein dimostrano, sia pure indirettamente, l’inesistenza e l’impossibilità di qualsivoglia dio.

Le “sacre” conferenze si protrassero ancora per un anno, ma i fedeli che vi assistevano non fecero che scemare. Inutilmente i sommi sacerdoti si accanirono sui reprobi a colpi di reprimende e scomuniche. Vana fu perfino la minaccia del rogo, forsanche perché colui che la proferì fu ricoverato d’autorità in un reparto psichiatrico non appena tentò di metterla in atto. Ben presto la Chiesa di Einstein fu dimenticata ― tanto che quasi nessuno, oggi, ricorda più che esistette ― e le scoperte del grandissimo scienziato rimasero per tutti e per sempre quel che per lui e i suoi allievi erano state fin dall’inizio: un patrimonio dell’Umanità.

L’ultima delle “sacre” funzioni ― come gli interessati potranno constatare abbonandosi al sito della prestigiosa rivista Scientific Revue e consultandone l’archivio alla data del febbraio 1957 ― fu celebrata al cospetto di un solo fedele, un vecchietto non del tutto sobrio che aveva scambiato il “tempio” per un pub, ed ebbe una conclusione grottesca e al contempo penosa quando, sul marciapiede prospiciente il “tempio”, il sommo sacerdote in persona fu visto tendere ai passanti le ultime copie del cosiddetto Catechismo di Einstein ― oggi introvabile ― rimettendosi alla loro carità.

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(Lunedì 27 marzo 2017. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

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Quattro anni fa, quando la scienza “scoprì” l’intuizione creativa...

Mi pare che abbia un senso, a qualche settimana dal “cortese” “invito” che mi ha indotto a rimuovere da ScuolAnticoli unimmaginaria copertina futura de Le Scienze, riproporre questo mio post del maggio 2013 sullimmaginazione...

 

A più di mezzo secolo dalla prima edizione di Istinto di morte e conoscenza, di Massimo Fagioli, la scienza mainstream “scopre” qualcosa di (vagamente) analogo al concetto di immaginazione come capacità che distingue l’animale umano da tutti gli altri.

Nel numero di maggio de Le Scienze, in un articolo dedicato a Le origini della creatività, di Heather Pringle (una giornalista scientifica canadese che collabora con la rivista Archeology) leggo: Gli scimpanzè adoperano con grande abilità un’ampia gamma di strumenti: pietre per aprire noci, foglie per raccogliere l’acqua da cavità degli alberi, e stecchi per scavare nutrienti radici vegetali. Ma non sembrano capaci di far progredire tali conoscenze o di perfezionare le loro tecniche: “Gli scimpanzè possono far vedere ad altri scimpanzè come acchiappare le termiti” dice Christopher Henshilwood, dell’Università del Witwatersrand a Johannesburg, “ma non migliorano la loro tecnica, non dicono: «facciamolo con un altro tipo di bastoncino». Si limitano a fare ogni volta la stessa cosa”. Gli esseri umani, invece, non hanno questo tipo di limiti. [...] Nessun singolo individuo, per esempio, ha tirato fuori da solo tutta l’intricata tecnologia incorporata in un computer portatile: questi risultati nascono dalle intuizioni creative di intere generazioni di inventori (Le Scienze n°537, maggio 2013, p. 41; grassetto di ScuolAnticoli).

Siamo ancora ben lontani, naturalmente, dalla maggior parte (o anche solo da alcune) delle fondamentali implicazioni del concetto di immaginazione nelle scoperte e nell’elaborazione teorica di Massimo Fagioli. Ma è, finalmente, qualcosa nella giusta direzione.

E io, nel mio piccolissimo, ne sono contento anche perché da più di trent’anni insegno agli alunni anticolani (riferendomi alle scoperte di Massimo Fagioli, ma senza poter darne alcuna conferma da parte della scienza mainstream) che è l’immaginazione quel che ci distingue dagli altri animali attualmente viventi. Come ricorderanno, per esempio, le ragazze e i ragazzi che nel 1994-95 scrissero con me la sceneggiatura e collaborarono alla realizzazione del film Arriva l’Ispettore. In cui, a un certo punto, alcuni alunni della Scuola media di Anticoli Corrado trovavano non solo le tracce di un preistorico Homo Anticolensis, ma addirittura... lui in persona. Che, su loro invito, veniva a scuola a parlare di sé. E a un certo punto si esprimeva (quasi) come vent’anni dopo si sarebbe espresso il professor Henshilwood:

HOMO ANTICOLENSIS: Anche gli animali usano semplici strumenti: certe scimmie, per difendersi, usano pietre e bastoni; certi uccellini, i pavimenti delle terrazze per rompere i pinoli... Anche gli animali fabbricano nidi e dighe, scavano tane e formicai... Anche gli animali possono “dirsi” se hanno fame o paura, cercarsi o respingersi... Anche gli animali ricordano, hanno esperienza, sanno e ragionano: tendono agguati, sfuggono alle trappole, insegnano ai piccoli dov’è la vita e dov’è la morte... Eppure non sono umani. Poiché gli animali ripetono sempre. Nessun animale, mai, ha potuto cambiare qualcosa in meglio.

Farà piacere, forse, a quei ragazzi oggi più che trentenni, sapere di avere ricevuto un insegnamento dal futuro, cioè in anticipo di (almeno) vent’anni sulla scienza “ufficiale”? Spero di sì. E chissà, forse nessun egregio avvocato di un ancor più egregio avente diritto mi scriverà per censurare anche questo post.

(Venerdì 3 maggio 2013-mercoledì 23 marzo 2017. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

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(Martedì 14 marzo 2017. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

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Fotografia di Luigi Scialanca.

(Mercoledì 8 marzo 2017. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

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Richiedenti asilo, benvenuti ad Anticoli Corrado!

Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge (Costituzione della Repubblica Italiana, Princìpi fondamentali, articolo 10, comma 3).

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Sabato 11 febbraio 2017. Assemblea pubblica, indetta dall’Amministrazione comunale di Anticoli Corrado, sul Piano nazionale di ripartizione dei Migranti richiedenti asilo. Sottolineo: richiedenti asilo.

 

I fatti.

 

Il 2 febbraio il sindaco di Anticoli Corrado, Vittorio Meddi, e l’assessore Alessio Espositi, convocati in Prefettura insieme ad altri amministratori comunali del Lazio, sono stati informati che in base al suddetto Piano nazionale, elaborato dal ministero degli Interni, ogni Comune d’Italia deve, in proporzione al numero dei Cittadini residenti, accogliere un certo numero di Richiedenti asilo.

Sono stati informati, in altre parole, che l’accoglienza ai Richiedenti asilo ― cioè a donne, uomini e bambini in fuga da situazioni (attentamente verificate) di gravissimo pericolo per le loro vite ― non è una proposta, che si possa vagliare a tempo indeterminato e/o respingere: è un obbligo, al quale ogni Comune deve ottemperare quanto prima possibile.

Un obbligo, naturalmente, che chi non si è disumanizzato sente da sé, senza alcuna necessità che gli venga imposto. Ma che la legge, a chi non è più in grado di sentirlo, adesso impone.

I Comuni, tuttavia ― ha detto il prefetto ai nostri amministratori ― possono scegliere tra due modalità di ottemperare a tale obbligo:

1. Lavarsene le mani e lasciare che a decidere sia la Prefettura. Che in tal caso deciderà da sola, insindacabilmente, chi mandare ad Anticoli Corrado e a quali condizioni.

2. Elaborare un proprio progetto di accoglienza scegliendo, autonomamente e di concerto coi Cittadini, chi accogliere e come.

L’Amministrazione comunale di Anticoli Corrado, dunque ― hanno detto Vittorio Meddi e Alessio Espositi, coadiuvati da tutti i consiglieri di maggioranza ― propone ai Cittadini di scegliere la seconda modalità: realizzare un progetto di accoglienza per due-tre famiglie con bambini, cioè per dieci persone in tutto, dettagliato secondo le linee-guida previste dal Piano nazionale (alloggi, fornitura di gas, luce e acqua, occupazione, ecc.) e... sperare che venga accolto! Poiché, se il ministero degli Interni lo giudicasse inadeguato, Anticoli Corrado ricadrebbe nella modalità uno.

Il progetto ― della durata di tre anni, eventualmente rinnovabili ― sarebbe per il 95% a carico dello Stato e per il rimanente 5% a carico del Comune, ma con la possibilità, per quest’ultimo, di pagarlo non in denaro, ma offrendo ai Richiedenti asilo ― o, per meglio dire, alla Cooperativa che, sulla base del progetto, si prenderà cura di loro ― dei servizi che li aiutino a integrarsi nella nostra comunità: dunque, in definitiva, a costo zero per i contribuenti anticolani.

La gestione del progetto, infatti, verrebbe affidata a una Cooperativa (con almeno due anni di esperienza nel settore) che sarebbe però il Comune a individuare (ovviamente, con le dovute cautele riguardo all’affidabilità della medesima).

Per l’elaborazione del progetto, infine, l’Amministrazione comunale chiede la partecipazione e la collaborazione di tutti i Cittadini di umano sentire e di buona volontà.

I vantaggi di questa proposta mi paiono evidenti:

1. Ci dà modo di compiere un’azione umanitaria di cui essere fieri per il presente e per il futuro, e che avrebbe una più che positiva ricaduta sull’autostima e sull’immagine pubblica dell’intera Cittadinanza del nostro Paese. In altre parole: per averlo fatto, ci sentiremo tutti meglio.

2. Ci permette di decidere chi accogliere e come accoglierlo, anziché dover passivamente subire le imposizioni del ministero degli Interni e della prefettura.

3. Ci offre l’opportunità di accrescere la popolazione (anche scolastica) del nostro piccolo Paese accogliendo famiglie che non chiedono di meglio che integrarsi in un contesto civile, amichevole, affettuoso, dimenticando così, un po’ alla volta, gli orrori ai quali sono scampate per un soffio grazie a noi.

 

La “discussione”

 

Purtroppo, anziché un civile, costruttivo confronto, quello a cui ho assistito sabato 11 nell’Aula consiliare del Comune mi è sembrato, e non solo a me, un cieco attacco contro la Maggioranza da parte di un’Opposizione il cui primo obiettivo, più che quello di rispondere al dramma dei Richiedenti asilo e alle apprensioni di una parte dei Cittadini, è apparso quello di servirsene per sottrarre consensi all’Amministrazione e, probabilmente, per tentare di dividerne l’elettorato.

Discutere, infatti, sia pure in modo acceso, significa contrapporre alle idee e alle proposte dell’interlocutore altre idee e altre proposte. Ma gli “argomenti” dell’Opposizione, (addotti, da chi di fatto la dirige, il più delle volte urlando, e interrompendo chi per parlare aveva atteso il proprio turno) sono stati, invece, del seguente tenore:

A. “Tre anni fa, quando la Maggioranza eravamo noi, avete respinto una proposta identica!” Il che non risponde al vero, e per due motivi: 1. La proposta del 2014 non era affatto identica ma era, anzi, l’opposto dell’attuale, poiché non conteneva alcun progetto dell’Amministrazione, rimetteva ogni decisione alla prefettura, prevedeva l’arrivo di ben quaranta Richiedenti asilo ― un numero, cioè, sproporzionato alla popolazione di Anticoli ― e, quel ch’è peggio, si basava su un calcolo solo economico: accoglienza in cambio di denaro. 2. Quella proposta, presentata dall’allora sindaco Roberto Falconi, fu criticata, sì, per le sue inaccettabili caratteristiche, dai consiglieri dell’allora minoranza, ma non respinta, per il semplice motivo che essi, in quanto minoranza, non potevano respingere alcunché: chi la respinse, dunque, furono proprio gli Uniti per Anticoli, che si schierarono contro il loro stesso sindaco.

B. Idee? Nel corso dell’Assemblea, dall’attuale Opposizione non ne è venuta nessuna. Poiché beceri slogan come “Ci toglieranno il lavoro!”, “Bivaccheranno in piazza!” (o, addirittura, “Parlate di due famiglie, ma se si mettono a fare figli?!” e “Se poi qualcuno muore dove lo mettiamo, ché al Cimitero non c’è posto?!”) non sono idee, ma invettive rabbiose e insensate. Alle quali si sono aggiunti “discorsi” grotteschi come questa dichiarazione del “direttore” dell’offensiva: “Io non sono razzista, tant’è vero che il 14% dei miei dipendenti sono extracomunitari!” e, sùbito dopo: “Ma intanto i giovani di Anticoli sono disoccupati!”. Dichiarazione alla quale si sarebbe potuto ribattere domandandandogli come mai non li abbia assunti lui, i giovani di Anticoli, al posto di quel 14%...

C. Proposte? Solo questa: “Tutti gli 8.000 Comuni d’Italia devono respingere il Piano nazionale, e Anticoli Corrado dev’essere il primo!”. Dopo di che, mancava solo l’invito a tramutare il Comune in un fortilizio, circondarlo di sacchetti di sabbia e stiparlo di forconi!

Vittorio Meddi, Alessio Espositi e gli altri consiglieri di Maggioranza non sono caduti in queste provocazioni: hanno mantenuto la calma tentando, ogni volta, di ricondurre pacatamente gli avversari ai modi di una vera, corretta discussione, facendo appello all’umanità e alla civiltà degli Anticolani e chiedendo la collaborazione di tutti, anche degli oppositori, purché umana e costruttiva.

Ma potrà mai essere costruttiva un’Opposizione che urla oggi l’opposto di quel che ha solennemente approvato sette mesi fa? Come ha opportunamente ricordato il vice-sindaco Francesco De Angelis, infatti, il 29 giugno 2016 il Programma di governo dell’attuale Amministrazione, intitolato “Linee programmatiche del Gruppo consiliare Anticoli al Centro”, venne approvato all’unanimità, cioè anche dai consiglieri degli Uniti per Anticoli. Compresa ovviamente la parte, dedicata al Centro storico, in cui la nuova Amministrazione dichiarava: “[Nostro] obiettivo è la [sua] rivalutazione, che passa attraverso la ricognizione degli immobili sfitti, assegnabili tramite progetti mirati a nuovi nuclei familiari di immigrati che esprimano il desiderio di vivere il proprio futuro ad Anticoli Corrado”.

Come mai l’Opposizione, oggi, rinnega quel che solennemente sottoscrisse il 29 giugno scorso? È questo il valore che essa attribuisce alle proprie firme?

Così, poco dopo che il vice-sindaco Francesco De Angelis le aveva, come si suol dire, “rinfrescato la memoria”, l’Opposizione ha abbandonato l’Aula al séguito di chi la dirige. Dopo aver ottenuto un solo risultato: mettere in difficoltà non la Maggioranza, ma quei Cittadini, per la maggior parte donne, che erano intervenuti non per attaccare l’Amministrazione ma per esprimere le proprie comprensibili ansie e i propri legittimi dubbi, e che invece non hanno potuto farlo poiché le loro voci, tra le urla e i commenti sarcastici degli “oppositori a prescindere”, quasi non si son potute udire.

Ma la stragrande maggioranza delle Anticolane e degli Anticolani non si faranno intimidire: al contrario, e a dispetto di chi tenta di impaurirli, sono certo che saranno all’altezza dell’umanità e della civiltà che l’Amministrazione comunale, con questa proposta, ha dimostrato di riconoscere in tutti noi.

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(Lunedì 13 febbraio 2017. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

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Cosa accadrebbe se gli orologi rallentassero o accelerassero? Voglio dire: se ciò accadesse non al mio orologio, o al tuo, o al suo ― cosa che avviene di continuo ― ma a tutti gli orologi assieme, e a tutti nell’identica misura?

Non è possibile, direte voi.

D’accordo, può darsi che non lo sia. Ma se accadesse... ce ne accorgeremmo?

Be’, penso che se tutti gli orologi rallentassero o accelerassero (per un po’ o per sempre) nell’identica misura, noi continueremmo ad arrivare in orario agli appuntamenti ― e pian pianino, o svelti svelti, continueremmo ad arrivare, un brutto giorno, all’ultimo appuntamento della vita ― senza mai neanche sospettare che essi abbiano rallentato o accelerato.

E penso, dunque, di non poter dichiarare impossibile un fenomeno del quale, se si verificasse, non sarei consapevole.

Consapevole?, direte voi. Ma il nostro rapporto con la realtà non vive mica solo di consapevolezza! Se tutti gli orologi del mondo rallentassero o accelerassero insieme, nello stesso momento e nell’identica misura, noi non ne saremmo consapevoli, d’accordo, ma inconsciamente sentiremmo che qualcosa è cambiato, ne saremmo turbati e confusi come da una sorta di jet lag, cominceremmo a domandarci cosa ci stia accadendo e, prima o poi, troveremmo la risposta!

Può darsi. Ma ― dico io ― se gli orologi rallentassero o accelerassero non per un inconcepibile malfunzionamento simultaneo, ma perché il tempo nel suo insieme ha rallentato o accelerato, allora l’intera realtà rallenterebbe o accelererebbe con loro: il moto della Terra intorno al Sole e a sé stessa, la fioritura delle piante, il nostro metabolismo, le nostre percezioni, il nostro pensiero... Tutto, insomma! E in tal caso come faremmo a sentirlo, sia pure inconsciamente?

Dopo un simile evento, un oggetto ― un pallone, per esempio ― lanciato in aria con la medesima forza di ieri e in condizioni del tutto identiche, oggi ricadrebbe al suolo più lentamente ― o più velocemente ― ma i nostri strumenti di misurazione e i nostri sensi (compreso “il sesto”) non potrebbero attestarlo, poiché anch’essi sarebbero più lenti (o più veloci) in pari misura. I giorni durerebbero pur sempre ventiquattr’ore, le ore sessanta minuti, i minuti sessanta secondi, ma sarebbero giorni, ore, minuti e secondi più lenti (o più rapidi) di prima. E così la durata di qualsiasi oggetto o evento. E così le nostre vite.

Come forse sapete, proprio questo accadrebbe a un astronauta che si allontani dalla Terra, esca dal Sistema solare e viaggi verso la stella più vicina: in lui, nella sua astronave, e in ogni oggetto in essa contenuto, il tempo scorrerebbe più rapidamente che qui, ma senza che egli possa accorgersene o i suoi strumenti attestarlo. Se ne renderebbe conto solo al ritorno, quando troverebbe ad accoglierlo i suoi pronipoti!

Lo scorrere del tempo sulla Terra, infatti, a quanto pare, è determinato dalla locale curvatura dello spazio (tant’è che non si parla più del tempo e dello spazio come di due realtà distinte, né tanto meno come di due “categorie” percettive, ma come di un tutt’uno: lo spaziotempo). E la curvatura dello spaziotempo, a sua volta, è determinata dalla massa della Terra: ragion per cui, allontanandosi dalla Terra e dal Sistema solare, l’astronauta di cui sopra verrebbe a trovarsi in uno spaziotempo meno curvo e, di conseguenza, in un tempo più rapido.

Sembra, tuttavia, che in certe zone del nostro pianeta ― in corrispondenza delle quali, al di sotto della crosta terrestre, il mantello e il nucleo della Terra hanno una composizione diversa ― la gravità (cioè la curvatura dello spaziotempo) sia lievemente maggiore che in altre. Il tempo, in tali zone, scorre dunque più lentamente? E gli orologi, quindi, risultano colà lievemente rallentati? E le nostre vite, pertanto, a parità di ogni altra condizione, se ci trasferissimo in quei luoghi durerebbero più che altrove?

Pare che sia proprio così. Pare, addirittura, che chi va a vivere in montagna (da Roma ad Anticoli Corrado, per esempio) camperà qualche frazione di secondo di più che se fosse rimasto in città. E che, se dalla montagna precipitasse di nuovo in pianura piombando giù da un dirupo, il tempo, per lui o per lei, scorrerebbe sempre più lentamente a mano a mano che si approssimasse al (catastrofico) impatto col suolo.

Si tratterebbe, però, di differenze che definire minime sarebbe un eufemismo.

Una differenza quasi incommensurabile, invece, è quella tra la rapidità (o, per meglio dire, la relativa lentezza) di ogni nostro movimento fisico (compresi quelli interni, come la circolazione del sangue, il battito cardiaco, ecc.) e la ipervelocità dei nostri “movimenti” mentali: tra neurone e neurone, infatti, nei nostri cervelli e in ogni ramificazione dei nostri sistemi nervosi, gli impulsi elettrici “scoccano” alla velocità della luce: cioè, come forse sapete, a circa trecentomila chilometri al secondo (quanto basterebbe, per intenderci, per coprire la distanza fra la Terra e la Luna in poco più di un secondo, e quella fra la Terra e il Sole in otto minuti). Il che significa, se non vado errato, che il nostro tempo mentale, diversamente da quello fisico, è del tutto indipendente dalla locale (terrestre) curvatura dello spaziotempo: i nostri corpi si muovono alla velocità consentita loro dalla gravità della Terra, le nostre menti a una velocità che quasi niente, nell’intero Universo, può condizionare.

Attenzione: non è questo (ma ben altro) ciò che distingue noi umani dagli altri animali: perfino in un verme, gli impulsi nervosi sono altrettanto veloci!

No, qui la distinzione da fare è ― mi sembra ― un’altra.

L’evoluzione di tutte le specie della Terra, compresa la nostra, è stata locale: si è svolta, cioè, sotto la pressione congiunta di innumerevoli mutamenti genetici casuali, da un lato, e dell’ambiente terrestre dall’altro. Ragion per cui, i nostri corpi non possono sopravvivere fuori dal nostro pianeta senza portarsi appresso l’ambiente che glielo permette. Ma la velocità degli impulsi nervosi, in tutti gli esseri viventi, non è condizionata dall’ambiente locale e nemmeno, addirittura, dalla locale curvatura dello spaziotempo: infatti, poiché viaggiano alla velocità della luce, essi potrebbero farlo in qualsiasi punto dell’Universo (tranne, a quanto pare, in prossimità dell’orizzonte degli eventi di un buco nero).

Attenzione: NON penso e NON voglio dire, con ciò, che vi sia negli esseri viventi un che di acorporeo, né tanto meno di divino. Ma “solo” che la vita mi sembra essersi evoluta per “toccare” la realtà, o almeno per sfiorarla, anche dove essa non può fisicamente giungere. Anche a miliardi di anni luce da qui.

Come se gli esseri viventi non si siano evoluti e si evolvano solo localmente, ma anche universalmente. Per effetto di una pressione ambientale, infinitamente più vasta di quella terrestre, che dobbiamo ancora scoprire.

Ma che solo noi, i viventi umani (che però non saremmo mai comparsi se non ci fossero anche i viventi non umani) possiamo scoprire.

Clicca qui per scaricare il testo in .pdf. O qui per scaricarlo in .doc

L’immagine che illustra questo articolo è un particolare de La persistenza della memoria (1931, olio su tela), di Salvador Dalí (1904-1989).

(Mercoledì 1° febbraio 2017. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

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(Giovedì 19 novembre 2015. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

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(Lunedì 17 agosto 2015. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

*

 

E se dal giorno in cui veniamo al mondo, anno dopo anno, con una serie di riti si tentasse di confondere, in ognuno di noi, l’esperienza umana della vita?

Se con un primo rito si cercasse di mistificare, nei nostri genitori e un domani in noi, il significato umano delle nostre nascite?

Se più in là, con un secondo rito, si tentasse dingannarci sul rapporto umano convincendoci che esso è sacrificio disumano di sé e dell’altro?

Se quindi, con un terzo rito, si cercasse di confonderci sullumana ricerca di ognuno di noi sulla propria storia riducendola a un’interminabile sequela di ammissioni e cancellazioni di colpe?

Se in seguito, con un quarto rito, si tentasse di cancellare, in ognuno di noi, il senso del fondamentale momento del passaggio dall’infanzia all’adolescenza, e con esso il rapporto umano della donna con l’uomo e dell’uomo con la donna?

Se poi, con un quinto rito, si cercasse di devastare, in ognuno di noi, lumanità dell’amore, con le sue gioie e le sue sofferenze, raggelandola in un dogmatico dovere verso la divinità?

E se infine, con un sesto rito, si tentasse di falsificare il significato umano della morte spacciandola per una nascita? E alterando, così, il senso dell’intera vita?

Sarebbe mostruoso, vero?

Ebbene, dipende solo da noi che così non sia. Da ognuno di noi.

(Domenica 17 maggio 2015. Luigi Scialanca, scuolanticoli@katamail.com).

 

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Femmina e Maschio, un appassionante romanzo di Luigi Scialanca

Nel 2097 la Terra è un mondo abbandonato, e chi non ha potuto lasciarlo

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80 divertentissime immagini (e un video ancora più divertente)

del Picnic della Scienza del 28 aprile 2017

Quinta, Prima, Seconda e Terza di Anticoli Corrado in...

Anticolani ai Confini della Realtà

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Due nuove immagini della lavorazione di Sinfonia fatale

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Anticoli ricostruita a Cinecittà

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Clicca qui per il video della prima uscita di Eleonora con la Banda!

Quasi ogni donna, nell'infanzia, fu talora un maschietto. Pochi uomini, invece, furono bambine almeno una volta.

Testo di Luigi Scialanca. Immagine tratta dalla Green 'N' Growing Collection

(The History of Home Demonstration and 4-H Youth Development in North Carolina),

Special Collections, North Carolina State University Libraries - 1951, North Carolina, il cui

originale è nel North Carolina State University Libraries Special Collections Research Center.

Il libro sul banco è il testo scolastico Sharing Adventures, Macmillan Reader, 1951).

Quel giorno, Luigi tornò da Stella dopo pochi minuti e si sedette accanto a lei.

“Che ti è successo?” si stupì la ragazza. “Hai litigato?”

Il bambino scosse il capo.

“Vuoi giocare con me?”

“No, grazie.”

“Ma sei triste? Ti senti poco bene?”

“No, sto bene!” disse Luigi, e le sorrise per farle vedere che era vero.

“Vuoi che ti legga?”

“No, grazie.”

Allora Stella sprofondò di nuovo nel suo libro e Luigi, di sottecchi, spiò la bambina la cui apparizione lo aveva indotto a lasciare il pratone per poter guardarla da un luogo sicuro...

Clicca qui per continuare a leggere La Regina delle Bambine su ScuolAnticoli!

Oppure qui per scaricarlo in .pdf!

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Ecco, finalmente, l’imperdibile video del

Saggio di Musica e Danza

della Prima, Seconda e Terza Media del 1996-97 !!!

Ad Anticoli Corrado, in piazza Santa Vittoria, il 10 giugno 1997,

con la prof.sa Mariangela Albanese e... ScuolAnticoli!

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30 bellissime immagini della fontana di Arturo Martini ghiacciata sabato 7 gennaio 2017... cliccando qui!

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ghiacciata. Piazza delle Ville, sabato 7 gennaio 2017...

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Il video del bellissimo Concerto del Complesso Bandistico Santa Cecilia di Anticoli Corrado di lunedì 26 dicembre 2016

Il video del bellissimo Concerto del

Complesso Bandistico Santa Cecilia di Anticoli Corrado

di lunedì 26 dicembre 2016

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 giovani artisti della Terza Media di Anticoli Corrado espongono le loro prime opere nella splendida cornice del Civico Museo d'Arte moderna e contemporanea

I giovani artisti della Terza Media di Anticoli Corrado

espongono le loro prime opere nella splendida cornice

del Civico Museo d’Arte moderna e contemporanea:

35 immagini, una più bella dell’altra, cliccando qui!

E c’è anche un video!

Clicca qui per vedere le immagini del film!

E sui link qui di seguito per leggere anche il testo!

Omaggio alla Modella Anticolana

Clicca qui per scaricare il testo in .pdf     Oppure qui per scaricarlo in .doc

Storia di un “magnifico diciannovenne”, Karl Marx,

della ragazza, Jenny, che lo amò e da lui fu amata,

e della “pura perla” che per un attimo, ma non

per sempre, egli “tenne alta alla luce del sole”

Karl, Jenny, Heinrich e la pura perla

oppure, direttamente in .pdf, cliccando qui

A Ian Tattersall, paleoantropologo, scrittore e curatore emerito

dell’American Museum of Natural History di New York,

va riconosciuto un merito: è stato il “primo”

― anche se qualche decennio dopo Massimo Fagioli ―

a parlare dell’essere umano come di un caso unico tra i viventi...

Clicca qui per continuare a leggere su ScuolAnticoli,

qui per scaricare il testo in .pdf o qui per scaricarlo in .doc

Il 22 gennaio 1891 nasce ad Ales, in Sardegna,

Antonio Gramsci (1891-1937).

Antonio Gramsci è su ScuolAnticoli in:

Una boccata d’aria pura

Antonio Gramsci sulla religione e sulla Chiesa cattolica

Antonio Gramsci sull’immaginazione e la fantasia (in .pdf)

Antonio Gramsci su Giordano Bruno (in .pdf)

Clicca qui per vedere il progetto e le immagini nei dettagli!

Clicca su questi link per il video della presentazione

Prima Parte - Seconda Parte - Terza Parte

girato da Carmine Toppi, con gli interventi del prof. Scialanca, degli architetti Misnoli e Saldaneri, e del pubblico in sala!

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Alla ricerca del tempo perduto...

Tutte le Classi della Scuola media di Anticoli dal 1982 in poi...

Tutte le Classi della Scuola media di Arsoli dal 1982 in poi...

Tutte le Classi della Scuola media di Riofreddo dal 1982 in poi...

Tutte le Classi della Scuola media di Roviano dal 1982 in poi...

E inoltre...

(Quasi) Tutte le Gite e i Viaggi della Scuola Media Statale Celestino Rosatelli di Arsoli (Roma) e delle sue sedi staccate di Anticoli Corrado, Camerata Nuova, Riofreddo e Roviano: dalle più antiche alle più recenti, dai primi anni '80 a oggi

(Quasi) Tutte le Gite e i Viaggi dal 1980 in poi...

dei ragazzi di ieri e di oggi di Anticoli, Arsoli, Camerata Nuova,

Riofreddo e Roviano: dalle più antiche alle più recenti,

dai primi anni ’80 a oggi.

ScuolAnticoli sulla Scuola

(per la Scuola vera, che è di tutti

contro la “scuola” “buona”, che è dei piddino-renzisti)

Perché noi Docenti non dovremmo eleggere i nostri rappresentanti nel comitato di valutazione

(Lunedì 16 novembre 2015)

La “buona” (da mangiare) Scuola renzista

(Venerdì 18 settembre 2015)

Chi è “il primo della classe”?...

(Sabato 12 settembre 2015)

Chi distrugge nei ragazzi la speranza nella Scuola?

(Lunedì 25 maggio 2015)

Un governo che aggredisce gli insegnanti davanti agli alunni non è diverso da...

(Lunedì 8 giugno 2015)

Perché blocchiamo gli scrutini?

(Giovedì 4 giugno 2015)

La “scuola” americana modello della “scuola” renzista: in 45

degli Stati Uniti la scrittura a mano è una materia facoltativa

(Sabato 30 maggio 2015)

La Scuola è un luogo di realizzazione nei rapporti umani...

(Mercoledì 13 maggio 2015)

La Scuola è sotto attacco in tutto il mondo...

(Domenica 12 aprile 2015)

Che cos’è la giustificazione delle assenze da Scuola?

Adempimento ed evasione dell’Obbligo Scolastico

La Fine della Rosatelli di Arsoli, simbolo della Distruzione

della Scuola degli Italiani e della nostra Memoria

Riconosci i falsi insegnanti

Il registro personale del docente - normativa

Hai dei dubbi su cosa sia lobbligo scolastico?

Clicca qui e ti saranno tolti.

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Dopo otto anni, la pagina Inesistenza del cielo su Anticoli Corrado

si conclude avendo raggiunto il suo obiettivo fondamentale: la

più vasta documentazione mai raccolta sull’inesistenza del cielo.

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Le bellissime pagine della Maestra Cristina:

per grandi e piccini.

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Le Pagine della Valle dell’Aniene, luogo tra i più belli del Lazio e d'Italia.

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L'immagine di sfondo di questa pagina, raffigurante piazza delle Ville ad Anticoli Corrado, è un dipinto dell'artista danese Viggo Rhode (1900-1976). L'ha segnalata a ScuolAnticoli il signor Peter Holck. Rielaborazione grafica di Luigi Scialanca.

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La Terra vista da Anticoli Corrado

Libera Scuola di Umanità, senza fedi né credi,

ispirata alle scoperte di Massimo Fagioli

e alla Costituzione della Repubblica Italiana.

Diretta da Luigi Scialanca - Anticoli Corrado (Roma).

Aggiornata al 24-5-2017.

Buon giovedì 25 maggio a tutti!

Pensieri precedenti

Pensiero del Giorno n° 1.109

L’orgoglio è la follia più grande. E che più protegge dalla pazzia.

Pensiero del Giorno.

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